THE BIG CRISIS #8: caccia al rendimento con rovescio della medaglia

Scritto il alle 08:55 da Danilo DT

Un nuovo caso Madoff alle porte? La questione è molto più complessa di quanto possiamo immaginare. Altri fondi ed hedge funds nel mirino, e tra i tanti anche i prodotti H2O, compreso il Multibonds

Quando arrivano le correzioni, ancor più se violente ed inattese, portano sempre a delle conseguenze sistemiche. Soprattutto se poi lo spesso sistema finanziario era con l’acceleratore pigiato al massimo alla ricerca della performance.
Si, perché tutti erano alla ricerca del rendimento, tutti andavano a caccia di qualsiasi cosa purchè potesse portare Alpha all’investitore.
Peccato che tutto ha un rovescio della medaglia e quando il mercato ti coglie di sorpresa, il castello di sabbia crolla.

Immaginate tutto l’universo di quei nuovi fondi, prodotti o hedge funds creati negli ultimi anni con rischi intrinsechi decisamente elevati ma che, in un contesto di mercato a bassa volatilità, figuravano come “apparentemente tranquilli”.
Tra questi ci sono anche fondi quotati in Italia e normalmente distribuiti sulle nostre reti.
Il caso H2O non deve e non vuole essere uno stato di accusa, ma semplicemente un “caso scuola”.
Già mesi fa la società era stata molto chiacchierata… Ma la società si era difesa parlando di “frenesia mediatica”. Qui siamo nel 2019.

L’amministratore delegato di Natixis Investment Managers, Jean Raby (in foto sopra), in occasione del forum Citywire Berlin 2019 è intervenuto sul caso H2O (boutique del gruppo, ndr), che ha caratterizzato l’agosto finanziario dei consulenti finanziari e private banker di mezza Europa.
“Si è trattato di un caso di frenesia mediatica (‘media frenzy’ in inglese) e non un reale problema di liquidità dei fondi” ha commentato in occasione della tavola rotonda Ceo Tapes Live.
“Se è vero che ci sono stati significativi richiami di capitale da parte degli investitori dovute al clamore mediatico” ha proseguito Raby sulla boutique guidata da Bruno Crastes (in foto sotto), “è evidente a tutti come la liquidità sia stata mantenuta nonostante i deflussi. Penso che questo rappresenti una dimostrazione empirica dell’assenza di reale problemi di liquidabilità delle posizioni dei fondi”. [Source] 

Passano i mesi ed i mercati cambiano pelle. Indovinate cosa succede….

(…) H2O Asset Management (boutique di investimenti del gruppo Natixis) ha inviato ai clienti una nota di mercato, datata 9 marzo, per avvertirli del fatto che i loro fondi stanno registrando perdite “sorprendentemente ampie”, come conseguenza dell’impatto della volatilità di mercato degli ultimi giorni su obbligazionario e valutario. Lo scrive il Financial Times.
La boutique ha riportato deflussi monetari pari a 8 miliardi di euro lo scorso anno in seguito allo scandalo dei bond illiquidi collegati al controverso finanziere Lars Windhorst. Alla fine dello scorso anno aveva asset pari a 30 miliardi di euro.
Le posizioni di H2O più colpite dalle recenti fluttuazioni di mercati sono quelle short sul Treasury Usa e quelle lunghe sui governativi italiani.
H2O non ha commentato, ma, anche prima del recente tumulto di mercato, il fondo bandiera Multibond da 4,3 miliardi di euro ha lasciato sul terreno in un mese il 25% e il suo ritorno è negativo se calcolato sull’anno passato, spazzando via un guadagno del 35%. (…) [Source] 

Short su US Treasury e Long di BTP. Si lavora di spread, peccato che poi quando il mercato gira…sono cavoli amari. Prendetevi il bilancio del Multibonds di H20. Troverete queste posizioni all’esasperazione, con opzioni e derivati OTC oggi illiquidi e quindi… in questo contesto di mercato, diventano un problema.

Qui stiamo parlando di un imminente problema per una delle società più importanti d’Europa a livello di risparmio gestito. Non voglio parlare di un nuovo “caso Madoff” ma di certo qualche problemino salterà fuori.

Ma non illudiamoci, H20 non sarà un caso isolato. Ci saranno molti hedge funds, più tanti altri fondi che hanno esagerato andando a cercare performance, con prodotti illiquidi che prima regalavano qualche centesimo in più a livello di performance, ma che poi, come detto, hanno anche effetti collaterali.
In ambito di hedge funds, non ditemi invece che il crollo del petrolio dello scorso week end con un gap di circa 30% non ha fatto delle vittime. Non ci credo.

E come questi casi che vi ho accennato, ce ne saranno anche altri. Come non citare i titoli High Yield, e non solo quelli energetici di cui vi ho parlato QUI. Il mondo High Yield  che solo in USA vale 1.340 miliardi di dollari (su un totale di 2.500 miliardi di obbligazioni aziendali Usa).

E poi i paesi emergenti. Il Libano è finito in default lunedì, per non essere riuscito a rimborsare un bond. Venezuela e Argentina sono in agonia da tempo. Ma anche Paesi come Zimbabwe, Zambia, Congo. Se questi sono i soggetti a rischio, il perdurare dell’emergenza potrebbe portare nel calderone anche altri.

 

Infine la Cina. Ora sembra riprendersi ma occorre ricordare che a Pechino il debito aziendale è pari al 156% del Pil. Lo Stato in Cina è forte (la Banca centrale ha 3mila miliardi di dollari di riserve valutarie) e molte imprese sono statali, ma i default aumentano. Riuscirà anche oggi la Cina a passare indenne questa straordinaria crisi legata al CoronaVirus?

Sono gli effetti collaterali di un mercato portato all’esasperazione.
MA sia ben chiaro, le banche centrali sono le prime colpevoli e quindi complici di questa imminente catastrofe. E’ grazie alla loro straordinaria volontà di portare allentamenti monetari e liquidità (tanti soldi poi passati alla finanza e tassi negativi) a “costringere” molti investitori ad “esagerare” con l’esposizione al rischio.
Storia molto complessa e che merita degli approfondimenti.

Ma non temete. Torneremo sull’argomento. Ne sono certo.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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1 commento Commenta
john_ludd
Scritto il 12 marzo 2020 at 14:33

Rendimenti, capitale, non varranno nulla senza persone come il Dottor Roberto Stella, era il presidente dei medici di Varese. Le sue ultime parole: «Siamo qui per lavorare e combattere». Aveva 67 anni, aveva deciso di assistere fino all’ultimo tutti i suoi pazienti. Se tra 6 mesi sarete ancora vivi lo dovrete a uomini così. Piantiamola TUTTI QUANTI di scrivere cazzate su denaro e assimilati e chiniamo tutti la testa davanti a UOMINI come questo. Mi sento un verme al confronto.

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