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Scende la Fiducia. Per Trump arrivano i problemi
Eppur si muove cari amici.
I rendimenti dei Treasuries a 10 anni sono in calo da cinque settimane, con l’ultimo valore al 4,30% registrato ieri sera. Questo calo, che potrebbe sembrare positivo per i mutuatari, nasconde preoccupazioni sulla crescita economica. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato in un’intervista con Bloomberg Television che l’amministrazione Trump punta a ridurre i tassi a lungo termine attraverso politiche di “dominio energetico, deregolamentazione e crescita non inflazionistica”.
E che diavolo significa? Si parla di una “put del Tesoro” sui Treasuries, un concetto che richiama il supporto della Fed sui mercati azionari, suggerendo che il Tesoro potrebbe intervenire per stabilizzare i prezzi dei bond. Tuttavia, questo calo potrebbe essere un segnale sinistro, come un monito al mercato in un momento di incertezze, specialmente con la crescita economica che sembra rallentare.
Quindi ribadisco quanto già affermato nelle precedenti settimane. Trump sta iniziano a deludere le attese dei cittadini USA. L’economia rallenta, sale l’inflazione e cala la fiducia.
Fiducia dei Consumatori e Impatti Economici
Fiducia dei consumatori: ben al di sotto delle attese
A febbraio 2025, l’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 98,3, sotto le aspettative di 102,3, con un calo del 7%, secondo The Conference Board. Questo dato, il più basso da agosto 2021, riflette un pessimismo crescente, con i consumatori che prevedono una crescita economica più lenta e un’inflazione in aumento. È un campanello d’allarme: se i consumatori spendono meno, l’economia potrebbe rallentare ulteriormente.
Empaticamente, possiamo immaginare quanto sia frustrante per le famiglie affrontare prezzi più alti e prospettive incerte, soprattutto con politiche che potrebbero peggiorare la situazione. E quindi che si fa? Si consuma di meno.
In altri termini scende la fiducia. E quanto vale la fiducia? Tantissimo sia in chiave economica che prospettica.
Anche perché le politiche dell’amministrazione Trump, come tagli alla spesa e tariffe, stanno già avendo un impatto negativo sul sentiment dei consumatori. I tagli alla spesa, promossi attraverso il Dipartimento per l’Efficienza Governativa guidato da Elon Musk, e le tariffe, come quelle del 10% sulla Cina e del 25% su Messico e Canada, potrebbero aumentare i prezzi, riducendo il potere d’acquisto.
Nel breve quindi portano messaggi NEGATIVI e non pro crescita.
Sebbene siano previste misure pro-crescita, come tagli fiscali e deregolamentazione, il rischio di stagflazione (ricordate? Si tratta di crescita stagnante e alta inflazione) sta emergendo. Gli economisti, come Nouriel Roubini, avvertono che il tentativo di controllare l’inflazione potrebbe portare a una crisi debitoria stagflazionaria. Si, torniamo a parlare di rischio STAGFLAZIONE.
Certo, il Dottore tuona da anni e lo conosciamo bene, però non possiamo negare che il governo stia giocando a “bilanciere economico”, cercando di bilanciare crescita e inflazione, ma rischiando di far cadere tutto. Alla ricerca del GOLDILOCKS forzando la mano ma purtroppo l’economia non è così facilmente addomesticabile.
Nvidia time!
Se poi parliamo di mercati, stasera occhio ai dati di Nvidia. Società che 5 anni fa contava (quasi) come il 2 di picche e che oggi sembra la cartina tornasole di tutta l’economia del globo.
I suoi risultati sono cruciali, dato che il settore tecnologico guida spesso il mercato. Un risultato positivo potrebbe rassicurare gli investitori, mentre un risultato deludente potrebbe amplificare le preoccupazioni economiche. In un contesto di incertezza, Nvidia potrebbe essere il faro o il fulmine, a seconda dei numeri.
Ma forse dovremmo guardare oltre i numeri e chiederci: quanto è sostenibile un sistema economico in cui la performance di una singola azienda può determinare il destino di interi mercati? E soprattutto: quanto può durare una politica economica che sembra navigare a vista tra obiettivi contrastanti come la riduzione del debito e il sostegno alla crescita?
Se fino ad oggi il sistema è riuscito a tenere in piedi la baracca in modo difendibile, complice un ruolo della tecnologia che è stato più unico che raro, oggi qualche in dubbio sulla sostenibilità in più ce l’ho, perché le certezze si stanno sbriciolando e le incongruenze stanno affiorando. Se non si recupera la fiducia persa, potremmo avere un problema.
STAY TUNED!