Italia: arriva il downgrading?

Scritto il alle 10:28 da Danilo DT

La notizia mi arriva come un fulmine a ciel sereno ieri sera. Secondo alcune voci che stanno girando nelle sale operative oltreoceano, non dovrebbe tardare il downgrading anche sul nostro paese, l’Italia, i cui dati sono da sempre belli pesanti ma non in drammatico peggioramento durante questa crisi che ha messo in ginocchio i “cugini” PIGS. E’ anche vero che il modello analizzato per “prevedere” IL DOWNGRADING si basa su dati come il CDS e lo spread con il Bund. E noi tutti sappiamo che un po’ per moda e un po’ per speculazione i titoli di stato italiani sono anche scesi.

Our sovereign ratings model currently has Italy at A+/A1/A+ vs. actual ratings of A+/Aa2/AA-.  Moody’s is most out of line (by two notches) but S&P is on target and Fitch is off by one notch.  As a point of reference, the implied ratings for Italy, Ireland, Portugal, and Greece all started out at A+/A1/A+ when we began the model in June 2009.  But since then, Italy’s implied rating has remained at A+/A1/A+ even as those for Portugal, Ireland, and Greece have sunk to A-/A3/A-, BBB/Baa2/BBB, and BB/Ba2/BB, respectively.  Spain’s implied ratings started off in June 2009 at AA/Aa2/AA but have since fallen to A+/A1/A+.  As we noted earlier, the downgrade story will remain in play for the periphery for much of 2011. Source CWD

Visti i diabolici e politici meccanismi che muovono le agenzie di rating non mi sorprenderei affatto di un colpo gobbo di Moody’s o di Standard & Poor’s. Colpo gobbo che aggiungerebbe volatilità alla già presente volatilità sui titoli governativi italici, in particola modo quelli a tasso fisso (BTP).


Link Finanziari

Mercati finanziari

  • AAII, un sondaggio veramente inutile (WSJ)
  • Outlook 2011:11 temi di investimento per il prossimo anno (Ritholz)
  • Outlook 2011: forecast (FS)
  • ARMS Index: estremamente tirato (Ritholz)
  • Sentiment sull’oro (Tradersnarr)
  • PPT alias Plunge Protection Team: manipolazioni di mercato (Elliottwave)

Macroeconomia e News

  • La scommessa dagli USA sull’Italia e sul downgrading (CWD)
  • FED? Per gli americani è meglio chiuderla (Sole)
  • 9.000.000.000.000 $ Ecco il danno della crisi subprime. 9 trilioni (BI)

Obbligazioni e debito pubblico

  • Nuovo taglio di rating all’Irlanda (CWD)
  • E il PIL della Grecia va KO (Sole)
  • Barry Eichengreen: la ristrutturazione del debito è inevitabile (ProjectSynd)
  • Crac Parmalat: a Tanzi 18 anni di galera (Corriere)
  • Foreclosure Fraud Map (Ritholz)

Colgo l’occasione di ricordare a tutti il libro dell’amico Andrea Mazzalai, buttate un occhio cliccando QUI, ne vale la pena.

E voi, invece, cosa avete letto di interessante? Scrivetelo nei commenti! Problemi con gli articoli in inglese? Inserite il link in questo traduttore!

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DT

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22 commenti Commenta
smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 12:06

Accidenti, speriamo di no, anche se alcuni frequentatori del blog sperano di si, forse non hanno ne loro ne i loro parenti stretti e anziani i risparmi in Tds o azioni italiane.

Purtroppo per il debito enorme il down ce lo meritiamo tutto, ma obiettivamnte i conti in questi ultimi tempi li abbiamo sistemati benino e ci viene riconosciuto anche in Europa:

ROMA, 10 dicembre (Reuters) – La Commissione europea conferma il giudizio positivo sulla politica economica tenuta dall’Italia durante la crisi finanziaria internazionale e ribadisce che l’economia italiana dovrebbe tornare a ritmi di crescita precrisi nel 2012.
Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn nel corso di una audizione alle commissioni congiunte Esteri, Bilancio e Politiche Ue di Camera e Senato.

“L’Italia ha fatto fronte relativamente bene alla crisi: entro il 2012 le nostre previsioni d’autunno ci dicono che dovrebbe tornare a tassi di crescita precedenti alla crisi. Il governo italiano ha mantenuto una posizione fiscale prudente per prevenire eventuali percezioni dei mercati rispetto al rischio Italia”, ha detto Rehn nel corso del suo intervento.

Personalemente anche in caso di downgrade non credo in grossi contraccolpi, i ns. tds scontano già un rischio paese piuttosto esagerato. In mia opinione naturalmente.

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alfio200
Scritto il 10 dicembre 2010 at 12:40

Permettetimi una domanda strettamente pratica…

qualcuno sa dirmi perchè NON dovrei mettere un 8% circa del mio portafoglio obbligazionario nel titolo greco con scadenza 20-8-2011 (meno di un anno) con tasso di interesse al 4% e acquistabile a 96,70 (attuale prezzo lettera)?

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idleproc
Scritto il 10 dicembre 2010 at 13:52

Sarebbe semplicemente un “invito” all’Italia di allinearsi al “progetto” politico-economico e finanziario stabilito dall’altra parte dell’Atlantico, magari con Draghi presidente dell’esecutivo, uomo funzionale al predetto progetto, per ora fallimentare. Prepariamoci alla svendita del patrimonio pubblico, ad una ulteriore deindustrializzazione, al comando delle multinazionali sul nostro territorio, ad un ulteriore trasferimento di reddito e di capitali dalla produzione, dal risparmio e dal consumo verso la finanza globale. In fondo, poveracci, stanno tenendo in piedi una torre di gelatina con l’ultimo piano di piombo. Cosa possono fare d’altro: puntellarla con risorse reali provenienti dagli stati nazionali… Stiamo in “campana”…

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paolo41
Scritto il 10 dicembre 2010 at 14:05

idleproc@finanza,

non mi sembra di ricordare il tuo nome fra quelli dei più assidui frequentatori del blog, ma, secondo me, hai capito..tutto. Se hai occasione di leggere qualche mio odierno o vecchio commento, troverai che sono in sintonia con quanto hai espresso.

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idleproc
Scritto il 10 dicembre 2010 at 14:17

paolo41,

Ho letto da qualche tempo i tuoi commenti… nei quali mi sono “silenziosamente” ritrovato.
Ribadisco il mio grande apprezzamento per questo Blog, per le persone che lo frequentano, per la profondità delle analisi macro e tecniche e per l’ “etica” di chi qui si occupa professionalmente o meno di finanza. Non è una lisciata… non sono il tipo… è quello che penso.

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nervifrank
Scritto il 10 dicembre 2010 at 14:34

smsj@finanza,

paolo41,

debroc

Non penso Smsj che ci siano dei tali masochisti tra i frequentatori del nostro blog.
Invece ci sono, e io mi annovero tra questi, degli orgogliosi oppositori al disegno di “normalizzazione” paventato da Ildebroc.

Bello “Ildebroc”! cosa vuol dire?

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Scritto il 10 dicembre 2010 at 14:34

idleproc@finanza,

Sei il benvenuto! :D Hai capito praticamente tutto di questo blog ed i suoi obiettivi.

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nervifrank
Scritto il 10 dicembre 2010 at 14:40

Ho inserito Paolo41 tra le persone a cui volevo rispondere, invece di Ildebroc.

Sono informaticamente goffo!

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idleproc
Scritto il 10 dicembre 2010 at 15:28

Nervifrank

idleproc: è un nick autoironico di un tizio (io) a cui piace lavorare e che deriva dai processi idle (inattivi) del kernel di un sistema operativo. E’ anche il nome di un troiano e il nomignolo di un ex-hacker-etico-programmatore.

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smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 15:50

nervifrank,

Mi sarò sbagliato, meglio così. :D

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nervifrank
Scritto il 10 dicembre 2010 at 15:51

smsj@finanza,

O almeno, spero…

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nervifrank
Scritto il 10 dicembre 2010 at 15:51

idleproc@finanza,

Fighissimo
:D

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smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 20:28

idleproc@finanza,

Sono solo voci per il momento.
Se poi non avviene il d.grade, allora niente invito ad allinearsi sulla linea dettata dagli Usa?
Se invece ci sarà un minimo di ripresa, i conti italiani terranno fino a crisi superata, e manterremo il nostro rating e la credibilità dei ns. Tds, allora il progetto di colonizzazione sarà fallito?

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smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 20:42

Se un paese viene colonizzato economicamente significa che altri paesi stanno lavorando meglio. O davvero vogliamo paragonarci agli altri popoli che sono protagonisti dell’era moderna e saranno i protagonisti del futuro? e sempre colpa di qualcun’altro? c’è sempre un capro espiatorio, una volta l’america, la Cina, i poteri forti, la speculazione, i brutti e i cattivi.
Guardiamoci allo specchio come popolo italiano, siamo sempre più ridicoli ed ininfluenti a livello mondiale. Serve uno scatto d’orgoglio, guardare in faccia la realtà, capire i motivi per cui “gli altri” sono più bravi di noi. Perchè i paesi che stanno avendo la crescita sono quelli che non si fanno troppe pippe mentali, cercano la crescita, i loro cittadini credono nella crescita e sanno che senza crescita e sacrifici non ci sarà futuro benessere.
Noi in Italia cosa facciamo?

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Scritto il 11 dicembre 2010 at 00:45

smsj@finanza,

Hai visto l’email? :-)

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Scritto il 11 dicembre 2010 at 00:46

idleproc@finanza,

Discorso identico per te…. ti ho mandato un’email… :wink:

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2010 at 01:04

Smsj
L’ “invito” è un processo in parte sottotraccia che opera non da oggi, l’eventuale “d.grade” potrebbe creare le condizioni politiche per un’accelerazione. Sono concorde con le altre osservazioni che fai, è necessario uno “scatto d’orgoglio”. Il rischio che pavento è che l’Italia, come altri paesi, diventi esclusivamente mercato, fornitrice di manodopera a basso prezzo, fornitrice di capitali storicamente accumulati e di produzioni non concorrenziali ad altri paesi anche europei. Non credo che per carattere e cultura, gli italiani rifiutino i “sacrifici”, fanno parte della nostra storia, ma giustamente tenderanno a rifiutarsi di “lavorare per il Re di Prussia”, qualunque lingua parli. In questa fase credo serva una forte coscienza degli interessi nazionali.

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smsj
Scritto il 11 dicembre 2010 at 01:15

Dream Theater,

Domani leggo la mail.
Sono “cotto” per stasera.
Buonanotte

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smsj
Scritto il 11 dicembre 2010 at 01:17

idleproc@finanza,

‘notte anche a te Idleproc :-)

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amensa
Scritto il 11 dicembre 2010 at 09:20

cari tutti e benvenuto ildeproc
io credo che più che di scatti d’orgoglio abbiamo bisogno di piantarla con il nostro giochino nazionale di crederci più furbi degli altri, e prendercela in quel posto ogni volta.
una buona dose di realismo e responsabilità, guardarci finalmente allo specchio (bellissima l’immagine di qualch egiorno fà del gatto che si vede leone) e vederci per quello che siamo.
purtroppo i nostri governanti sono lo specchio del paese (non ce li ha dati un alieno perverso) ma non sanno indicare una rotta persi come sono nei loro giochini di potere.
abbiamo tre grandi problemi da risolvere: criminalità organizzata, redistribuzione dei redditi e della ricchezza, e valorizzare ie spingere nella direzione delle nuove fonti di energia, dopo aver abbandonato al loro destino produzioni ormai vecchie, con poco valore aggiunto, senza eccellenza.
dobbiamo puntare invece sull’eccellenza (vedi brembo, moda, geox, luxottica, ecc…) e sulle nuove fonti di energia togliendo le ipoteche che i petroliferi continuamente appioppano alle tecnologie innovative.
abbiamo aziende di pannelli solari ch efanno concorrenza ai cinesi, e noi, paese del sole abbiamo 10 volte meno pannelli della germania !!! siamo autentici masochisti! (e idioti).
queste sono le direttrici su cui dovremmo muoverci, e non stare a piangere sui contratti di marchionne.

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2010 at 14:07

Amensa

…dobbiamo anche evitare che gli altri ci spellino vivi prima che riusciamo a rinnovare tutta la classe dirigente… non avremmo più le risorse per partire… Non si scorgono ancora all’orizzonte quali saranno i motori tecnologici che apriranno la via d’uscita dalla crisi e che saranno la base di un nuovo ciclo di sviluppo (almeno non li vedo io). Storicamente sono quelli che aumentano la produttività sociale facendo risparmiare tempo di lavoro. Chi li saprà riconoscere tra i primi, farà la sua fortuna imprenditoriale e/o finanziaria… a lungo termine. Per l’oggi, secondo me, è meglio guardare solo quello che si ha sotto il naso, navigando a vista, onde non prendere cantonate.

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