Rumors autorevoli su “dopo QE II” ed exit strategy

Scritto il alle 09:26 da Danilo DT

Quantitative easing II che finirà come da copione, ma ci sarà una piccola appendice e poi sarà tempo di exit strategy.

Se ne parla da mesi, e tutti si domandano che succederà a giugno, quando il programma di quantitative easing 2.0 terminerà il suo mandato. Nei discorsi fatti dal Ben Bernanke, non ci sarebbe da aspettarsi una QE 3.0. Però girano voci su un possibile QE 2.5 (una via di mezzo) oppure altre novità che il mercato non si aspetta.
In finanza c’è una regola: se si agisce sul mercato in modo artificioso, si otterranno effetti con forza pari e contraria.
Vale a dire che se si agisce in modo massiccio forzando il mercato, è lecito attendersi che il mercato stesso presenterà il conto. E il conto lo conosciamo molto bene: si chiama debito, si chiama bolla della liquidità, si chiama derivati, leva finanziaria, speculazione.

Da New York mi giunge oggi un rumors che giro ai lettori del blog, un rumors che arriva da una sala operativa con traders molto vicini alle fonti governative di Washington.

Secondo questi rumors, il programma di quantitative easing da 600 miliardi di dollari terminerà come da copione. Fine dei giochi? Non ancora: infatti la FED utilizzerà ancora un piccolo “tesoretto” che non è stato ancora considerato, ovvero gli utili derivanti da passate transazioni e dalle cedole incassate. Per farla breve, si darà fondo al denaro disponibile. E poi, quando anche quel tesoretto verrà meno, ecco arrivare l’inversione vera e propria.

Per cominciare la FED cercherà di ripiazzare sul mercato buona parte di quei titoli che noi consideriamo a tutti gli effetti “Titoli Tossici”, cercando ovviamente di ottenere il massimo del cash. E poi si passerà ai titoli governativi USA. Il portafoglio a disposizione della FED sarà pari a circa 2.2 trilioni di dollari USA, cifre immani che dovranno essere piazzate sul mercato.

Eccovi presentata una chiara ed evidente manovra di exit strategy. Si riassorbe il denaro immesso nel mercato piazzando carta (di cui buona parte straccia). E poi? E poi c’è l’ipotesi “rialzo dei tassi” ma tutto dipenderà da come si muove nel frattempo l’inflazione. E visto che buona parte dell’inflazione non è core ma è dovuta al rialzo delle commodity, e visto che l’Exit Strategy potrebbe da sola far sgonfiare visibilmente il prezzo delle commodity, non è escluso che i tassi, proprio come dice Bernanke, “resteranno bassi per un periodo di tempo eccezionalmente lungo. “

Dal punto di vista teorico questo rumors (la fonte è autorevole) ci sta alla grande. Peccato che NON si fanno i conti senza l’oste ed i padroni della locanda, intendendo come “oste” i mercati finanziari e “i padroni della locanda” le banche, che ne verrebbero drasticamente penalizzate.

Infatti non penso che tutto questo possa avvenire senza la complicità del sistema bancario, che finora è stato sostenuto all’inverosimile e che in futuro potrebbe dover pagare pegno. E se fosse già tutto deciso? Nulla è escluso. Tutto è possibile. Per noi, comuni mortali vittime del sistema, non ci resta che stare a guardare ed aspettare gli eventi. Con la consapevolezza, però, che in mano abbiamo una traccia (credo) valida è assolutamente realistica.

Solo un ultimo appunto. Ma se veramente va a finire come ipotizzato sopra…che fine farà il mercato immobiliare’ E Mr Smith? E l’occupazione e tutto il resto?

Meglio fermarsi qui, ed aspettare magari le validissime (come sempre) considerazioni dei lettori nei commenti. L’unica cosa che ci resta è una sana condivisione di pareri, nel nome dell’indipendenza e della libertà di pensiero. Tutto il resto rischia di essere letame che, ahimè, non è nemmeno buono per concimare i campi…

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
maurobs
Scritto il 3 maggio 2011 at 11:12

Ciao Dt, avevo già sentito, anche se non cosi approfonditamente, questa soluzione(se non ricordo male era un’opinione di Yardeni che parlava di QE 2.5, specificando che la fed avrebbe utilizzato le cedole incassate per foraggiare ulteriormente i mercati. Condivido appieno la preoccupazione per la sorte delle banche e nostra. Poi qui in Europa si nota già la tensione sull’interbancario con euribor che tutti giorni sale.Sarebbe interessante che riproponessi, quando puoi un’aggiornamento curva tassi dell’italia. :lol:

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l.b.chase
Scritto il 3 maggio 2011 at 11:19

Mi sfugge un dettaglio: ma se quei titoli spazzatura ieri venivano chiamati così proprio perchè non valevano più niente, come mai adesso imrpovvisamente dovrebbero tornare a valere qualcosa? E chi sarebbe il fesso che se li piglia?

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gaolin
Scritto il 3 maggio 2011 at 11:20

Le alchimie che sono state messe in atto da FED & C hanno finora dato modo all’allegro mondo della finanza di gioire ancora per un bel po’.
In verità sembra che la fantasia non manchi a questi maghi ma, secondo me, tutta la baracca sta in piedi perché, in qualche modo, c’è sempre stato finora qualcuno che è riuscito a mettere i puntelli che servivano per sostenere questo assurdo castello che è ormai diventata la finanza globale.
In effetti tutti si rendono conto che un tracollo della finanza + economia reale USA sarebbe una tragedia per tutti, viste le profonde interconnessioni globali che ci sono.
Quindi si andrà avanti con interventi sempre più d’urgenza e fantasiosi, fino all’inevitabile, perché gli USA sono ormai prigionieri del loro enorme debito privato, del loro straenorme deficit commerciale strutturale e ora anche del loro quasi enorme debito sovrano. Cosa si vuole di peggio?
A noi comuni mortali non resta che attendere gli eventi. Tenendosi aggiornati attraverso i blog economici liberi possiamo sperare di affrontarli meglio.

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Scritto il 3 maggio 2011 at 11:32

l.b.chase@finanzaonline,
Ora capisci che l’operazione non è poi così semplice e soprattutto, deve essere fatta con la collaborazione (diciamo così) delle banche che provvederanno (ipotizzo) magari a prendere parte di sti titoli e magari re-impacchettarli per poi cederli ai risparmiatori…su cui come sempre arriverà la mazzata. Junk bond non significa però che sono titoli obbligatoriamente in default, sia ben chiaro…

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fabio1
Scritto il 3 maggio 2011 at 12:00

@ DT
ma se si concretizzasse questo scenario, quali prodotti finanziari sarebbero più rischiosi per i risparmiatori? Voglio dire: esiste un modo per ridurre i rischi di una crisi bancaria?

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paolo41
Scritto il 3 maggio 2011 at 14:35

Dream Theater,

qualcosa si sta muovendo, perchè mi risulta che Goldam stia acquistando titoli del tesoro USA e così sta suggerendo ai clienti… ricordiamoci che, al contrario, circa un mese fa Pimco è andato short su tali titoli…. una cosa mi sembra certa: che indipendentemente da fine di QE2 o una sua camuffata continuazione, i tassi non saranno aumentati per “lungo tempo”…. (vedi GDP, lavoro, edilizia, foreclosure, piccole/medio banche, etc). Le mie speranze per un piccolo aumento dei tassi vanno senz’altro a farsi benedire…
Inoltre è inutile nasconderlo, la situazione in Siria, Iran, Palestina, Israele, etc fa paura e quindi ritengo che gli investitori, nell’immediato futuro, avranno perplessità ad esporsi più di quel tanto… Per non parlare dei debiti dei periferici europei.. soffia, soffia poi il palloncino scoppia…

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gremlin
Scritto il 3 maggio 2011 at 15:30

fabio1@finanza,

1. noi siamo tuttora immersi nella ‘crisi bancaria’ e quindi dovremo scoprire se:
– tutte le misure finora messe in atto dalle istutizioni di controllo (banche centrali soprattutto) e i comportamenti speculativi adottati senza tregua dal sistema finanziario nel suo complesso consentiranno comunque una ripresa economica ‘sana’
– oppure no
2. nel secondo caso saremo costretti a vivere chissà per quanto tempo in trincea fino a che il nemico (banche centrali e potentati finanziari industriali politici) ci distruggerà distruggendo gli asset di carta che lui stesso ha creato: dollaro ultrasvalutato, azionario giù (soprattutto bank index), commodity e bond alle stelle; seguirà poi anche la fase di crollo dei bond e allora sarà vera guerra civile
3. in attesa di una possibile apocalisse economica finanziaria, possibile ma al momento poco probabile, il risparmiatore benestante dovrebbe diversificare su oro fisico (lingotti da investimento esenti iva) e immobili, titoli di Stato italiani che sono il miglior compromesso fra rischio e rendimento e fare trading azionario rialzista con target mensili e, al momento dello scoppio dell’attuale bolla di liquidità, mettersi short a bestia sul bank index con etf armonizzato (quotato quindi su borsa italiana) o con derivati; quando ci sarà anche il crollo dei bond allora comprare scorte alimentari e ceri da portare in chiesa…

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ubersoft
Scritto il 3 maggio 2011 at 16:51

ma la bolla si definisce tale quando l’aumento dei prezzi è ingiustificato, però la liquidità viene immessa per cercare di uscire dalla crisi e mantenere i mercati finanziari, dunque è giustificata…ma se è giustificata perchè la chiamiamo bolla?

bò, chiaritemi le idee :S

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lampo
Scritto il 3 maggio 2011 at 21:59

Più il tempo passa… e più mi convinco che quando non riusciranno più a tenere in piedi il sistema, metteranno in pratica questo scenario: infileranno i titoli sovrani (obbligazioni di rifinanziamento del debito pubblico) dappertutto (lo stanno già facendo… compresi fondi pensione) e poi, di concerto fra stati sovrani inizieranno a compiere una bella ristrutturazione del debito o una posticipazione/azzeramento degli interessi e cedole, magari aiutandosi con una bella inflazione in rialzo controllato. Ovviamente banche d’accordo (per questo stanno ricapitalizzando).
Ma come sempre… la mia idea è sicuramente sbagliata.

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