Perché Obama ha deciso di attaccare ISIS e sulla Siria non è intervenuto?

Scritto il alle 08:22 da Danilo DT

02 Aug. 10 23.10

Questo post è decisamente OFF TOPICS ma poco importa e spero possa chiarirvi le idee su cosa sta accadendo. Sono rimasto profondamente colpito dalla scalata al potere di questo gruppo di estremisti islamici (ISIS) che definire composto da terroristi è limitativo.
Bisogna fermali, il prima possibile. ISIS ha ucciso recentemente almeno 500 cittadini yazidi. Tra essi anche donne e bambini che sarebbero stati sepolti vivi. Senza poi parlare di cosa stanno facendo ai cristiani.

Dice il ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani: «Donne e bambini sono stati sepolti vivi in fosse comuni e trecento donne sono state fatte schiave». (…) « In alcune di queste immagini ci sono file di yazidi uccisi con un colpo alla testa mentre i combattenti dello Stato islamico festeggiano brandendo le loro armi in aria. Questa è una terribile atrocità». (Source) 

Pensate che addirittura ISIS considera Al Qaeda un nemico, tanto per capire come sono squilibrati questi pazzoidi musulmani. La cosa che però non mi tornava era un’altra. Come mai Obama ha deciso così, in fretta e furia, di intervenire (giustamente) contro le atrocità di ISIS e non ha fatto nulla per limitare quell’altro grande dramma che è il genocidio in Siria?
Ho trovato questo articolo che vi spiega il tutto. Ovviamente all’interno delle ragioni ci sono i soliti interessi politici, economici e quant’altro.

(…) Barack Obama ha infatti cercato di convincere più volte l’opinione pubblica americana e il Congresso a intervenire contro Damasco, senza arrivare a un risultato. Tutto e rimasto fermo. E invece giovedì sera a sorpresa il presidente ha dato il via libera a una serie di raid mirati contro i ribelli sunniti dell’Isis in Iraq (che controllano parte della Siria e sono acerrimi nemici del presidente Bashar al Assad). Con questa mossa, Obama – che aveva messo al centro della sua azione di politica estera la fine della guerra in Iraq – è diventato di fatto il quarto Commander-in-Chief degli Stati Uniti a ordinare un intervento all’interno dei confini iracheni.

Proprio così. E questa cosa non mi tornava più di tanto. O meglio, potevo immaginare ma avevo bisogno di conferme.

Ma quali sono i motivi che hanno portato al fallimento l’interventismo di Obama contro Damasco (quando i morti e l’emergenza umanitaria erano sulle prime pagine di tutti i quitidiani mondiali) e invece hanno gli hanno lasciato carta bianca in Iraq, dove altrettante minoranze religiose e migliaia di civili stanno subendo la violenza dei miliziani dell’Islamic State? Secondo quanto scrive il Washington Post ci sono cinque ragioni.

1. La forte opposizione all’intervento in Siria. Mentre Obama faceva pressioni per dare il via libera al bombardamento, altri Paesi remavano in direzione opposta. Il presidente russo Vladimir Putin – alleato centrale di Assad – era riuscito adirittura a scrivere un editoriale sul New York Times contro l’azione militare (una posizione che oggi appare ridicola dopo l’annessione della Crimea). Dall’altra parte c’era l’Iran, uno dei principali attori della regione e storico alleato della Siria: l’Iran è Sciita e la famiglia Assad è Alawita, una minoranza dello sciismo. A ruota si erano schierati anche i principali Paesi europei, contrari a un coinvolgimento nella crisi di Damasco.

2. L’Isis ha meno “agganci” internazionali rispetto a Damasco. E rappresenta una minaccia per gli Usa. A differenza di Assad i ribelli sunniti hanno pochi alleati importanti a livello internazionale. La Russia e l’Iran non li sostengono. Anche al Qaeda, il gruppo da cui sono nati, in questo momento è un nemico. Anche se si crede che l’Arabia Saudita e il Qatar li finanzi, nessun Paese si opporà agli Stati Uniti. Inoltre Francia e Regno Unito hanno annunciato di volersi unire agli attacchi.
Oltre a questo l’Islamic State sta rimpiazzando al Qaeda e adesso rappresenta la più grande minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. Ci sono negozi che vendono souvenir dell’Is (come accadeva con l’organizzazione fondata da Osama Bin Laden) e a Londra sono apparse le prime bandiere nere, simbolo del califfato. Infine in un documentario di Vice News uno dei combattenti dice di voler “issare la bandiera di Allah all’interno della Casa Bianca”.

Meno agganci, meno inciuci, quindi più facili anche da combattere. Sono ribelli indipendentisti. Loro contro tutti. E stanno diventando il “Nuovo che avanza”, il peggio del peggio. VAnno fermati, E subito. E se volete vedere i video citato nell’articolo QUESTO E’ IL LINK ma vi avverto, andateci cauti. Sono immagini MOLTO FORTI.

3. Chi è il nemico ora, Assad o i ribelli? Nei tre anni di guerra in Siria i ribelli hanno subito una profonda metamorfosi. Ora a combattere contro Assad sono perlopiù forze islamiste (Isis e al Qaeda comprese) che vorrebbero creare uno Stato fondato sulla Sharia all’interno della nazione. Gli Stati Uniti più volte hanno dichiarato di aver inviato aiuti solo ai ribelli moderati. Ma in molti oggi si chiedono che fine abbiano fatto, in una realtà governata da gruppuscoli di dubbia provenienza. Inoltre l’esempio della Libia post Gheddafi – ricaduta nel caos settario e in mano a fazioni di ribelli islamisti – è un campanello d’allarme per tutti, continua il Washington Post.

Ecco la risposta che aspettavo. Se si interviene in Siria, si sostiene…chi?

4. I raid aerei limitati potrebbero essere la soluzione. La situazione attuale nel nord del’Iraq, e in particolare nella regione curda, mette in luce come un intervento militare limitato potrebbe avere un grande impatto. L’Isis pur avevendo mostrato una grande tattica militare negli ultimi mesi è invece del tutto incapace di contrastare gli attacchi aerei. Inoltre da tempo sia il governo centrale di Baghdad che le autorità curde chiedono a Washington un intervento. A differenza della Siria, la crisi irachena si è espansa in breve tempo all’esterno dei confini.

Out of control. Mentre la questione Siriana resta all’interno di un perimetro, ISIS si sta espandendo a macchia d’olio nel nome di Allah, portando distruzione ed atrocità assurde.

5. (…) Nella città assediata di Erbil ci sono ancora centinaia di militari e civili americani. La metropoli è la capitale del Kurdistan iracheno, regione alleata di Washington. C’è infine un altro elemento da non sottovalutare, scrive il Washington Post: molti dei problemi dell’Iraq sono legati alla guerra contro il regime di Saddam Hussein nel 2003. In molti pensano che questo caos interno sia stato creato in parte anche dagli Stati Uniti, che adesso devono cercare un modo per risolverlo. (America24)

ISIS figlio della rivoluzione post Saddam Hussein? Sono molto sincero con voi, di certo non sono un esperto sull’argomento, ma ho solo una grande certezza. Andare a rompere certi equilibri che si erano generati in certi stati (come in Egitto, Libia e Irak) ha generato delle problematiche pazzesche e potenzialmente ingestibili. Poteva starci la difesa del Kuwait, invaso dall’Irak, ma tutto il resto doveva essere gestito molto meglio. Come dice l’articolo, una crisi dovuta proprio anche dall’interventismo USA e che quindi gli stessi USA ora sono chiamati a risolvere. Ma non sarà per niente facile.

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 11 agosto 2014 at 09:45

MA SOPRATTUTTO IN SIRIA NON C’è QUASI PIù PETROLIO, O COMUNQUE E’ UN PAESE NETTO

IMPORTATORE, L’IRAQ INVECE HA ANCORA GROSSE RISORSE ED è UN PAESE ESPORTATORE, SE

NON ARRIVA LU PETROLIU COSA FA LA VECCHIA AMERICA AD ACCENDERE LO SMATPHONE?

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Scritto il 11 agosto 2014 at 11:36

AH BEH…SICURAMENTE….

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Scritto il 11 agosto 2014 at 13:13

DT,

attento, non “cadere in tentazione” nel giochino delle parti – che purtroppo è velato ancora.

In questo “bailamme” – non solo ultimo, nella/della cd. “primavera dei Paesi Arabi” – non imputerei le (maggiori) colpe ad Obamuccio (dixit, United States of America: sulla politica estera – tralasciando le “critiche” di comodo, di retrovia e di protezione di propri interessi, spesso elettorali/stici – i Repubblicani e i Democratici sono da SEMPRE “ermetici-chiusi”: ossia, han fatto, fanno e faranno SEMPRE fronte comune – nel bene o nel male).

Nessun colpo di/in testa; della serie: si attacca Obamuccio, perché “non serve più”.

Giusto o sbagliato che sia, Obama (dixit, USA, nel senso di YankeeS – cd. “popolino”) hanno fatto una scelta ben precisa con la Sua rielezione: disimpegno “militare” – per vari motivi, non solo economici – e messa in soffitta del Loro ruolo di “gendarmi unici dell’ordine mondiale” – che tra l’altro, i Molti, i Tanti, i “PIU'” hanno sempre criticato (se… NON RICORDO MALE?!).

Non voglio dilungarMi troppo, anche perché c’è – chi ne sa più di Obamuccio e di Noi del/nel Vecchio Continente?!? – la Mogherini.

Basta questo per capire il “bailamme”.

サーファー © Surfer

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ob1KnoB
Scritto il 11 agosto 2014 at 16:19

Il primo intervento militare americano è del 1990. Sono passati solo 25 anni……non mettiamo tutta questa fretta agli Usa…..per decidere con chi stare.
a proposito della Mogherini…..fantastica come sempre la sintesi su Spinoza:

(La posizione del governo italiano su Gaza e Ucraina è talmente chiara che tutte e quattro le parti in causa ci considerano alleati)

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danaeb
Scritto il 11 agosto 2014 at 19:17

Ma la memoria ce l’avete ? La Siria era un paese molto povero ma privo di grosse tensioni al suo interno. Forte presenza di comunità religiose ed etniche differenti, ma ottima convivenza fra le varie parti. Il regime non è certo democratico, ma con l’arrivo del figlio di Assad è molto migliorato. All’inizio delle ostilità in Siria tutti gli esponenti religiosi della zona, cristiani ortodossi, mussulmani, cattolici, caldei , sostenevano Assad contro i ribelli e li definivano come pazzi sanguinari diretti da forze esterne alla Siria. Fin dall’inizio su youtube si potevano trovare i filmati con le loro atrocità. Stranamente il sostegno ai ribelli da parte occidentale e panAraba è iniziato proprio quando il figlio di Assad , ha introdotto significative riforme in senso democratico. Perfino gli attacchi con gas nervini a Damasco si sono dimostrati di provenienza ribelle e questo è stato acclarato dai migliori giornalisti americani . Nella coalizione anti-Assad le forze estremiste islamiche hanno sempre avuto una connotazione maggioritaria, la stessa Clinton ha ammesso più volte la loro necessaria presenza e le ha addestrate attraverso contractors americani e con l’aiuto dei Turchi. Di colpo viene fuori che queste forze all’improvviso si sono impadronite di mezzo Iraq, e nel contempo gli Stati Uniti si rifiutano di fornire aiuti al governo iracheno sciita che cerca di fronteggiarli. Sembra che gli americani con tutti i loro satelliti, droni, servizi informativi e di spionaggio, si siano fatti cogliere di sorpresa ed improvvisamente da un giorno all’altro salta fuori il califfato. Adesso viene fuori il dramma umanitario e non si può più nascondere, ma è dall’inizio della guerra che in iraq che si fa strage di cristiani e questi sono costretti a scappare. Ora arrivano i nostri, che mandano un paio di aerei , a bombardare le posizioni dell’ISIS e fanno anche la figura dei salvatori. Se la situazione non fosse così tragica ci sarebbe da ridere.

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idleproc
Scritto il 11 agosto 2014 at 22:26

Post di un post:

What you are not being told about the latest crisis in Iraq

http://ian56.blogspot.com/2014/08/what-you-are-not-being-told-about.html

Obama says he is going to start (restart) airstrikes in Iraq and drop “humanitarian” aid because Iraq has become a “catastrophe”.

In order to understand what is currently going on in Iraq we first have to understand some of the background, history and the more recent events over the last year or so.
It’s getting pretty complicated – so please bear with me while I try and explain.

Prime Minister Maliki

Maliki has now fallen out of favor with Washington DC because he has got too close to Iran.
Obama and the State Department want him replaced with someone else (I don’t know who yet).

Maliki signed a deal with Iran and Assad in July 2013 to build a gas pipeline from Iran’s South Pars gas field (the largest in the world) to the coast of Syria, for onward export to Europe.
This was the real reason for the sudden escalation in the attempts by the US government to get overtly involved in the Syrian civil war, in late August and September 2013; and to start a massive bombing campaign in Syria.
The chemical weapons attack in Damascus in August 2013, that was immediately blamed on Assad, was actually a false flag attack by Islamic Extremist rebels on rebels in Damascus and was probably engineered and schemed via Turkey.
See 1, information on the Syrian civil war.

Maliki has recently become even more friendlier with Putin and Russia.
There were already some deals for Russia to start drilling for oil in Iraq, from a year or more ago.
In the last couple of months it has been announced that Russia has started producing oil in Iraq and that Russia and Iraq were looking to expand Russia’s involvement in developing Iraq’s oil assets. See 2.

Maliki became frustrated with the US’s refusal to supply any of the previously agreed 36 F-16’s (or to supply weapons in general), so he has obtained jets from Russia instead. See 2.
Iran also returned the ~80 Iraqi planes that were sent to Iran in 1991 during the first Gulf War to prevent the US destroying them. These will now be very old.

Maliki’s Shia led government has always been favorable to Iran’s Shia’s.
Hence the calls from DC that Maliki must form a more “inclusive” government with Sunnis (this is just code to move away from Iran).

Maliki fired his Kurdish Foreign Minister in July – see 3.

The Kurds in Iraq

Obama has refused to arm the Kurds in their current fight against ISIS.
The Kurds have urgently requested resupplies of ammunition etc. which Obama has so far refused to do. It is not yet known whether Obama’s “humanitarian” airdrops are cover to supply munitions and weapons to the Kurds or if the Kurds are still out of favor – see below.

The Kurds have recently fallen out of favor with both Washington DC and Maliki because they have recently started selling their own oil for their own revenue, bypassing any involvement of Maliki and Baghdad.
If the Kurds can sell their own oil without the involvement of Baghdad’s Oil Ministry, they will have the necessary revenue to declare complete independence from Baghdad.

The Kurds are selling their oil in a joint operation with Erdogan and Turkey. Oil tankers are being loaded with Kurdish oil in Turkey and then sold on the open market.
There is an ongoing US court case concerning an attempted delivery of Kurdish oil to the US. See 3.

The Oil Tanker in question which has $100m worth of oil on board.

This is only one of 5 tankers that have been loaded with Kurdish oil in the Turkish port of Ceyhan since May. I do not know how the Kurdish oil is getting from the Kurdish oil fields in Iraq, to Ceyhan in Turkey.
The oil tankers have and are delivering oil to various locations around the world, see 4.

It is not yet known what impact, if any, the current fighting between ISIS and the Kurds is having on the Kurdish oil export business to Turkey.

Update 08/09
From February 2013
Iraq’s Oil Rift (Between the Kurds and Baghdad) Deepens Over Exxon Move
Exxon Mobil to develop oil fields in Kurdish areas of Iraq
http://www.upi.com/Business_News/Energy-Resources/2013/02/15/Iraqs-oil-rift-deepens-over-Exxon-move/UPI-72931360959907/

Erdogan and Turkey

Erdogan has now completely fallen out of favor with, and split from, Washington DC. See 5.

Erdogan started negotiations to buy a $3.4bn missile defense system from China in late 2013, thus snubbing DC.

It is known that Erdogan is very frustrated with DC’s lack of action in overtly arming the Islamic Extremist “rebels” in Syria.

Erdogan also became frustrated that the False Flag chemical weapons attack in Damascus, in August 2013, did not result in the start of a massive US bombing campaign in Syria and the subsequent start of an all out American military campaign in Syria.See 1.
The planned massive bombing campaign using over 100 Tomahawk Cruise Missiles just in the initial strike(s) would have had little effect on Assad’s military capabilities and would have undoubtedly failed to meet it’s supposed objectives to alter the course of the Syrian war. The bombs were always to be merely a stepping stone for more direct American military action, up to and including a significant number of American boots on the ground.

Erdogan is working with the Iraqi Kurds to sell their oil independently of Baghdad.

Erdogan has recently issued strong condemnations of Israel’s attack on Gaza.
(This despite reports that one of the Kurdish oil tanker deliveries was to Israel at a steep discount – before Israel’s invasion of Gaza.)

ISIS

ISIS captured Fallujah in early January and have been getting stronger ever since, so it wasn’t a surprise when ISIS also captured Mosul in June, although the Western media made it out to be something that came completely out of the blue.

ISIS captures Fallujah amid rise in violence in Iraq.
http://www.washingtonpost.com/world/al-qaeda-force-captures-fallujah-amid-rise-in-violence-in-iraq/2014/01/03/8abaeb2a-74aa-11e3-8def-a33011492df2_story.html

ISIS captured around $1bn worth of American supplied equipment when the Iraqi army threw off their uniforms and ran on the approach of ISIS to Mosul.
ISIS were far fewer in numbers (5,000-10,000) and far less equipped than the Iraqi army around Mosul at the time. This is not the case now.
The captured equipment included a few tanks, 200 to 1,500 Humvees and armored cars, at least one military helicopter, some ManPad shoulder held anti aircraft missiles, 50 Howitzers, RPG’s, plus a large quantity of ammunition and other military supplies.

It is unclear whether ISIS also accrued around $425m from banks in and around Mosul. There are now conflicting reports on this.

ISIS’s weapon inventory grows
http://www.dailysabah.com/mideast/2014/07/03/isiss-weapon-inventory-grows

ISIS has become the dominant Islamic Extremist group in Northern Syria, forcing out and marginalizing Al-Nusra in a series of battles between the two Islamic groups.
It obtained significant quantities of American/Saudi Arabia/Turkey supplied weapons (either through capture or direct supply) in Syria, before turning it’s attention to Iraq around the turn of the year.
The weapons captured in Syria, include tanks, armored cars and TOW wire guided American manufactured anti tank missiles.

ISIS has operated in Iraq, Syria and Turkey for several years, but has only been fighting in Syria until fairly recently.

ISIS has been funded by Saudi Arabia since at least 2007, with the full support of the CIA.

If the NSA is actually fighting terrorism why haven’t they stopped Saudi Arabia, Qatar & Kuwait funding Islamic terrorist groups like ISIS and Al-Nusra?
http://ian56.blogspot.com/2014/06/if-nsa-is-actually-fighting-terrorism.html

US aims in Iraq

The primary immediate aim of the US in Iraq is to remove Maliki from power.
He has become far too friendly with both Iran and Russia.
The “crisis” with ISIS in Iraq provides a mechanism with which to do this.

The overall aim of the US, Saudi Arabia and Israel is to destabilize the Middle East in order to promote arms spending, more war and for Saudi Arabia to obtain a high price for it’s oil.

Destabilization of the Middle East and Middle East regimes, except for Saudi Arabia, Israel and the Gulf Oil States who are intimately allied with the US and Israel.

The facts about the oil price and oil politics that the US government, oil majors and major producers don’t want you to see
http://ian56.blogspot.com/2014/06/the-facts-about-oil-price-and-oil.html

The activities of ISIS in Iraq promotes instability in the Middle East.

It is unclear, at least to me, what Obama intends to do about Turkey, Erdogan, the Kurds and Kurdish independent oil sales at this point in time. We await further developments.
The one thing that we can be sure of, is that Obama’s decision to restart the bombing of Iraq has nothing whatsoever to do with any “humanitarian” concerns.

An additional complicating factor is that the Iraqi Kurds have had good relations for many years with Israel, particularly their current President – Masoud Barzani.
http://www.islamicinvitationturkey.com/2014/06/28/exclusive-iraqs-barzani-family-is-with-israeli-mossad-chief/

For anybody with any doubts about the extent of the co-operation between Saudi Arabia and Israel see this:-
Saudis Bankrolling Israel’s Mossad: More confirmation?
http://my.firedoglake.com/barrylando/2014/03/08/saudis-bankrolling-israels-mossad-more-confirmation/#

References

1. Information on the Syrian Civil War
Syria update – the Islamic Extremists are losing the war, so Saudi Arabia wants to supply heavy weapons
http://ian56.blogspot.com/2014/04/syria-update-islamic-extremists-are.html

2. Iraq, Russia & Iran – fighter jets and oil deals

The Russians are drilling for oil in Iraq
http://ian56.blogspot.com/2014/04/the-russians-are-drilling-for-oil-in.html

Russian jets to aid the fight against Sunni rebels in Iraq – PM Maliki
http://rt.com/news/168744-russia-jets-iraq-maliki/

Iraq Buys Used Russian Fighter Jets Amid U.S. Delivery Delay
http://www.bloomberg.com/news/2014-06-26/iraq-buys-used-russian-fighter-jets-amid-u-s-delivery-delay.html

Iran transfers 88 Russian Sukhoi fighter planes to Iraq
http://www.iraqinews.com/iraq-war/iran-transfers-88-russian-sukhoi-fighter-planes-iraq/
These are more than 20 years old, but a much smaller number of serviceable planes will be able to be produced from cannibalizing the parts from less serviceable planes.

7 Iranian Su-25 Frogfoot attack planes have just deployed to Iraq
http://theaviationist.com/2014/07/01/iranian-su-25-iraq/

Petrodollar Under Threat As Russia And Iran Sign Historic 500,000 Barrel A Day Oil Deal
http://www.zerohedge.com/news/2014-08-06/petrodollar-under-threat-russia-and-iran-sign-historic-500000-barrel-day-oil-deal

3. Rift With Kurds Widens as Iraqi Leader Replaces his Kurdish Foreign Minister
https://hydrablog.csusm.edu/2014/07/rift-with-kurds-widens-as-iraq-1.html

4. Kurdish oil being sold via Turkey
How the U.S. got mixed up in a fight over Kurdish oil — with a unified Iraq or a completely independent Kurdish State, at stake.
http://www.washingtonpost.com/business/economy/how-the-us-got-mixed-up-in-a-fight-over-kurdish-oil–with-a-unified-iraq-at-stake/2014/08/04/4a00a6e2-1900-11e4-9e3b-7f2f110c6265_story.html

5. Erdogan and Turkey

Turkey, Erdogan, False Flags, Corruption, The Turkish/Chinese arms deal and Fethullah Gulen
http://ian56.blogspot.com/2014/03/turkey-erdogan-turkishchinese-arms-deal.html

Turkish PM Erdogan says Israel ‘surpasses Hitler in barbarism’
http://uk.reuters.com/article/2014/07/19/uk-israel-turkey-travel-idUKKBN0FO0XD20140719

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gnutim
Scritto il 12 agosto 2014 at 10:45

OVVERO?

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idleproc
Scritto il 12 agosto 2014 at 18:38

ob1KnoB@finanzaonline,

(La posizione del governo italiano su Gaza e Ucraina è talmente chiara che tutte e quattro le parti in causa ci considerano alleati)

Se fosse vero potrebbe anche essere l’azione politica di un pensiero intelligente.
Potrebbe essere un ritorno alla nostra storia antica ma nello specifico sembra essere contradictio in adiecto.
La retorica militarista del morire combattendo all’alba in un campo di grano col vento tra i capelli, non è stata mai patrimonio dei nostri antenati, era gente pratica, determinata, razionale e intelligente.

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