Before the bell: istruzioni per l’uso (da leggere)

Scritto il alle 08:52 da Danilo DT

Qual è il rating dell’Italia, perché siamo in una guerra finanziaria e cosa occorre leggere.

E’ stato un week end molto intenso, dove ci siamo riposati poco e dove abbiamo approfondito molto diverse tematiche. Ovviamente il downgrading massivo di venerdì sera è stato l’elemento chiave del week end, una presa di posizione che era attesa ma che ha sorpreso tutti sia per la dimensione (nove stati downgradati) e per la profondità  (l’Italia catapultata nel girone di “serie B” con il rating BBB+ condito ad un avvertimento di ulteriore downgrading).

RATING Italia

E se devo essere sincero, è proprio questa minaccia che mi inquieta e mi fa arrabbiare. Si, perché con l’impegno italiano nell’abbattimento del debito e nella sistemazione dei conti, che tutti hanno definito STRAORDINARIO, trovo quanto mai inopportuno questo tono minaccioso.

Che ci sia dietro molto di più di un semplice giudizio creditizio? Che ci sia dietro la speculazione e le grandi banche USA? Che ci siano degli interessi molto più grandi? Che ci sia in atto una vera e propria GUERRA FINANZIARIA e valutaria, una guerra silenziosa, ma non per questo meno devastante economicamente?

Io non ho dubbi.

Questa E’ GUERRA FINANZIARIA.

Anche perchè, come ricordato in passato proprio su questo blog, le agenzie di rating sono TUTTO tranne che indipendenti. 

Riprendetevi la GUIDA per l’investitore oppure tutto quanto scritto in passatosui RATING. 

E se proprio non vi ricordate, eccovi un piccolo ripasso su chi comanda in S&P, la società di McGraw Hill che sta contribuendo alla crisi europea. 

 

Ovvero chi comanda le società di rating sono proprio le banche. Conflitto di interesse palese? Assolutamente si.

E visto che il week end è stato ricco di articoli ed avvenimenti, vi consiglio di buttare un occhio a quanto scritto. Credo ne valga la pena…. 

 

 

Venerdì nero: tra downgrading massivi e default Grecia 

Scala dei Rating: tutti i giudizi di Standard And Poor’s (S&P) 

Dopo il downgrading rischio sell off per i bond Italiani. Ecco perché! 

Bolla Immobiliare e Cina: la differenza tra qualità e quantità 

COT Report: Chart e analisi

 

UPDATE ESPLICATIVO:

Leggiamo con attenzione le motivazioni del downgrading…

«E’ nostra opinione che le limitazioni alla flessibilità monetaria imposte dall’appartenenza all’Eurozona non siano adeguatamente controbilanciate da altre politiche economiche per evitare l’impatto negativo sul merito di credito che i membri dell’Eurozona stanno al momento a nostro avviso affrontando. La solidarietà finanziaria tra stati membri ci appare insufficiente per impedire prolungate incertezze di funding». «Specificamente, riteniamo che gli attuali strumenti di gestione della crisi possano non essere adeguati a ripristinare una durevole fiducia nel merito di credito di grandi membri dell’Eurozona, come Italia e Spagna. Né pensiamo che essi [gli strumenti attuali] siano in grado di instillare sufficiente fiducia nella capacità di questi sovrani a risolvere i potenziali stress finanziari nelle loro giurisdizioni»

 

Il problema NON è la recessione per S&P ( il che è cmq opinione ampiamente condivisibile quella di vedere la bassa crescita come elemento di pericolo per l’economia italiana). E se mi permettete, sottolineo che NON E’ NEMMENO la politica italiana il problema.
Anzi…è chiarissimo che il problema e’ l’EUROZONA, che non è credible, non è coesa, non è unita. 

QUINDI il downgrading di S&P è un atto di accusa all’EUROSISTEMA prima di tutto. Altre spiegazioni sono secondo me NON CORRETTE o restano comunque incomplete se non considerano questi elementi che restano per me molto evidenti.

Stay Tuned!

DT

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27 commenti Commenta
lucianom
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:11

Il declassamento è solo fumo negli occhi per dire: il mio è meglio del tuo e distogliere l’attenzione dal vero problema IL DEBITO AMERICANO.

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wild weasel
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:28

a me starebbe anche bene il bbb+ all’italia ma allora il giappone non dovrebbe avere tripla A o gli usa e gb dovrebbero essere almeno 3 gradini sotto a quello che sono e invece come tutti vediamo c’è troppa politica nelle scelte dei rating

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a_rnasi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:48

Reazione al momento composta sui mercati

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a_rnasi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:50

ECB SAID TO BE BUYING ITALIAN, SPANISH BONDS

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estx
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:50

Dream i tuoi post sono da leggere con calma e attenzione…però mi sembra abbastanza evidente che questi dawngrading non sono stati molto considerati. La Francia ha chiuso a -0,11!!!
C’è stato anche un sondaggio su sky tg24 e mi pare che la maggioranza abbia risposto che le valutazioni delle agenzie di rating non sono molto importanti.
E come sapete la valutazione di lehman 2 giorni prima che portassero i libri in tribunale era AA+. Noi oggi siamo pari al kazakistan… :mrgreen:

Non penso ci sia una guerra…magari vogliono farcelo credere…perchè altrimenti come fanno a muovere un mercato? I grossi si mangiano i piccoli (che siano stati, banche, fondi o quello che è). Com’è sempre stato e come sempre sarà.
Sarà un ragionamento semplicistico ma fila come l’olio.
Tutto deciso e pianificato a tavolino.

Tutto ruota intorno all’euro e di conseguenza alla grecia?
Un fallimento dichiarato della grecia o meglio un’uscita dall’euro potrebbe solo rafforzare la ns valuta. Ma c’è il problema dei cds…chi ha piu cds tra le banche europee e americane??
I garbuglio non sta tutto lì?

:roll:

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estx
Scritto il 16 gennaio 2012 at 09:54

a_rnasi@finanza,

Reazione composta? Come minimo tutti gli indici dovevano fare -3%, visto l’andazzo degli ultimi mesi…

Anche gli Usa sono stati declassati per la prima volta nella storia…e allora dove sono??
Bah…

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john_ludd
Scritto il 16 gennaio 2012 at 10:07

Secondo i dati del Fiscal monitor dell’Fmi quest’anno ci saranno da raccogliere 11,4 trilioni di dollari, dove figurano i 4.710 del debito Usa, i 3.500 del Giappone e i 1.350 miliardi (di euro) europei. Una partita che val bene un rating.

Quindi i poveri e indebitati e falliti staterelli europei devono raccogliere 1/6 di quello che devono raccogliere i falliti USA e Giappone. Da notare che gli USA emetteranno NUOVO DEBITO per un ammontare superiore a tutto il debito europeo compreso di roll-over !!! Del Giappone non vale neppure la pena parlare… Ma i soloni alla Krugmann o Napoloni e fetenzia intellettuale varia pensano che è irrilevante, tanto basta avere la facoltà di stampare moneta propria… e allora non posso fare a meno di ripostare un recente tweet di Bill Gross che parla abbastanza chiaro…

“Putrid long bond auction shows that the only investor that wants 30-yr Treasuries is the #Fed.”

“L’ignobile asta dei nond a lunga scadenza dimostra che l’unico investitore che acquista buoni del tesoro americano a 30 anni è la FED”

In questo bombardamento da parte di S&P e compagnia c’è disperazione… hanno al massimo 3 – 6 mesi di tempo per costringere Germania e BCE ad allinearsi in una gara a creare denaro su scala cosmica, se non ci riusciranno vedremo poi come si posizioneranno gli squali oggi corti sull’euro per trilioni quando in ogni caso la FED dovrà acquistare almeno 1 trilione di treasuries in un contesto di zero crescita, ulteriore calo delle entrate fiscali e guerra politica per la corsa alla Casa Bianca con candidati repubblicani che considererebbero Eisenhower un pericoloso comunista.

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estx
Scritto il 16 gennaio 2012 at 10:38

Anche io sono convinta che sia solo questione di tempo (marzo/maggio?) ma poi l’s&p crollerà.
Però come è già stato detto il timing è tutto.
E parlando di indici, posso solo aggiungere che se volete vedere un ribasso a tutti i costi, allora non c’è molto da commentare.
Un ribasso non c’è, il trend di breve ultimamente è long per l’europa e per ws e per ora sembra accennarsi solo una correzione.
Ammesso che ci sarà.
Ma stiamo a vedere…la sfera di cristallo purtroppo mi si è rotta…:wink:

I cds sono in dollari?

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Scritto il 16 gennaio 2012 at 10:52

wild weasel@finanzaonline,

La differenza la fa fondamentalmente la percentuale di possessori locali del debito. I bond giapponesi sono detenuto quasi esclusivamente dai giapponesi stessi e quindi è al di fuori dalla speculazione. domanda: e allora il Giappone è sicuro? Beh, fin quando i giapponesi comprano tutti i loro bonds si…

a_rnasi@finanza,
Invevitabile l’intervento della BCE

john_ludd@finanza,

Esatto, e quindi se la FED non compra…

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Scritto il 16 gennaio 2012 at 10:54

estx@finanza,

E’ evidente che il downgrading fatto nel week end ha mosso le pedine ed ha permesso a qualche istituzione di organizzarsi. Infatti il problema nr 1 di oggi erano i BTP. Che guardacaso sono sostenuti dalla BCE che sta comprando…

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a_rnasi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 11:02

estx@finanza,

io parlo di reazione sui tassi, l’equity oggi non me lo sto proprio filando perchè non c’entra nulla con le ripercussioni di ciò che è avvenuto Venerdì. come dice dream il problema n° 1 oggi non era l’equity ma i bond (BTP, OAT & C. in testa).

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Gigi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 11:05

Caro Dream Theater,
– che qualcuno speculi é fuor di dubbio (e non é una novità);
– che qualcun altro sia in conflitto di interessi lo sapevamo già;
– che le agenzie di rating abbiano una dubbia affidabilità lo sanno anche i possessori di bond argentini (come il sottoscritto) che si sono visti un downgrade di 9 notch in pochi giorni;
– che qualcun altro distolga l’attenzione dai propri problemi parlando dei problemi altrui ce lo ha dimostrato ampiamente Sarkozy;
però dobbiamo anche imparare a riconoscere i nostri errori, e non dare sempre la colpa agli altri. Io non pretendo di essere un economista esperto, ma é del tutto evidente che la manovra dell’attuale governo Monti avrà un effetto depressivo impressionante sulla nostra economia, con la conseguenza che salteranno tutti gli equilibri faticosamente mantenuti sino ad oggi. Ed é questo che le agenzie di rating ci stanno dicendo. Ed io concordo pienamente.

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estx
Scritto il 16 gennaio 2012 at 11:16

Gigi,

Però mi pare che l’interpretazione data dai quotidiani al ns declassamento è ha favore della manovra e monito se le misure non vengono immediatamente sostenute.

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Gigi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 11:59

Estx,
i quotidiani nelle scorse settimane ci hanno riempito di grafici che dimostravano come lo spread diminuiva con l’annuncio delle dimissioni di Berlusconi ed aumentava con la successiva smentita. E invece siamo sempre oltre i 500 punti. Poi ci hanno raccontato che tutto il mondo ha apprezzato i nostri sforzi ed invece siamo stati ancora declassati di ben 2 notch. Ci hanno convinto che l’unica anomalia al mondo eravamo noi ed invece ecco che vengono declassati ben 9 stati europei, comprese 2 triple A. Se credi ancora a quello che raccontano i quotidiani, allora non hai ancora capito. Sono organi di informazione politicizzati, posseduti da gruppi di potere industriale e/o finanziario che diffondono notizie per il proprio esclusivo tornaconto. Distruggono la reputazione degli avversari e beatificano quella dei propri beniamini, di fatto orientando il voto delle masse verso specifici nominativi, scelti tra i propri fedelissimi per sedere su poltrone dalle quali guidare il Paese verso il loro tornaconto. Prima ce ne renderemo conto e prima potremo tornare padroni del nostro futuro. E’ utile ricordare in proposito quello che hanno scritto i dipendenti del Corriere della Sera (http://www.corriere.it/economia/10_ottobre_03/lettera-cdr_cc422d86-ceb5-11df-92c2-00144f02aabe.shtml).
Comunque Estx, per questa volta, è ormai troppo tardi.

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Scritto il 16 gennaio 2012 at 12:27

Gigi,

Esatto, la manovra rischia di diventare un’operazione recessiva…
Però…leggiamo con attenzione le motivazioni del downgrading…

«E’ nostra opinione che le limitazioni alla flessibilità monetaria imposte dall’appartenenza all’Eurozona non siano adeguatamente controbilanciate da altre politiche economiche per evitare l’impatto negativo sul merito di credito che i membri dell’Eurozona stanno al momento a nostro avviso affrontando. La solidarietà finanziaria tra stati membri ci appare insufficiente per impedire prolungate incertezze di funding». «Specificamente, riteniamo che gli attuali strumenti di gestione della crisi possano non essere adeguati a ripristinare una durevole fiducia nel merito di credito di grandi membri dell’Eurozona, come Italia e Spagna. Né pensiamo che essi [gli strumenti attuali] siano in grado di instillare sufficiente fiducia nella capacità di questi sovrani a risolvere i potenziali stress finanziari nelle loro giurisdizioni»

Come vedi il problema NON è la recessione per S&P ( il che è cmq tua opinione ampiamente condivisibile). E se mi permetti, sottolineo che NON E’ NEMMENO la politica italiana il problema.
Anzi…ti stupisco se ti dico che come detto tante volte su questo blog, il problema e’ l’EUROZONA che non è credible, non è coesa, non è unita.

QUINDI il downgrading di S&P è un atto di accusa all’EUROSISTEMA prima di tutto.
Altre spiegazioni sono secondo me NON CORRETTE

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Scritto il 16 gennaio 2012 at 12:32

Ho integrato il post con questo mio ultimo commento, che ritengo imporatnte per capire le dinamiche di questo downgrading massivo

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john_ludd
Scritto il 16 gennaio 2012 at 12:55

Dream Theater,

S&P ha annunciato i downgrade 3 mesi fa e li avrebbe messi in atto a prescindere da qualunque azione in Europa. Premetto che detesto l’ipocrisia tedesca che afferma una cosa e fa il contrario, accusa i periferici ma poi li usa e li sfrutta etc… ma il vero nodo gordiano è il seguente: gli anglo sassoni pretendono che attraverso una ennesima operazione di rilascio di liquidità si rimette in moto l’economia. E’ falso. Il problema non è la liquidità ma l’insolvenza del sistema finanziario occidentale e in primis di quello americano che afferma di avere bilanci in ordine dopo avere sospeso le regole contabili che se rispettate ne avrebbero certificato il fallimento. Di più, i neo-keynesiani affermano tranquillamente che la spesa pubblica non è mai abbastanza e che poi QUANDO ci sarà la ripresa verrà riassorbita come avvenuto negli anni 50. Falso. Da allora tutti i pilastri della crescita sono spariti 1) da natalità in aumento a natalità in calo 2) da costi dell’energia bassi e risorse per tutti a costi alti e iper competizione per quanto resta 3) da aumento dei redditi personali, necessari per sostenere i consumi, a calo continuo degli stessi ad esclusione del top 10%. Siamo in presenza di falsi ideologici che si combattono: anglo sassoni da una parte che non vedono l’ora di incenerire i propri debiti con una inflazione 5 – 10 punti sopra il rendimento dei titoli di stato il cui tasso è definito dalla banca centrale e pseudo ortodossia tedesca che pretende di mantenere al contempo un avanzo commerciale enorme obbligando i propri clienti a spendere meno. Ognuno si scelga la follia con la quale morire.

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lucianom
Scritto il 16 gennaio 2012 at 12:57

john_ludd@finanza,

Esatto!

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valerio111
Scritto il 16 gennaio 2012 at 12:59

E se alla fine questa guerra finanziaria ci portasse ad una drastica svalutazione dell’ euro ?
Secondo me, ci sarebbero vantaggi un po per tutti. Per il mondo anglosassone che vedrebbe mantenere alta la convenienza ad acquistare i loro titoli di stato, quindi convergenza di capitali verso il dollaro che potrebbero essere usati per stimolare l’ economia americana grande volano della economia mondiale, ( certo i titoli di stato dei PIIGS soffrirebbero ma non più di tanto se aumentassero gli acquisti da parte della BCE, e si aumentasse il fondo salvastati, per mantenere i livelli attuali di interessi, Germania permettendo). Per l’ economia europea sarebbe ossigeno per far partire la crescita grazie alle esportazioni che creerebbero nuova ricchezza che stimolerebbe i consumi interni creando un circolo virtuoso, e, a questo punto comincerebbero a calare anche gli interessi sul debito pubblico, per la nuova fiducia conquistata sui mercati grazie alla crescita.
Per la economia asiatica, diminuirebbero le esportazioni verso l’ Europa, ( altro ossigeno per noi),
ma probabilmente il calo sarebbe bilanciato da un aumento verso gli Stati Uniti, grazie al dollaro forte, e sopratutto da un aumento dei consumi interni, che deve essere obiettivo primario per quei Paesi, dove milioni di persone si stanno affacciando solo ora al consumismo.
Può darsi abbia detto delle castronerie, ogni obiezione è ben accetta, in fondo il mio approccio verso questo mondo finanziario affascinante e terribile nello stesso tempo è del tutto casuale e dilettantesco.

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Scritto il 16 gennaio 2012 at 13:06

john_ludd@finanza,

Vangelo… :D

valerio111@finanza,
Non preoccuparti, nessuno in tasca ha la verità assoluta.
Purtroppo la svalutazione può solo essere progressiva in quanto la BCE non ha gli strumenti ad impatto per portare ad una più massicciasvalutazione (basta stampare a josa e si risolvono tanti problemi… poi se ne creano altri però! :mrgreen: )
E poi non dimentichiamo che il sistem, ion mano come diceva giustament john ludd alle banche anglosassoni, potrebbeno non gradire troppo un Dollaro Iperforte in breve tempo…

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Gigi
Scritto il 16 gennaio 2012 at 13:36

Purtroppo non ci sono molte alternative: o si dichiara default (totale, parziale, controllato ecc.) o si svaluta. Mentre il default taglia immediatamente capitale ed interessi della percentuale scelta, la svalutazione non può che essere progressiva (altrimenti é – di fatto – un default). A ben vedere la svalutazione é già cominciata (basti guardare il cross su CHF e USD per esempio) ed a volte mi sembra che il continuo tergiversare degli euro-rappresentanti in realtà nasconda una svalutazione già avviata e destinata a durare un bel pò. La Banca Centrale svizzera, con la sua recente decisione di “agganciarsi” all’Euro, ha deciso di svalutare anche il franco svizzero rispetto alle valute extra europee. Non é che la decisione é già stata presa?
Infine: non é che alla fine di questo percorso di svalutazione ci sarà comunque un default (magari parziale) che sarebbe forse meglio digeribile?

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john_ludd
Scritto il 16 gennaio 2012 at 14:44

Gigi,

Siamo in un regime posseduto e asservito agli interessi di uno 0,1%, cioè fascista. Allora ti devi chiedere “dove sono investite le ricchezze di questo 0,1% ?” Allora e solo allora potrai capire se il default o la svalutazione che ritieni l’unica soluzione, saranno utili oppure no a chi come te o me non apparteniamo a quello 0,1%… o se invece sono nell’interesse di quello 0,1% e totalmente a nostro sfavore.

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paolo41
Scritto il 16 gennaio 2012 at 14:47

john_ludd@finanza,

efficace sintesi che, comunque, non troverà soluzioni nel breve-medio termine; occorreranno molti anni prima di ritrovare un minimo di stabilità, semprechè non intervengano fattori esogeni.
Nel frattempo non c’è alternativa se non quella dei piccoli passi, nella speranza che le decisioni che verrano prese in campo politico ed economico siano positive in elevata percentuale (un mio capo usava dire: è importante che tutti i giorni si prenda una decisione; è probabile che si prenda anche qualche decisione sbagliata, ma, se il 70% delle decisioni sono giuste, il risultato per l’azienda sarà senz’altro positivo).
Personalmente ho sempre sostenuto che molto dell’attuale crisi sia imputabile ai forti disequilibri economici e commerciali che si sono venuti a creare fra le economie occidentali e asiatiche e, nell’ambito dell’Europa, fra Germania e altre economie.
Pertanto, se non ripercorriamo a ritroso le strade che hanno portato a tali disequilibri, con pazienza ma con pervicacia, sarà difficile uscire dal tunnel.

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john_ludd
Scritto il 16 gennaio 2012 at 14:59

paolo41,

Paolo tutto quello che dici è vero MA personalmente ritengo la finanziarizzazione la chiave dei problemi dei nostri tempi. Gli squilibri di cui scrivi correttamente, il gigantesco schema di vendor financing messo in piedi da giapponesi, tedeschi e cinesi, non avrebbe questo impatto senza il peso smisurato delle attività finanziarie “in background” di cui non si scrive abbastanza. E’ un tema delicato, tutto avviene nell’oscurità e non mi riferisco a subprime, debiti sovrani, CDS etc… ma al più grande mercato dell’universo, quello dei petro dollari su cui poggia tutto quanto avvenuto negli ultimi 40 anni.

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valerio111
Scritto il 16 gennaio 2012 at 15:18

Dream Theater,

Per drastica svalutazione dell’ euro non intendevo determinata volontariamente dalla BCE o dall’ Europa, ma imposta dal mercato a causa degli eventi ben noti che riguardano l’ Europa stessa : Downgrade S&P, recessione Paesi periferici, difficoltà rifinanziamento del debito a tassi decenti, situazione della Grecia, mancanza di coesione dei governanti europei a gestire la crisi, etc. etc.
Tutto questo, ( se non si va in default) , non può che portare che ad una ulteriore graduale svalutazione dell’ Euro, che d’ altra parte è già in atto. Dai massimi 2008/2009, contro yen-aud-nzd, oltre 40% in meno, da usd-gbp, solo??? -20% circa. Ritengo si possa arrivare in tempi relativamente brevi ad un cambio eur-usd 1a 1, a causa del naturale evolversi della situazione, e, non mi sembra una ipotesi fuori della realtà, abbiamo già visto questo livello ed anche inferiore in tempi sicuramente migliori di adesso per l’ Europa. Da qui l’ economia europea potrebbe ripartire per le ragioni che ho esposto nel mio precedente post.

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lampo
Scritto il 16 gennaio 2012 at 20:27

Dibattito interessante!

john_ludd@finanza,

La tua sintesi meriterebbe da sola un post a parte.
Io oramai mi sono fatto la mia idea di lungo termine.
Siamo effettivamente in una guerra valutaria “di riserva”. In pratica… la vedo dura piazzare tutto quel debito… per cui qualcuno non deve riuscirci…ed iniziare il processo di ristrutturazione… o annullamento del debito. L’importante è che quel qualcuno non siano gli USA, UK o Giappone.
Chi rimane?
Dopo, individuato il più debole, ovvero chi ha trascinato nel baratro l’economia mondiale a causa dell’implicazione del mancato piazzamento del debito in rifinanziamento, i più forti (quelli che citavo prima) decideranno le nuove regole economiche… ovviamente a proprio vantaggio.
Infine… avremo la ripartenza di un nuovo ciclo di fantaeconomia, basato sulle nuove regole.

Quindi in tale situazione… l’unica soluzione per i propri investimenti e diversificare… e pregare. :roll:

Il problema sta nel mezzo… ovvero nell’arrivare a tale fase critica… e superarla senza disordini sociali. Impresa ardua e molto difficile, purtroppo!

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gainhunter
Scritto il 17 gennaio 2012 at 08:02

Esatto, guerra finanziaria. Confermo quanto sostengo da mesi.
Ora stanno accelerando perchè la situazione non è ancora degenerata e l’Europa sta galleggiando.
La speranza è che le società di rating abbiano perso affidabilità e non le ascolti più nessuno. Sarebbe un’arma in meno nelle mani del nemico.

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