Una nuova era per mercati finanziari e banche centrali

Scritto il alle 09:45 da Danilo DT

Cambia il sentiment. Le banche centrali non danno più le certezze di una volta. E per la FED è giunta l’ora di meditare su Quantitative Easing e ZIRP. Anche se…

Era solo una questione di tempo e poi il mercato avrebbe iniziato a dubitare delle banche centrali.
Fino a qualche settimana fa, FED e BOJ in primis erano viste come le grandi “garanti” dei mercati, coloro che avrebbero garantito ritorni facili a coloro che si fossero dedicati ad investimenti oggi caratterizzati da una volatilità estremamente compressa ma che in altri periodi erano da evitare vista l’eccessiva volatilità.
Questa “sbornia da innamoramento” delle banche centrali sta quindi terminando ed ora tutti sono con lo sguardo rivolto al monitor, in attesa di leggere qualcosa che li rassicuri.
Non è più matematico il sostegno di FED & Co. (non cito la BCE in quanto, dopo una fase apparentemente attiva con l’ LTRO, si è assopita in un sonno di matrice germanica). Soprattutto da quando Bernanke ha fatto capire che progressivamente il QE verrà limitato e da quanto la BOJ ha perso un po’ il controllo della situazione. Mi riferisco all’aumento inaspettato dei tassi sulla curva dei rendimenti nipponici.

Curva tassi Giappone

Fate bene attenzione. Un ribasso di borsa può fare clamore, ma il grande problema resta il mercato delle obbligazioni. Una violenta correzione dello stesso potrebbe generare sconquassi ben peggiori (e indirettamente violente correzioni dell’equity).

Inversione di tendenza già avvenuta? Assolutamente no. Diciamo piuttosto che si è aperta una nuova fase di questo processo che sta proseguendo come da copione.
Dopo la fase della matematica certezza, eccoci in quella fase dove ci sarà invece incertezza sull’operato delle banche centrali, quasi una caccia alla volpe, dove certi discorsi verranno fatti e poi smentiti, il tutto per tastare il polso del mercato e capirne le reazioni ai vari annunci.

Una nuova era per i mercati finanziari. Una nuova fase dove non ci sono più le certezze di una volta. Dove la FED inizia a parlare di rallentamento di Quantitative Easing (magari passando progressivamente da 85 miliardi a, ipotizzo, 65, poi 45 e poi zero) in virtà anche dei buoni dati macroeconomici (???) soprattutto in area occupazionale USA (target 6.5% tasso disoccupazione).

Ma non illudetevi. Il Quantitative Easing non verrà troncato in un amen. Sarà un percorso come detto di tipo ”progressivo” e il meno traumatico possibile per il mercati (o almeno questa sarà l’intenzione. Riuscirci poi, è un’altra cosa). Se poi dovessi ipotizzare QUANDO inizierà questo percorso, non posso negarvi che non lo vedo prima del 2014. Ecco il perché di mezze comunicazioni, poi smentite e poi conferme ma con decorrenza non a breve.
E poi, quando il quantitative easing sarà finito, magari metà 2015, ecco che la FED interverrà anche sul secondo grande tassello della sua politica monetaria. Il cosiddetto ZIRP, Zero Interest Rate Policy. Politica monetaria questa volta convenzionale. E il “tasso zero” non sarà più così a “zero”.

Intanto massima attenzione quindi a dati macro sull’economia USA e conseguenti comunicazioni FED: la chiave del mercato sta tutta lì. Cosa c’è di “economia” in tutto questo? Beh, ben poco. Ormai c’è solo finanza, speculazione, aspettative e sentiment. Ma oggi i mercati sono SOLO questo.
Prendere o lasciare.

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DT

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18 commenti Commenta
ihavenodream
Scritto il 31 maggio 2013 at 13:03

Mi ero ripromesso di non postare piu’ commenti su questo e altri blog similari, visto che prendevo solo insulti, tuttavia in considerazione del fatto che come sempre brancolate nel buio (tranne qualcuno, penso uno solo) e vi sentite tutti grandi esperti di economia e mercati finanziari, anche se da anni non ne azzeccate una: ad esempio ci sono articoli di DT datati 2010 che prevedono crolli e scoppi di bolle esattamente come oggi, voglio postare alcune considerazioni di buon senso, anche se come Erasmo da Rotterdam sosteneva nel suo “elogio della follia”, il buon senso in un mondo di pecoroni emotivi e ignoranti viene spesso scambiato per follia…
Innanzitutto: quantitative easing e stampa di moneta: esistono alcune valute (in primis il dollaro e l’euro) che sono considerate valute di riserva mondiali e la fanno da padrone nelle transazioni internazionali…gli istituti (pubblici o privati che siano non è questo il punto) che hanno la facoltà di stampare queste valute, godono di questo potere (e responsabilità come diceva qualcuno): il potere di stampare qualcosa che ha un valore riconosciuto in tutto il mondo e quindi sostanzialmente di creare valore…questa cosa è un fatto, si puo’ essere d’accordo o meno ma è così, la fine del gold standard ha sancito questa possibilità (così come ha sancito l’inutilità dell’oro come moneta di scambio anche se molti continuano a non capirlo pure ai giorni nostri). Lincoln ad esempio diceva che sganciando la moneta dalla parità aurea si sarebbe sancita finalmente la sovranità del popolo sul denaro e non come era accaduto fino ad allora, il contrario (e a mio modestissimo parere non aveva tutti i torti)! Questa facoltà, lo ripeto perchè sia chiaro a tutti, non è concessa a tutti, ma solo a quelli che hanno la prerogativa di stampare le valute predominanti (cioè Stati Uniti ed area Euro in primis e Gran Bretagna e Giappone in misura minore), tutte le altre nazioni/banche centrali no, fino a quando la loro moneta non raggiunge questo “status”. La diretta conseguenza di tutto cio’ è che le bilancie commerciali e i deficit pubblici di questi paesi “privilegiati” (anche se il privilegio non è divino, è stato conquistato nel tempo e soprattutto non è eterno!) saranno per forza di cose fuori controllo: in che modo infatti fornisco dollari al mondo se non importando piu’ di quanto esporto? L’altra conseguenza è che questi Paesi stamperanno sempre moneta, l’unico limite che si pongono è di evitare di fornire al mondo piu’ valuta del necessario e finire così fuori dal “meccanismo”…ora il punto è: quando è piu’ conveniente (e saggio) stampare? Ve lo ripete Krugman in ogni modo possibile: quando l’inflazione è bassa! I motivi sono ovvi e non li espongo perchè gia’ mi sono dilungato troppo…per cui il QE finira’? certo, non appena l’inflazione aumenterà, il mondo crollerà per questo? Penso proprio di no, anche perchè se l’inflazione aumenta sara’ anche dovuto al fatto che ci sara’ piu’ crescita e quindi il sistema avrà meno bisogno di “aiuti” sottoforma di denaro fresco di stampa. Veniamo ai mercati: qual è la situazione attuale e cosa ci aspetta il futuro? il futuro è sempre incerto e sempre lo sarà, fare profezie è una attività molto abusata e molto poco redditizia solitamente, tuttavia rendersi conto di dove siamo ci puo’ aiutare a capire meglio cosa fare, cosa è piu’ o meno probabile che accada quanto meno…ora: se uno ha denaro puo’ spenderlo o investirlo, se lo investe ha diciamo 4 possibilità: comprare azioni, comprare bond, comprare metalli preziosi, comprare immobili. Attualmente quali di queste categorie è supervalutato? Lo dite anche voi: i bond! e poi? I metalli preziosi sono una assett class difficile da esaminare, soprattutto perchè come ho già scritto, sono inutili! Non producono cash flow e non generano ricchezza in alcun modo, il loro valore è puramente convenzionale, potremmo dire che se non si reintroduce il gold standard, i metalli preziosi sono SEMPRE in bolla! Rimangono case e equity, su queste 2 assett class verosimilmente si riverseranno i flussi in uscita dalle altre categorie, oppure si riverseranno nell’acquisto di beni e servizi, quindi indirettamente sempre nell’azionario…questo è probabile che accada (probabile non certo, ma neanche che arriveremo a domani mattina è certo ma noi mica prendiamo decisioni sulla base di questa considerazione non vi pare?) negli anni a venire, non nei mesi a venire, nel breve periodo è impossibile stabilire cosa possa succedere e poi sta arrivando l’ estate che si sa, è stagione di tempeste improvvise e passeggere…

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Scritto il 31 maggio 2013 at 13:28

Ciao,

guarda che un parere diverso dal mio è sempre ben accetto! Lo dico sempre. Se io fossi qui per avere solo tante “pacche sulal spalla” alla fine che cosa mi servirebbe? Invece io voglio il confronto, per poter capire meglio, e se ho sbagliato PACE, lo si ammette: E qual’è il problema? Siamo tutti umani, nessuno ha in mano la verità assoluta. io ci provo con tutta la passione e la buona volontà a dare la miglior chiave di lettura possibile. Poi per carità, magari sbaglio tutto…

Tanto per cominciare… tis embra che il mio post sia così “terroristico”e catastrofista? A me non sembra. Anzi, mi sembra decisametne equilibrato. Ho cercato di essere il più possibile realista…

E poi chi ha ragione tra i due….chi lo sa?
E’ un peccato che non vieni al Meeting Domani perchè si potrebbe intavolare una splendida discussione, in quanto parlerò proprio di cosa significa questa benedetta politica monetaria e quali saranno le sue conseguenze.

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ihavenodream
Scritto il 31 maggio 2013 at 14:29

Dream Theater,

Per il meeting di domani (e i futuri) vengo dove vuoi, a patto che mi paghi viaggio, vitto e alloggio per me e la mia signora, per quanto riguarda chi ha ragione: io come sempre ho fatto un discorso coerente e logico: presupposti, ipotesi, tesi, fino a quando qualcuno non confuterà una parte della sequenza logica che ho esposto avro’ sempre ragione io (hai presente il metodo Socratico di discussione? Ecco quello lì)…solo non mi sembra che su questo blog e in altri similari sia questo il metodo, piuttosto si insulta chi la pensa diversamente e/o si cerca la delegittimazione (d’altronde siamo pur sempre italiani e tra italiani si usa così) dell’avversario, senza mai entrare nello specifico delle argomentazioni esposte…non parlo di te nè degli altri articolisti, questo è doveroso riconoscerlo…

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Scritto il 31 maggio 2013 at 14:48

Mamma mia se sei prezioso! mi costi un patrimonio! se facessimo così per tutti mi porteresti al default!
La cosa comica è che poi nel tuo esposto non dici poi nulla di così diverso da quello che penso io.
Allora… ho poco tempo e quindi sarò molto sintetico.
La chiave del discorso è questa: tu dici che io prevediamo, per via della fine del QE la fine del mondo?
Ma porca pupazza!!!! Ci sono altri che lo dicono, io non l’ho mai detto!
Metto in guardia dai pericoli, dico dove vedo delle bolle, però NON ci sarà la fien del mondo. Secondo te le banche centrali, che tutto possono, lo permetterebbero?
NO
Però qui la gente vuol sapere che cosa farnno i mercati. E allora analizziamo QUALI possono essere le reazioni dei mercati.
Per un attimo pensiamo che io possa avere ragione. Cosa potrebbe succedere secondo me?
Ok te lo dico (generalizzo!!!!): correzione dei bond lunghi di un 20% , equity giù di un 35%, EUR USD a 1.15-1.20.
Ok? E questa è la fine del mondo?
Non credo proprio ma è una sonora scoppola per chi ha investito. Insomma, una cosa simile vista con la crisi subprime del 2008.
Dove vedo il VERO pericolo?
Lo dico sempre e lo ripeto per l’ULTIMA VOLTA: nel conflitto sociale.
Diosccupazione giovanile, disoccupazione in generale, sperequazione sociale, gap fra nord e su europa. E le banche che ormai ci hanno schiavizzato con un sistema che ora non ho proprio tempo per spiegarti.
QUEsto era dovuto per fari capire che il sarà anche non molto ottimista sul momento. Ma non vedo la fine del mondo per la fine di QE + ZIRP.
Forse per altro…

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ihavenodream
Scritto il 31 maggio 2013 at 15:25

quando la stampa di moneta finirà temporaneamente è lecito supporre che la massa monetaria circolante rimanga piu’ o meno costante giusto? a meno che qualcuno non decida di bruciare le banconote a bella posta…per cui se si vendono bond e si vendono azioni contemporaneamente questo flusso di denaro andrà da qualche parte…sui metalli preziosi o sul mattone in questo caso ( è escluso che la gente spenderà questi soldi secondo la tua previsione perchè questo porterebbe direttamente ad un rialzo delle quotazioni delle imprese )…quindi tu stai dicendo che la fine del QE porterà a un rialzo dei prezzi dei metalli preziosi e del mattone…mi sembra un po’ stravagante come tesi, comunque esponi il ragionamento che fai per arrivare a questa conclusione e ragioniamo su quello…

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Scritto il 31 maggio 2013 at 16:19

ihavenodream@finanza,

Assolutamente no.
Tu sottovaluti il potere della leva finanziaria e dei derivati…

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vito_t
Scritto il 31 maggio 2013 at 17:27

Ihavenodream, non te la prendere, purtroppo è così … come vedo leggi come il sottoscritto ipotesi di sventura che poii non si concretizzano … il blogger deve essere un catastrofista se no che blogger è …..
Spesso si usano anche ragionamenti che non poggiano su nulla ! come quello che avrebbe detto Bernanke …. non ha assolutamente comunicato che diminuirà il volume di QE, bensì che lo potrà diminuire o che lo potrà aumentare !!!!!!!!!!!!!!!!! e che lo diminuirà solo quando “stabilmente” per qualche mese sarà raggiunto il tasso di disoccupazione desiderato. … Se ti affacci sul sito e guardi i titoli dei post, sono tutti da tregenda, ora … va bene che le cose non andranno benissimo, ma una piccolissima cosetta che possa soddisfare DT sembra non esistere …. Anche l’ultimo Hindenburg Omen è patetico, andate a leggere come è formato …. ci manca anche il ginocchio della lattaia che fa cilecca …. per descrivere il prossimo crollo …. Perdonate un pò di ironia, ma ho già scritto ma DT sembra sordo a questo .. che se attualizziamo il max storico dell’S&P500 con l’inflazione di questi anni dovrebbe arrivare quell’indice a 2080 !!!! Ma cosa venite a raccontare di max storico se dopo 13 anni chi ha investito lì rivede solo il suo valore nominale ma non il potere di acquisto !!!!!!!!!!!!!!!! e per quello che ci riguarda è anche peggio perchè i 51.000 punti del 2000 oggi dovrebbero essere circa 74.000 ma siamo a 17.000 eppure si parla di bolle !!!! La capitalizzazione della nostra borsa vale il 23% del pil quella della Spagna il 73% .. ma di cosa stiamo parlando ???? Siete buoni a scrivere solo di tragedie … anche se è lecito pensarla così non c’è dubbio, … ma un pò più di equidistanza non guasterebbe …..

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Scritto il 31 maggio 2013 at 19:17

Hahahahah!
L’HIndenborg Omen e l’ho SCRITTO è statistica e quindi ognuno lo valuti come vuole.
Per il resto, abbiamo una divergenza di idee, io rispetto te, tu rispetta me, anche perchè non mi sembri proprio ferratissimo sulla politica monetaria e sulle dinamiche di mercato.
Ma poco importa.
Cmq pareri contrarian sono sempre ben accetti, se esposti con rispetto ed educazione.

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lampo
Scritto il 1 giugno 2013 at 21:12

ihavenodream@finanza,

Provo a rispondere per punti, fornendo il mio parere da “uomo di strada” (non lavorando nel settore finanziario).

1) QE
Non penso che le banche centrali abbiano interesse ha far collassare il mercato obbligazionario ed in particolare quello azionario dopo tutti questi anni di politica espansiva, sia a livello di tassi (500 ribassi del tasso di sconto operati negli ultimi anni!) sia a livello di stampa di denaro. Sarebbe controproducente proprio per il fine per cui le hanno condotte: mantenere in piedi il sistema finanziario attuale, compreso quello economico.
Per cui mi aspetto nei prossimi mesi un uso massiccio dei mass-media finanziari: in pratica assisteremo, come già accaduto con la vicenda greca, ad un continuo profluvio di comunicati generici con qualche particolare, seguiti da smentite e precisazioni, in base alla reazione dei mercati e di quando si discosti da quella attesa dalle banche centrali. Giusto il necessario per correggere il tiro…
Quindi probabilmente avremo una lunga fase di lateralizzazione, con un continuo saliscendi… dove ovviamente, per mantenere gli stessi profitti, le discese saranno più rapide e brevi… delle salite (cioè in misura più marcata di quanto avviene già adesso).
In particolare ritengo che le percentuali indicate da DT nel post siano più che probabili se considerate nell’arco di qualche anno… pessimistiche se si tratta di mesi.
A tal proposito mi aspetto infatti, contemporaneamente alla riduzione del QE americano, un contemporaneo aumento di quello condotto da altre banche centrali (per esempio la BOE con il nuovo governatore canadese… oppure la stessa BCE quando sarà chiarito il parere della corte costituzionale tedesca e sempre più isolati certi membri della Bundesbank). Ciò almeno inizialmente… fintando che saranno sicuri della reazione e di riuscire a mantenere sotto controllo il disimpegno.

2) Inflazione: attualmente e anche nei prossimi mesi (e qualche anno), cioè durante il disimpegno da parte della banca centrale USA, non credo che aumenterà, siccome non penso che la FED voglia aumentare i tassi prima della conclusione del suo disimpegno (e probabilmente anche dopo). Per cui non mi aspetto scossoni sul loro mercato obbligazionario… anche perché, mal che vada, possono sempre intervenire alla stessa maniera della BOJ comprando loro stessi la curva lunga per sterilizzarla ai valori attuali.
Ciò però non vuol dire che l’inflazione per la classe meno abbiente sia pari a quella riportata statisticamente…
E neanche che le altre obbligazioni non subiscano perdite….

3) Valute: non c’è dubbio che la guerra valutaria in corso continuerà con il dollaro che diventerà sempre più valuta rifugio… anche se in realtà mi aspetto la continuazione della guerra alla “svalutazione”… delle altre monete… più che un rafforzamento del dollaro.

4) Giappone: molti sono giustamente preoccupati dall’esperimento giapponese… che darà i suoi frutti solamente se aumenteranno gli stipendi (da qui le varie pressioni del governo sulle aziende giapponesi, multinazionali comprese). Molte aziende hanno già visto decollare le loro entrate, grazie alla svalutazione compiuta (addirittura triplicate nell’ultimo anno per una nota casa automobilistica). Compresi i profitti e quindi anche gli utili… che si riverseranno sul valore azionario e via dicendo (compensando l’impoverimento conseguente alla svalutazione, almeno di chi investe nella borsa giapponese).
Il problema maggiore non è tanto rilanciare la ripresa economica… e arrivare al target di inflazione previsto, quanto renderla sostenibile nel futuro a causa della forte dipendenza energetica del Paese dall’estero e della spaventosa curva demografica che possiedono (senza contare le implicazioni a lungo termine del disastro nucleare avvenuto… che dal punto di vista sanitario avrà grosse ripercussioni, compensato in parte da un risparmio di spesa pensionistica).
Ciò vale anche per molti Paesi europei, la cui dipendenza energetica è fortemente dipendente dall’estero… e che sono strozzati dalla loro perdita di competitività e dalla disoccupazione dilagante. Penso sempre più che in alcuni Paesi (tipo il nostro) tale livello di disoccupazione giovanile sia voluto al fine di creare quello scontro generazionale indispensabile per attingere alle risorse dell’ingente risparmio delle famiglie (inattaccabile in altri modi concertati). Anche perché ci sono Paesi che da diversi anni (uno confinante con il nostro) che da diversi anni adottano un modello semplice ed efficace per combattere la disoccupazione giovanile. Basta copiarlo e adattarlo alle proprie esigenze (evidentemente non è ancora il momento!)

3) Ripresa economica: non c’è dubbio che il termine del disimpegno dai vari QE giungerà solamente quando le economie si reggeranno sulle proprie gambe (ovvero assisteremo ad una vera ripresa), cui ovviamente, saranno le banche a beneficiarne per prime! E’ chiaro che nel frattempo assisteremo ad una selezione artificiale, sia a livello bancario sia a livello di aziende… quindi bisognerà privilegiare e selezionare accuratamente i titoli su cui investire. A tal proposito è opportuno precisare che la selezione non deve essere fatta solo sulla base dei fondamentali. Per esempio, in questi ultimi anni, molte multinazionali del settore dell’abbigliamento hanno fatto grossi utili… delocalizzando le loro commesse nel Paese più povero al mondo, dove recentemente si è verificato un disastro che ha coinvolto centinaia di lavoratori (tale Paese nel giro di pochi anni si è collocato al 3° posto a livello mondiale come esportazioni nel settore dell’abbigliamento, subito dopo l’Italia e la Cina). Quindi, in tal senso, gli utili non è che riflettano efficacemente la capacità imprenditoriale e di rimanere sul mercato di molte aziende… se un evento del genere può sconvolgere definitivamente il loro “modello” di business (se modello si può chiamare!)

In conclusione… seguirà la concertazione fra banche centrali… con tutti gli effetti positivi e negativi conseguenti. Democrazia compresa.

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kry
Scritto il 1 giugno 2013 at 22:16

lampo,

Se tutti continuano a volersi svalutare contro il dollaro e il dollaro stesso non può rafforzarsi il conto chi lo paga l’euro? Con i dati taroccati per non dire brillanti che arrivano dagli usa ha ancora senso considerare la loro moneta rifugio e ancor più i loro bond? Io non penso che a breve la fed si fermi con il QE come possono pensare ci possa essere una ripresa economica in un paese dove ci sono 1000 miliardi $ di debiti tra gli universitari e le vendite di auto sono a debito con rischio di nuova bolla. Troppe cose non tornano senza contare gli stamp food in continuo aumento, è inutile stampare 85 miliardi $ mese che corrispondono a 270$ a persona compresi neonati e moribondi e nemmeno 1$ finisca nelle mani delle persone. Molti sostengono che in una debt-deflation non può esserci inflazione e io da somaro della strada dico in un mondo di debiti statali quasi tutti a tasso fisso è meglio inflazione o ristrutturazione/ripudio dei debiti. L’economia e la finanza non sono una scienza e l’unica regola certa è che tutto prima o poi si riequilibra e dopo un lungo periodo di inflazione bassa è probabile che qualcosa cambi. La finanza e l’economia reale sono scollegate per cui potrebbe succedere che i tassi restino a zero per l’impossibilità delle banche centrali d’aumentarli e intanto l’inflazione andare tra il 4/5% e a pagarne il conto maggiore non saranno quelli che già ora non arriva a fine mese. Ciao, buon fine settimana e piacere di averti letto dopo un bel pò.

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lampo
Scritto il 1 giugno 2013 at 22:54

kry@finanza,

Certo… può succedere di tutto. Magari succedesse quanto hai prospettato… ma temo che difficilmente a pagare saranno i più ricchi o chi è al potere (almeno in maniera consapevole).

Di una cosa possiamo dire di essere certi: l’economia reale (se possiamo chiamarla ancora così) ed i mercati finanziari sono sempre più scollegati. Certe volte mi chiedo a cosa serve ancora la pubblicazione dei dati economici… se dopo gran parte dei corsi dei vari titoli (almeno sul breve termine, per il momento) segue logiche algoritmiche basate su HFT, dark pool, analisi tecnica, utili realizzati grazie alla delocalizzazione (e spesso sfruttamento), guerre indotte, ecc.
E man mano che aumenterà la capacità di calcolo dei calcolatori, la complessità dei modelli matematici multivariabili e dinamici, sarà sempre più difficile trovare orientamento nei mercati… salvo aumentando la complessità del modello adottato e valutandone continuamente l’efficacia (oltre alla consueta importantissima disciplina).

Forse molti dati economici servono solo a spennare ancora chi li legge (e ad influenzare le masse, sulle politiche da adottare…e quindi far digerire)… un po’ come è da decenni che molti governi continuano a fare entrate grazie alle varie lotterie, gratta e vinci, ecc… sapendo che c’è sempre qualcuno disposto a rimetterci qualcosa pur di sperare, tentando la fortuna, di avere un futuro migliore…

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ihavenodream
Scritto il 2 giugno 2013 at 09:40

Forse non sono riuscito a spiegarvi bene il meccanismo, oppure siete voi così accecati dalle teorie complottiste ke credete ke sia tutto pianificato e organizzato da kissa’ quali società segrete, x capire come vanno davvero le cose dovete buttare nel cesso queste scemenze! È vero ke le banke centrali decidono i tassi e decidono se stampare o no, ma le loro decisioni dipendono dalle condizioni macroeconomiche, chiaro? I tassi sono bassi perke’ non c’è crescita né inflazione, si stampa moneta x lo stesso motivo, xké in queste condizioni stampare non costa nulla…se stampa l’ Argentina finisce nella tomba in 5 minuti, il Giappone no…quello del Giappone non è un esperimento, è semplicemente la mossa scontata di qualcuno ke ha capito come funziona il meccanismo…anke se non ottengono i risultati ke vogliono, cosa gli costa stampare con un tasso decennale all’ 1 % e inflazione sottozero?

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lampo
Scritto il 2 giugno 2013 at 10:38

ihavenodream@finanza,

Stampano soprattutto per tenere a galla il sistema bancario in un periodo di depressione economica, visto che sono le più fragili in tali occasioni. Inoltre, così facendo, si consente di evitare che ricorrano alla riduzione dell’emissione di credito al fine di rafforzare i loro bilanci (anche se in molti Paesi tale meccanismo non è successo, come più volte spiegato da Draghi e come sanno bene le nostre imprese, sia artigianali/piccole sia medio-grandi oltre ai privati). Non c’è dubbio che le banche si siano indebolite nel corso dei precedenti anni, grazie all’eccesso di credito “facile” e alla semplicità con cui si poteva impacchettarlo (infioccandolo ben bene) e scaricarlo in giro grazie ai vari strumenti finanziari creati ad hoc dall’industria finanziaria (ed in particolare dalle banche, se così si può chiamarle, troppo grandi per fallire)
I tassi bassi e l’inflazione bassa sono volutamente così e continueranno ad esserlo fino a quando le banche centrali lo decideranno. Cioè fintanto che i bilanci delle banche sono al sicuro… e saranno in condizioni sufficientemente “salutari” (Basilea 1,2, 3, x) per erogare nuovamente credito e finanziare la ripresa economica (sostituendosi così alla carta stampata delle banche centrali).
A quel punto, la massa monetaria riversandosi sui consumi… innescherà il processo inflattivo. Purtroppo su tale processo le banche centrali non possono intervenire direttamente, visto che non è automatico (a meno che decidano di finanziare sussidi tramite i governi centrali…).
Entrando nello specifico, manca il tassello delle aziende che hanno il compito di liberare tali risorse (e, se quotate, la cassa accumulata grazie all’aumento di valorizzazione delle loro azioni grazie alle politiche espansive) e destinarle non soltanto agli azionisti o tramite bonus ai loro dirigenti… ma anche in termini di aumento della capacità di spesa dei propri dipendenti (buste paghe e benefit… cioè come sosteneva Ford tanti anni fa).
Se quest’ultimo tassello non si compie, non ci sarà nessuna ripresa sostenibile! Ecco il motivo per cui governo giapponese insiste (sui mass-media nipponici e non solo) a spingere le aziende che si stanno avvantaggiando dell’abenomics a dirottare parte di tali risorse sui dipendenti (buste paghe e incentivi).
E’ ovvio che, almeno con la legislazione attuale, nessuna banca centrale possa permettersi di obbligare le aziende a tale mossa… a differenza del potere che hanno sulle banche in difficoltà (per esempio, chiedendo loro di riempirsi la pancia di titoli di stato o di scaricarli su altri, appena si crea il clima di fiducia per farlo…), quando le finanziano direttamente o indirettamente.

In tutto questo non c’è nessun complotto… visto che sono vicende che vediamo tutti i giorni da diversi anni… se si vuole vederle e non limitarsi ad informarsi solamente dalla propaganda rivolta alla massa.
Forse però bisogna aggiornare i libri di macroeconomia… ai nuovi risvolti di quest’ultimo decennio. :wink:

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ihavenodream
Scritto il 2 giugno 2013 at 21:04

lampo,

I tassi bassi sono tenuti volutamente così, l’ inflazione no, perché come dici correttamente dopo le banche centrali non possono determinare l’ inflazione, possono solo incoraggiarla quando i consumi sono depressi e scoraggiarla quando è pericolosamente alta…x il resto sono d’ accordo, quello ke dici si accorda con quanto scritto da me precedentemente…quindi nessuna makkinazione, nessun esperimento estremo, nessun disegno di élite parassitarie contro i popoli, semplice gestione politica monetaria, ordinaria amministrazione direi…non vedo perke’ occorra stracciarsi le vesti…

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lampo
Scritto il 2 giugno 2013 at 21:23

ihavenodream@finanza,

Bene… almeno su qualcosa siamo d’accordo.

Per il momento infatti non occorre stracciarsi le vesti… a meno che non riescano ad incoraggiare il trasferimento di ricchezza dalle aziende (e tra le aziende considero anche le banche riportate in condizioni di solidità [leggi solvibilità] correttamente rapportata al relativo clima di fiducia finanziario) verso i “consumatori” e le imprese che, essendo piccole, non possono permettersi di quotarsi o emettere obbligazioni e via dicendo.

In tal caso… non mi meraviglierei che ci sia una spinta per normare a livello legislativo anche i bonus ai dirigenti (in Svizzera è già stata portata in Parlamento una proposta del genere in cui hanno avuto anche il coraggio di proporla come quesito referendario… e in Europa c’è un testo già in discussione [chiamato CRD IV])… e in ultimo dei dividendi (non so se ti è capitato di sentire recentemente le affermazioni di un importante rappresentante delle banche italiane che dovrebbe avere il compito di controllarle… e nella sua relazione c’erano poche pagine dedicate all’attività di controllo).

Se arriveremo a tal punto, permettimi di preoccuparmi… perché vuol dire che abbiamo raggiunto la fine del sistema finanziario “libero” attuale… e l’inizio di un nuovo sistema “meno libero” e più regolamentato… con tutte le conseguenze economiche del caso (non volevo dire… più socialista!).

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ihavenodream
Scritto il 2 giugno 2013 at 22:24

lampo,

Anch’io sono contrario a regolamentare la gestione interna delle società private, fanno così per cercare di tutelare i correntisti anke se è una logica un po’ miope nel lungo periodo, perke’ deresponsabilizzi un po’ tutti…certo quando le banke sono tutte pubbliche come in Italia, dove apparati statali attraverso le fondazioni controllano tutto l’ azionariato è diverso il discorso…qui siamo al paradosso: lo stato controlla le banke, ma siccome le gestisce male le vuole regolamentare, neanke Pirandello…cmq la questione interessante da dibattere riguarda il comportamento dell’ Europa…come mai l’ Europa sta perdendo questa grossa opportunità di stampare “a gratis”? Per la scarsa coesione e fiducia reciproca tra paesi fondatori? Va beh, purke’ non azioni le rotative quando l’ inflazione avrà già ripreso combinando un enorme casino, ke è ciò ke temo avverrà…

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lampo
Scritto il 2 giugno 2013 at 23:03

ihavenodream@finanza,
Vedrai che stamperà anche l’Europa… ricordo che tra poco scadono gli LTRO (oramai è questione di mesi), i rimborsi da parte dei Paesi più in difficoltà (a livello di sistema bancario intendo) sono in alto mare (sì c’è anche il nostro, anzi soprattutto il nostro… solo che non possono pubblicizzarlo per ovvi motivi… ma dall’aumento dei crediti inesigibili dovresti capirlo).
Secondo me aspettano soltanto il via libera da parte della Corte costituzionale tedesca (che secondo me si esprimerà in modo molto ma molto generico, lasciando spazio quindi a diverse opzioni) e l’intervento monetario espansivo della BOE (grazie al nuovo governatore canadese).
In pratica… dobbiamo sempre rimanere ultimi… visto che, tutto sommato, siamo quelli che, per certi versi, stiamo gestendo meglio la crisi (se di meglio si può parlare).

P.S.
Ma allora finalmente ammetti che c’è qualcosa che non va nel sistema finanziario attuale, o meglio… nel come tentano di curarlo… o, a seconda del punto di vista, mantenerlo in vita nel reparto di terapia intensiva.
Sperando che DT non si offenda, ho raggiunto il mio scopo… farti capire che qui, sia nei post che nei commenti dibattiamo soprattutto su questo, più o meno intelligentemente (io sono tra i peggiori ovviamente).
Quindi non capisco il motivo di un tuo precedente commento per cui non dovresti intervenire… fino ad adesso non abbiamo mai mangiato nessuno… ma non è detto che con la continuazione della crisi… non incominciamo a farlo! :wink:

P.S.2
Adoro Pirandello.

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ihavenodream
Scritto il 3 giugno 2013 at 08:59

Non sono convinto ke sia così facile stampare euro, il problema è ke l’ euro ” nucleo ” non si fida dei paesi del club med, e a mio modesto parere ha ragione…potrebbe succedere ke Spagna e Italia però si vedano costrette a kiedere l’ attivazione dell’omt…infatti fino ad ora i mercati si fidano del fatto ke l’ omt funzioni, è per questo ke gli spread sono tanto bassi…quando vorranno testarne il funzionamento allora vedremo tutti cosa farà la Bce…nell’omt è intrinseco il ricorso alla stampante…vedremo a quel punto cosa dirà la Germania…ho il sospetto però ke se si stampa, si stampa per Germania e paesi limitrofi…e si stampera’ fuori tempo massimo, combinando un casino…cmq come noterai noi 2 stiamo facendo un discorso del tutto diverso da quelli ke fanno su questo blog e in altri simili, analizzando problematike del tutto differenti, DT un giorno si e l’ altro pure preannuncia scenari da tregenda, in cui calano contemporaneamente tutte le assett class, cosa impossibile palesemente, si parla di Abe come di uno stregone, di Bernanke come uno spacciatore, di Cina come un enorme buco nero pronto ad inghiottire il mondo, noi 2 stiamo parlando di altro mi sembra…qualke mese fa quando si parlava di Cipro io dicevo ke la troika aveva tutto sommato agito bene, ke non si poteva pensare ke ki ha 100000 euri cash sul cc sia un correntista semplice…volevano tutti uscire dall’ euro, e io spiegavo ke erano matti a pensare di uscire vivi dopo aver reintrodotto la liretta…per questo mi insultavano, dicevano ke ero un troll pagato dai tedeski e altre fesserie del genere…

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