BANCHE: nessuno è responsabile. O forse TUTTI lo sono (Weekly Rewind)

Scritto il alle 15:01 da Danilo DT

banche-fallimento-italia

Ormai i media locali parlano solo più delle banche, di obbligazioni subordinate, di salvataggi bancari, ex Bail Out e da gennaio Bail-In, di scandali nel percorso di vendita dei prodotti bancari, e credetemi, con tanta disinformazione e tanto terrorismo psicologico.
In un post di ieri ho parlato della “caccia alle streghe”. Ormai per il risparmiatore tutte le banche italiane stanno per fallire e tutti i risparmi stanno per essere polverizzati.

Non voglio entrare nel merito del servizio di consulenza, delle modalità di vendita, dell’etica professionale e tanto meno dell’adeguatezza delle operazioni di sottoscrizione di obbligazioni subordinate, compresa la consapevolezza di sapere bene cosa significava sottoscrivere tale titolo. Dico solo che nessuno (banche, governo, Consob, Banca d’Italia) riconosce le sue responsabilità. Però allo stesso tempo tutti sono concordi nell’incolpare l’Europa e l’Euro, in particolare la Commissione UE. Uno scaricabarili all’italiana che alla fine, fa comodo a tutti e nasconde la realtà dei fatti.

Se poi uno va un po’ più a fondo però, scopre che chi doveva controllare (Consob ad esempio) non ha controllato, che si è sempre lavorato in modo “burocratico” facendo firmare migliaia di papiri illeggibili ai clienti che coprono le spalle alle istituzioni ma non di certo al risparmio, lasciando nella cultura finanziaria (scarsa) della popolazione italiana la convinzione che tanto “una banca non può fallire”. Agire prima? Da quanti anni queste istituzioni finanziarie erano in amministrazione controllata e sull’orlo del fallimento? Come mai si è deciso di operareo in “zona Cesarini” a ridosso del primo gennaio, quando la legge sul “Bail In” entra in vigore?

Ci sarebbero da scrivere libri su tutti gli argomenti sopra citati. Per evitare di fare discorsi monchi, preferisco non impantanarmi: però come ho ribadito nel post di venerdi, quello che vi consiglio caldamente è NON solo guardarsi indietro (discorso valido ovviamente NON per chi ha sottoscritto le obbligazioni subordinate di Banca Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti ) ma soprattutto guardare avanti. E per chi è rimasto bruciato dalle quattro Banca Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti…

Il governo ha depositato l’emendamento alla legge di Stabilità per consentire la salvaguardia dei risparmiatori coinvolti dal crac di Banca popolare dell’Etruria, Banca Marche, CariFe e Carichieti. Il Fondo di solidarietà avrà una dote da 100 milioni alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), operando nei limiti delle sue disponibilità. Con un successivo decreto saranno definite modalità di accesso al fondo e le quantificazioni delle prestazioni determinate in importi corrispondenti alla perdita subita.(…) «Le modalità e i termini per la presentazione delle istanze» di rimborso dei risparmiatori , «i criteri di quantificazione, nonchè le procedure da esperire, che possono essere in tutto o in parte di natura arbitrale» saranno fissate con un decreto del Mef. Lo prevede sempre l’emendamento del governo. (…) Nell’emendamento sulle banche si legge anche che «l’accertamento della responsabilità per la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza nel collocamento delle obbligazioni subordinate» (…)  (Source)

Chi ha delle obbligazioni bancarie di ALTRE banche in portafoglio, non per forza ha carta straccia, e prima di arrivare a conclusioni affrettate “di pancia”, meglio ponderare cosa sta accadendo e muoversi di conseguenza.
Come vi ho scritto, non sarebbe male scoprire qualcosa di più della propria banca tanto per cominciare (riprendetevi QUESTO POST), e poi un banalissimo ma valido consiglio legato alla diversificazione e alla concentrazione. Evitate di ritrovarvi con un’esposizione esagerata nei confronti di un singolo emittente, e trasformate il vostro portafoglio in un mix di prodotti di investimento. E RICORDATE BENE: non deve più essere il rendimento il fattore principale di scelta dei portafogli, ma il RISCHIO. Prima lo capirete e meglio sarà per le vostre finanze.

Detto questo…vi lascio al meglio della settimana, con la preghiera, se lo ritenete valido, di condividere i singoli post con i vostri contati sia via social network che via email anche perché, in questo modo, genererete quantomeno un po’ di consapevolezza. E poi sul da farsi, signori, a voi la scelta, ci mancherebbe. Inoltre, visto che siamo in prossimità del Natale, fatevi un regalo permettendo a questo progetto di continuare, sostenendolo con una DONAZIONE.
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1 commento Commenta
giorgiocabi
Scritto il 13 dicembre 2015 at 10:38

“Chi ha delle obbligazioni bancarie di ALTRE banche in portafoglio, non per forza ha carta straccia, e prima di arrivare a conclusioni affrettate “di pancia”, meglio ponderare cosa sta accadendo e muoversi di conseguenza.”
Guarda a mio avviso per me ha carta straccia addirittura chi ha solo un semplice conto corrente nelle banche del belpaese nonostante dicano che i correntisti sono garantiti fino a centomila euro ma è tutta una menzogna visto che il fondo che dovrebbe garantire i correntisti non ha fondi sufficienti.Spiegami che razza di sistema è un sistema bancario dove se tutti i correntisti decidono di prelevare i propri risparmi tutti insieme le banche falliscono e con loro i correntisti.Non è venuto in mente a nessuno che forse è per questo che DEVONO abbattere il valore degli immobili come stanno facendo da post 2008 e DEVONO immettere sempre più banconote nel sistema per colmare questo GAP che c’è tra denaro elettronico e carta reale circolante esigibile in qualsiasi momento(teoricamente)dal correntista?

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