Il “BISCOTTONE FINANZIARIO” è servito!

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

italia-biscottoneA volte mi chiedo: ma dove è finita l’analisi macroeconomica pura e soprattutto quando conta una ricerca di tipo tradizionale? In realtà questa fase di mercato ci illustra perfettamente quanto il mondo sia cambiato e quanto u n’analisi di questo genere sia assolutamente “inutile”.
Si, inutile perché è sempre più determinante il comportamento delle banche centrali. Troppo determinante.

Questo post potrebbe anche chiudersi qui,semplicemente perché è palese il fatto che dipendiamo dalla mera politica monetaria. Certo, i mercati hanno festeggiato il giusto, hanno gonfiato il pallone ( o la bolla, chiamatela come volete) e ora il sistema ha paura. Si, ha paura che, se manca l’ossigeno delle banche centrali, il pallone si sgonfi e si torni al punto di partenza.
Più volte su queste pagine abbiamo parlato dell’effetto “compensazione” tra le varie banche centrali. Ad una FED che, dopo una fase iperespansiva, inverte la rotta e dovrebbe partire con un primo inasprimento della sua politica monetaria, si contrappongono le intraprendenti ed espansive BCE (attesa per il 3 dicembre dove Draghi aumenterà l’impatto del suo QE Europeo), BOJ (ormai sull’Abenomics ho finito le parole anche se gli effetti benefici sono sempre più relativi) e la PBoC.

Bilanci banche centrali: evoluzione in 10 anni (base 100)

bilanci-banche-centrali-10-anni-base-1003 contro 1: quindi dovrebbe essere garantito quantomeno sulla carta ancora ossigeno a sufficienza.
Ma solo sulla carta, perché il mondo si sta rendendo conto di una cosa: che la politica monetaria può anche avere i suoi effetti collaterali.

Questo spiega il perché il FMI si stia scaldando così tanto CONTRO un aumento dei tassi della FED. Si, proprio loro, che tempo fa condannavano la politica monetaria troppo espansiva. Oggi fanno il contrario, contestano il primo rialzo dei tassi. Come mai? Dai ragazzi, è semplice. Prima il FMI aveva capito che questa politica monetaria rischiava di essere a lungo termine pericolosa perché “schiavizzava” il sistema. Oggi il FMI alza bandiera bianca, in quanto AMMETTE che ormai il sistema è schiavizzato, ma teme che un’inversione di tendenza, ora, con un’economia così fragile, rischi di essere dannosa non tanto per gli USA ma per il mondo intero, area emergente soprattutto.

Janet Yellen non è impegnata solo a valutare se davvero la Federal Reserve alzerà i tassi d’interesse americani al prossimo vertice di metà dicembre. In agenda ha anche una sfida di più lungo periodo e più complessa: proteggere la Federal Reserve da crescenti assalti, che vanno dai gentili appelli del Fondo Monetario ai duri j’accuse dei politici conservatori statunitensi. (…) La necessità urgente è rafforzare credibilità, autorevolezza e indipendenza della Banca centrale. Una autorevolezza sicuramente necessaria alla luce delle polemiche all’ordine del giorno sulla sua attuale strategia accomodante, tra chi chiede a gran voce che sciolga ogni riserva e alzi il costo del denaro e chi, come ieri ancora il Fondo Monetario Internazionale, auspica che proceda invece con i piedi di piombo. (Source)

Condivisibile, dal punto di vista logico, il comportamento della FED: il mandato della Yellen vuole che si guardi all’economia USA e non al bene del globo. Ma è anche vero che se poi il mondo va a rotoli, l’economia USA non ne sarà immune. Ecco perché l’allarme del FMI non è proprio ignorato: Oggi mancano segnali inflattivi che possano giustificare il rialzo, senza poi dimenticare il delicato momento di “evoluzione” in Cina. Ma i timori più grandi, come detto, sono quelli sui paesi emergenti, soprattutto per quelli molto indebitati in dollari e anche produttori di materie prime.

Tutto questo ragionamento porta la Yellen ad uno stato d’animo ben definito: si chiama confusione. Lo si capisce dalle sue apparizioni, dai suoi discorsi mancati o marzulliani, dai suoi atteggiamenti incongruenti. Dire quale sia la soluzione giusta a questo problema non è certo facile.

Il mercato, per certi versi, vedendo una sempre più ampia divergenza tra la politica monetaria di FED e BCE si è già mosso in anticipo (come sempre) portando il cross EUR USD ad un feroce rafforzamento.


Dollaro più forte, in un quadro “normale” significa “effetto restrittivo “ (quindi già di per se dovrebbe portare gli effetti di un aumento dei tassi). Ma non è certo questa la questione. Le regole e le logiche classiche possiamo , per ora, metterle nel cassetto. Ci sono altre dinamiche in gioco.

Noi, in questo quadretto non certo rassicurante (che certifica, ahimè la relatività di tutta quella crescita generata artificiosamente senza però creare le basi solide necessarie per una nuova vera ripartenza economica) non possiamo altro che fare gli spettatori e cercare di capire cosa potrebbe succedere nelle prossime puntate. Intanto, ad oggi, il mercato è “convinto” del fatto che la Yellen, malgrado tutto e tutti, alzerà questo benedetto tasso a dicembre.

Tabella: previsione rialzo tasso FED

previsione-tasso-fed-fomc-dicembre-2015Il 68% degli operatori sono convinti che la Yellen si muoverà. E altrettanto interessante e valutare l’andamento dei futures sempre sul tasso FED.

Grafico Futures Tasso FED: oggi e un mese fa

curva tassi USA-fed-fundsGuardate il confronto con lo scostamento di un mese. Tutta la curva, praticamente, si muove al rialzo di uno 0.25%.
Ma ripeto, oramai questo benedetto 0.25% il mercato lo ha già scontato. La vera partita la si giocherà nel “dopo”. Una volta rotto il ghiaccio occorrerà capire quale strategia inaugurerà la FED e con quali dinamiche. Il resto sarà una conseguenza.
In questo periodo va di moda il “biscottone”. In questo caso FED da una parte e FMI dall’altra stanno cercando di trovare la giusta soluzione al problema. Il rischio è che a subire le conseguenze del “biscottone finanziario” sia alla fine il risparmiatore da una parte e, cosa ancor peggiore, la già bistrattata economia reale (e a cascata, tutti noi).

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
Scritto il 13 novembre 2015 at 15:35

The signs and signals say it all – from International interpretations – including marine, mythological and historical – of course!

サーファー © Surfer [In breve!]

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ob1KnoB
Scritto il 13 novembre 2015 at 16:53

in onore a chi ci ospita…ungarettiano piemontese:

Quand ca la merda la mònta an scagn, o la fa spussa o la fa dann.

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candlestick
Scritto il 14 novembre 2015 at 21:30

io ho un presentimento, a Dicembre non alzeranno un bel niente. Troppo in anticipo su centrature cicliche. Molte cose sono cambiate negli ultimi mesi.
– Il cross EUR/USD deve chiudere il suo ciclo di 16 e 32 anni, quindi un nuovo minimo al di sotto dei 1,05 DEVE verificarsi. Se si verifica prima del 15 Dicembre è un conto, altrimenti è matematico che il minimo sará nel 2016. Se si considera che all’annuncio del rialzo tassi Fed l’EUR/USD schizza in su il minimo deve essere giá stato fatto.
-Oro continuerà a scendere, per il solito motivo di chiusura ciclo superiore fino a quota 900/950 entrò 2017.
-Petrolio chiude con la fine del 2015 il suo ciclo di 17 anni, già in ritardo di un anno rispetto la sua media storica, sembrerá strano, ma a fine anno lo prevedo con punte di 32$ al barile.

In questo contesto, con quello che implicano i prezzi di questi 3 mastodonti finanziari ai livelli indicati e senza parlare del falso 5% di disoccupazione USA LA VEDO DURA ALZARE I TASSI A DICEMBRE.

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