EUROZONA: Draghi NON risolverà i problemi con la sola politica monetaria

Scritto il alle 09:00 da Danilo DT

67b28d7c12532f1dc78e24a81492232bSiamo arrivati al famoso giovedì del Meeting BCE, dove finalmente il nostro Mario Draghi ci racconterà dove vuole andare a parare. Scontato un “mood” molto accomodante, già tra l’altro ampiamente anticipato al simposio di Jackson Hole. Quantitative Easing Europeo alle porte? Scordiamocelo.

Di certo Draghi ci dirà che, SE l’economia peggiorerà, si valuteranno misure ancora più espansive. Atteso invece un intervento, già ampiamente annunciato, sugli ABS tramite il famoso TLTRO, dove la BCE ha già chiesto la consulenza una super banca USA, BlackRock, anche se il mercato europeo del settore continua ad essere abbastanza sottile ai giorni nostri.

Per l’altro QE, quello sui titoli di stato, c’è ancora tempo, e molto probabilmente NON verrà mai effettuato ma “solo” minacciato anche perché un QE sui Govies dell’Eurozona sarebbe un grosso problema di policy. Che si compra? E quanto? In proporzione alle partecipazioni in BCE? E questa logica avrebbe effetti benefici oppure no? Questi ed altri problemi rendono molto difficile l’attuazione dell’operazione.

Ma siamo sicuri che Draghi “sistemerà” tutto con un QE?

Mi permetto anche di segnalare un altro fattore. Il contesto economico dell’Eurozona si è deteriorato sensibilmente nelle ultime settimane. Si parla infatti di due “bestie grame” che oggi i mercati stanno sottovalutando in modo quasi totale: si tratta di:

“deflazione + recessione”.

La logica avrebbe sicuramente fatto pensare ad un peggioramento degli spread ed un inasprimento delle curve dei tassi. Ed invece no, i mercati, speranzosi sulla possibile espansione monetaria, hanno tenuto, addirittura finendo su nuovi massimi periodali.

Grafico QE USA: a confronto SP500, T-Note e Bund

QE Quantitative easing TNote Bund SPX Sp500Come dicevo prima, pensare ad un QE sui Govies è quantomai prematuro, Draghi potrà regalare promesse con una “forward guidance” splendida e ben confezionata, ma la realtà è tutt’altro che chiara sulla fattibiltà di questo tipo di operazione. Quindi, passata magari la “sbornia” (come la chiamiamo questa frenesia? La Draghite?) post Meeting BCE, torniamo coi piedi per terra e ragionando con realismo, monitorando con attenzione i premi al rischio ed il pericolo di un inaspettato peggioramento del quadro congiunturale che (sempre per logica) dovrebbe avere effetti negativi “a leva” sui paesi più deboli, ovvero i periferici.

Ma l’economia reale come reagisce alla politica monetaria della BCE?

Lasciando da parte la finanza e quindi i mercati finanziari, per l’economia sarebbe difficilmente efficace un QE sui Govies, e ve l’ho spiegato già in passato (guardate il grafico qui sopra), anche a causa dell’”effetto domino” che quello USA ha avuto sui nostri titoli di stato. Occorrerebbe ben altro.

Tanto per cominciare…non odiatemi se vi tedio…cambiare i patti, compresa la regola del deficit al 3% decisa ai tempi in modo molto scientifico (3% perché è un po’ più di 2% e un po’ meno di 4%,,, e nono sto scherzando…), ritoccare il fiscal compact, permettere maggiore deficit spending soprattutto in questa fase di grande debolezza, tutto questo potrebbe essere MOLTO più efficace. Ma ormai le nostre voci sono “Fuori” dal coro, quasi utopiche….
Inoltre, leggete cosa scrive a proposito dei problemi reali dell’Eurozona l’eccellente Minack:

The key problem threatening the euro is the internal competitive imbalances. As I’ve noted before, France and Italy have been unable to stay competitive with the northern European core since their ability to devalue against the core was lost. The volume of manufacturing output in France and Italy is lower now than when the euro was introduced. In contrast, trend growth in Germany was unaffected by the euro. (from Minack Adv.)

eurozona real industrial productionIn altre parole, si tratta di GRANDI DISEQUILIBRI INTERNI, con un Franco Francese ed una Lira Italiana (che ovviamente non esistono più) che dovrebbero “svalutare” conto il Marco Tedesco, il che gli ha minato la competitività. Colpa dell’Euro? No, colpa di come sono state gestite le cose. E Draghi con un QE potrebbe risolvere questi problemi? Direi proprio di no.

eurozone real gdp per personQuindi, è EVIDENTE che Mario Draghi può muovere i mercati. Potrà dagli anche fiducia, alimentando ulteriori aspettative. Ma la situazione economica dell’Eurozona, secondo il mio punto di vista non migliorerà e l’Euro, se si indebolirà, non sarà tanto grazie all’operato di Draghi ma ad un peggioramento delle condizioni macroeconomiche dell’Eurozona.

Di conseguenza, gli interventi di Draghi di oggi e dei prossimi mesi, oltre che i mercati, siamo sicuri che possano anche muovere le ECONOMIE?

STAY TUNED!

Danilo DT

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17 commenti Commenta
davi75
Scritto il 4 settembre 2014 at 09:35

Purtroppo al tempo della nascita dell’Euro (e dei relativi tassi di cambio) la Germania si è creata una posizione competitiva sul resto d’Europa e negli anni successivi ha violato i parametri di Maastricht per fare riforme, tra cui quella del lavoro (svalutazione salariale, minijobs) che, ahimè Renzi vuole adottare anche per l’Italia. Il problema deve essere risolto dal lato della DOMANDA non dell’offerta… e fino a che l’Europa sarà “schiava” della Germania (e della coppia Wiedmann/Merkel) non potrà mai cambiare nulla…

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idleproc
Scritto il 4 settembre 2014 at 10:15

…e arriviamo al punto già prospettato da DT in passato, il rischio della perdita di “fiducia” nelle banche centrali, finora considerate il S.Gennà del sistema economico-finanziario e che in realtà a mio giudizio facevano altro.
Il problema è economico-finanziario e come sottolinea DT per come la capisco, è un problema di Politica Economica che, ovviamente, comprende anche l’aspetto finanziario.

Comunque se va male, ci sono distrazioni di massa in corso e la scelta e ampia.
E’ un modo per distruggere il capitale male investito compreso quello ben investito e umano come da tradizione.

Speramo de no.

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paolo41
Scritto il 4 settembre 2014 at 10:46

è da diversi anni che nei miei commenti affermavo che i teutonici ci avrebbero strozzati ( da non trascurare anche l’effetto globalizzazione) al punto che ormai mi sono stancato di ripetere la solita solfa. Vorrei invece aggiungere che, per quanto riguarda gli ABS, le grosse banche tedesche sono piene di crediti da trasformare in ABS e hanno l’esperienza maturata al riguardo dalla crisi dei sub-prime in USA…

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Scritto il 4 settembre 2014 at 11:45

…però oggi mercato ABS è molto sittile… I conti non tornano… Qui si vende fuffa, caro Super Mario!

#BCE, #TLTRO e #ABS: mercato non permette grandi sbocchi. Che farà Draghi? @SegreClaudia @fmaggioni @massimoscolari pic.twitter.com/Ns6EyQnHxH— Danilo DT (@intermarketblog) September 4, 2014

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pasolo
Scritto il 4 settembre 2014 at 13:47

credo che i problemi dell’europa devono essere ricercati nella globalizzazione. I posti di lavoro persi per la “ridistribuzione” a favore di Cina, India e sud est asiatico difficilmente verranno recuperati. L’unica soluzione è cercare di “inventare” prodotti da dare in cambio alla loro manifattura che un tempo era nostra. Le banche centrali stanno facendo l’unica cosa possibile: combattere la deflazione. I problemi sono strutturali: la globalizzazione ha portato sullo scenario popoli che per secoli sono stati sfruttati dall’occidente… ora quei popoli vengono ugualmente sfruttati ma da oligarchie interne non più pecore degli occidentali. O ci svegliamo dopo anni di “rendita” concquistata con le armi del secolo scorso o, come per legge di natura, i più deboli soccomberanno: la “democrazia” è una maschera usata dall’occidente per dormire meglio la notte e non pensare a chi è morto e muore per dare linfa al nostro “magnifico” sistema democratico e capitalista.

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Lukas
Scritto il 4 settembre 2014 at 13:54

tagliati i tassi …….tasso refi 0,05…..tasso sui depositi a -0,2 %

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jesselivermore
Scritto il 4 settembre 2014 at 14:19

Dream volevo esporre una questione.

Relativamente al problema dell’euro e della perdita di competitività in europa dell’italia e dei paesi come l’italia, è vero che se l’italia tornasse ad avere una moneta svalutata ( come si usava fare negli anni 80 -90) riacquisterebbe competitività in europa e probabilmente ripartirebbe l’economia, ma il punto è:

E’ GIUSTO E PROFICUO PER L’ECONOMIA DEL PAESE ,VOLER ESSERE COMPETITIVI SVALUTANDO LA MONETA INTERNA Anziché AUMENTARE LA Competitività AGENDO SULLA Produttività INTERNA MIGLIORANDO L’EFFICIENZA RIDUCENDO I COSTI ECC ( TRAMITE INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA E IN CAPITALE UMANO)?

E’ vero che ora l ‘italia sta soffrendo, ma se le imprese cercassero di acquistare competitività migliorando la loro efficienza e produttività agendo su investimenti in tecnologia e capitale umano, nel lungo periodo non sarebbe meglio anziché sperare di tornare ad essere competitivi grazie ad una valuta debole??????????????

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Scritto il 4 settembre 2014 at 14:33

RBS si aspetta un taglio del tasso #BCE di 10bp (da 0.15%) il prox 4 settembre… Prox tassi negativi? #revolution MT— Danilo DT (@intermarketblog) August 29, 2014

…come previsto qualche giorno fa (e detto anche slu blog) ma ora viene il bello…
Sentiamo le parole di Marione

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Scritto il 4 settembre 2014 at 14:44

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pasolo
Scritto il 4 settembre 2014 at 16:43

Danilo DT,

Danilo t’è piaciuta l’entrata long mib a 20760 delle 10:46 ;-)

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gainhunter
Scritto il 5 settembre 2014 at 00:34

jesselivermore@finanza,

Secondo me bisogna cambiare il punto di partenza e vedere se è la Germania che ha guadagnato competitività contro tutti.
A me sembra che i grandi disequilibri interni (che coinvolgono tanti paesi Francia inclusa), che in parte c’erano anche prima dell’euro e che venivano compensati dalle svalutazioni/rivalutazioni delle rispettive monete verso le valute dei paesi più/meno competitivi, si siano accentuati dal 2004-2005, cioè dopo le riforme tedesche.
Quindi analizziamo le riforme tedesche e vediamo se il guadagno di competitività viene da lì; se è così, venendo all’Italia, se quelle riforme vanno bene (moralmente oltre che economicamente) anche da noi, e se sono realmente attuabili anche da noi (considerando la situazione sindacale e sociale tedesca dell’epoca e la nostra odierna), allora la risposta alla tua domanda è: sì, è giusto recuperare competitività contro la Germania (e non contro tutti) svalutando la propria moneta; se l’intenzione è di guadagnare competitività contro tutti tramite la svalutazione allora la risposta è no.
Inoltre, se tutti gli altri svalutano la propria moneta, la svalutazione è solo una difesa legittima.
Infine, se l’alternativa alla svalutazione della moneta è la svalutazione interna (lavoro a basso costo), sono proprio gli investimenti a risentirne (come avvenuto in Germania).

Per la seconda domanda, le imprese per poter investire prima devono anche evitare di chiudere, per cui se la svalutazione della moneta serve nel breve periodo per recuperare temporaneamente competitività e tenere in piedi le aziende, ok. Come giustamente osservi, non si può pensare di risolvere la situazione solo svalutando, serve anche favorire investimenti, migliorare servizi e organizzazione per guadagnare competitività nel lungo termine. Al contrario però, non credo che la competitività persa nei confronti della Germania sia recuperabile solo con riforme interne e investimenti, né che la svalutazione interna possa portare alla crescita economica come avvenuto in Germania negli ultimi 10 anni perchè loro sono cresciuti a scapito di tutti gli altri e in un contesto economico globale completamente diverso.

In due parole, la svalutazione contro “marco” è necessaria ma non sufficiente, le azioni volte a aumentare la competitività internamente sono necessarie ma non sufficienti.

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gainhunter
Scritto il 5 settembre 2014 at 00:41

Mi sono espresso al contrario. Doveva essere:

se quelle riforme vanno bene (moralmente oltre che economicamente) anche da noi, e se sono realmente attuabili anche da noi (considerando la situazione sindacale e sociale tedesca dell’epoca e la nostra odierna), allora va benissimo copiarle e non usare la svalutazione, ma se non è così, la risposta alla tua domanda è: sì, è giusto recuperare competitività contro la Germania (e non contro tutti) svalutando la propria moneta.

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paolo41
Scritto il 5 settembre 2014 at 12:17

Non sono così convinto , anzi rimango un po’ scettico che l’intervento di Draghi sia efficace a livello EU. Naturalmente dopo tante promesse, era scontato che dovesse “fare” qualcosa e il mercato speculativo ne ha subito approfittato ma siamo tutti consapevoli che non è con le politiche monetarie che si rianima l’economia !! Ci sono due aspetti che mi sono subito balzati in evidenza:
1. In un’Europa, parlando in generale, che è addormentata da 15 anni sotto il profilo tecnologico rispetto a USA e altri paesi a tecnologia avanzata, non è che abbassando i tassi di riferimento o aiutando le banche si scuote l’economia; occorrono forti investimenti privati e pubblici, ma l’impressione generale è che il “cavallo non abbia voglia di bere”. Gli USA continuano a investire nell’innovazione in ogni campo e settore, facilitati, fra l’altro, da una elevata disponibilità di cassa nei bilanci delle aziende, specialmente le multinazionali che trattengono i profitti nelle sedi estere dove pagano un minimo di tasse. Se togliamo qualche sporadico settore tedesco (la Germania ha una competitività legata molto anche al basso costo del lavoro), non c’è innovazione nella media generale dell’EU sia per l’inedia ormai assimilata sia per la scarsa disponibilità di capitali.
2. Se la svalutazione dell’euro nei confronti del $ teoricamente può favorire l’esportazione, non dimentichiamo che le bilance commerciali dei vari paesi europei hanno una elevata percentuale di scambi all’interno dei paesi euro europei extra-euro, quindi il cambio è praticamente ininfluente. Al contrario si ottengono effetti negativi sulle importazioni specialmente delle materie prime trattate in $. Probabilmente la Germania sarà quella che ne risentirà di più perché è presumibile un aumento dei costi di produzione!!!

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paolo41
Scritto il 5 settembre 2014 at 12:26

…paesi euro e paesi europei extra euro…

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pasolo
Scritto il 5 settembre 2014 at 14:17

FLAT MIB 21350

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pasolo
Scritto il 5 settembre 2014 at 14:35

LONG MIB 21370

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pasolo
Scritto il 5 settembre 2014 at 15:02

STOP LOSS 21300

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