SCENARI di RIPRESA e RISCHIO INFLAZIONE

Scritto il alle 10:00 da Danilo DT

E’ chiaro che di incertezze ce ne siano tante in questo momento, innanzitutto perché risulta ancora impossibile quantificare gli effetti del Covid-19 sul tessuto economico, la sua durata e poi le sue ripercussioni sul futuro.
Ma una cosa pare certa. Tutto il sistema si è mosso in modo coeso a favore della lotta al Coronavirus finanziario. Si, perché il virus alla fine non è solo un problema medico ma anche economico-finanziario e questo credo sia noto a chiunque.

La soluzione? Al momento si sintetizza con un’unica parola: liquidità. Liquidità come se non ci fosse un domani. Sapendo che un domani ci sarà, che si sta facendo il possibile per renderlo meno pesante ma pur sempre con tante incognite.
Anche perché la liquidità si ottiene da cosa? Dagli acquisti delle banche centrali, dal deficit pubblico, dalla monetizzazione del debito.

Una monetizzazione del debito che però (come sapevamo già fin dall’inizio) non è sufficiente. E difatti ieri sera il buon Powell ce l’ha ricordato facendo crollare il castello di carta che illudeva il mercato.

(…) Le dichiarazioni del presidente non hanno nascosto le sue preoccupazioni sullo stato di salute degli USA. Anche l’economia americana, così come quella del Vecchio Continente, è stata travolta dal coronavirus. Per la piena ripresa, però, non sarà sufficiente aspettare il 2021: potrebbero volerci alcuni anni, per dirla con le stesse parole di Powell. Per tornare sulla retta via, insomma, occorrerà più tempo del previsto. In questa situazione non serviranno a molto i tassi di interesse negativi, ai quali il governatore ha letteralmente chiuso le porte in faccia. Essi, infatti, potrebbero risultare poco efficaci e potrebbero altresì avere ripercussioni sugli istituti di credito. Una situazione già complessa, alla quale non gioveranno certamente i prossimi dati sul mercato del lavoro. (…) I commenti di Powell, che ha parlato di un outlook molto incerto per gli Stati Uniti, sono giunti poco dopo le dichiarazioni di Antony Fauci, che ha frenato sulla riapertura degli USA ancora alle prese con l’emergenza. I mercati hanno risentito profondamente di questo clima incerto. (…) [Source] 

Ci sono quindi due argomenti da ragionare:

– Il tipo di ripresa a cui assisteremo
– Le conseguenze della monetizzazione del debito e della politica monetaria in generale (che come detto sopra, potrebbe anche di ventare più aggressiva)

Partiamo dal primo tassello.
Il grafico ve lo ripropongo (visto che l’ho pubblicato ieri)

GDP RECOVERY SCENARIO

In questo grafico, vengono analizzati i vari tipi di scenario di ripresa a cui potremmo assistere. Scenario a V (che per certi versi significa “abbiamo scherzato”), scenario a U (già più credibile perchè include una fase laterale ma non troppo credibile, perchè il Covid lascia non pochi strascichi), scenario a L (quello peggiore dove ci vorrà molto tempo prima di ripartire) e poi manca lo scenario a W (con falsa partenza, non lo escluderei vista la mole di debito generato) ed infine quello che io considero il più probabile (PARERE PERSONALE sia ben chiaro). Uno scenario che per essere descritto, bisogna fare una citazione

Vi dice qualcosa questo “baffo”? Quindi sicuramente NON a V, vicino al W e simile ad una U allungata sulla coda di destra.
Ma attenzione, tutto questo avviene in un contesto dove la liquidità non mancherà di certo, quantomeno a livello teorico, visto che purtroppo molto del denaro “creato” non finirà nell’economia reale ma tornerà (guarda caso) nella finanza.

Per molti però, questo eccesso di liquidità potrebbe portare non poche conseguenze sui mercati. Non stiamo parlando di tassi sempre più negativi, o di QE su tutto quello che si muove, ma di rischio inflazione.Ma nel concreto esiste un rischio iperinflazione?

(…) Con un forte declino dell’attivita’ economica e’ da mettere in conto che l’inflazione possa scendere ulteriormente rispetto a circa l’1% che avevamo prima della crisi del covid 19 e c’e’ il rischio che possa anche cadere in territorio negativo”. Lo ha detto il capo economista della Bce Philip Lane parlando a un evento organizzato dall’universita’ di Amsterdam. (…) [Source

Il rallentamento economico, assieme al crollo del prezzo del petrolio, di certo non sono amici dell’ iperinflazione. Quanto detto sopra da Lane è corretto, ma resta il fatto che di liquidità il mercato ne ha pompata tanta… Però credo che con questo grafico tutti i dubbi vengano fugati. In grafico che rispolvero dopo tanto tempo e che, a dire il vero, ci dice nulla di nuovo da quando l’abbiamo visto in passato.

Signori, DEBT DEFLATION confermata e il grafico mette a nudo tutte le criticità del momento:

– Aumento siderale del debito
– Velocità di circolazione della moneta che dal 2000 incomincia a collassare
– Massa monetaria alle stelle
– E malgrado tutto questo, inflazione sotto i livelli target

Quindi per il momento, confermo il fatto che il problema INFLAZIONE non esiste, e tantomento STAGFLAZIONE. Realistico lo scenario invece di disinflazione, con un evidente rallentamento dei prezzi dovuto al Covid-19.
Nel grafico, per non creare pasticcio, non ho inserito lo SP500. Ma credo possiate immaginare l’effetto di quanto scritto sopra sulla borsa (ed è cosa nota).

E questo scenario ci accompagnerà ancora per un bel po’ di tempo, anche perché è severamente monitorato dalle banche centrali (immaginatevi che succede se la situazione scappa di mano…)

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STAY TUNED!

Danilo DT

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4 commenti Commenta
r.o.i.
Scritto il 14 maggio 2020 at 14:15

…”Quindi per il momento, confermo il fatto che il problema INFLAZIONE non esiste, e tantomento STAGFLAZIONE. Realistico lo scenario invece di disinflazione, con un evidente rallentamento dei prezzi dovuto al Covid-19….”
ciao DT, vorrai perdonare la mia diversa opinione (senza intenti polemici), per quanto attiene alla tipologia ed alla durata, io metterei in evidenza una situazione attuale di stag(de)flation.- Ovvero una possibile situazione determinata dall’effetto combinato dall’incertezza per il futuro economico (alto debito, quindi permanente alto livello di tassazione, pertanto bassa propensione ai consumi, scarsa disponibilità ad intraprendere da parte del sistema, ecc.) e, naturalmente dall’incidenza, del Covid-19, tutte cose cha hai ampiamente sottolineato in passato.-
Non vedo all’orizzonte ipotesi di orientamento da parte dei governi occidentali a metter mano ad una incisiva politica di bilancio (fiscale) anche per la evidente impossibilità, nella fase attuale, di poterla finanziare con una adeguata riduzione della spesa pubblica (salvo qualche non incidente ritocco qua e la negli sprechi),. Quindi almeno per i prossimi due anni e passa……
Ti saluto.-

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omnia_funds
Scritto il 14 maggio 2020 at 14:53

Finalmente uno dei pochi (DT) che mette nero su bianco…come si dice.
Sento parlare sempre più insistentemente, in questo periodo, di ritorno dell’inflazione.. ERESIA pura!!!
Ci sono parecchi VISIONARI in giro!!
Non stò qui a disquisire sulle variabili economiche in quanto DT le ha messe sul piatto.
Cosa interessante invece è la linea “celeste” ovvero la V.C.M. (velocità di circolazione monetaria) vero elemento per giudicare le dinamiche di inflazione. Giudicate voi!!!
Per chi crede il contrario….Buona fortuna!!
Saluti.

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paolo41
Scritto il 14 maggio 2020 at 15:07

in un mercato dove qualsiasi lettura è contornata da fattori altamente volatili e da una epidemia difficilmente controllabile, pensare di indovinare come si muoveranno i mercati mi sembra quasi come sparare al bersaglio con le spalle voltate o cercare di portare la barca in porto guardando la scia. Battute a parte, il dato di oggi sulle richieste di disoccupazione in USA è un dato certo e indica che siamo ancora nella fase negativa del ciclo come ha accennato ieri Powell.
P.s.. Può darsi che il dato odierno sulle richieste di disoccupazione contengano una parte di quelle che non erano riusciti a contabilizzare la settimana precedente, ma il totale continuerà ad aumentare anche la settimana prossima.

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Scritto il 17 maggio 2020 at 16:51

per qualcuno lo “swoosh” era poco professionale. E allora ecco l’alternativa, un grafico dell’ECRI che non cambia il concetto e che rappresenta molto bene un forte crollo, un rimbalzo importante e poi…una più lenta ripresa. La cosa che non possiamo escludere, ovviamente, è una volatilità che qui non si vede.

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