BOND Eurozona: ormai il mercato sconta già il QE di Draghi

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

liquidità-bce-quantitative-easingIl mercato ormai ignora di tutto e di più. Tutti stanno fremendo in attesa del famigerato “Quantitative Easing” Europeo, deciso da Mario Draghi e dalla sua BCE.

Ma chissenefrega della Grecia e del suo debito, poco importa se in Russia sono di nuovo alle soglie di un conflitto militare con l’Ucraina, ma che importa se il Patto del Nazareno è saltato. Tra un po’ inizia il Festival di San Remo e soprattutto ad inizio marzo iniziano gli acquisti del QE di Draghi! Evviva evviva!

Certo è che l’attesa del QE porta a far “scontare” con forte anticipo, quello che sarà. Anche se non proprio tutto. Inoltre si sta facendo un errore macroscopico: paragonare semplicemente gli effetti del QE americano o giapponese con quello che POTREBBE accadere in Europa è sbagliato, in quanto è chiarissimo che gli effetti saranno sicuramente differenti. Certo, molti mercati potrebbero beneficiare dell’”effetto bolla” che si genererà (anche a livello psicologico) ma poi con l’economia reale come la mettiamo?

Infatti USA e Giappone (ce ne sono anche altri, sia ben chiaro) sono stati UNITI per davvero, con una banca centrale che lavora per un’unica nazione. In Europa siamo una combriccola “macedonia” dove vige il “tutti contro tutti” e “occhio alle spalle”.

Ma per la cronaca, anche per meglio comprendere quali sono stati gli effetti del QE americano, vi ripropongo questo grafico. Illustra gli effetti della politica monetaria espansiva USA sui vari mercati. Noterete che, come diceva giustamente ieri l’amico John, il mercato obbligazionario tende ad anticipare MOLTO gli effetti del QE. In altri termini, le valorizzazioni salgono molto PRIMA della partenza del QE per poi sgonfiarsi ad operazioni avviate.

Quindi oggi ci troviamo proprio in quella fase “pre QE” che gonfia il mercato a dismisura? Beh, io sono nessuno per certificarvi questo. Ma come sempre preferisco, o meglio lascio parlare i mercati. Tralasciamo per un attimo la situazione dei bond governativi, di cui abbiamo già parlato più volte in passato. Concentriamoci per un attimo sul segmento “corporate”.

Questo è quanto si leggeva ieri sui mercati analizzando i rendimenti di alcune delle obbligazioni corporate emesse da alcune delle più importante d’Europa. Siamo d’accordo, sono società molto solide, ma c’è un limite a tutto, credo.

rendimenti-obbligazioni-corporate-eurozona-qe

Lascio a voi le elucubrazioni del caso, anche se diventa difficile poter difendere questo anomalo scenario, non credete?

STAY TUNED!

Danilo DT

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32 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 5 febbraio 2015 at 15:00

Sarebbe anche il caso che evitassero una lunga sceneggiata e comunicassero subito la cacciata dalla Grecia dall’Euro.
La mossa della BCE dice esattamente questo, ovvero “tra un mese fallite perchè non accettiamo piu vostri titoli di debito/cartastraccia in cambio di soldi veri”.
Evitate a sto Varoufakis di continuare in questa scenetta a dire il vero stucchevole (il nano economico con le pezze al sedere che va in giro per l’EU a fare il ganassa ridanciano e arrogante sperando che tutti abbiano paura).

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lukeof
Scritto il 5 febbraio 2015 at 15:28

Puo’ darsi che l’esimio Varoufakis sia un nano stucchevole, ma è solo il primo e antesignano di una lunga serie.

Perchè la locuzione “tra un mese fallite perchè non accettiamo piu vostri titoli di debito/cartastraccia in cambio di soldi veri”, non è mica valida solo per la Grecia.

Se per caso il Giappone subisse un grosso scossone dei tassi sui bond, lo diremmo anche dei giapponesi che sono scialacquatori, mangioni e parassiti e con le pezze al culo?
Se succedesse agli Stati Uniti, all’Italia, alla Francia, alla Spagna, anche loro tutti mangioni parassiti e quant’altro?
Ora io comprendo perfettamente che il Socing preveda di “sterilizzare” i pensieri differenti, ma quando si comincia a prendere per ladri, parassiti e quant’altro circa un miliardo e mezzo di persone in un mondo in cui la ricchezza continua a concentrarsi ed aggregarsi nel 5% scarso della popolazione del pianeta ci deve essere qualcosa che NON funziona a livello profondo e sistemico.
La cosa buffa è che nonostante cio’ sia assolutamente EVIDENTE, si mette la testa sotto la sabbia come gli struzzi e si dà la colpa ai “malvagi greci” o ai “malvagi giapponesi” di domani.

E la cosa mi preoccupa non poco.

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Lukas
Scritto il 5 febbraio 2015 at 15:54

Caro Danilo l’effetto sui tassi fu già evidenziato nel 2013 nel seguente post :

WALL STREET: dopo la sorpresa FED solo i tassi reagiscono

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atomictonto
Scritto il 5 febbraio 2015 at 16:31

lukeof@finanza,

Argomenti perdonami inconsistenti.

Primo hai elencato Americani, Francesi, Italiani, Giapponesi e Spagnoli che non sono i Greci.
Se vuoi possiamo continuare col gioco dei segreti di Pulcinella e fare finta che i Greci non siano un popolo di fannulloni furbeschi, se in Grecia non ci sei mai stato evita commenti (ed evitati scene come son capitate ad esempio a me: gruppo di 16 persone, entriamo in un ristorante sull’isola di Paros, ci fanno accomodare, erano piu o meno le 9:30 di sera. Prendono gli ordini, dopo 15 minuti buoni arriva finalmente l’acqua e il vino ordinati. Passano altri 25 minuti e finalmente arrivano gli antipastini – solite robe Greche, feta e olive, spanopitakia etc.. – mangiamo e passano altri 30 minuti senza che arrivi nient’altro. Ad un certo punto arriva una cameriera che ci dice in un Inglese maccheronico “scusate, purtroppo dovete andare, il cuoco NON HA PIU VOGLIA”. Alle nostre rimostranze hanno pure fatto la scena degli infastiditi come fossimo rompipalle indesiderati, il conto naturalmente è arrivato scritto a mano su di un pezzo di carta, tutto in nero).

Secondo, nel 16° secolo la vita media in Europa era di 47 anni, la mortalità infantile circa 15 volte quella attuale e la ricchezza non era concentrata nel 5% della popolazione ma nello 0,016% (“Principes de la théorie des richesses”, Antoine Augustin Cournot, 1863) della nobiltà.
Nei paesi attualmente in via di sviluppo si scortennavano, massacravano, crocefiggevano, scuoiavano e mangiavano a vicenda come riportano numerosissimi testi storico antropologici relativi all’Africa, al primordiale Sud-America ed all’Asia insulare.
Non mi sembra che questo “tremendo modello economico” non abbia funzionato, a meno che non si preferisca la guerra, la barbarie e la malattia.

Ripeto e ribadisco:
– La Grecia ha truccato i conti negli anni ’90 per entrare nell’euro
– La Grecia ha truccato i conti fino al 2010 (deficit dichiarato 3%, reale 14%)
– La crisi subprime è sostanzialmente finita nel 2010 per i paesi fuori dall’area euro.
– La crisi in Europa e in Italia c’è ancora per via della “crisi dei debiti sovrani” causata dalla Grecia e dai suoi conti truccati
– La Grecia ha già fatto un haircut e un reverse buyback del proprio debito accollando il 30% di perdite a tutti gli investitori, Italiani compresi
– Gli Europei hanno pagato 260 miliardi di tasse, di cui 30,9 miliardi Italiane (su un totale di 50,4 versati nell’ESM), principalmente per salvare la Grecia.
– Questi 260 miliardi sono stati prestati alla Grecia con un tasso medio del 0,46% (a te quanto fanno?)
– Gli Europei già con la proposta attuale non vedranno indietro le loro tasse fino al 2057 (io ad esempio non li riavrò mai in vita i soldi versati)

Ora in questo quadro tu pensi “poveri Greci”?
Poveri Europei vorrai dire, afflitti da sta disgrazia di paese di fannulloni, evasori e truffatori!

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john_ludd
Scritto il 5 febbraio 2015 at 16:48

atomictonto@finanza,

BRAVO ! Uccidiamoli tutti. Il fatto che i conti li ha truccati qualcun’altro che lo fa di mestiere e ssi è fatto strapagare, sta di casa a New York e per la quale sono passati tutti quelli contano almeno in pò tra cui l’attuale capò della BCE è un fatto irrilevante. Anche il fatto che il grosso degli aiuti sia andato a coprire i crediti diventati inesigibili delle banche francesi e tedesche che sono state obbligate a prestare soldi ai greci pena la morte a base di ingurgitazione di souvlaki (con i soldi dei “Poveri Europei”) è del tutto irrilevante. Eppoi cazzo è davvero imperdonabile che il CUOCO NON NE HA VOGLIA… uccidiamoli tutti.

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atomictonto
Scritto il 5 febbraio 2015 at 17:00

john_ludd@finanza,

Ma assolutamente no, non penso affatto che vadano “uccisi”.

Ogni popolo ha diritto/dovere di scegliersi e crearsi il proprio destino e i Greci hanno cominciato a crearsi il proprio negli anni ’60 con evasione galoppante completamente tollerata dai governi o regalie pubbliche per accontentare certi settori della politica Greca.

Non vanno “uccisi” vanno semplicemente cacciati dall’euro che non è una sorta di mutua o una onlus benefica per salvare “i poveri Greci”.

Non capisco la tua posizione francamente.
Tu pensi che a parti invertite i Greci salverebbero gli Europei?
Io ti dico che ci butterebbero a mare facendosi pure grasse risate pieni di Uzo mentre bighellonano in cannottiera fino alle 2 del mattino (ripeto in Greci ci sono stato parecchie volte, sia per lavoro che per turismo).

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atomictonto
Scritto il 5 febbraio 2015 at 17:13

Oggi mi è toccato pure sentire mr. Varoufakis che a Berlino si è presentato di nuovo da ganassa, tutto pompato e scamiciato, in pratica minacciando a destra e sinistra e sopratutto velatamente facendo riferimenti alla Germania degli anni ’20 che sappiamo tutti com’è andata a finire.

Qualcuno metta fine alla pietosa commedia e dica a mr. Varoufakis:

A) la Grecia non è la Germania, una “nazistificazione” della Grecia farebbe ridere il mondo intero e darebbe la scusa alla Turchia, nemico storico e 4° potenza militare del mondo col quadruplo di forza economica e 9 volte più popolazione, di schiacciarli coi carri armati una volta per tutte.

B) L’uscita della Grecia dall’euro a questo punto è un vantaggio e non un problema

C) non ha senso un euro con dentro un paese riottoso, in bancarotta e con un governo palesemente comunista. Ha invece senso un euro senza il problema Grecia.

D) la deriva “nazista” è molto probabile, una volta cacciata infatti la Grecia dall’euro questa crollerà miseramente, andrà incontro a un periodo di guerra civile e tornerà appunto ad essere la “Grecia dei colonnelli” (nessuno sembra ricordare che questo paese solo 40 anni fa era una dittatura militare di estrema destra, evidentemente si divertono con ste robe i “poveri Greci”).

E) di tutta sta storia, francamente, ne hanno i cocchi pieni dalle fredde pianure della Lapponia fino al caldo mare dello stretto di Gibilterra. Francamente poi eleggere questo venditore di fumo di Tzipras e mandare addirittura in giro un ganassa strafottente come Varoufakis a cercare di minacciare tutti dal basso delle sue pezze al sedere non mi è parsa una gran mossa. Che si arrangino.

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john_ludd
Scritto il 5 febbraio 2015 at 17:20

atomictonto@finanza,

i greci hanno purtroppo solo tre possibilità 1) uscire dall’euro e subire il travaglio di un ripartenza estremamente difficile se non impossibile 2) uscire dall’euro ma con l’aiuto di potenze non atlantiche 3) negoziare uno swap che per la UE salva le apparenze, e per la Grecia significa continuare a implodere più lentamente. La mia opinione è che per la (1) non ha ricevuto il mandato elettorale e in tal caso Tsipras avrebbe mentito agli elettori, di solito finisce male (2) rappresenterebbe la fine della UE e un elemento distruttivo dei precari equilibri geopolitici. Improbabile ma la disperazione non va mai sottovalutata. (3) Fine di Tsipras e porte che si aprono a forze nazionaliste di estrema destra un pò dovunque. La UE ritarda la propria fine di qualche mese/anno rischiando un esito assai più nefasto.

Gli unici paesi che possono uscire senza spaccarsi del tutto le ossa da quell’Hotel California che è la UE sono Italia e Francia.

My two cents.

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atomictonto
Scritto il 5 febbraio 2015 at 17:30

john_ludd@finanza,

Concordo con la tua analisi.
Al momento mi pare che si stia delineando l’ipotesi (2) ovvero che l’ammiccamento Tzipras-Putin possa portare a questa soluzione, anche se credo che sia tutta una strategia dei “poveri Greci” (in realtà dei furbacchioni senza scrupoli, ripeto li conosco bene) per mettere una qualche pressione sulla UE/BCE/FMI.

D’altro canto un “uccellino”, molto molto esperto di cose politiche e che le azzecca tutte da anni facendomi pensare a volte che abbia contatti (che peraltro ha) con ambienti poco chiari e quasi metafisici, mi dice che Tzipras in realtà è un paravento, un fuoco di paglia messo li per fare “fuoco e fiamme” e accontentare/calmare i Greci che in realtà non farà nulla e porterà a termine le riforme della Trojka con il classico discorso del “non potevamo fare di meglio”…

Saluti.

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ob1KnoB
Scritto il 5 febbraio 2015 at 18:13

Che tristezza. Mors tua vita mea dunque. Bene così. Mentre il greco dunque scorrazza per taberne con il suo ouzo e senza cravatta, l’operoso impiegato danese in carriera, biondo e con occhi azzurri e dai sani principi oggi incassa il suo stipendio (sudato e meritato ma forse e non sappiamo per quanto). Lo versa in banca (speriamo sana..) e oibho! scopre che per lasciarne una parte (dedotte le legittime spese bancarie…mannaggia avesse una alternativa..!) scopre che per lasciarli li’ da oggi deve anche pagare. Un mese di lavoro, fatto di incremento di produttività y/y, magari di straordinari frutto della sua elasticità ed a scapito della sua famiglia o delle sue passioni personali. Ha messo da parte qualche soldino, perchè gli anni passano e le spese sono sempre più imprevedibili e dovesse esserci una fusione nella sua azienda con ristrutturazione, sai a 50 anni non è facile mollare tutto ed andare in Africa o in Asia, dove un ingegnere più giovane e più in gamba di te’ costa un decimo, a cercare lavoro. Un fondo pensione tranquillo che possa garantirgli un reddito per la vecchiaia. Nella buca delle lettere c’è giusto giusto una comunicazione del fondo pensione: ” Egregio Hans come sà il nostro fondo tranquillo era prevalentemente investito in obbligazioni ma gli attuali rendimenti non ci consentono più di poterle garantire al conseguimento del 70° anno di età la rendita concordata. Per poter aumentare la rendita prospettica del fondo e considerato l’andamento dei mercati finanziari abbiamo deciso di convertire gli investimenti da obbligazionari in azionari. In alternativa potrà da domani presentarsi nei nostri uffici per ritirare (previo adeguata tassazione) quanto finora maturato. Viva il Re e viva la Danimarca”. Illeggibile un piccolo, piccolissimo grassetto in calce alla lettera “colpa dei greci senza cravatta un consiglio: vada a sputtanarsi questi soldi che diversamente glieli sputtaniamo noi”. Per un attimo pensa al greco: “Io per poter arrivare a fare una vacanza in Grecia devo aspettare agosto. Lui, bastardo, beve ouzo tutto il giorno senza fare questa vita di merda. Cazzo dobbiamo fare qualcosa! Minimo una cirrosi senza medicine (perchè non gliele do)! Minimo gli taglio l’energia elettrica che tanto non la paga! Poi gli portiamo via aerei, porti, feta e olive, il Partenone e la Venere di Milo (ah no quella gliela abbiamo già portata via), Creta e Cipro (la loro metà) con i giacimenti e poi vediamo se non pagano i debiti!!!!
Ci fossimo noi in Grecia a dettare le regole!

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john_ludd
Scritto il 5 febbraio 2015 at 19:03

ob1KnoB@finanzaonline,

ma la storia lavora su tempi lunghi e si fa beffe di noi altri…
e la geografia è stata la determinante dello sviluppo delle civiltà…
e chissà che nel mondo prossimo venturo (che 30 anni nulla sono) a bassissima intensità energetica la fortuna sarà nascere in grecia, in meridione d’italia, in turchia piuttosto che nei paesi a nord delle alpi con il loro miserabile clima… e chissà che alla fine tra qualche generazione dopo la pulizia che ci attende, quelle terre favolose ci diano (non a noi che saremo stra morti eh !) un nuovo Platone, un nuovo Eraclito, un nuovo Zenone mentre i nordici dovranno scaldarsi bruciando le cacche delle loro mucche !

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kry
Scritto il 5 febbraio 2015 at 19:08

ob1KnoB@finanzaonline,

Senza andare in danimarca anche da noi paghi per tenere i soldi in banca e non da ieri e grazie ai tassi negativi. …. Egregio Hans come sà il nostro fondo tranquillo era prevalentemente investito in obbligazioni ma gli attuali rendimenti non ci consentono più di poterle garantire al conseguimento del 70° anno di età la rendita concordata…… aggiungiamoci che nessuno rammenta il Lussemburgo ( con in aggiunta tutte le porcate pro multinazionali ). PER :::Illeggibile un piccolo, piccolissimo grassetto in calce alla lettera “colpa dei greci senza cravatta un consiglio: vada a sputtanarsi questi soldi che diversamente glieli sputtaniamo noi”…. che culo noi ce ne siamo già fatti sputtanare … 40MLD€. Solo così per curiosità. Ciao.

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kry
Scritto il 5 febbraio 2015 at 19:13

john_ludd@finanza,

Non dire così , già dal 2000 ero pronto per https://it.search.yahoo.com/search;_ylt=ApwAuOnxzRLglvu1XsLoQgUbrK5_?p=aivalik&toggle=1&cop=mss&ei=UTF-8&fr=yfp-t-909&fp=1

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lukeof
Scritto il 5 febbraio 2015 at 19:31

atomictonto@finanza,

Perdonami Atomic, ma questi discorsi “antropologici” da turista riccone da resort incazzato mi fanno sganasciare dalle risate.
I greci “ladri di natura”, gli italiani mafiosi, gli inglesi puzzolenti e via con la fiera delle amenità.
Mi sembra di stare in un lazzaretto di lebbrosi in cui viene cacciato (dagli altri lebbrosi) quello con le bolle piu’ grosse.

Ma quando fallirà il Giappone che diremo, che erano un branco di parassiti che succhiavano debito o che ci inventeremo?

Sai, io son stato in Brasile in una delle piu’ malfamate favelas, al quale nome tutti i turisti sobbalzavano in quanto covi di ladri teppisti e genesi di ogni male. Mi sedetti vicino all’entrata in terra dove c’era un vecchio barbone, sporco e malvestito ( orrore orrore). Gli offrii tre lattine di birra, e il pericoloso barbone mi racconto’ tutta la storia della favela, mi accompagno’ dentro, mi spiego’ che cosa succedeva, nel bene e nel male, e NESSUNO mi toccò né mi derubo’ ed anzi fui accokto con grande amicizia. Non avevo nulla con me se non qualche reais che spendetti volentieri in birra per parlare con loro. E non avevo nessun “simbolo” di ricchezza da esporre o ostentare.
E facile giudicare gli altri “tutti ladri e fannulloni” é un pò più difficile comprendere un paese e la sua gente.

Non capirò mai chi si mette su un piedestallo a giudicare senza come dicono gli indiani “aver passato tre lune nei suoi mocassini”

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Scritto il 5 febbraio 2015 at 22:31

atomictonto@finanza:
[email protected],

Argomenti perdonami inconsistenti.

Primo hai elencato Americani, Francesi, Italiani, Giapponesi e Spagnoli che non sono i Greci.
Se vuoi possiamo continuare col gioco dei segreti di Pulcinella e fare finta che i Greci non siano un popolo di fannulloni furbeschi, se in Grecia non ci sei mai stato evita commenti (ed evitati scene come son capitate ad esempio a me: gruppo di 16 persone, entriamo in un ristorante sull’isola di Paros, ci fanno accomodare, erano piu o meno le 9:30 di sera. Prendono gli ordini, dopo 15 minuti buoni arriva finalmente l’acqua e il vino ordinati. Passano altri 25 minuti e finalmente arrivano gli antipastini – solite robe Greche, feta e olive, spanopitakia etc.. – mangiamo e passano altri 30 minuti senza che arrivi nient’altro. Ad un certo punto arriva una cameriera che ci dice in un Inglese maccheronico “scusate, purtroppo dovete andare, il cuoco NON HA PIU VOGLIA”. Alle nostre rimostranze hanno pure fatto la scena degli infastiditi come fossimo rompipalle indesiderati, il conto naturalmente è arrivato scritto a mano su di un pezzo di carta, tutto in nero).

Secondo, nel 16° secolo la vita media in Europa era di 47 anni, la mortalità infantile circa 15 volte quella attuale e la ricchezza non era concentrata nel 5% della popolazione ma nello 0,016% (“Principes de la théorie des richesses”, Antoine Augustin Cournot, 1863) della nobiltà.
Nei paesi attualmente in via di sviluppo si scortennavano, massacravano, crocefiggevano, scuoiavano e mangiavano a vicenda come riportano numerosissimi testi storico antropologici relativi all’Africa, al primordiale Sud-America ed all’Asia insulare.
Non mi sembra che questo “tremendo modello economico” non abbia funzionato, a meno che non si preferisca la guerra, la barbarie e la malattia.

Ripeto e ribadisco:
– La Grecia ha truccato i conti negli anni ’90 per entrare nell’euro
– La Grecia ha truccato i conti fino al 2010 (deficit dichiarato 3%, reale 14%)
– La crisi subprime è sostanzialmente finita nel 2010 per i paesi fuori dall’area euro.
– La crisi in Europa e in Italia c’è ancora per via della “crisi dei debiti sovrani” causata dalla Grecia e dai suoi conti truccati
– La Grecia ha già fatto un haircut e un reverse buyback del proprio debito accollando il 30% di perdite a tutti gli investitori, Italiani compresi
– Gli Europei hanno pagato 260 miliardi di tasse, di cui 30,9 miliardi Italiane (su un totale di 50,4 versati nell’ESM), principalmente per salvare la Grecia.
– Questi 260 miliardi sono stati prestati alla Grecia con un tasso medio del 0,46% (a te quanto fanno?)
– Gli Europei già con la proposta attuale non vedranno indietro le loro tasse fino al 2057 (io ad esempio non li riavrò mai in vita i soldi versati)

Ora in questo quadro tu pensi “poveri Greci”?
Poveri Europei vorrai dire, afflitti da sta disgrazia di paese di fannulloni, evasori e truffatori!

Mi trovo in difficoltà a darti torto… Hanno sempre trassato nel nome del vivere da cicala. E mi fermo qui perchè anche qualcun’altro ha fatto altrettanto….

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john_ludd
Scritto il 5 febbraio 2015 at 23:20

Danilo DT,

non ho capito la tua posizione Danilo.

il cuore è questa frase qui scritta dal tipo atomico:

“La Grecia ha già fatto un haircut e un reverse buyback del proprio debito accollando il 30% di perdite a tutti gli investitori, Italiani compresi”

E’ una colossale BUGIA. L’operazione è stata fatta PER SCARICARE IL DEFAULT GRECO che avrebbe pesato sulle banche creditrici sulle spalle dei cittadini ignari dei vari paesi europei. Varoufakis questo scrive sul suo blog da anni. Se una azienda fallisce, i proprietari vengono spazzati via ma anche i creditori subiscono delle perdite. Nel caso della Grecia invece no, il grosso delle perdite dei creditori che hanno prestato con superficialità è stato pagato da gente che non c’entra un cazzo cui viene propinata ogni giorno una mezza verità e mettendo poveracci contro poveracci.

Poi c’è un secondo elemento. Il governo attuale greco che cazzo c’entra con le follie fatte dai governi precedenti ? Secondo questo principio allora i tedeschi dovrebbero ancora pagare i danni di guerra… sai quante cambiali !

Ma la posizione di Tsipras resta debole perchè ha fatto una campagna elettorale dichiarando esplicitamente che la Grecia vuole rimanere nell’euro.

Francamente certe posizioni mi fanno un pò vomitare.

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lampo
Scritto il 5 febbraio 2015 at 23:48

DT sui risultati del QE europeo e sulla sua influenza sui mercati finanziari rispetto a quello avvenuto in USA e UK rimango molto perplesso e diffidente nell’affrontare un paragone (e ne sono talmente convinto che sono ancora con il portafoglio azioni quasi completamente in USA e poco in Europa se non qualche paese nordico e qualche toccata e fuga in Grecia… almeno per il momento).

Ciò perché come ben sai la struttura del mercato europeo (finanziario, bancario, ecc.) non è unica ma è frazionato… per cui il QE avrà un effetto minimo rispetto a quello USA.
Probabilmente per questo Draghi ha preferito andare giù pesante come ammontare (anche se lo ritengo ancora insufficiente… ma ne riparleremo).

L’europa è scivolata in deflazione… possono contarcela quanto vogliono… e quindi è normale vedere dei rendimenti negativi!
Presto scopriremo che non sono dovuti al QE… ma alla debolezza europea, dal punto di vista economico, politico, energetico, occupazionale, bancario, militare, ecc.

Quindi per certi versi ben vengono delle scosse come quella del risultato elettorale greco. Svegliano dal torpore un po’ di persone… almeno lo spero. Forse a qualcuna torna il lume della ragione e capisce in quale ecatombe economica ci siamo infilati.

Per il momento non si vede ancora niente per la svalutazione indotta grazie agli USA e alle aspettative differenti in termini di tassi, ma soprattutto di inflazione…

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atomictonto
Scritto il 6 febbraio 2015 at 00:02

lukeof@finanza,

Caro Lukeof, sono molto distante dall’immagine mentale che ti sei fatto di me leggendo queste poche righe.
Il “turismo da resort” appartiene alla mia vita tanto quanto i viaggi da backpacker all’avventura…e che avventure…sono stato in Messico, Guatemala, Perù, Venezuela (e non alla Isla Margarita ma a Caracas e Maracaibo che contrariamente alle fantasie ispirate da una nota canzone é in realtà una enorme raffineria sulla costa con dietro una lugubre e sporca cittadina stile “sodoma e gomorra”), Costa Rica (l’unico posto, paradossalmente, dove ho rischiato di essere rapinato da un gruppetto di delinquenti) e naturalmente Brasile…dove partecipai all’epoca (fine anni ’80) a periodi di cooperazione umanitaria che focalizzavano il problema dei “ninos de la rua” a San Paulo ovvero quei ragazzini abbandonati da piccoli che vivono nelle fogne iniettandosi i detersivi per sballare e che venivano accoppari come animali dai “vigilantes”, poliziotti fuori servizio che pagari dai commercianti li uccidevano di notte.
Ovviamente, come te, in molti di questi posti ho adottato l’unico sistema possibile ovvero bermuda sgrauso, flip flops, maglietta anonima e possibilmente idossata per 3-4 giorni, orologio di plastica (avevo un Casio) e niente marsupio (marsupio = turista)…e cosi facendo si riesce a girare ragionevolmente ovunque senza rischiare troppo, anchese va beh, qualche volta a pensarci dopo ho fatto cose abbastanza fuori di testa.
Razzismi o “giudizi antropologici” per me sono innaturali anche perché ho vissuto in 4 paesi diversi e per turismo/lavoro ne ho visitati altri 28 (lavoro in ambienti in cui nella lunchroom ci sono pasti kosher, noodles Cinesi, pietanze basmati o pasti halal oltre ad hamburger e pizze…per capirci).

Detto questo e tornando all’argomento l’idea che i Greci siano un popolo di laboriosi individui sempre chini sul tavolo da lavoro e pronti ad far impallidire Stakanov con entusiasmo e partecipazione é semplicemente irreale. :-)

Non é chiaramente colpa del sig. Andonis (per dire) se la Grecia ha dilapidato decenni di fortuna economica, in gran parte creatasi da se da quando negli anni ’60 divenne di gran moda il “turismo esotico di massa” (e l’esotismo massimo per molti ricchi Europei erano già la Grecia, le Baleari o il nord Africa), cadendo poi addirittura in una dittatura militare e finendo per divenatare una specie di “repubblica del bengodi” negli anni ’80 in cui tutti quanti, chi evadendo e chi ricevendo soldi pubblici senza senso, si sono arricchiti passando da una economia basata sulla pesca e la pastorizia ad una moderna economia basata sul commercio e sul turismo.
Con l’avvento della EU e successivamente dell’euro i Greci hanno ancora una volta dimostrato di essere delle cicale e di strizzare sempre l’occhio alle furbate ed allle soluzioni comode: una volta avuta una moneta forte hanno cominciato a spendere e spandere chiudendo ancora di piu gli occhi sulla evasione e contemporaneamente elargendo soldi pubblici a piene mani (in questo modo accontentando tutti, destra e sinistra).
Fatto il patatrac hanno cominciato truccare i conti, di fatto truffando i partner Europei.
Scusa ma non nutro particolare odio per i Greci, anzi ho diversi amici Greci che vivono qua in Italia (anche qui, con ristoranti e locali serali la manina lo scontrino non lo fa…ma ok), ma non posso nemmeno arrivare a dire “poverini i Greci” tutto il mondo e la kattivissima Merkel ce l’hanno con loro, hanno ragione a non voler pagare i debiti e anzi diamogli ancora soldi gratis, con le nostre tasse, spremiamoci ancora un pò e diamo loro anche un pò di regali supplementari cosi Andonis e soci possono andare ancora avanti a fregarci come polli. :-)

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lukeof
Scritto il 6 febbraio 2015 at 00:12

Io more solito preferisco guardare alla Storia che in genere tutto dice e niente insegna, e se qualcuno ci desse un occhiata si renderebbe conto immediatamente che la storia dell’umanità é costellata di crisi da debito, e che tutte hanno avuto una ed una sola via d’uscita, ovvero la remissione del debito, dovunque si siano verificate, da nord a sud e tra popoli ipoteticamente “risparmiatori” o ipoteticamente “ladri” secondo le categorie dell’uomo comune.
Quindi possiamo deridere quanto vogliamo il cattivone e “poco obbediente” ministro greco, ma il domani appartiene a lui e non ai tedeschi, egli non é altro che oggi quello che saranno gli altri domani.

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atomictonto
Scritto il 6 febbraio 2015 at 00:12

john_ludd@finanza,

Quindi John oltre a lasciar fare default ai Greci, il default si sa é cosa buona e giusta tipica dei volonterosi e dei seri (…), bisognava consentirgli anche di far fallire il sistema bancario Franco-Tedesco con conseguenze inimmaginabili?
Immagini un mondo di relazioni in cui ogni 2-3 anni *taaaac!* si cambia governo e chi s’é visto s’é visto, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato..scurdammoce ‘o passato, simme a Napule paisà?
Secondo questo tuo principio noi Italiani saremmo “campioni del mondo”… Cambiamo governo in media una volta all’anno quindi il debito pubblico dovrebbe essere zero…anzi saremmo il paese piu virtuoso della terra, non facciamo a tempo a chiudere l’anno fiscale e quindi a fare debito che *taaaac!* si cambia governo e ai creditori si dice “eh oh…che c’entro io col governo precedente, lui ha fatto follie, non il mio…pepereppeppé marameo etc” :-)
Scusa a volte sono polemico come oggi.
Buona notte.

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perplessa
Scritto il 6 febbraio 2015 at 04:18

bah, sono stata varie volte in Grecia in vacanza molto prima dell’euro, l’ultima volta a Santorini nel 96, non mi pareva che la gente morisse di fame.

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Scritto il 6 febbraio 2015 at 09:27

john_ludd@finanza:
Danilo DT,

non ho capito la tua posizione Danilo.

il cuore è questa frase qui scritta dal tipo atomico:

“La Grecia ha già fatto un haircut e un reverse buyback del proprio debito accollando il 30% di perdite a tutti gli investitori, Italiani compresi”

La mia posizione è semlicemente questa.
La Grecia ha fatto un default, scaricando come dici tu il danno sulla massa. Ma è anche vero che il tutto è frutto di una falisficazione dei numeri. Se la Grecia non trassava, non sarebbe entrata in Europa. E da allora la situazione non ha fatto altro che degenerare.
E per degenerare, questa è la colpa dei governi precedenti, è bastato continuare con lo status quo precedente. Insommqa, l’assistenzialismo sociale dello stato, che si inventava pensioni e lavori inutili, era, è e Tsipras vuole riportare a livelli elevati. LA Troika ha imposto di fare un po’ di pulizia, ma Syriza vuole riportare le cose allo stato “originario”.
E questo in che modo, con un piano di governo IMPOSSIBILE da attuare se non con l’Uscita dall’Euro. In tal caso non ci riuscirà lo stesso, ma almeno per un periodo di tempo potrà fare quello che vuole.
Ma la Grecia non vuole uscire dall’Euro.
E allora come la mettiamo?
Come per l’Italia, la Grecia paga ciò che ormai è nel loro DNA, una serie di diritti acquisiti che non si toglieranno facilmente alla popolazione, anche perchè ora la situazione è tragica. Senza lavoro, senza nulla, e vincolati da una politica monetaria “modellata” non sul loro tessuto economico.
Semplicemente NON sta in piedi.

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lukeof
Scritto il 6 febbraio 2015 at 11:41

Danilo DT,

DT, io non credo affatto che Syriza voglia “riportare le cose allo stato originario”.
Questo è il loro programma

1. Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.

2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.

3. Alzare l’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno.

4. Cambiare la legge elettorale perché la rappresentanza parlamentare sia veramente proporzionale.

5. Aumento delle imposte sulle società per le grandi imprese, almeno fino alla media europea.

6. Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.

7. Proibire i derivati finanziari speculativi quali Swap e Cds.

8. Abolire i privilegi fiscali di cui beneficiano la Chiesa e gli armatori navali.

9. Combattere il segreto bancario e la fuga di capitali all’estero.

10. Tagliare drasticamente la spesa militare.

11. Alzare il salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese).

12. Utilizzare edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.

13. Aprire mense nelle scuole pubbliche per offrire gratuitamente la colazione e il pranzo ai bambini.

14. Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato.

15. Sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui.

16. Aumentare i sussidi per i disoccupati. Aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito.

17. Sgravi fiscali per i beni di prima necessità.

18. Nazionalizzazione delle banche.

19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua …).

20. Scommettere sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale.

21. Parità salariale tra uomini e donne.

22. Limitare il susseguirsi di contratti precari e spingere per contratti a tempo indeterminato.

23. Estendere la protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale.

24. Recuperare i contratti collettivi.

25. Aumentare le ispezioni del lavoro e i requisiti per le imprese che accedano a gare pubbliche.

26. Riformare la costituzione per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente.

27. Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.

28. Abolizione di tutti i privilegi dei deputati. Rimuovere la speciale protezione giuridica dei ministri e permettere ai tribunali di perseguire i membri del governo.

29. Smilitarizzare la guardia costiera e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperti o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l’immigrazione, le droghe o l’inclusione sociale.

30. Garantire i diritti umani nei centri di detenzione per migranti.

31. Facilitare la ricomposizione familiare dei migranti. Permettere che essi, inclusi gli irregolari, abbiano pieno accesso alla sanità e all’educazione.

32. Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.

33. Regolare il diritto all’obiezione di coscienza nel servizio di leva.

34. Aumentare i fondi della sanità pubblica fino ai livelli del resto della Ue (la media europea è del 6% del Pil e la Grecia spende solo il 3).

35. Eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.

36. Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.

37. Ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia.

38. Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967.

39. Negoziare un accordo stabile con la Turchia.

40. Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato.

Ora, chiaramente occorre valutare il livello di sostenibilità di alcune misure, ma a me pare un programma civilissimo e di grande aiuto per il popolo greco. E non mi pare ci siano “concessioni” o sviluppo di programmi parassitari, tenendo ovviamente conto che tale situazione è stata ereditata da Syriza.
Ma mi pare che la posizione della UE non sia affatto di “sedersi” a qualche tavolo per verificare la sostenibilità delle medesime, ma semplicemente quella di dire “pagate o vi tagliamo i rubinetti”.
Io sono favorevolissimo a chiedere alla UE una verifica di sostenibilità ed anche a permettere ad eventuali “ispettori” di verificare le sacche di parassitismo e di spreco all’interno dello stato greco, e credo anche che Syriza al riguardo non avrebbe nessunissimo problema.
Se a Syriza gli si dice “guardate il reddito minimo che state garantendo ai disoccupati è insostenibile su questa quota e occorre ridurlo del 30% per ragioni X e Y” non credo affatto che Alexis Tsipras alzerebbe le barricate.
Ma non mi pare questa l’idea.
Il nodo è la questione del debito, c’è poco da girarci intorno. Del resto alla UE non gliene puo’ fregare de meno, e ripeto che chiudere i rubinetti significa buttare la Grecia in pasto ai russi, se poi qualcuno ritiene che questa sia una buona idea e che non ce ne frega niente, faccia pure, ma vorrei umilmente ricordare che i TRATTATI UE sono una cosa, il sistema economico, BCE, moneta e quant’altro sono un altra, quindi il rischio di trovarsi una Grecia con la Dracma e in ginocchio che (in quanto membro a pieno titolo della UE) usa potere di veto su qualsivoglia decisione “strutturale” della medesima, non mi pare un idea grandiosa.
Oltretutto NON esiste nemmeno la “metodologia” e gli strumenti a livello di trattati e Costituzione UE per “eliminare” qualcuno dalla UE (non parlo della moneta).

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Scritto il 6 febbraio 2015 at 12:58

Certo, tutto si può fare ma mancano i soldi ed il debito è insostenibile. TUTTO QUI. Ecco perchè il programma è insostenibile secondo me, mica per altro?

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lukeof
Scritto il 6 febbraio 2015 at 13:42

Secondo me c’è un nodo cruciale da comprendere.
Il problema vero in seno alla UE non è tanto “cancellare” il debito della Grecia, in quanto nessuno dei paesi creditori ha realmente bisogno di flussi di interesse provenienti dal debito greco per sostentarsi, ma il problema di “creare un precedente”.
Ora messo per inteso che appunto creare il “precedente” creerebbe un problema di carattere normativo in quanto a quel punto anche gli altri paesi potrebbero chiedere altrettanto (e forse non sarebbe nemmeno una cattiva idea, sai come la penso al riguardo) , perchè non concordare una moratoria degli interessi sul debito? Potrebbero anch’essa effettuarla o richiederla gli altri? Non mi pare un dramma, fermo restando che basterebbe fissare i parametri, ma non sul PIL o su altro ma su reale constatazione e valutazione della situazione del paese reale. E i parametri reali sono tanti, non certo due conticini sul PIL fatti a Bruxelles.

Il rischio vero è che la grecia decida davvero di farsi finanziare (per la “traversata nel deserto”) dai russi e che alla fine della fiera, tra adozione della Dracma, magari un currency board e politica monetaria legata ai BRIC, ci possa perfino guadagnare e sostanzialmente “lasciare l’Europa” costituendo una specie di enclave russa nel mediterraneo.
A me non è che dia particolarmente fastidio il fatto di per sè, ma è altresi’ chiaro che vedremmo i rapporti tra Grecia e Turchia inasprirsi e parecchio, nonchè aumentare la “pressione”sui balcani, dalla Bulgaria alla Romania alle repubbliche baltiche già sotto pressione e quant’altro. E purtroppo, come già visto nell’ex-Jugoslavia, con i balcani c’è poco da scherzare.

E’ indiscutibilmente vero che oramai si ragiona per mesi e non per anni e con tutto tranne che una visione “strategica”, ma rischiamo di buttare a mare una costruzione come quella europea che abbiamo impiegato 40 anni a cercare di costruire, e sopratutto a riportare l’odio tra gli europei dopo 60 anni di pace, e in Europa situazioni di contrapposizione tra nazioni o popoli non hanno mai portato ad esiti positivi. E la Storia ce lo dimostra.
D’altra parte i tedeschi mi pare che vogliano la botte piena e la moglie ubriaca. E pensare di potersi “salvare” dissolvendo il resto dell’Unione Europea sulla base di ipotetici conteggi è un altra illusione ridicola.
In Francia già cova l’insoddisfazione e nella penisola iberica pure peggio.
Vogliamo davvero mettere le basi per distruggere 60 anni di pace per salvare quattro banchieri e i loro rendimenti?

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john_ludd
Scritto il 6 febbraio 2015 at 14:24

lukeof@finanza,

Questa gente, la Merckel in testa e poi tutti gli altri, in primis chi ha guidato l’Italia verso il disastro negli ultimi 20 anni (almeno) HA SBAGLIATO e non può ammettere di averlo fatto, decreterebbe la propria fine. Quindi insiste che è colpa degli altri. Non esiste neppure il minimo accenno di ammettere qualche responsabilità; al contrario lo stesso FMI ammette che le proprie politiche sono state controproducenti. Questo atteggiamento è particolarmente stupido, tagliare i ponti con la realtà porta con certezza al disastro e nel peggiore dei modi.

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john_ludd
Scritto il 6 febbraio 2015 at 14:31

lukeof@finanza,

“Vogliamo davvero mettere le basi per distruggere 60 anni di pace per salvare quattro banchieri e i loro rendimenti?”

I banchieri tengono per le palle i governi e la loro base elettorale, quel 30% che possiede titoli di qualsiasi natura. “Se saltiamo noi, saltate anche voi e i vostri elettori perdono i loro soldi” e così si va avanti con questa farsa, tutti sanno che le banche (da tempo) e i governi (dopo che si sono caricati delle perdite dirette e indirette del sistema finanziario) SONO INSOLVENTI. Tutti si limitano a “sperare” che non è per domani e quindi si scavano una fossa ancora più profonda dalla quale questa generazione e la prossima rischiano di non uscire mai più.

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perplessa
Scritto il 6 febbraio 2015 at 18:40

lukeof@finanza: Abolizione di tutti i privilegi dei deputati

da noi è tanto che se ne parla, ma nessuno ha fatto nulla.
quello che si è fatto è mettere in pratica la lettera di Dragh e Trichet. Che non parla di tagliare i privileg dei deputati, ma solo di eliminare le provincie. i privilegi secondo la lettera sono avere un posto fisso pubblico o privato, e una pensione di anzianità decente gli sprechi sono i servizi pubblici per i cittadini. .del resto se deputati e governanti si prodigano per mettere in pratica i diktat, perchè togliere i privilegi?
a mio parere la tendenza è quella di replicare il modello socio-economico degli Stati Uniti. che del resto lo vogliono come noto esportare in tutto il mondo. gli usa si stanno adoperando per stipulare i noti accordi per la riberalizzazione dei servizi. c’è scritto chiaramente nel sito della lobby che promuove il tisa, che le loro imprese possono fare ottimi affari con i servizi europei. la grecia ha truccato i conti, ma la speculazione non era per punirla di questo, ma perchè quel fatto si prestava, oltre alle piccole dimensioni, a usare la grecia come un cavallo di troia. io la vedo così. il testo della lettera di draghi in italiano, per ripassare http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/testo-lettera-governo-italiano-091227.shtml?uuid=Aad8ZT8D

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perplessa
Scritto il 6 febbraio 2015 at 18:45

perplessa@finanza,

la mneta unica è funzionale a questo, ai “promotori” di queste iniziativ, non conviene affatto che si disgreghi. non conviene credo nemmeno che la Grecia esca. la Germania ha preso troppo sul serio il suo ruolo. sono sempre le multinazionali americane e i loro banchieri e amiici che contano

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john_ludd
Scritto il 7 febbraio 2015 at 11:08

perplessa@finanza,

le multinazionali non sono solo americane, sul DAX ce ne sono alcune almeno tanto grandi ma soprattutto non sono in realtà nè americane, nè inglesi, nè tedesche… sono entità sovrannazionali, globalizzate che rispondono poco a interessi nazionali e molto a interessi privati essenzialmente apolidi, seppure con sfumature differenti. Per questa ragione appaiono oggi inattaccabili. Governi deboli e imprese mondializzate forti, no match.

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kry
Scritto il 7 febbraio 2015 at 17:38

john_ludd@finanza,

GLOBALIZZAZIONE = MULTINAZIONALISMO. Multinazionalismo finisce in ISMO come tutte le belle cose che c’insegna la storia. Sono curioso di vedere quando troveremo scritto che esiste il multinazionalismo ovvero entita di persone che sotto la veste d’imprese senza confini producono in uno stato e risiedono fiscalmente in un altro. Altro che plutocrazia.

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