Dopo il downgrading rischio sell off per i bond Italiani. Ecco perché!

Scritto il alle 12:29 da Danilo DT

Crisi Italia: dopo il taglio rating di S&P, si prospetta un problema di dimensioni colossali che si sta sottovalutando.

Ho scritto ieri sera un post con il titolo un po’ cupo, Venerdì Nero.
E poi nei commenti alcuni lettori, giustamente hanno detto: “Hei, ma quale venerdì nero, le borse USA mi sembrano ancora sufficientemente tranquille!”
Vero, verissimo. La borsa USA non ha certo subìto un impatto particolarmente devastante dal downgrading massivo. In realtà, il venerdì era nero:

-non solo per il downgrading,

-non solo per il fallimento dei negoziati sui titoli della Grecia,

-non solo per l’ampliamento del margino sui bond italici all’LCH portandolo al 8.3%.

Il problema è ben più grave e profondo.

Investiment grade e prospetto informativo

Immaginate la valanga di fondi comuni, sicav, fondi pensioni, gestioni patrimoniali che hanno in portafoglio titoli italiani e che, come da prospetto informativo, non possono detenere titoli con rating inferiore alla A- se non per percentuali molto limitate.
Per questi investitori, ci sarà solo una possibilità: liquidare progressivamente le posizioni.
ora immaginatevi cosa significa tutto questo in un mercato in crisi di liquidità e di fiducia.
Ecco cosa dice la normativa Consob:

– rating minimo per investimenti obbligazionari “investment grade” per almeno una delle principali agenzie di rating a valere il meno elevato
– limite del 20% all’investimento in singole emissioni con rating inferiore ad A- (S&P / Fitch) ovvero inferiore ad A3 (Moody’s).
– rating controparte almeno pari ad A- (S&P / Fitch) ovvero inferiore ad A3 (Moody’s) per le operazioni over the counter (quali pronti contro termine, interest rate swap, operazioni di copertura del rischio di cambio, ecc.)

Come avrete capito, leggendo la nota qui sopra, per questi portafogli di investimento NON è permessa la presenza di una quantita di titoli pari al 20% (solo 20% !!!) con rating inferiore al livello A- di S&P.

L’Italia ieri sera è stata downgradata a BBB+

E questo discorso è valido per tutte quelle gestioni/fondi che hanno una profilatura di rischio pari ad un livello di rischio medio-basso. Per farla breve, il più classico dei fondi OBBLIGAZIONARI area Euro. Oppure il fondo pensione “tranquillo”. E poi i portafogli delle polizze assicurative…

Ora avete capito perché ieri sera ero così preoccupato? Immaginate a pensare cosa significa tutto questo per il mercato obbligazionario, uno dei più grandi, vasti, liquidi, frequentati di tutto il mondo.

Ora però…la Consob deve intervenire!

Che cosa deve succedere? Beh, si necessita con urgenza una presa di posizione forte degli organismi di controllo, al fine di permettere alle società di gestione di detenere i titoli obbligazionari in oggetto malgrado il downgrading, il tutto per evitare di generare il tanto temuto sell off.
Preferisco fermarmi qui, se riesco, cercherà di indagare ancora su questo fenomeno che potenzialmente potrebbe essere devastante per il mercato obbligazionario.
Nei commenti siete invitati ad integrare quanto da me scritto con eventuali ulteriori dettagli da me tralasciati, oppure con elementi che possano contestare o completare il quadro da medisegnato. Quadro certamente a tinte fosche.
Buon week end…

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STAY TUNED!

DT

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25 commenti Commenta
a_rnasi
Scritto il 14 gennaio 2012 at 12:38

EMU Direct Govt, benchmark utilizzato nella maggior parte dei fondi/gestioni per replicare la componente governativa euro, mi pare che l’Italia pesi non più del 23/27% se non ricordo male, o forse anche meno. se poi hai un benchmark tutto italia hai poco da fare. Vedo più problemi sui fondi pensione e fondi legati a polizze e assicurazioni (insomma Generali è fritta)

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Scritto il 14 gennaio 2012 at 12:40

Esatto… proprio così…
Immagina l’effetto devastante sul sistema finanziario italiano…
Se dico…inimmaginabile… forse esagero?

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elmariachi
Scritto il 14 gennaio 2012 at 13:08

Se hanno fatto il lavoro bene, il risk manager deve fare il suo lavoro

Se non hanno risk managers bravi, cazzi loro

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elmariachi
Scritto il 14 gennaio 2012 at 13:12

semplicemente sarà sempre più importante la funzione del risk management o no?

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anonimo13
Scritto il 14 gennaio 2012 at 13:49

Ma ma ma….sbaglio o i tagli dei rating erano stati largamente preannunciati?

Al momento il nostro rating è uguale a quello dell’Irlanda per le agenzie S&P e Dagong, Moody’s e Fitch immagino che si adegueranno a breve. Ricordo a tutti che gran parte dei downgrading son avvenuti il venerdì sera.

Questo è l’outlook di S&P:
“The outlook on the long-term rating on Italy is negative, indicating that we
believe there is at least a one-in-three chance that the rating will be
lowered again in 2012 or 2013. According to our criteria, we could lower the
ratings if a weaker-than-expected macroeconomic environment and deflationary
pressures: reduce Italy’s per capita GDP; result in Italy’s net general
government debt ratio continuing its upward trajectory; or lead to what we
would consider a prolonged worsening of financing conditions. We could also
lower the ratings if we see that the technocratic administration fails to
implement structural reform measures that we believe are necessary to boost
growth potential, whether due to opposition from special interest groups and
other incumbents or if the new government’s term is cut short before its
mandate is fulfilled.”

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anonimo13
Scritto il 14 gennaio 2012 at 13:53

anonimo13@finanzaonline:
According to our criteria, we could lower the
ratings if a weaker-than-expected macroeconomic environment and deflationary
pressures: reduce Italy’s per capita GDP; result in Italy’s net general
government debt ratio continuing its upward trajectory; or lead to what we
would consider a prolonged worsening of financing conditions.

WEAKER THAN EXPECTED MACROECONOMIC ENVIRONMENT

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Scritto il 14 gennaio 2012 at 14:29

elmariachi@finanza:
Se hanno fatto il lavoro bene, il risk manager deve fare il suo lavoro

Se non hanno risk managers bravi, cazzi loro

Non è solo una questione di risk management. E’ una questione di benchmark e di normativa. Senza poi dimenticare che la maggior parte dei prodotti di risparmio gestiti sono a “GESTIONE PASSIVA” e quindi col piffero che si sono mossi prima…

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greenday2
Scritto il 14 gennaio 2012 at 14:39

Infatti il rischio è puramente tecnico, cosi come i margini di garanzia.

Sul mercato, credo che le agenzie di rating, soprattutto S&P abbiano davvero perso importanza. Il problema è che “il sistema” delle gestioni, si basa ancora sui criteri di queste assurde agenzie di rating.

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moneys
Scritto il 14 gennaio 2012 at 14:41

DT, volevo chiederti, che impatto ci potrebbe essere sui fondi ed etf dei portafogli alfa beta gamma ecc..
Inoltre manifesto il mio dubbio maggiore su tali portafogli, ovvero di non riuscire a fare gli scambi di posizione che indichi e che questo ovviamente penalizzi la performance che viene anche penalizzata dalle commmissioni.
Io per questo credo che una scelta diretta sui alcuni titoli obbligazionari /azionari sia se non meglio da non scartare , certo non si può fare con 10k una selezione di titoli e valute, questo sicuro

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Scritto il 14 gennaio 2012 at 15:02

moneys@finanzaonline,

Diciamo che con alpha, beta e gamma puoi stare tranquillo. L’impatto sarà minimo… ;-)

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anonimo13
Scritto il 14 gennaio 2012 at 21:55

Premesso che ogni paese ha le sue peculiarità macro, prospettiche…. perchè non confrontare le yield curves dei paesi con rating BBB+?

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idleproc
Scritto il 14 gennaio 2012 at 23:49

CVD. Non è solo questione finanziaria. E’ un’altra Libia… il gioco è gestito e truccato verso l’esproprio. Perfette le valutazioni di DT.

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alfio200
Scritto il 15 gennaio 2012 at 08:09

Speriamo solo che, come i mercati, anche fondi et similia siano in anticipipo sui tempi e abbiano già da tempo cominciato a vendere titoli di Stato italiani. Si spera…

@ A_RNASI

Sì, sono d’accordo sul discorso fondi pensione e polizze varie. Qualche anno fa, ho controllato la composizione di una mia polizza (che estinsi). Era nella quasi totalità composta da BTP.

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astranw
Scritto il 15 gennaio 2012 at 09:38

mettiamo che nessuna norma viene introdotta per sopperire a quando detto da DT , cosa succede ai soldini di un investitore ? vengono liquidati con la perdita che ne segue per estinzione anticipata o recupera tutto quanto magari anche con gli interessi fin li maturati?

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maurobs
Scritto il 15 gennaio 2012 at 11:03

sarò pessimista ma stante la situazione attuale la mia interpretazione è la seguente:
SCENARIO A) tutto si avvita su se stesso, il debito esplode, passaggio sotto il FMI con conseguente distruzione di ricchezza per la maggioranza delle persone (80-90%).continuo rafforzamento del dollaro che permetterà di venire in europa a comprare a prezzi stracciati società ottime, ed in seguito reindebolimento del dollaro per dare il colpo di grazia e diminuire il loro debito monstre.il tutto aiutato dall’impasse della politica e con un abbandono di Monti per impossibilitata di operare le modifiche necessarie.
SCENARIO B)Stato di emergenza nazionale in cui sono necessarie ulteriori e profonde riforme e TASSE che Monti tenterà di far digerire a noi popolino e alla politica, con conseguente impoverimento quasi totale ed evoluzione stile argentina :(:(:(:(:(
poveri noi

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alfio200
Scritto il 15 gennaio 2012 at 11:37

In effetti, Monti potrebbe vendere parte del patrimonio immobiliare pubblico. Tanto per chiarire…gli immobili del patrimonio pubblico sono quelli che vengono venduti a politici e amici dei medesimi a un quarto del loro valore (vedi Scajola e Patroni Griffi) ovvero…casa da un milione di euro “svenduta” a 250.000 euro. E’ ovvio che questi casi sono la punta dell’iceberg. Sono convinto che, ben nascosti, ci siano casi di beni immobili venduti a società o a multinazionali a prezzi stracciati in cambio di bustarelle.

La situazione è la stessa di un normale cittadino che vende un immobile da 200.000 euro per necessità e dovrà, in genere, accontentarsi di ottenere un prezzo inferiore se ha poco tempo e vuole venderlo a tutti i costi. Diciamo che, in genere, riuscirà a venderlo piuttosto agevolmente a 150.000 euro, cioè il 25% in meno del suo valore di mercato.

Quindi: lo Stato mette in vendita 2.000 Mld di immobili ottenendo quasi certamente di venderli a 1.500 Mld circa. “SE ANCHE” dovesse venderli a metà prezzo (e a questo punto li venderebbe sicuramente) il beneficio per noi sarebbe notevolissimo. Ovvero… si dimezzerebbe il debito pubblico!!

Parchè i nostri politici (e caste varie)i non vogliono questo?

Parchè sarebbe un’operazione alla luce del sole (almeno in buona parte).

I nostri politici vogliono, ad esempio, vendere un bel po’ di caserme dismesse a una grande catena di supermercati, ma ATTENZIONE parchè questo è un concetto base, PIU’ BASSO SARA’ IL PREZZO A CUI SVENDERANNO LE CASERME ALLA MULTINAZIONALE, PIU’ ALTA SARA’ LA LORO TANGENTE. Ma per ottenere questo, occorre agire nell’ombra senza che i cittadini sappiano niente, se non anni dopo tramite la solita tardiva inchiesta giornalistica. In un’asta pubblica questo non si potrebbe ovviamente fare o comunque si potrebbe fare in maniera molto limitata.

Da qui, la FACCIA TOSTA di sostenere che “se vendessimo adesso dovremmo svendere”, cioè fare quello che hanno sempre fatto fino ad oggi, non al 50% del valore degli immobili, ma al 25%.

Ecco allora farsi strada la proposta Monorchio-Aletta che ci farà “anticipare” con un prestito forzoso il “potenziale” utile che deriverà della vendita al “giusto prezzo” degli immobili che non avverrà mai o se avverrà vedrà i nostri politici tenersi sia i nostri soldi che i proventi della suddetta vendita ovviamente sempre a un quarto del loro valore ad amici, amici degli amici e multinazionali varie. Qualcuno spera ancora di evitare il default con una simile classe dirigente?

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alfio200
Scritto il 15 gennaio 2012 at 11:45

Precisazione:

il patrimonio immobiliare dello Stato ammonta a 4.000 Mld. Io ho ipotizzato la vendita della metà del medesimo, ma si potrebbe fare anche con un quarto: 1.000 Mld, magari anche venduti a metà prezzo, diminuirebbero il debito pubblico di un quarto.

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Scritto il 15 gennaio 2012 at 12:17

alfio200@finanza,

La cosa che preoccupa è che tutto quanto sta succedendo ha delle motivazioni politiche che porteranno l’italiano medio ad impoverirsi ancora di più (assieme al patrimonio pubblico che verrà svenduto) mentre qualcuno, straniero e grosso, comprerà a prezzi scontatissimi e diventerà padrone.
Non dimentichiamo che alcune aziende corporate USA hanno per esempio tanta di quella liquidità in cassa che possono comprarsi di tutto e di più. E poi ci sono i Cinesi, gli arabi… Insomma… Io continuo a non credere ad un default perchè NON conviene a nessuno. Tempo invece che come sempre i potenti si approfittino della debolezza dei più deboli. Per ingrassarsi. come sempre…e questa volta a nostre spese…

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anonimo13
Scritto il 15 gennaio 2012 at 13:17

alfio200@finanza,

Ehm…credo che mettere sul mercato 1000mld di immobili pubblici in questo momento avrebbe un effetto devastante sul mercato immobiliare nazionale.

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alfio200
Scritto il 15 gennaio 2012 at 14:30

anonimo13@finanzaonline,

Devastante per i proprietari, sicuramente, ma magari potrebbe anche riportare i prezzi degli immobili in Italia su livelli sensati. A Berlino (fonte Report) un 4 vani in periferia costa mediamente 50.000 euro, tra il centro e la periferia 80.000 euro (a Berlino). A Genova, la mia città, un 4 vani in periferia lo paghi anche 120.000 euro (a Genova).

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alfio200
Scritto il 15 gennaio 2012 at 14:34

Se poi consideriamo, a proposito di un eventuale calo del prezzo degli immobili, che i grandi proprietari di immobili in Italia sono, oltre allo Stato, la Chiesa, le cooperative (principalmente rosse), le banche, le assicurazioni più svariate megasocietà di costruzioni abbiamo un altro motivo per cui la casta si guarderà bene dal vendere gli immobili e varerà la Monorchio-Aletta.

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anonimo13
Scritto il 15 gennaio 2012 at 15:19

alfio200@finanza:
Se poi consideriamo, a proposito di un eventuale calo del prezzo degli immobili, che i grandi proprietari di immobili in Italia sono, oltre allo Stato, la Chiesa, le cooperative (principalmente rosse), le banche, le assicurazioni più svariate megasocietà di costruzioni abbiamo un altro motivo per cui la casta si guarderà bene dal vendere gli immobili e varerà la Monorchio-Aletta.

Oltre a una diminuzione della ricchezza per tutti i proprietari di immobili si avrebbe anche un impatto sull’occupazione nel settore.

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perplessa
Scritto il 15 gennaio 2012 at 18:02

alfio200@finanza,

il monolocale dove vivevo, l’avevo comprato in periferia a Bologna nel 92 (120.000.000 più IVA). certo se rivendessi adesso l’appartamento dove abito ora, credo andrei in perdita, ma non si può andare ai prezzi degli anni 80. 50.000 euro, non scherziamo, è lo stipendio di un impiegato, in Germania.non ho visto report, e non so a che genere d’immobili si riferisse, quindi per sfizio sono andata a cercare un’agenzia immobiliare tedesca qualsiasi
http://www.immobilienscout24.de/immobiliensuche/haeuser-kaufen/berlin/berlin.htm

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perplessa
Scritto il 15 gennaio 2012 at 18:18

comunicato stampa dell’ADUSBEF e Federconsumatori sulle agenzie di rating:
http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=8462&T=P
ma purtroppo le associazioni dei consumatori non sono proprietarie dei media, i loro comunicati non li fuma nessuno
la gente si dovrebbe mobilitare, perchè noi paghiamo con le tasse, le pensioni, accise e quant’altro questi vampiri, non il lavoro per i giovani, o nuovi servizi sociali

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perplessa
Scritto il 15 gennaio 2012 at 18:51

invece il Manifesto commenta così la notizia:
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6259/

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