Rischio default: Italia come Grecia e Portogallo?

Scritto il alle 10:15 da Danilo DT

Più volte si tende a generalizzare e a creare panico mettendo a confronto il debito pubblico italiano con quello greco e portoghese, insinuando che sull’Italia ci sia, oggi, un rischio default paritetico a quello dei due paesi facenti parte dei cosiddetti PIGS (composti da Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna).
Più volte ho già sottolineato, tramite gli articoli sui Credit Default Swap che potete visionare cliccando qui, sulla scritta “ CDS “, che il grado di rischio di default dell’Italia oggi non è assolutamente paragonabile a quello degli altri due paesi.

Il CDS a 5 anni del Bel Paese, oggi, si aggira sui 150 bp, contro i 633 bp del Portogallo ed i 1345 bp della Grecia. E già questo dovrebbe essere un chiaro segnale della differenza tra queste realtà. Ma se ritenete i CDS un indicatore troppo freddo e magari eccessivamente speculativo, allora vi presento un’altra analisi, che va mettere a confronto la curva dei rendimenti di questi tre paesi: Italia, Grecia e Portogallo.
Guardatene la conformazione e la struttura.

Curva tassi Italia

La curva tassi italiana è assolutamente “normale” , con i rendimenti che aumentano con l’aumentare della duration. E notate bene, la struttura della curva nelle ultime settimane non è assolutamente cambiata. Segno che il mercato non vede oggi nessun tipo di rischio per l’Italia.

Curva tassi Grecia e Portogallo

Guardate ora la curva tassi di Portogallo e Grecia. Notate qualche flebile differenza tra la curva tassi Italia e la curva qui sopra? Direi proprio di si… Addirittura il massimo del rendimento si ha a 3 anni, e poi i rendimenti scendono. E quali rendimenti (fino al 20% !). Segno che il mercato sconta un default tecnico o ristrutturazione del debito nei prossimi 24-36 mesi. Inoltre è evidente il peggioramento delle due curve.
Scenari quindi molto negativi che non sono assolutamente visibili nella curva tassi dell’Italia prima presentata.

Ovvio, tutto questo allo stato attuale. Poi nel futuro tutto può accadere, ma mettere in dubbio la solvibilità dell’Italia, oggi, mi sembra assolutamente superfluo ed errato.

STAY TUNED!

DT

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17 commenti Commenta
nervifrank
Scritto il 21 aprile 2011 at 10:39

Bravo Dream,

analisi doverosa.

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Scritto il 21 aprile 2011 at 10:42

nervifrank,

Grazie Nervifrank. E poi dicono che sono catastrofista… :mrgreen: Cmq è giusto fare chiarezza.
Intanto Citigroup parla oggi di Grecia…

The decision of whether to haircut or not is a cost-benefit analysis. For Greece, we believe, the pros include: immediately lower interest payments; faster progression to positive fiscal balance; and less pressure on the government to press on with austerity measures. The cons for Greece could include: denied access to the capital markets; deterioration in relations with Euro Area and EU members (if the haircut is done “prematurely”); and a round of recapitalisation for the domestic Greek banking sector and some Government entities (such as the social security fund). In order to minimise the cons of haircutting, Greece will likely await a macro inflection point — where real GDP growth starts turning positive and the primary balance enters positive territory. This is important as it could potentially allow Greece easier re-entry into the capital markets. Such an inflection point, according to our and other market participants’ estimates, could be the year 2013.

leggetevi questo interessantissimo post:

http://ftalphaville.ft.com/blog/2011/04/21/551936/barber-ians-at-the-greek-gate/

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l.b.chase
Scritto il 21 aprile 2011 at 10:52

Io penso che il problema non stia nell’immediato, ma nel fatto che un paese bloccato con i posti di lavoro che si disintegrano in modo più o meno costante, un’economia ai limiti della recessione, il mercato immobiliare già morto, non può avere prospettive molto migliori degli altri maiali a medio termine, anche perchè bisogna comunque far fronte a uno dei più grossi debiti al mondo.
Quindi io prima di dire che l’italietta è su un altro pianeta, ci penserei 2 volte e poi non ne farei di niente. E poi c’è sempre l’effetto domino da non trascurare… Di sicuro penso che se defaultasse un portogallo e di conseguenza la spagna, difficilmente l’italietta potrebbe rimanerne indifferente, visto il suo precario stato di salute.

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Scritto il 21 aprile 2011 at 10:58

Certo, nel futuro può succedere di tutto. Ma oggi il rischio default per l’Italia (cosa invece sostenuta su altri siti/blog) non lo vedo. Siccome l’italiano medio è un risparmiatore con tanti titoli di Stato, credo sia corretto informare queste persone che forse è il caso di restare ancora tranquilli.
Poi la storia insegna che il rischio finanziario su qualsiasi asset class più aumetnare a dismisura.
vuoi un esempio lampante? Domani uscirà un post sul debito pubblico USA. Secondo te gli indistruttibili T Bond che sono AAA sono poi così sicuri e solidi? E se dovessero saltare le banche tedesche, i Bund tutelerebbero al 100% il risparmiatore?
Oggi dare certezze assolute è cmq sbagliato. Sicome il mondo della finanza è marcio (nel pomeriggio post sull’argomento…) non mi sorprendo di nulla…

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mattacchiuz
Scritto il 21 aprile 2011 at 11:20

ma i default non sono stati aboliti per decreto dei banchieri centrali?

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gaolin
Scritto il 21 aprile 2011 at 12:30

Dream Theater,

Dici bene DT.
Le interconnessioni di tutto il sistema finanziario e anche delle economie reali, purtroppo, sono talmente forti e indistricabili, che già il fallimento di una infinitesima Grecia creerà sconquassi immani.
Figurarsi se, stati come Spagna e ancor più Italia vanno in crisi.
In questo caso nessuno sarebbe risparmiato, neppure le nazioni virtuose, vedi Germania o Cina per fare 2 esempi.
La prima sarebbe trascinata nel fallimento degli altri stati, la seconda avrebbe un collasso immediato della sua fortissima economia reale.
La Cina però sarebbe la prima a ripartire a diventare immediatamente l’economia N° 1 del mondo.

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housecrash
Scritto il 21 aprile 2011 at 14:28

DT, apprezzo moltissimo le tue analisi, ma vorrei farti notare che stai paragonando le curve dei rendimenti di situazioni diverse, ovvero quelle di 2 paesi messe sotto pressione dai mercati con quella di un paese ancora fuori da certe situazione ed è ovvio che il pattern sia differente.

Ritengo che sarebbe più opportuno un confronto fra quelle che erano le curve dei rendimenti prima di maggio 2010, quando nessuno dei paesi oggetto della tua disanima erano sotto attacco speculativo o, meglio, nessuno dei PIG (ho tolto la S perchè la Spagna non è nel gruppo ancora) aveva messo a nudo i suoi grossi problemi.

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Scritto il 21 aprile 2011 at 14:55

housecrash@finanzaonline,

Ciao, certo, i due paesi ora sono messi sotto pressione, però io in questa analisi volevo mettere bene in evidenza il fatto che non possiamo paragonare oggi Italia con Portogallo e Grecia.
Poi come dicevo prima, se capitasse qualcosa di gravissimo, tra 12 mesi magari ciritroviamo con una curva dei tassi molto diversa. Speriamo di no…

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housecrash
Scritto il 21 aprile 2011 at 15:12

Dream Theater,

Ciao DT, io credo che i confronti non siano tanto sulle situazioni attuali, ma sul lato macro. Ad esempio, si dice che il Portogallo abbia raggiunto la situazione attuale per “la crescita bassa da anni e l’impasse sul varo delle riforme strutturali necessarie per uscire dal pantano.
Il Portogallo ha sofferto tutti gli effetti negativi dell’ingresso nell’euro. L’abbassamento dei tassi d’interesse ha favorito non gli investimenti produttivi ma un fortissimo indebitamento di famiglie e imprese. La politica fiscale non ha mai tentato di ridurre i deficit, che così si sono sommati; all’alto debito privato si è aggiunto quello pubblico. Due debiti fanno il fallimento di una nazione.
In più il Portogallo ha perso competitività, perché è scesa sia la produttività sia il costo del lavoro. In più i sindacati hanno chiesto e ottenuto forti aumenti salariali nel settore pubblico (associata a una politica di elargizione clientelare a piene mani da parte della classe politica), che hanno contagiato il settore privato aiutando a mettere fuori gioco tutta l’economia del paese.”.

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-04-18/finlandia-spinge-portogallo-europa-131449.shtml

Quella del Portogallo sembra una fotografia dell’Italia, o no?

Allo stesso modo sembra che la Grecia sia arrivata alla situazione attuale a causa di meccanismi simili a cui va aggiunta una forte corruzione dilagante ed un’alta evasione fiscale. A me sembra che in Italia abbiamo problemi simili, forse non con la stessa connotazione (sono andato in Grecia per lavoro qualche volta ed ho visto che è più come il Sud Italia che come l’Italia), ma anche noi ne soffriamo eccome.

L’Irlanda invece sembra essere inciampata a causa di un sistema bancario fortemente esposto nel mercato immobiliare interno, ma sembra che BPM stia facendo da precursore in questo (notizia di ieri).

Ecco perchè secondo me ha senso paragonare l’Italia ai PIG, non per le curve dei rendimenti dei bond sovrani, che sono solo una conseguenza dell’esplosione delle criticità latenti.

Da questo punto di vista potremmo anche dire che assomigliamo più alla Spagna che pur avendo problemi più seri dei nostri all’apparenza (forte disoccupazione ed una pericolossissima bolla immobiliare che sta mettendo in ginocchio anche il sistema bancario), ha l’ulteriore elemento di somiglianza all’Italia di non essere sotto attacco speculativo (anche se i rendimenti sono un pò più alti dei nostri) e quindi di avere una curva dei rendimenti più “normale” rispetto alle duration.

Spero di aver chiarito esaurientemente il mio pensiero

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l.b.chase
Scritto il 21 aprile 2011 at 15:21

Dream Theater,

Chi visse sperando, morì con i buoni argentini senza sapere come e quando…

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l.b.chase
Scritto il 21 aprile 2011 at 15:25

housecrash@finanzaonline,

Guarda che lui lo sa benissimo è che non so perchè, mentre con gli altri paesi è sempre molto attento a far notare i punti critici, nel caso dell’italietta tende sempre a cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma lo sa benissimo che andando avanti di questo passo il bicchiere che sia mezzo pieno o mezzo vuoto cambia poco, perchè prima o dopo si seccherà…

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Scritto il 21 aprile 2011 at 15:51

housecrash@finanzaonline,

La tua valutazione è correttissima. Se ti sta bene, preferirei farci un post con calma. Se mi dimentico me lo ricordi magari via email? :-)
In massima sintesi posso solo dirti che paragonare l’Italia al Portogallo, già solo per il tessuto economico, non lo trovo molto corretto. Ma ci riaggiorneremo! :wink: Almeno così L.b.chase è anche contento! :mrgreen:

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housecrash
Scritto il 21 aprile 2011 at 16:02

Dream Theater,

Ok, per me

Ciao :)

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Scritto il 21 aprile 2011 at 16:05

housecrash@finanzaonline,

perfect, allora ci aggiornaimo, visto che l’argomento è sicuramente da approfondire.
CIAO!

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l.b.chase
Scritto il 21 aprile 2011 at 16:07

Ma qualcuno qui crede veramente che con queste manovre http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/21/la-scure-del-governo-sulla-scuola/105773/ il paese possa salvarsi da un’impolosione devastante???

Siete sicuri che un governo che lascia andare le imprese in ogni parte del mondo (permettendogli di tornare a vendere i loro prodotti del cazzo da noi) ma poi taglia le teste e gli stipendi nel pubblico per raschiare il fondo, sia un governo che guarda al benessere futuro del paese???

Poveri illusi allora…

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antipatix
Scritto il 21 aprile 2011 at 16:20

interessante “utilizzo” della curva dei tassi invertita

Saluti

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gioetf81
Scritto il 21 aprile 2011 at 18:46

ciao DT,

secondo te c’è qualche motivo per cui il CCTeu scadenza 2017 si è mosso abbastanza bruscamente nonostante si tratti di un’obbligazione a tasso variabile?
Grazie

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