L’Alfabeto della NUOVA ERA dei mercati finanziari ( e dell’economia)

Scritto il alle 10:30 da Danilo DT

the new era begins mariah

Qualche giorno fa ho scritto un post dove ho illustrato la volatilità dei mercati, crescente (ma non a livelli di pericolo), e l’andamento del rendimento di alcuni bond a 10 anni.
Per una volta ho “giocato” nel dire solo “mezze parole” senza esprimere totalmente il mio parere e sono riuscito a suscitare un po’ di curiosità su quella che io ho definito come “LA NUOVA ERA”.
Ma cosa significa per il sottoscritto “NUOVA ERA”?

E’ evidente che il mercato NON sarà più lo stesso. E questo ragionamento vale sia per le obbligazioni e sia per l’azionario. Dimentichiamoci di quanto è successo negli ultimi anni.
Stiamo entrando nella “nuova era”. Dovremo adeguarci.”

Questa frase non era certo sufficiente per spiegare il significato di “Nuova Era”. Ma ecco che un vecchio amico del blog, Lampo, gioca d’anticipo e prova lui stesso a dare la definizione e di nuova era.
Devo ammettere che il buon Lampo ha illustrato in modo splendido quella che è la teoria su cui regge il mio ragionamento. Ma con delle precisazioni che devono essere fatte.

Il commento di Lampo a cui mi riferisco lo potete leggere cliccando QUI. 
Andatelo a riprendere, è veramente ben scritto ed è molto interessante.
Ad un certo punto, Lampo dice:

“Adesso dovremmo trovarci in mezzo al guado, dove appunto inizia il primo rialzo dei tassi di interesse.”

Vero, ma facciamo alcuni ragionamenti:

1) la maggior parte dei risparmiatori continua ad avere un portafoglio costruito con molti bond a lunga scadenza, parte dei quali ormai hanno un rendimento reale addirittura negativo.

2) Di certo il pericolo NON si chiama inflazione ma DEFLAZIONE, visto che di tensioni inflazionistiche all’orizzonte proprio non se ne vedono, tantomento sui salari.

3) Se parliamo di crescita economica, è evidente la grande disomogeneità della stessa a livello globale. USA che, come scritto, crescono, Asia che rappresenta un buon mercato ma resta sempre una scommessa, soprattutto valutando il grave fenomeno dello shadow banking che ha portato il bubbone inarrestabile sull’ascesa incontrollata del credito privato. E poi c’è l’Europa, con tutti i suoi problemi e disequilibri. Ma anche la sua valutazione, storicamente molto interessante (riprendetevi il post di ieri!)

01 Oct. 07 00.23

4) Infine: siamo sicuri che i risparmiatori siano coscienti del rischio NON prezzato dal mercato sui bonds in generale, visto che in molti, per ottenere rendimenti migliori, addirittura accettano ancora oggi di aumentare la duration delle scadenze?

Detto questo, è ben noto che oggi il mercato nasconda tanti rischi, a causa dell’abbondante liquidità che finora hanno fornito, FED, BoE, BoJ e che in futuro vedrà come protagonista anche la BCE (sostituendo la FED).

E le opportunità? Sempre meno. Ecco perché parlo di NUOVA ERA: fino a qualche mese fa, si poteva comprare un qualsiasi bond, e bene o male si guadagnavano soldi. Per assurdo, chi ha rischiato di più, ha avuto senza grandi problemi ritorni economici migliori.
Ma questo mondo perfetto sta per finire.

Ne è l’esempio lampante il mercato obbligazionario, un mercato che ci ha abituati benissimo, visto che negli ultimi decenni, fateci caso, ha sempre portato rendimenti positivi grazie alle cedole e al trend di abbassamento dei tassi.
Ma ora…i tassi sono ovunque a zero. Quindi: potenzialità di aumento del valore del bond uguale a ZERO ( o poco ci manca). guadagni cedolari MINIMI.
Morale: capacità di continuare a fungere da “zoccolo duro” del portafoglio con fini prettamente difensivi, senza rimetterci un centesimo, praticamente ridotte al lumicino.

E quindi? Bisogna vendere tutti i bond?
Ma assolutamente no! Però si deve innanzitutto avere la consapevolezza di quanto stia accadendo (e che qui vi ho descritto) e poi ognuno agisca di conseguenza. E se poi avete bisogno di una mano, qui sotto trovate l’email del blog. Vedremo se potremo esservi utile (visto che stiamo per partire con alcune importanti novità, finalmente).
Inoltre l’invito è sempre quello di alzare il livello di allerta sul rischio non prezzato dal mercato in tutti i mercati (no solo quello obbligazionario). Tutte le asset class (commodity a parte) sono in fase di RISK ON. Ma lo saranno ancora per poco.

E quale futuro ci aspetta?
Beh, semplificando il tutto all’ennesima potenza e facendo anche alcune banali considerazioni intermarket, possiamo dire che:

alfabetoa) le materie prime sono generamente molto deboli
b) non ci sarà rischio inflazione
c) la crescita globale resterà abbastanza anemica
d) molte banche centrali hanno finito le munizioni
e) e comunque ormai le grandi economie hanno portato TUTTE i tassi di interesse a ZERO
f) nel frattempo però la popolazione invecchia sempre di più
g) la disoccupazione continua ad aumentare
h) e il numero degli occupati (quelli che lavorano) invece continua a decrescere, con tutte le conseguenze sociali che ne deriveranno
i) il debito pubblico sembra non fermarsi, anche perché spesso quando si è parlato di deleveraging, si è trattato di un vero e proprio “switch” da debito privato a debito pubblico
j) quindi le banche centrali dovranno fare molta attenzione ad aumentare i tassi sennò..come faranno a ripagare debiti ed interessi crescenti? Ovviamente il discorso è ancora più valido per chi ha un debito ormai insostenibile. Inoltre occhio agli USA. Lo scenario secondo me sta cambiando e la Yellen potrebbe tergiversare ancora un po’…
k) La classe media, anche se in molti non sono d’accordo, continua ad impoverirsi e la sperequazione sociale continua la sua corsa nel separare sempre in modo più netto i ricchi (sempre più ricchi) ed i poveri (sempre più poveri)
l) Il sistema ormai è tarato su queste coordinate che “fanno comodo” ai potenti, alle grandi banche, ai governi. Un sistema che è legato alla FINANZA e non all’economia. Ecco perché i mercati azionari (USA in primis) sono ai massimi con un’economia che non rispecchia pienamente la situazione di benessere. Oppure, se preferite, vi sembra normale che con la situazione economica italiana, il nostro BTP a 10 anni rende nemmeno il 2.5% lordo?
m) Ma questo gap tra economia e finanza non può continuare all’infinito…
n) Cosa succederà quando il sistema perderà il controllo della situazione a causa di un evento esogeno ed imprevisto? Oppure semplicemente perché “il troppo stroppia”?
o) Tutto questo porterà innanzitutto più VOLATILITA’
p) Non dimentichiamo mai che VOLATILITA’ = RISCHIO
q) Dimentichiamoci quindi i mercati come li abbiamo visti negli ultimi anni, sia in ambito obbligazionario che azionario.
r) Diventerà IMPRODUTTIVO avere un portafoglio totalmente STATICO, se si cercheranno dei ritorni
s) In ambito obbligazionario bisognerà ritornare a ponderare i rischi e l’effettivo valore presente negli emittenti e nelle emissioni
t) In ambito azionario occorrerà valutare con attenzione eventuali revisioni al ribasso degli UTILI, soprattutto negli USA. E voi sapete benissimo che la borsa USA è la più cara in assoluto e che…non ha ancora scontato questo scenario
u) Per esempio… guardate questa infografica di Reuters. Il mercato la sta scontando?

05 Oct. 05 15.01
v) Il fai da te rischia di diventare un tremendo BOOMERANG, proprio perché i mercati subiranno un’evoluzione ( o meglio, un’involuzione) che li trasformerà nell’andamento, nella volatilità e nelle logiche.
w) Ci sarà il rischio di trovarci con nuovi tipi di guerra: vi ho già parlato della guerra del petrolio, usata anche come arma contro Russia e ISIS. Ma non solo. Pensate alla guerra valutaria. Quando gli USA si accorgeranno che l’Euro si starà indebolendo troppo e le esportazioni USA inizieranno a scendere, secondo voi gli americani accetteranno di buon occhio questa situazione?
x) Ed infine…il conflitto sociale. Non scordiamocelo MAI…
y) Senza poi dimenticare il rischio geopolitico, che oggi i mercati non stanno prezzando
z) Chiudiamo questo alfabeto (ci sarebbe ancora molto da dire ma non voglio annoiarvi oltre) con un’ultima precisazione. Il risparmiatore dovrà farsi un “bagno di umiltà” e capire che il futuro sarà molto più difficile di quanto si possa pensare, tanto che molti portafogli, se NON gestiti correttamente, non solo NON porteranno performance ma subiranno anche sonore perdite in conto capitale. Per certi versi, sarà un incentivo ad investire in denaro anche in altri settori (vedi immobiliare) anche se tanti elementi (imposte in primis) continueranno a disincentivarne l’acquisto. Però credo sia meglio affidarsi a validi consulenti. Oppure…continuate a seguirci.

Infine, se parliamo di Italia, sia ben chiaro, per poter avere la “RIPARTENZA” occorrono tutte quelle cose che ho menzionato QUI. Ma al momento mi sembra tutta utopia…

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
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NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

7 commenti Commenta
lampo
Scritto il 8 Ottobre 2014 at 20:38

Grazie DT per la menzione… ma non sono così esperto come sembra: sono sempre in area apprendimento… probabilmente finché creperò. D’altronde per sopravvivere nei mercati finanziari (e anche nella vita) bisogna avere molta umiltà… ed estro per vedere quello che altri non vedono (e per assaporarlo), facendo spesso i bastian contrari.

Per quanto riguarda gli USA sul discorso valutazioni non sottovaluterei un aspetto che in questi mesi ho notato: quasi tutti i motori di ricerca di azioni su base parametrica (P/E, ricavi, ecc.) sono concentrati su titoli USA (e solo recentemente su Canada), soprattutto in termini di dati fondamentali.
Ciò sta a significare che la piazza USA rimane e rimarrà ancora per molto la piazza finanziaria per eccellenza, sia per la liquidità dei titoli (e quindi basso spread… per le macchinette o i sistemi di trading automatico è importantissimo visto che incide pesantemente sui guadagni), sia perché appunto diventa difficile per la maggior parte degli investitori valutare un titolo italiano o norvegese (giusto per fare due esempi). Anche perché poi difficilmente trovano news inerenti… se non facendolo manualmente sui siti delle rispettive aziende o tramite costosi report di analisi settoriale.

Questo è un aspetto che molti dimenticano… altrimenti chiedetevi perché molti titoli cinesi o indiani di elevata importanza finanziaria… si sono quotati sul Nasdaq? Recentemente anche una ex-casa automobilistica italiana…

Quindi le altre piazze finanziarie seguono a ruota, a parte in fasi di grossi deflussi di capitali per area geografica (quasi continentale, dovuti essenzialmente alla variazione delle politiche espansive o sui cambi da parte delle banche centrali)… che soltanto chi opera nel settore riesce ad individuare con sufficiente anticipo.

Per tale motivo non mi aspetto che nei prossimi anni la FED alzi i tassi rapidamente… anzi, sbilanciandomi come previsione lo farà probabilmente molto ma MOLTO più lentamente di quello che il mercato si aspetta. Idem gli UK.

D’altronde con il rialzo del $ possono permetterselo, visto che abbasserà le aspettative inflazionistiche a causa del calo dei prezzi di importazione, durante l’attuale avvio della crescita economica (che a dati pare più che sostenuta, rispetto a quanto mesi fa si prospettava).

Poi con lo stesso cambio saranno in grado di controllarla, grazie alla variazione della bilancia commerciale.

Credo che nei prossimi anni quindi ne vedremo di belle in termini di cambio, grazie al coordinamento tra banche centrali, per lo scopo sopracitato.

Mi dispiace dare questa brutta notizia ai complottisti della caduta del dollaro come valuta di riserva internazionale.

Gli USA hanno molte cartucce da sparare, IN TUTTI I SENSI!

In sintesi avremo una finanza ancora dominata dal coordinamento fra banche centrali… probabilmente con un conseguente azzardo sempre più elevato, evidente dal livello di leva, tutt’altro che calato come dimostra questo interessante report che ho letto tempo fa:
http://www.voxeu.org/sites/default/files/image/FromMay2014/Geneva16.pdf

idleproc
Scritto il 8 Ottobre 2014 at 23:11

Come butta?
Solo un’osservazione.
Il capitalismo funziona su di una multipolarità sociale conflittuale della quale una è fondamentale, la redistribuzione del reddito tra capitale e lavoro e oggi come oggi anche tra piccolo e medio capitale e i maghi del capitale centralizzato finanziario globale coi relativi organismi “tecnici” delle banche centrali e organismi finanziari vari.
La meccanica complessa della “globalizzazione” ha demolito il potere contrattuale sociale delle realtà a capitale piccolo e medio e di quello nullo che è il lavoro subordinato sia a livello nazionale che globale. I motivi sono evidenti come le conseguenze di radicalizzazione nazionalista in varie forme ideologiche e che costituiscono un’autodifesa economico-sociale.
Senza redistribuzione del reddito legato ai conflitti di cui sopra che sono organici e non una distorsione, la baracca si ferma, non vi è innovazione e spinta creativa verso livelli più efficienti di produzione e nuovi tipi di prodotti.
Il “sistema” al massimo evolve verso una direzione di rentier usuraio parassitario e di sagflazione che avrà alla radice anche il controllo monopolistico globale dei mercati sia a livello di produzione che di consumo.
A livello delle aree geopolitiche “nazione” ove esiste una specie di “capitalismo di stato” (per semplificare, è un errore teorico) come Cina e Russia, alla redistribuzione del reddito ci pensa il sistema politico sia a livello di pianificazione che di controllo della dinamica sociale.
Invece, nel sistema finto-liberale e finto liberista occidentale-globale ci dovranno pensare le forze sociali di cui sopra.
Nel caso, avrete tutta l’inflazione che volete che sarà un tentativo, come l’attuale riuscito della “deflazione”, di una redistribuzione dei redditi e dei capitali verso l’alto.
Ovviamente quello che ho sottolineato è solo un dettaglio di una dinamica molto più compleessa.
Penso che accadrà.

lucianom
Scritto il 9 Ottobre 2014 at 12:21

E’ un po di tempo che dico che la Yellen non si sogna minimamente di alzare i tassi, come volevasi dimostrare ieri lo ha confermato anche lei,” perchè la ripresa stenta ad arrivare”.La borsa naturalmente ha festeggiato,
non capisco perchè, anzi c’è poco da capire ogni volta che rimanda il rialzo dei tassi automaticamente le azioni salgono.In questi ultimi tempi le obbligazioni stanno scendendo ed anche qui non capisco il perchè visto che i tassi staranno per lunghissimo tempo a zero anzi dovrebbero aumentare.

lampo
Scritto il 9 Ottobre 2014 at 17:44

Per chi se lo fosse perso, un link alla conferenza (ancora in corso) al Bookings Institute dove Draghi ed il vicepresidente della FED Fisher stanno discutendo di BCE e dell’eurozona, ma più in generale di politica espansiva e di come far acquisire nuovamente fiducia nel sistema bancario.
Interessante perché spazia, in maniera veramente chiara e comprensibile, dalle politiche espansive attuate (Giappone incluso) alla situazione in Europa, concentrandosi sugli strumenti monetari a disposizione, sia convenzionali che non convenzionali.
Per certi versi oggi Draghi ha veramente tolto il velo all’attuale pensiero con cui le banche centrali stanno agendo:
https://www.youtube.com/watch?v=eOFMcSGptAM#t=32

lampo
Scritto il 9 Ottobre 2014 at 17:55

Ritengo che la frase pronunciata oggi da stamparsi in mente e che sintetizza l’azione e lo scopo attuale delle banche centrali è questa:

“Without Healthy Banks, QE Is Not Effective”

cioè “senza un sistema bancario sano, il Quantitative Easing non è efficace”

lampo
Scritto il 10 Ottobre 2014 at 07:52

Aggiorno il link suindicato, visto che hanno caricato il podcast dell’intera discussione (quello soprastante era della diretta):
https://www.youtube.com/watch?v=9645HlFSQ3o&list=UUi7jxgIOxcRaF4Q54U7lF3g

lapradera
Scritto il 10 Ottobre 2014 at 16:13

Ma, tagliando corto direi, “pompare acqua dentro un acquedotto che perde”
lasciamo perdere il rischio è quello di farsi molto male in tutti i sensi, c’è da riparare l’acquedotto e poi una pompatina ok va bene, ma quanti anni per la riparazione!! questo è il problema. ciao

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