YUAN cinese: siamo solo all’inizio (e il Giappone se ne accorgerà)

Scritto il alle 23:16 da Danilo DT

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Il mercato ha preso paura per la svalutazione dello Yuan cinese di cui abbiamo parlato copiosamente la settimana scorsa. In questi giorni di ferie, ho provato a buttare un occhio a destra e manca per cercare di capire cosa poteva portare questa svalutazione ma soprattutto DOVE poteva arrivare. Gli analisti parlavano di un rischio -10%. Nei grafici che vi ho postato nei giorni scorsi, avete avuto modo di vedere che per certi versi un -10% non sarebbe nemmeno un sacrilegio.
La realtà è molto semplice. Lo yuan cinese ( o se preferite il renminbi) è una valuta dannatamente cara. La grande certezza è che la PBoC ha una potenzialità di azione (come già ricordato) notevole ed è pronta ad agire con qualunque mezzo al fine di mantenere la crescita economica cinese a ritmi pari al 7-7,5%, anche se forse stavolta ha agito in modo un po’ sprovveduto e confusionario, isto che poi ha dovuto intervenire addirittura a “favore” dello Yuan per combattere una speculazione che si stava facendo troppo invasiva.
Come ci ricorda Paolo Savona: 

valuta-cinese-yuan(…) non è facile prevedere quali possano essere le conseguenze della decisione cinese di svalutare il renmimbi muovendo da un surplus della propria bilancia estera che suggerirebbe di fare il contrario, per giunta praticando un anomalo crawling peg (aggiustamento del cambio) a ritmi “quotidiani”; ma è certo che queste decisioni approfondiranno i difetti dell’architettura monetaria e valutaria internazionale che permettono ai paesi o aree in forte avanzo di bilancia estera (Cina, Giappone, Germania/eurosistema, paesi produttori di petrolio) di mantenere una domanda interna in condizioni deflazionistiche per lo sviluppo globale e di continuare a esercitare pressioni per una redistribuzione del commercio internazionale attraverso l’alterazione delle parità monetarie.
Non sembra, almeno per ora, che i leader mondiali lo capiscano e, lo ripetiamo, se lo capiscono, non intendono provvedere perché schiavi delle idee di economisti morti o di interessi sempre più vivi del grande capitale denazionalizzato, privo di una patria. Ci siamo illusi che la sovranità fosse stata sottratta dal popolo ai sovrani, ma questi, sotto spoglie economico-finanziarie, se la sono ripresa. Siamo di fronte agli alti e bassi di un ciclo vichiano o a una vera “fine della storia”? Lo capiremo presto.

Schiavi del sistema? Ebbene si. Ma lo diciamo da quanto tempo? Intanto però la mossa cinese avrà ripercussioni su tutto il sistema economico mondiale. USA, Europeo ma anche e soprattutto asiatico, proprio perché sono i paesi limitrofi a trovarsi in difficoltà dalle mosse cinesi. Prendiamo ad esempio il Giappone, citato anche in un magistrale commento di Surfer: 

Japan’s economy shrank at an annualized pace of 1.6 percent in April-June as exports slumped and consumers cut back spending, adding pressure on Prime Minister Shinzo Abe to step up his policy drive to lift the economy out of decades of deflation.
China’s economic slowdown and its impact on its Asian neighbors has also heightened the chance that any rebound in growth in July-September will be modest, analysts say.
The gloomy data adds to signs that Japan’s economy is at a standstill and heightens pressure on policymakers to offer additional monetary or fiscal stimulus later this year.
The contraction in gross domestic product (GDP) compared with a median market forecast of a 1.9 percent fall and followed a revised expansion of 4.5 percent in the first quarter, Cabinet Office data showed on Monday. (Source) 

Come sottovalutare il Giappone? Un’economia che ha fatto sforzi notevoli, che con l’Abenomics ha “sperimentato” una politica monetaria spavalda ed ultraespansiva, che oggi si ritrova in forte difficoltà e che con la svalutazione dello Yuan subirà un’ulteriore frenata.

Pensate che dal 2005 lo Yuan cinese si è rivalutato del 55%. Cosa sarà mai quindi un -10% in un quadro di “crawling PEG” (rivalutazione progressiva) deciso a tavolino? Il PEG rappresenta una forzatura e la storia insegna che prima o poi queste forzature si pagano. Immaginatevi poi se la FED decide persino di alzare i tassi… Harakiri allo stato puro…

Intanto però la Cina prosegue per la sua strada. La liberalizzazione del cambio, con l’obiettivo di far entrare “di diritto” lo Yuan tra le “valute riserva” porterà per forza ad ulteriori svalutazioni. Ma questi movimenti monetari avranno conseguenze che ad oggi non è facile prevedere con esattezza, anche perché bisognerà vedere le eventuali contromosse degli altri stati in questa sorta di guerra valutaria. Prevedibile quindi, da qui alla fine dell’anno , un’ulteriore svalutazione del 6-7% con un target quindi che si avvicinerà al famoso 10%. Ma poi attenzione che la svalutazione potrebbe anche non fermarsi li.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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11 commenti Commenta
7voice
Scritto il 18 Agosto 2015 at 10:01

come al solito sti cinesi sanno solo scopiazzare a destra e manca !non sono meglio degli altri, ma quale locomotiva mondiale ?! LA FINISSERO CON LA FESSERIA DELLA CRESCITA ! LA CRESCITA è SOLO UNA TRUFFA CONTINUATA A DANNO DEI PIU’ DEBOLI ! LE MULTINAZIONALI VANNO AFFOSSATE , IL MALE STA’ TUTTO DENTRO A QUESTE GRANDI MANGIATOIE STRAPIENI DI MISCELE VARIE !

nervifrank
Scritto il 18 Agosto 2015 at 11:27

Che bello dopo tanto tempo vedere un commento del mitico Settevoci!

Scritto il 18 Agosto 2015 at 13:26

PAY ATTENTION
to this RELEASE just below – that We must monitor closely over the next two put [ie, July and August 2015 – To be continued, the next months (September and October 2015), so!].

_§_ U.S. Department of the Treasury (Federal Reserve Board, with, the), “Major foreign holders of U.S. treasury securities, in billions of dollars: June 2014 – June 2015” – August 17, 2015

Surfer © サーファー [DT! Ti ringrazio per la cortese citazione in questo Tuo Topic, gentilissiMo – come sempre; ma voglio sottolineare che trovarMi di leggere anche il Sig. Savona, non Mi fa – o ha fatto – piacere. Surfer N_O_N ha nulla a che spartire con questo Signore. Scrivo solo, perchè non voglio crearTi dei problemi, che il Savona fa parte della stessa “corrente” (“MANGERECCIA”) del Sig. Aletta: “tutte chiacchiere e distintivo” (ossia, EMERITI P_A_T_A_C_C_A_R_I – con la compiacenza di scribacchini e di Editori compiacenti, molto spesso “inseriti” o – in molti casi – Loro Amici). SPERO DI ESSERE STATO CHIARO! Un caro saluto]

gainhunter
Scritto il 18 Agosto 2015 at 22:50

E se questa svalutazione dello Yuan portasse benefici invece che danni? Mi spiego.
Quanto le imprese cinesi sono concorrenti oggi delle imprese dei paesi sviluppati? Una volta sì, erano concorrenti in alcuni settori, ma ora le imprese di questi settori sono state sostituite da imprese cinesi o hanno delocalizzato in Cina. Quindi a chi fanno concorrenza OGGI i Cinesi, ormai?
Al contrario, la svalutazione dello Yuan permette alle imprese che comprano componenti dalla Cina di aumentare i profitti, oppure di abbassare i prezzi non più facendo leva sulla repressione salariale interna, per cui potrebbe esserci (grazie anche al ribasso del petrolio e alla deflazione globale) un “aggiustamento” dei prezzi dei prodotti al livello degli stipendi, già ribassati; di conseguenza più gente potrà ri-permettersi certi acquisti, e la domanda potrebbe aumentare.
Un altro effetto/obiettivo della svalutazione cinese è di far aumentare i prezzi dei prodotti esteri per sostenere la produzione interna. Questo va sì a danno delle esportazioni di certi paesi (J, D, ecc.), riducendo la loro “crescita” economica, ma non è detto che sia poi così negativo, perchè una crescita economica basata principalmente sulle esportazioni non è una crescita molto sana, se va a scapito della crescita interna (che è quello che sta succedendo). In altre parole, non è pensabile (per es. per la Germania) che per avere crescita economica si debba puntare a vendere più BMW in Cina: che razza di mondo economico è questo? Bisogna puntare a crescere all’interno. E se dopo aver deflazionato al proprio interno si avrà deflazione reale dei beni provenienti dall’estero, questo per me vuol dire raggiungere un nuovo equilibrio.
D’altra parte è l’effetto della guerra valutaria: c’è chi fa svalutazione interna e chi fa svalutazione monetaria, prima o poi un riequilibrio è necessario; chi pensava di poter stare in piedi con la domanda cinese ha fatto male i suoi conti.
Fine elucubrazioni mentali.
P.S.: Buone ferie, Danilo

Scritto il 19 Agosto 2015 at 00:16

1. Ministry of Finance Japan (MOF, Japanese Government Bonds, Data, Central Government Debt “Outstanding Government Bonds and Borrowings”, the), “Central Government Debt (as of June 30, 2015) – ¥ 100 mln” – August 10, 2015

2. Ministry of Finance Japan (MOF, International Policy, Statistics, the), “International Transactions in Securities, weekly: July 5 – August 8, 2015; based on reports from designated major Investors – ¥ 100 mln” – August 13, 2015

Surfer © サーファー [Gainhunter, i Cinesi stanno andando a ramengo o a carpioni (come gl’infanti). Un pò. Hanno un'”economia” ancora (troppo) regolata, oltre che essere in “via di sviluppo” (nessun parametro reale e di riferimento con le altre economie – passate e/o presenti). L’unica “variabile” su cui potevano/possono lavorare/manovrare è l’export – visto che sul resto, non sanno (o non vogliono) metterci le mani o le forbici e/o il cervello: consumi interni nada da incentivare ormai, con i tassi di risparmio e di fuga, sempre, più in aumento; NPLs e debiti delle banche elevati; investimenti saturi e stra-pianificati ed ora anche al ribasso su tutto il territorio nazionale, per la crisi delle amministrazioni locali (non pagano più; con conseguente discriminazione, a livello di lavori e commesse, in primis, per gli Stranieri – che hanno iniziato a togliere le tende, già da dicembre 2013, in-fatti!); livelli salariali già alti. Vediamo come affrontano questo passaggio – storico: si “devono allenare”, come facevano secoli fa, con i cavalli. Ciao! – Ps: considera poi/soprattutto che non si fidano, da sempre, di chi gli da dei “consigli disinteressati”; questo “atteggiamento” l’ostentano anche fra Loro stessi (dicesi: “farsi i cazzi Loro” – Basta osservarLi, attentamente!). RICIAO!]

gianco
Scritto il 19 Agosto 2015 at 07:08

Un saluto particolare a 7coci , è davvero tanto che aspettavo il giorno di poter confermare una cosa che aveva detto molto tempo fa , e che tanti gli dettero contro . Tutti ben documentati e certi di contraddirlo . Ero un pochino scettico anch’io pur avendo letto altre informazioni che portavano vicino al suo consiglio . Ben sentito 7voci , mi fa piacere ricordarti e sarebbe bello sentirti ancora

gainhunter
Scritto il 19 Agosto 2015 at 07:48

@finanza,
Ciao Surfer, grazie. E buone nuotate notturne 🙂

gainhunter
Scritto il 19 Agosto 2015 at 07:53

gainhunter,
OT: Ma ‘sta nuova formattazione dei commenti fa un po’ cilecca:
– immagini e testo affiancati che fanno casino
– le faccine messe in un certo punto che finiscono all’inizio della riga
– la finestra del commento che va allargata a mano
Mi sa che l’ha concepita qualcuno che non commenta mai… e che spero legga.

gianco
Scritto il 19 Agosto 2015 at 07:54

gainhunter,

gainhunter NON sono d’accordo , scusami ma il punto tuo di vista mi sembra molto lontano . Le cose complicate e poco chiare di solito le vedo in maniera molto semplice e le trovo più coerenti . Una volta , i popoli , per ingrandire e arricchirsi dovevano fare guerra e imbracciare spade e scudi . La conquista del territorio , dell’economia , dei valori e delle ricchezze costava molto sangue , con aggiunta di problemi gestionali , sociali , disciplinari e morali .
Oggi la guerra si svolge a livello economico , non c’è bisogno di uccidere per diventare ricchi , e il gioco furbo e truffaldino dell’economia è legale .
Hai fatto l’esempio della Germania , io te ne faccio un altro : immagina due paesi vicini , uno di tutti anziani pensionati e l’atro tutto di giovani lavoratori , elettricisti , muratori , falegnami , meccanici ecc . Quando nel paese dei pensionati si bruciano le lampadine , si rompe il tubo dell’acqua , devi costruire una casa , devi curare le tue malattie , dove vanno a finire i soldi ?
La Cina con il suo inizio economico di copia/incolla , nonostante i prodotti scadenti , nocivi e semplicemente per il costo basso estremamente concorrenziale , non solo ha continuato ma produce sempre meglio e anche per rinomate aziende che attaccano l’etichetta .
Quindi la cosa preoccupante attuale di fondamentale importanza è il mondo del lavoro . E’ l’anello più importante che sostiene uno stato , anche coloro che ciucciano dalla tetta come gli incompetenti dei politici , venditori di parole per ottenere il loro sicuro e lauto stipendio e pensione per 4 generazioni .
Chi lavora porta a casa i soldi , e da qui si comincia a vedere quali paesi crescono e quali scenderanno . Poi abbiamo sfortunatamente un periodo storico ravvicinato di forte variazione economica che agli inizi non si pensava e che DOBBIAMO confrontare ricordandoci come eravamo prima e come siamo adesso . Prosegui immaginando che non entrano più soldi . . .
E’ chiaro che oltre al mondo piccolo dell’economia c’è sotto un mondo grande di manovre economiche che ogni stato studia per accapparrarsi i profitti . E questo fa variare volontariamente anche le situazioni di paesi come la Cina , che se continua a lavorare più degli altri , diventa dominante .

gainhunter
Scritto il 19 Agosto 2015 at 22:42

gianco@finanza,
Premetto che la mia è un’ipotesi, nemmeno tanto ragionata, un pensiero che mi è passato per la testa, quindi non è una ferma convinzione, solo un’idea. E ti ringrazio per il tuo parere.
Concordo con te sulla guerra economica più subdola di quella old style, sul problema demografico dei paesi sviluppati, sul lavoro come spina dorsale dell’economia, e anche sul pericolo che la Cina continui a conquistare quote di mercato nella produzione globale.
La mia osservazione è questa: nel corso degli ultimi 15 anni siamo passati dalla crescita al rallentamento alla recessione alla deflazione; prima o poi il ciclo dovrà ripartire, non so quando, tra anni o decenni. E la domanda è: come si passa dalla deflazione alla crescita? Quali sono i fattori che possono far invertire il ciclo economico, in particolare nella situazione specifica in cui ci troviamo?
Da qui è nata l’ipotesi, grazie allo spunto dell’ulteriore deflazione esportata dalla Cina all’occidente in seguito alla svalutazione dello Yuan: guardando a noi occidentali/europei la deflazione importata si aggiunge alla deflazione già presente e dovuta al contenimento dei redditi (si guadagna meno -> si spende meno).
Se ora chi produce in Cina o compra dalla Cina e vende da noi fa dei buoni profitti, con la svalutazione dello Yuan o mantiene i prezzi stabili e quindi aumenta i profitti oppure può decidere di diminuire i prezzi per vendere di più: in questo caso i redditi reali aumenterebbero, e quindi anche la domanda. Questo è il meccanismo che secondo la mia ipotesi potrebbe far ripartire il ciclo economico.
In questo meccanismo c’è un fattore che gioca contro, che giustamente tu hai evidenziato, e cioè che la loro (e la nostra) situazione demografica e i loro miglioramenti qualitativi creerebbero ulteriore disoccupazione in occidente, quindi ulteriore compressione dei salari e riduzione della domanda. La mia domanda è: ma quanta occupazione può ancora “portare via” all’occidente la Cina? Io non so dare una risposta, ma i fattori che possono giocare contro la Cina sono diversi, ma soprattutto questi 2:
– i suoi problemi interni
– il mercato interno cinese sarà meno aggredibile dalle esportazioni occidentali, quindi le conseguenti maggiori difficoltà economiche dei paesi occidentali potrebbero portare questi ultimi a maggiori misure protezioniste o a maggiori interventi per la crescita domestica (sostenimento della domanda interna, una volta capito che non possono basarsi su quella cinese)
Ripeto, sono ipotesi, sto cercando di capire come può formarsi il “pavimento” da cui possa ripartire il ciclo economico.

gianco
Scritto il 20 Agosto 2015 at 14:34

gainhunter,

gainhunter,

gainhunter,

gainhunter,

gainhunter,

gainhunter ti ringrazio della risposta e apprezzo la tua considerazione , ho cercato di approfondire i tuoi punti di vista che non sono sbagliati . Credo che però attualmente le necessità siano più rudi della correttezza e francamente l’epoca che viviamo cresce di fantasia e di mascherazione . La povera onestà non vale niente contro i ricchi disonesti , e pensa che io sono un lottatore forte e di insegnamento genitoriale ferreo per ciò che deve essere la correttezza . Comunque in sintesi si deve tenere riferimento a ciò che è naturale e nascosta tendenza . Le banche ce la contano , i politici la raccontano , gli stati predicono fratellanza , ma in sintesi si muove tutto sul profitto . Anche la salute . Poi possiamo correlare di grafici , macro , notizie , acquisti , MACD , e tante altre rappresentazioni , che SI , sono una indicazione utile , ma per quanto riguarda il presente !
Quindi se parliamo di adesso , in termine di lustro , possiamo ricorrere a riferimenti comunicativi attuali , ma se vogliamo guardare un pò più avanti a come andrà a finire , dobbiamo guardare la storia e ancora nasconderci delle cose .
Così come sta andando adesso non va bene ! Se è chiaro ed accettato seriamente questo , seriamente si dovrebbe farne tesoro e muovere le cose . Ma non si muovono le cose per migliorare , si muovono per peggiorare , quindi . . . . .
Noi siamo tra i paesi che poco per volta perdono il lavoro , ed è tutto detto .
Un esempio: discussione che ebbi nel 2005 con un cittadino italiano che mi contrastò decisamente ad una cena di lavoro ( ce ne sono stati altri “amici” dopo, per altre cose , non ti dico come loro sono adesso ) comunque con quel tizio del 2005 dissi che la povertà da noi era già giunta a 3,4 milioni di effettivamente poveri senza reddito , e che continuava a crescere . Oggi siamo più 7,815 milioni . Si forse un giorno si fermerà tutto questo e ripartirà l’economia . Ma come può ripartire se chi ha governato ha pensato di creare lavoro inutile anzichè progredire agli sviluppi economici ? Prova ad immaginare che un politico voglia costruire una torre di Babele per arrivare alla luna . Sai quanto lavoro viene fuori ? Ma cosa rende ? Che sviluppo dà ? Prova a pensare quanti uffici sono nati con direttore , impiegata , computer e stampante , per la difesa delle libellule . . . . . Tutta quella gente la paghiamo noi , ma loro non hanno pensato ad un’attivita che renda beneficio allo stato Italiano . Quindi , voti , posizione , e stipendio a loro assicurato .
Ritorno al discorso Cina , se lei lavora più di noi , noi moriremo , per tanto grandi e forti che siamo . Basta guardare cosa è successo e succede a casa nostra .
Per la tempistica e soprattutto ( più grave ) per la reazione , in una situazione famigliare ci si muove prima , per una situazione comunale ci vuole qualche giorno , regionale qualche mese ,e così via fino al nazionale . Sai , manca il alvoro e le cose tirate a lungo rendono prospettive per gli uffici . Tutto ciò che vediamo ancora stabile è la rimanenza del declino che sta continuando , in parte ci illude , ma dall’altra è come fermare la Terra . Gira piano , ma prima che la fermi e la fai ripartire , ce ne vogliono di astronavi . . . . . .
Scusami in dilungo e il modo , che dentro è collaborativo , speriamo che qualcuno faccia casino da muovere se no . . . . . .

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