Global Asset Allocation: ORO assolutamente da considerare

Scritto il alle 14:42 da Danilo DT

Fort Knox: un paesaggio decisamente alternativo…

E’ abbastanza palese il fatto che, nei portafogli dei vari investitori a livello globale, il massimo del peso specifico ce l’abbiamo le obbligazioni e le azioni.

Le prime rappresentano quasi la metà con un 49%, secondo uno studio di Deutsche bank, mentre le azioni sono oggi circa un 37% del totale. Insieme quindi fanno un bel 86%, un 5/6 del totale. E il resto? Briciole se così vogliamo dire. Un po’ di money market, un po’ di hedge funds, e…un po’ di oro.

Già, il metallo giallo però rappresenta solo l’1%.
Ora, provate a ragionare un attimo.

La FED continua a stampare a dismisura: ma questa volta ha deciso di esagerare. Non ci sono più tetti, tecnicamente possibilità di azione illimitata. Dollari stampati a manetta.
La BCE parte con il progetto OMT. Ok, quanto stampato sarà ”sterilizzato”. Ma il cambiamento del “modus operandi” della banca centrale dell’UE potrebbe portare in futuro a nuove evoluzioni.
La BOJ negli ultimi giorni ha annunciato un nuovo incremento del suo programma di quantitative easing. Voleva portarsi alla pari con gli altri? In realtà il rischio recessione non è solo Europeo ma GLOBALE e ognuno fa la sua parte “copiando “ anche l’operato di altri proprio per essere in linea con una strategia di politica monetaria chiaramente globalizzata.

E allora? Che valore avrà il denaro nei prossimi anni?
Che valore avra’ l’ORO nei prossimi anni?
Quanto peserà nei portafogli il metallo giallo nei prossimi anni?
E quanto arriverà a valere l’oro nei prossimi anni?

Ops, forse ho ripetuto qualche volta “neri prossimi anni”. Forse proprio per ribadire che non si tratta di un discorso di brevissimo termine, ma di una scelta strategica.

2000 $ il target finale? Mi sbaglierò, ma col tempo vi accorgerete che questo livello è decisamente prudenziale.

Grafico ORO inflation adjusted

STAY TUNED!

DT

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18 commenti Commenta
paktrade
Scritto il 20 settembre 2012 at 15:08

ok, l’oro è “condannato” a salire… Cosa intendi però con alternative? Platino, argento o altre cose tipo terreni, o altro ancora?
e poi, anche parlando in altri momenti, molti concordano a definire l’oro come bene rifugio, cosa che non si è verificata durante l’ultimo “squeeze”… E nel futuro come la vedi?
Thanx!

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john_ludd
Scritto il 20 settembre 2012 at 15:22

DT ti leggo poco ultimamente ma davvero, senza volere offendere, qual’è il valore di questo post ? Alcuni mesi fa su questo stesso blog sono apparsi articoli sull’oro come asset certamente da vendere, strong sell, perché l’analisi tecnica e bla bla bla. Non è un fallimento completo ? Se uno lo comprava 2 mesi fa, erano 200 $ in meno. Cosa è cambiato a livello macro nel mondo tra 2 mesi fa e oggi ? ZERO. La realtà che lo si ammetta o meno è che ormai anche voi vivete nella paura, incapaci di staccarvi un secondo dal monitor dove guardate numeri che si materializzano in grafici. Chi c’è dietro quei grafici ? Un esercito di scimmie che pigia tasti su un computer che sposta le quotazione di questo e quello, in su e in giù trovando le ragioni più disparate e in contraddizione una con l’altra per giustificare queste azioni. L’oro ha le sue dinamiche, ma il QE1 è apparso quando l’oro era già decollato da 8 anni. E dopo il ballo del twist l’oro è salito ? No è sceso. Dove sta la correlazione con il QE che è un mero asset swap e crea inflazione solo nella mente dei semplici dato che non c’è trasmissione all’economia reale ? Quindi che senso ha continuare a voler trovare un senso in questi movimenti di breve ? L’oro andrà a 5000 dollari ? Possibile ma solo se nel frattempo saliranno le uniche due grandezze che sono correlate all’oro al 100%. Anzi, se queste decollano l’oro andrà parabolico. Guardate nella giusta direzione perché è lì che si decide quanto velocemente avverrà la grande contrazione.

Con stima, in fondo ci metti la faccia e il tuo tempo. Gratis.

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paktrade
Scritto il 20 settembre 2012 at 15:31

john_ludd@finanza,

Wait wait wait… Concordo con te sui movimenti un po’ random di certe grandezze, e quando dico un po’ intendo alla stragrande, ma quali sono queste 2 grandezze correlate con l’oro, se puoi dirlo, certamente…
Io non lo so, ho sempre pensato alla massa monetaria circolante come inversamente correlata ad ogni prodotto (inflazione), ma qui si ferma il mio povero cervello… Dai su non fare il prezioso (sempre per parlare di oro et similia)…

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Scritto il 20 settembre 2012 at 16:11

Ciao John,

innanzitutto ben tornato.
I post a cui ti riferisci tu erano di natura tecnica, nel senso che si parlava di correzione. Che poi effettivamente c’è stata. Eccoti la cronologia (lo faccio proprio per massima trasparenza!!!)

21/03/2012

Toccata la trendline rialzista. E se leggi parlo di BUY OPPORTUNITY
http://intermarketandmore.finanza.com/oro-a-questi-prezzi-rappresenta-una-occasione-di-acquisto-43510.html

25/07/2012

Rischio rottura ribassista (che poi non è avvenuta, analisi tecnica)
http://intermarketandmore.finanza.com/oro-rischio-correzione-o-bene-rifugio-48263.html

30/07/2012

ORO rottura del grafico al rialzo
http://intermarketandmore.finanza.com/oro-rottura-del-grafico-al-rialzo-48398.html

23/08/2012

Riparte la recessione: oro sugli scudi
http://intermarketandmore.finanza.com/riparte-la-recessione-oro-subito-sugli-scudi-48717.html

14/09/2012

Cinque buoni motivi da mnonitorare prima di comprare oro (PER TRADING!)
http://intermarketandmore.finanza.com/cinque-motivi-da-valutare-prima-di-comprare-oro-49293.html

20/09/2012

IL POST DI OGGI

Eccoti tutti i post sull’argomento

http://intermarketandmore.finanza.com/?s=%22grafico+oro%22

Come vedi , proprio proprio bearish sull’oro non lo sono mai stato…
:mrgreen:

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Scritto il 20 settembre 2012 at 16:17

…poi è ovvio… qui spesso parliamo di trading, cercando magari di lucrare un 5-10%. L’idea era di vendere sulla correzione per rientrare…

Con profonda stima (come sempre!)

DT

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paktrade
Scritto il 20 settembre 2012 at 17:01

E vabbè, a me non risponde nessuno… :cry:

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john_ludd
Scritto il 20 settembre 2012 at 17:21

Dream Theater,

Probabilmente è ormai una questione filosofica di fondo. Capisco che non mi farò molti amici con le prossime righe. Sembra che il 99,9% delle persone siano incapaci di affrontare il tema che il mondo in cui eravamo abituati a vivere (lavoro per chi ha voglia di cercarne uno, prezzi accessibili, libertà di movimento, etc…) è finito. I lavoratori di Pomigliano non riavranno il loro lavoro, come quelli dell’Alcoa e milioni di altri. Molti di quelli che leggono questo blog operano nel settore finanziario. Nei prossimi anni andranno a fare compagnia agli operai di Pomigliano e dell’Alcoa perchè il settore finanziario è immensamente sovra dimensionato e sarebbe possibile mantenerlo solo in un mondo dove il credito e quindi l’attività economica continua a crescere come nel passato, requisito primo per rendere il debito “pagabile” o almeno dare l’illusione che lo sia. Non è più così. Ho smesso da tempo di leggere voracemente di economia o peggio di finanza. Non c’è nulla lì che spieghi qualcosa.

Per trovare, se non una risposta almeno una traccia, proviamo a rivolgerci allora all’unica attività di successo mai intrapresa dall’uomo: la scienza. La termodinamica in particolare. Ogni sistema sociale di cui l’economia è una parte è un sistema termodinamico aperto e soggetto alle stesse leggi che regolano il funzionamento di ogni sistema fisico. Più è complesso, più energia utilizza per il proprio sostentamento, più elevato il decadimento entropico e maggiore l’instabilità. Il nostro sistema è andato avanti non perchè siamo i figli prediletti di Dio ma perchè abbiamo sfruttato la “pila” fornita dalla natura sotto forma di carburanti fossili. In 150 anni abbiamo consumato buona parte di quanto prodotto nel corso di centinaia di milioni di anni, distruggendo nel contempo l’ambiente naturale e dando il via alla più grande cancellazione di biodiversità della storia del pianeta.

La nostra società è basata sulla facilità ed economicità dei trasporti che ci ha permesso di costruire supply chain estremamente complesse distribuite su tutto il pianeta che permettono la produzione a basso costo di una miriade di beni di consumo che utili o no costituiscono l’oggetto dell’attività economica. Non ci sono più magazzini, tutto è gestito da computers e ogni pezzo o bene alimentare giunge al richiedente in pochi giorni a prezzo modico grazie al petrolio. Questo liquido portentoso ha una densità energetica eccezionale ed è stabile, stoccabile e trasportabile ma ha raggiunto il suo picco. C’è ancora tantissimo petrolio ma NON a basso costo. Solo in Arabia Saudita il costo marginale è ancora sotto i 30 $, ma il prezzo è determinato dal costo marginale del decile più caro che è tra i 90 e i 100 $. L’offerta di petrolio è terribilmente inelastica, non c’è sovra capacità produttiva, appena 2 – 3 milioni di barili su 85. Il tasso desiderato di crescita dell’economia prevede un tasso di crescita dell’offerta di petrolio dell’1,5% per i prossimi 20 anni. Non c’è nessuna possibilità di ottenere nuova produzione ai prezzi del “tempo che fu”. E quindi niente più gasolio a 1 euro con o senza Monti. Lo stesso vale in diversa misura per altre fonti di energia e il mito delle rinnovabili tale rimarrà se gli si chiede di procurare la quantità di energia che non è più possibile ricavare a basso prezzo dal fossile. Chi sogna l’auto elettrica alimentata da campi di pannelli continuerà a sognare. Non siamo in gradi di fabbricare batterie adatte a spostare mezzi da 1 tonnellata nè oggi nè nei prossimi 10 – 15 anni. Questione di fisica, non di volontà. Tutto questo e molto di più si trova scritto e documentato in una moltitudine di papers scientifici e divulgativi che nessun economista e men meno un politico legge. La scienza economia è oggettivamente inutile se non dannosa se rifiuta di prendere in considerazione i vincoli esterni che oggi ci schiacciano. E la speculazione finanziaria ? Peggiora la situazione esasperando gli spikes di prezzo all’insù e all’ingiù ogni volta che vede la possibilità di un arbitraggio favorevole ma non influisce sui prezzi di medio lungo termine.

Non c’è niente da fare, QE o LTRO 1,2,3… 1000 l’attività economica (quindi il PIL) è destinata nella media a contrarsi non a espandersi. Certo potranno esserci, specie dopo una prolungata recessione, quadrimestri o anche anni di espansione ma il trend è al ribasso. Cosa ne sarà di tutto quel debito, ovvero i soldi depositati nelle banche, moltiplicati dall’effetto del sistema basato sulle riserve frazionate, se non ci sarà il ritorno atteso ? Uno schema Ponzi crolla quando il flusso in ingresso non riesce più a pagare gli interessi, allora i gonzi si accorgono di avere perso anche il capitale. Ecco perchè allora i tassi sono a zero e ci resteranno finchè il sistema sarà in grado di reggere, ovvero finchè i miliardi di Will Coyote guarderanno di sotto e si accorgeranno che stanno camminando nel vuoto e il fondo del canyon è 3 km più in basso.

Ecco perchè trovo spassosa l’idea di lucrare il 5-10% sugli alti e bassi dell’oro o di qualsiasi altra attività finanziaria. Quel mondo sta finendo, la speculazione finanziaria in grande scala delle banche e in piccola scala dei traders (noi/voi) sta x finire, non perchè qualcuno regolerà questo o quello ma perchè non ci sarà alcunchè su cui speculare. O si affronteranno i problemi trovando soluzioni possibili oppure si muore (nel senso letterale del termine). La deflazione è lo stato naturale delle natura, si chiama decadimento entropico, il secondo principio della termodinamica, Boltzmann metà dell’800 e non Bernanke o Draghi.

Ci saranno settori che rinasceranno, l’agricoltura in primis perchè non sarà più possibile importare banane a zero lire dall’Equador. Altri esploderanno e creeranno vaste opportunità, tutto ciò che riguarda lo sviluppo di un sistema avanzato ma sostenibile ovviamente

… per chi è morbosamente curioso, l’oro è correlato al petrolio e alla paura. Il grafico del petrolio lo trovate su Bloomberg quello della paura è dentro di voi.

… per chi è genuinamente curioso questi sono solo alcuni link a documenti divulgativi che trattano temi superficialmente trattati in questo post. Il campo è sterminato e richiede tempo ben speso (è il vostro futuro non il mio):

http://www.theoildrum.com/node/9436
http://www.aps.org/publications/apsnews/201207/electriccars.cfm
http://www.321energy.com/editorials/oilprice/oilprice032412.html
http://www.theburningplatform.com/?p=5581
http://www.smartplanet.com/blog/energy-futurist/economic-theory-and-the-real-great-contraction/116

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schwefelwolf
Scritto il 20 settembre 2012 at 18:08

john_ludd@finanza,

Grazie.

Spero non ti dispiaccia, se aggiungo solo un “link” ad un sito di fine ‘800: “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.”

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pinco14
Scritto il 20 settembre 2012 at 18:19

john_ludd@finanza,

Mitico John
bentornato…è sempre un piacere leggerti, anche se non sempre ho i mezzi tecnici per comprenderti fino in fondo
Questo post me lo voglio leggere per bene domani (commenti compresi)
Un grazie a Dream (oltre che per il suo splendido lavoro – gratis) anche per averti stimolato a tornare

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john_ludd
Scritto il 20 settembre 2012 at 18:35

schwefelwolf@finanza,

Toro Seduto non aveva l’iPhone ma conosceva l’animo umano. D’altra parte non siamo geneticamente diversi da 2000 ai tempi di filosofi di livello mai raggiunto come Lao Tzu, Buddha o Gesù di Nazareth, o anche 30000 anni fa quando alcuni Caravaggio del tempo che fu dipinsero scenari di caccia meravigliosi e modernissimi nelle grotte calcaree dell’Ardeche in Francia. Siamo quindi non adattati a un sistema complesso come quello odierno mentre lo siamo per tribù come quelle che il “manager” Toro Seduto gestiva. Questo può suggerire una fine del gioco imminente che alcuni scienziati evoluzionisti danno x certo. Cosa è realmente mutato è lo sviluppo tecnologico e quindi la complessità che con un processo di retroazione (feedback) alimenta entrambe. Ma chi conosce la teoria dei sistemi sa che la retroazione è un meccanismo potenze ma instabile per definizione. Le società antiche erano infatti statiche, zero feedback, la conoscenze era personale e trasmessa verbalmente dagli anziani ai prescelti. Migliore o peggiore quel mondo è stato spazzato via, a noi resta quello che abbiamo e tuttora solo un certo numero di scienziati e di persone realmente curiose e ragionevolmente prive di pregiudizi è al corrente della situazione, gli altri si cullano di illusioni o vivono nelle più bieca ignoranza. D’altra parte immaginare che il mondo evolva verso il meglio è certamente tempo perso, in questo Baumann ha ragione malgrado sottovaluti l’impatto della tecnologia nella quale si ripone una fiducia messianica, sostitutiva della fiducia sconsiderata nella benevolenza delle divinità. Francamente non vedo altri percorsi se non quello dello studio e della comprensione almeno parziale di ciò che abbiamo attorno e della dismissione rapida di quanto manifestamente illusorio. Visto che questo è un sito di finanza, la domanda cui uno dovrebbe porsi è la seguente “è possibile immagazzinare una ricchezza reale maturata nel corso degli anni in qualcosa che permetta un utilizzo in futuro ?” La risposta cui sono arrivato è ambigua nel senso che non so se sia possibile ma sono invece sicuro che NON è possibile attraverso gli strumenti finanziari tradizionali. L’unico investimento che possa fornire qualche chance è quello produttivo, generatore di beni o servizi che possano in futuro essere utili e quindi richiesti. Non necessariamente ci potrai acquistare un frigorifero o un biglietto aereo.

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gremlin
Scritto il 20 settembre 2012 at 20:22

john_ludd@finanza,

guardando i grafici dell’utlima decade non noto alcuna correlazione nè con la paura nè col petrolio

allora mi viene il sospetto che il prezzo dell’oro sia più banalmente dipendente dalla domanda dei mercati e dalla manipolazione dei prezzi, e magari anche dai costi industriali e dalla pochezza del dollaro usa.
I seggi dell’oro al fixing di Londra sono in mano alla finanza internazionale (Scotia Mocatta, HSBC, Deutsche Bank, Barclays e Société Générale)
Curioso notare che da quando la famiglia Rotschild ha ceduto il suo seggio otto anni fa, l’oro ha fatto una crescita iperbolica, forse i Rotschild avevano capito che con l’avvento della telematica non potevano più controllare i prezzi a loro piacimento tenendoli schiacciati come facevano di solito.
Per chi volesse avere anche ragguagli sui protagonisti del London Metal Exchange rimando qui
http://it.wikipedia.org/wiki/London_Metal_Exchange

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sonorovinato
Scritto il 20 settembre 2012 at 22:22

john_ludd@finanza,

Ciao John_Contrane_Ludd,
e’ sempre un piacere leggerti perche’ non sei mai banale.

Di fisica e scienza ne capico un pochettino, di finanza non zero, ma i .
E comunque finche’ gli economisti non capiranno il II principio della termodinamica, non capiranno mai niente. E dubito che mai ci riusciranno, visto che non hanno nemmeno capito il I, visto quello che sta succedendo.

Ho letto da poco il “terzo scimpanze'” di J.Diamond (libro interessantissimo di antropologia, storia della specie umana dal punto di vista biologico ed etologico), che alla fine ha una visione (semi)catastrofista e pessimista come la tua. Sono un po’ freddo su queste visioni, non perche’ le ritenga sbagliate o improbabili, ma perche’ non e’ possibile prevedere l’andamento futuro di sistemi cosi’ complessi su scale temporali lunghe. Se vedi le previsioni di tanti scienziati con le contropalle, quasi nessuna si e’ mai avverata. Il sistema e’ altamente non lineare e l’evoluzione scientifico-tecnologica cosi’ poco prevedibile …. comunque e’ vero, estinzioni e disastri biologici su vasta scala causati dall’uomo sono possibili, stanno anzi gia’ accadendo, come sono accaduti nel passato anche remoto.

Sulla tua domanda “è possibile immagazzinare una ricchezza reale maturata nel corso degli anni in qualcosa che permetta un utilizzo in futuro ?” , la risposta dipende dalla scala temporale del futuro. In un futuro vicino, immagino che stoccare fonti energetiche sia un buon investimento. Per la nostra attuale tecnologia, petrolio, ma non e’ praticabile.
Ma bisogna stare attenti che mutamenti tecnologici possono stravolgere tutti. Nel 1850 possedere una tonnellata di carbone credo fosse un buona cosa. Era la fonte energetica principale, tutto, caldaie, treni, navi, macchinari, andava a carbone. 100 anni dopo, 1950, chi lo vuole piu’ il carbone? solo la befana il 6 gennaio. Investimento sbagliato su scala secolare. Per cui sul lungo termine (quando tutti saremmo comunque morti) non so dire.
La seconda idea e’ in armi, esercito, tecnologia militare et similia. In fin dei conti, lo “schiavo” e’ la migliore macchina, intelligente ed efficiente, ma va “oliata” nella maniera opportuna. Direi che ci sono uno o due stati che stanno investendo in questa direzione, piu’ o meno pesantemente. E la forza bruta e’ un asset (chiamiamolo cosi’) forse ancora piu’ storico dell’oro.

Concordo con Gremlin sulle non-correlazioni dell’oro. La mia visione, banale, antiquata, sbagliata, e’ che l’oro e’ semplicemente una valuta.

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paktrade
Scritto il 21 settembre 2012 at 00:01

Ok, lo ammetto, a volte sono morbosamente curioso, quindi metterò in relazione oro, petrolio e paura e vedo cosa salta fuori…..
Non mancherò comunque di leggere le cose suggerite ai genuinamente curiosi, se non altro per sapere se oltre che morboso io sia anche genuino, non sarebbe una brutta cosa, penso.
Nice double shot, isn’t it?

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john_ludd
Scritto il 21 settembre 2012 at 01:40

gremlin,

Molti che non hanno studiato statistica pensano che se il grafico dell’evoluzione temporale di una grandezza stocastica non si sovrappone perfettamente a quello di una seconda grandezza, esse non possono essere correlate. Accade sempre che il mondo appaia più semplice se si utilizzano strumenti triviali, non puoi vedere un batterio se usi gli occhiali. I papers di cui allego il link sono due tra i pochi studi ad affrontare il tema della correlazione tra gold e oil utilizzando metodi statistici avanzati e convergono alla stessa conclusione. Sono alquanto matematicamente densi ma lo studio degli scienziati della Nanyang Technological University è abbastanza leggibile anche a chi non ha una laurea in matematica.

http://mpra.ub.uni-muenchen.de/31795/1/MPRA_paper_31795.pdf

http://www.opf.slu.cz/kfi/icfb/proc2011/pdf/58_Simakova.pdf

Il grafico della paura non è riportato da nessuna parte ma se le gente non temesse che il proprio denaro/credito possa essere svalutato o confiscato e vedesse attorno a se opportunità in grado di fornire rendimenti reali positivi di lungo termine con un rischio accettabile non comprerebbe oro. Oggi la paura e in aumento e quando diverrà terrore l’oro andrà parabolico, un pieno di benzina potrebbe essere impresa complicata e sarà pericoloso girare x la strada anche se meno di quanto lo sia far sapere che si possiede oro.

Per la cronaca, essendo certo che la finanza è una trappola per topi e una perdita di tempo seguo una variante del portafoglio permanente di Harry Browne. Per “certo” non intendo “riprova matematica al 100%” ma confidenza statistica che la grande maggioranza delle altre strategie di investimento determina ritorni inferiori in termini di rendimento assoluto e volatilità. Essendo il sottoscritto una persona di media capacità giudico un atto di superbia assai pericoloso tentare la sorte per ottenere un risultato che la statistica dimostra essere assai improbabile.

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paolo41
Scritto il 21 settembre 2012 at 12:13

john_ludd@finanza,

…comunque, leggere i tuoi commenti è sempre un piacere….

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piero
Scritto il 22 settembre 2012 at 21:40

john_ludd@finanza,

Quello che scrivi è molto interessante, ma hai mai studiato qualcosa sulla Scuola Austriaca di Economia?
Loro sono stati gli unici a predire la crisi del 2008.
E le previsioni per il futuro sono inquetanti se continua questa espansione monetaria da parte delle banche centrali.

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fdonni
Scritto il 23 settembre 2012 at 16:48

john_ludd@finanza,

Sempre molto interessanti i tuoi commenti. Non conoscevo il portafoglio permanente di Browne, ho fatto qualche ricerca per saperne di più e mi sembra davvero molto interessante. Mi chiedevo quale fosse la variante di cui parli… quella che usi tu insomma…

Grazie.

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pecunia
Scritto il 24 settembre 2012 at 10:25

davvero una bella lezione, dai banchi del blog di DT !!!

un invito a riflettere….. Grazie.
Mi auguro che il maestro J. torni presto a farsi sentire. Se ne sente il bisogno, in questi tempi grami.

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