Crisi Italia e la nostra guerra al centesimo

Scritto il alle 09:35 da Danilo DT

Quali sono le responsabilità della crisi e come mai siamo finiti in questa condizione assurda? Quanto pesa la casta politica e cosa potrebbe succedere al Bel Paese?

Negli ultimi giorni abbiamo registrato alcuni dati macroeconomici in uscita nell’ambito dell’Eurozona che hanno anche battuto le attese. Italia compresa, tanto che il Ministro all’Economia, Saccomanni si è lasciato in dichiarazioni decisamente positivistiche che restano secondo me molto discutibili.

«Recessione finita, ma per il lavoro bisogna aspettare»
«Credo di sì»: così risponde Fabrizio Saccomanni intervenendo a Sky Tg24 Economia alla domanda se la recessione sia finita. «Credo che l’economia entrerà in ripresa siamo a un punto di svolta del ciclo». «Per gli effetti sull’occupazione dovremo ancora aspettare», ha aggiunto il ministro dell’Economia, che ha poi chiarito come l’ipotesi di un Pil in contrazione del 2% per il 2013 sia troppo pessimistica: «credo il dato risentisse della stasi politica che ha caratterizzato l’economia fino a maggio – ha detto – a quel punto però c’è stato l’effetto delle misure di rilancio». (Source) 

Vorrei tanto poter dar ragione e sostenere le tesi del Dott Saccomanni (notate l’uso della parola “credo”). Non pretendo certo di essere più capace o preparato del Ministro, però permettetemi di esprimere un mio parere.

Italia: si attacca al treno dell’Eurozona

Negli ultimi giorni tutta l’Eurozona si è ritrovata con dei dati Macroeconomici migliori delle attese. E questo è sicuramente un elemento positivo. Ma è anche vero che si tratta di miglioramenti a volte marginali che vanno a generare dei “rimbalzi dai minimi”. Quindi, questi dati necessiteranno di tante conferme e prima di parlare di ripresa…ce ne passa.

Questo discorso ovviamente è valido per l’Europa ma è altrettanto valido per l’Italia che, però, si trova secondo me in una situazione ben peggiore.
Ora non voglio passare dall’Esterofilo, in quanto cercherò di essere il più possibile realista.

L’Italia è il terzo paese dell’Eurozona. Ha un debito PIL secondo solo a quello greco, e questo è un dato di fatto-
Ma credetemi, il debito potrebbe rappresentare un problema non del breve periodo. Ci sono paesi, vedi il Giappone, che hanno un debito pubblico ben superiore all’Italia e…sono sempre lì, in piedi.
Il nostro problema resta sempre e solo quello. Ed è li che TUTTI i nostri sforzi si devono concentrare. Sto parlando della CRESCITA ECONOMICA.
Signori, non cresciamo e ve l’ho illustrato chiaramente IERI in questo post. Ed il problema italiano è diventato ormai cronico.

Ma come mai non c’è crescita? Per poca buona volontà? Per mancanza di istruzione? Per mancanza di di investimenti? Per la scarsa qualità del lavoro? Per la mancanza di spesa per la ricerca?
Tutti questi elementi possono sembrare causa attiva della mancanza di crescita. In realtà così non è perché in tutti questi ambiti, l’Italia è in linea con la Media europea. E visto che noi dobbiamo confrontarci con i nostri “compagni di merende”, allora possiamo dire che il problema sta altrove. E dove?
Beh, lo stiamo vedendo in questi giorni. Il nostro problema è proprio di tipo politico.

Leggete cosa diceva di noi Daniel Gros, uno dei migliori economisti europei, sull’Italia nel 2011:

As Italy’s debt crisis enters the danger zone the question arises: Can Italy ever overcome its decade-old growth slump? This column shows that Italy’s growth fundamentals are all in pretty good shape, except one – good governance. Worldwide Governance Indicators show a dramatic worsening during the Berlusconi governments especially when it comes to the rule of law, government effectiveness, and control of corruption. Progress on improving these might in the end be more important for growth than the reforms the EU demands. (Source) 

E come incapacità politica e poca concretezza credo di poter dire che siamo secondi a nessuno, nemmeno alla Grecia.
Possiamo metterci in mezzo anche responsabilità storiche, culturali, regionali. Ma di certo se avessimo avuto nel corso degli anni una classe potilica capace, oggi l’Italia sarebbe uno dei paesi più solidi e ricchi dell’Eurozona.
O forse mi sbaglio?

Il tutto poi va a ripercuotersi in modo esponenziale sull’imprenditoria.
Troppa la burocrazia, troppe le leggi che bloccano, ingessano e non permettono al piccolo imprenditore di crescere. E troppo soffocante il regime fiscale che non solo non fa avvicinare aziende estere, ma soffoca e cancella le imprese italiane.
E se poi, come scritto ieri, lo stato CI METTE anche del suo…

Infine l’ultima problematica che vorrei sfiorare, già descritta QUI. La Demografica.
Siamo un paese in recessione, con un tasso di imprenditoria in diminuzione, con un apopolazione sempre più vecchia e sempre meno lavoratori attivi, poca immigrazione e pre lo più con un debito in perenne crescita, senza avere un PIL che si muove in modo correlato direttamente.
Anche se avremo tassi bassi per lungo periodo, qualcuno mi spiega come potremo venir fuori dalla morsa del debito pubblico e della recessione?
E se il mercato perderà la fiducia?
Ed ecco quindi che torniamo alla testa di questo banale e forse inutile post.

Saccomanni ed il suo discorso.
Il Ministro, ha capito proprio tutto. In questo momento il pericolo più grande per l’Italia è che venga a perdersi quella fiducia che ci stiamo riguadagnando.
Una fiducia che potrebbe essere ahimè solo temporanea. Sempre sperando che non capiti nulla di anomalo. Un esempio? Se una grande banca italiana dovesse andare in crisi, chi la salva? Forse l’Europa. L’Italia non avrebbe i fondi necessari a disposizione, proprio perché la nostra è ormai diventata una guerra al centesimo. O forse più che di guerra, sarebbe meglio parlare di condanna.

STAY TUNED!

DT

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14 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 8 agosto 2013 at 09:54

Caro dream

Il minestraio saccomanni intende per ripresa nel 2014 un pil con un 0, qualcosa e con una DISOCCUPAZIONE STRUTTURALE, lui intende questo, dai mica possiamo chiedere di più a chi lavorava in banca d’italia la quale in passato sostiene di aver vigliato benissimo su mps ( anche su fondiaria-sai ).
Quando i problemi più grandi busseranno alle nostre porte, saranno tutti sulle nostre spalle, lor signori cadono sempre in piedi.

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Scritto il 8 agosto 2013 at 10:09

E’ il sistema che è marcio alla radice…
E non farmi pensare a Mussari…

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draziz
Scritto il 8 agosto 2013 at 11:26

l’Italia dei bamboccioni: tu vuo’ fa’ l’imprenditore

Arriva la ripres…ina ?
Che ghiotta occasione! Grazie ministro per la dritta! Finalmente uno che ci vede bene!
Come beneficiarne ?

Supponendo che io sia un kazzutissimo imprenditore di questo ganzissimo paese, patria di un sacco di gente che la sa più lunga di me, voglio impegnarmi per sfruttare a fondo la succosissima opportunità di crescita.
Quindi, mi preparo per avviare la mia impresa verso i dorati lidi della crescita a due cifre, dopo lo zero…

Poiché non ho più capitale accantonato, dato che me lo sono colpevolmente mangiato per pagare le tasse (che devo anticipare sognando quanto incasserò l’anno prossimo), i contributi per la pensione (che non prenderò mai perchè questi mi fanno crepare di cirrosi epatica per le inkazzature) e le inevitabili sanzioni per aver sbagliato qualche cosina nell’ottemperanza dei più di 200 adempimenti di ogni anno fiscale,
vado convintissimo all’istituto bancario di fiducia (c’è chi c’ha il pezzo da novanta, chi l’usuraio di fiducia, io c’ho la banca di fiducia, embeh?).
Voglio avviare un’impresa con 1 Euro di capitale e mostro orgoglioso il business plan al direttore dell’ufficio fidi il quale, dopo averlo sbirciato in tralice e lasciato su una pigna di carte…, mi prende sottobraccio come si fa con gli anziani nelle case di riposo e, avviandoci verso la porta d’uscita, mi spiega che sono tempi difficili, che la qualità del credito è molto importante e soprattutto che non mi danno la grana per alcuni pratici motivi:

1) nel primo anno di attività l’impresa difficilmente può produrre un fatturato tale da coprire i costi di avviamento, quindi il rosso che già ho sul conto facilmente sconfina grazie agli interessi passivi che si sommano (e che non posso detrarre dall’imponibile delle imposte)
2) il fatto che lo Stato mi chieda le imposte anticipate non fa altro che peggiorare la situazione del conto, per aumento degli interessi passivi (indeducibili) e far accendere la luce rossa a livello di garanzia del credito
3) l’applicazione dell’IRAP mi erode tranquillamente il capitale sociale mandandomi in perdita sparata
4) poiché non ho capitale per ripianare la perdita ed i miei genitori si sono rifiutati di ipotecarsi la casa per “garantirmi un futuro imprenditoriale”, il direttore considera fallita la mia attività prima ancora che inizi.

Morale: grazie Ministro! Fa piacere vedere che chi dirige la baracca è perfettamente conscio delle possibilità con cui questo Paese è in grado di farcela e soprattutto è in grado di motivare i suoi schiavi per uno sfruttamento ottimale…

Il caro Alberto Sordi degli ultimi tempi cantava una bella canzoncina: “Te c’hanno mai mannato a quer’ paese…?”

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bergasim
Scritto il 8 agosto 2013 at 11:31

draziz@finanza,

Non ti permettere di criticarmi

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bergasim
Scritto il 8 agosto 2013 at 11:31

Che faccia di c…o

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draziz
Scritto il 8 agosto 2013 at 12:01

bergasim,

Questi sono buoni solo a chiacchiere…
Nella realtà, quella dell’uomo della strada, del normale cittadino (operaio, imprenditore, saltimbanco o vattelapesca di professione), le cose sono ben diverse.
E’ lo scollamento tra la vita reale e quella che lorsignori si dipingono, soprattutto quando vedono le lucine in fondo al tunnel…

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lampo
Scritto il 8 agosto 2013 at 16:23

Dai signori… non facciamo i pessimisti. Dopo 8 trimestri con PIL negativo, non vorrete lasciare mica togliere la soddisfazione ai lor signori “politici” di pavoneggiarsi a più non posso pur di prendersi il merito del dato positivo ZERO VIRGOLA del prossimo trimestre?

Su, siate buoni… lasciate da parte la cattiveria… per dopo! :evil:

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bergasim
Scritto il 8 agosto 2013 at 16:33

lampo,

Scusa ma non e che il ministro si chiami maninelsacco?

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cinoalvaro
Scritto il 8 agosto 2013 at 17:24

Considerazioni le vostre che condivido pienamente.
Però spiegatemi una cosa.Chi compra btp a questi prezzi?
Sono solo rialzi estivi che mirano a far uscire i pochi stranieri rimasti a quotazioni più alte.
BBB questo è il nostro rating,lo stesso della Bulgaria con tutto il rispetto per questo paese.

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lampo
Scritto il 8 agosto 2013 at 17:36

cinoalvaro@finanzaonline,

Secondo me sconta l’accenno di dismissioni deciso per l’autunno. D’altronde “la parola” è una tecnica utile quando abbiamo ancora da finanziare ancora circa 140 miliardi entro la fine dell’anno.
Poi tocca ai 400 del prossimo….
Ecco che la parola “dismissioni” ha ottenuto una connotazione positiva.
Però se segue la stessa parola con una “s” in meno torniamo alla casella di partenza.

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gainhunter
Scritto il 8 agosto 2013 at 17:49

Ho letto su icebergfinanza un post che riporta un articolo di un altro personaggio, il quale dice esattamente le stesse cose di Daniel Gros ma deduce che il problema della bassa crescita dell’Italia è la dimensione ridotta delle imprese. Questo dice tutto sull’affidabilità di certi personaggi, e basta leggersi l’articolo di Daniel Gros per capire quanto è grossolana la deduzione.

Visto che si parla di crescita, una stima di rischiocalcolato parla di 210 miliardi di perdita di pil per l’Italia dovuta alla crisi subprime e alla crisi dell’euro.
Icebergfinanza parla invece di 5500 miliardi di euro dati dall’Europa al sistema finanziario europeo dal 2007, e sappiamo bene quali sono i sistemi finanziari più a rischio e che hanno beneficiato delle nostre tasse.
Ah, sempre secondo rischiocalcolato la regione Lombardia è già uscita dalla recessione (per la serie: la media…)

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gainhunter
Scritto il 8 agosto 2013 at 18:04

“una classe potilica capace, oggi l’Italia sarebbe uno dei paesi più solidi e ricchi dell’Eurozona.
O forse mi sbaglio?”

Non è così scontato: ignori la mafia, la globalizzazione, la perdita di sovranità, il debito pubblico di partenza, ecc.
Qualcuno si è preso la briga di guardare quant’è l’incidenza della gestione politica sull’andamento del pil nei paesi occidentali (teoricamente “liberisti”)?

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kry
Scritto il 8 agosto 2013 at 19:35

gainhunter,

Sempre da rischio calcolato si parla che l’italia dall’80 abbia pagato 3100 miliardi € d’interessi. Sulla lombardia da più parti confermano quei dati per cui ora tutti vedono le luci in fondo al tunnel senza pensare che potrebbe essere una crescita a W.

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gainhunter
Scritto il 8 agosto 2013 at 20:05

kry@finanza,

Certo, ma allora si poteva stampare e gli anni ’70 e ’80 oltre agli anni del boom sono stati gli anni del disastro della pubblica amministrazione e dei tassi alti. In pratica è lì che si sono giocati il futuro, cioè il nostro presente, perchè una volta entrati nell’euro con un debito così alto i margini per un ulteriore indebitamento a tassi bassi erano veramente ridotti (al contrario degli altri paesi che infatti hanno potuto sfruttare l’occasione dei bassi tassi e hanno letteralmente lievitato sia debito sia debito/pil facendo quegli investimenti che l’Italia non ha potuto fare). Come spesso accade, quello che appare un vantaggio ha anche un’altra faccia nascosta.
Daniel Gros lo ignora (o finge di ignorarlo).

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