Si è spenta la luce. Riaccendiamo la fiammella della speranza

Scritto il alle 15:06 da Danilo DT

jesuisparis

Cerchiamo di andare avanti e di non parlare troppo a sproposito dei noti fatti accaduti ieri sera a Parigi.
Il mondo deve andare avanti, la vita deve proseguire. Intimorirsi e chiudersi a guscio significa fare esattamente quello che vuole il progetto terroristico colpevole degli atroci attentati, la piaga che rappresenta la nuova grande guerra mondiale.
Il mondo ora è chiamato a reagire. La verità è che bisognava intervenire tanto tempo fa, sul nascere, quando si stava percependo quello che l’ISIS poteva diventare.
Guardate questo post, datato agosto 2014.  dove ormai era tutto chiaro, anche agli occhi di un ignorante come il sottoscritto.
E invece no, gli abbiamo lasciati crescere, gli abbiamo lasciati espandere, gli abbiamo fatto prendere potere, gli abbiamo fatto dominare l’area medio orientale, gli abbiamo permesso di compiere delle stragi inumane.
Perché? Perché tutto questo?

Se glielo hanno lasciato fare è perché c’erano degli interessi. STOP, io non sono un esperto in materia e non voglio farneticare inutilmente. Permettetemi solo di trasmettevi tutta la mia amarezza di fronte a quanto sta accadendo.
Riporto solo una nota, tratta dall’editoriale apparso stamani sul quotidiano “Il Mattino”. Si, è vero, la luce si è spenta. Ma la fiammella, se sarà efficace, quando riuscirebbe a spazzare via il male oscuro del terrorismo? E quante stragi si dovranno ancora contare prima di trovare la soluzione risolutiva?

La Fallaci, forse, non aveva proprio tutti i torti….

(…) Oriana Fallaci, poco prima di morire, aveva riferito che Benedetto XVI in un colloquio privato con lei aveva definito il dialogo con il mondo islamico «impossibile ma obbligatorio». In giornate come quella di oggi il dialogo sembra davvero impossibile. Ma è solo trovando interlocutori islamici disposti non a rinnegare la propria storia e la propria identità ma a cercare con fatica al loro interno le ragioni per condannare e isolare i terroristi che questi assassini potranno essere davvero sconfitti. È la strategia di Papa Francesco, era la vera strategia di Papa Benedetto. È la strategia più difficile. Ma non ce ne sono altre.
Benedetto XVI ama ricordare un proverbio della sua terra, la Baviera. Quando la luce si spegne si possono fare due cose: maledire l’oscurità, che non serve a nulla, o accendere una fiammella. Oggi ci sembra che anche la fiammella serva a poco. Ma se ognuno di noi accende la sua fiammella, alla fine tornerà la luce. Alla fine non avremo più paura del buio, e potrà perfino capitare che sia il buio ad avere paura di noi. (Source) 

Vi lascio con il meglio della settimana. Buona visione a tutti e un augurio a tutti di ritrovare la strada della serenità e della pace.

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ALLEGATO:

Da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci (CdS del 2006)

“Io non vado a rizzare tende alla Mecca. Io non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti. Quando mi trovo nei loro paesi (cosa dalla quale non traggo mai diletto) non dimentico mai d’ essere un’ ospite e una straniera. Sto attenta a non offenderli con abiti o gesti o comportamenti che per noi sono normali e per loro inammissibili. Li tratto con doveroso rispetto, doverosa cortesia, mi scuso se per sbadatezza o ignoranza infrango qualche loro regola o superstizione. (…) noi italiani non siamo nelle condizioni degli americani: mosaico di gruppi etnici e religiosi, guazzabuglio di mille culture, nel medesimo tempo aperti ad ogni invasione e capaci di respingerla. Sto dicendoti che, proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un’ ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’ altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l’ Italia. E io l’ Italia non gliela regalo.”

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5 commenti Commenta
mastrociuchino
Scritto il 14 Novembre 2015 at 16:35

ciao, ho poco da aggiungere, poichè ci sarebbe troppo da dire sugli interessi che dominano il pianeta e le poche entità finanziarie (quindi politiche, farmaceutiche, ebergetiche, mediatiche, ecc) che dirigono davvero il barcone…
mi limito a spolverare una massima di mia nonna asina: ” non si possono mettere nello stesso recinto i maiali e le galline”.
nessuna speranza di fiammelle finchè lasceremo i peggiori della specie a governare gli altri

Scritto il 14 Novembre 2015 at 19:25

Spero che le parole di Oriana Fallaci non suonino come istigatrici verso la “guerra santa” ma che meglio illustri la difficoltà di comunicazione tra due tipi di culture di cui una, la frangia estremista, in realtà può comunicare con NESSUNO

paolo41
Scritto il 14 Novembre 2015 at 19:44

non ha senso stare a guardare, piangersi addosso e aspettare il prossimo attentato; sono dei criminali e usano sistemi di guerra non convenzionali inclusa una battaglia mediatica che fa ancora più paura delle atrocità che commettono. C’è mezza Italia che ormai si aspetta un altro atto terroristico per il giubileo !!!!!!
Le “intelligence” dei vari paesi conoscono tutto di loro, dove sono, di dove arrivano i finanziamenti, dove si approvvigionano di petrolio e a chi lo vendono, etc ma non vogliono sporcarsi le mani con interventi ufficiali; mandano milizie per l’addestramento delle truppe locali e aerei che scaricano missili e bombe ultrasofisticati e ultracostosi per colpire qualche furgoncino Toyota e quattro tende eufemisticamente chiamate campi di addestramento. Hanno mandato anche delle navi a cannoneggiare e sputare missili dal mare!!!!
Non vi sembra ridicolo tutto ciò??? e i vari governi, Obama in testa, continuano ad opporsi all’intervento di Putin che sta disperatamente cercando di convincere gli occidentali a fare quadrato contro questi malviventi.
Dato che usano strategie militari via terra con movimenti rapidi e dispersivi ( Luttwak l’ha chiamata la strategia del “paradosso), vanno contrastati con la stessa strategia, cioè via terra con truppe scelte di cui tutti i paesi occidentali sono dotati e, fra l’altro, con mezzi di comunicazione, di avvistamento e di fuoco molto più sofisticati di quelli ISIS. I droni e gli arei faranno da back up e possono intervenire su informazioni sicure e precise segnalate dalle truppe di terra.
I pozzi di petrolio dove si approvvigionano si distruggono con attacchi aerei mirati (senza guardare in faccia a nessuno), così come si mettono con le spalle al muro quegli avvoltoi che comprano da loro petrolio a prezzi ancora più stracciati di un mercato oggi già stracciato per conto suo.
Chi propone il dialogo non ha capito la situazione e quali saranno le conseguenze nel prosieguo e aggiungo occorre anche da parte occidentale mettere in atto un’azione mediatica che spaventi a morte quei fanatici che saranno fatti prigionieri. Se non interveniamo e se nuovi attentati porteranno all’esasperazione la popolazione occidentale, c’è il forte rischio che quest’ultima si ribelli e cominci da parte delle fasce più estremiste dei paesi europei la caccia al mussulmano e alle loro moschee accomunando giusti e fanatici.

gualma
Scritto il 16 Novembre 2015 at 13:32

Siamo così sicuri sicuri che gli attentati sono di matrice islamica?????

ob1KnoB
Scritto il 16 Novembre 2015 at 14:49

Tristezza mia e pace per i morti. Tutti i morti. Senza moralismi fuori dal comune sentire ma tra esegesi storica ed ermeneutica c’è una grande differenza. La stessa che ci potrebbe essere tra reciproca conoscenza ed una egoistica e consapevole ignoranza. Non esiste peggior morte. Ed è un mio personale pensiero, scevro da ogni giudizio.

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