PIGS vs UE: vince chi è più forte

Scritto il alle 10:09 da Danilo DT

Il mercato ha capito, la gente no. Credit Default Swap e salvataggi obbligati.

Il giorno dopo il salvataggio dell’Irlanda, si scopre che il mercato, contro le previsioni, reagisce negativamente subodorando la “crisi Portogallo” e le banche, soprattutto in Italia, scendono ancora. Che il mercato inizi a scommettere su un rischio default sull’Italia? Impossibile a dirsi oggi. Certo è che il mercato guarda avanti. E lo si vede benissimo dalla cursa del CDS di un altro paese, quello che oggi è più nel mirino di tutti dopo il bailout dell’Irlanda, ovvero il Portogallo.
Guardate questo grafico preso da Reuters sintetizza in modo perfetto come il mercato legge il salvataggio dell’Irlanda e soprattutto (essendo il CDS del Portogallo) la previsione sul mercato per il paese della penisola iberica.

Grafico Credit Default Swap Portogallo

CDS Portugal : clicca per ingrandire


Trovate 3 linee. Linea nera: è la curva del CDS del Portogallo ad aprile, prima del bailout greco. Una curva che definirei “tradizionale”, con un rischio default che sale con l’aumento della duration.
Ma guardiamo la curva del CDS portoghese a giugno, la linea verde. Il mercato legge correttamente il fatto che il Portogallo rischia il default negli anni a seguire il 2010 ( 2010-2015) e quindi il rischio default è ben maggiore a breve che non a 10-20 anni.
E ora viene il bello: linea rossa, ovvero quella di oggi. Ma come è che a breve scende per poi salire e poi di nuovo scendere?
Il mercato legge purtroppo molto bene la situazione. Un eventuale salvataggio del Portogallo è, a breve, dato quasi per certo. Ma poi…il rischio default torna ad aumentare perché, si sa, si mette una toppa e non si risolve il problema. Questo il mercato dei Credit Default Swap ha capito la verità che ci spetta. Ma molti si illudono che invece, salvando oggi, si salvi a titoli definitivo.
Intanto però, l’Irlanda sarà salvata. A breve. E la cosa ridicola che, come già detto mille volte, l’Irlanda NON voleva essere salvata, perché farsi salvare, significa dover dipendere da organismi esterni, che ti piloteranno, ti costringeranno a cedere tutto quanto hai creato in tanti anni, tipo regime fiscale privilegiato, tanto per fare un esempio. E’ l’ennesimo atto di forza di chi è più forte, e l’Irlanda non ha oggi numeri sufficienti per difendersi. E’ stato un passo obbligato, ma forzato. E con il Portogallo accadrà la stessa cosa. E poi…speriamo finisca così. L’Italia non è grazie a Dio l’Irlanda, e il Portogallo è ancora di meno a livello di peso politico -economico. Forse non saremo colonizzati, ma se le cose dovessero incrinarsi ulteriormente è un passo che non si può escludere a priori.
Incrociamo le dita, non dimentichiamo che la speculazione può fare danni inimmaginabili anche quanto “il fatto non sussiste”. O come nel caso dell’Irlanda, non c’è l’emergenza.

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DT

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16 commenti Commenta
recarpe
Scritto il 23 novembre 2010 at 10:30

“Tanto tuonò che piovve”… Il fatto odierno dell’Irlanda si può leggere anche come un’ulteriore conferma che l’autore di “Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale” Marcello Pamio ha scritto a pag.35 nel capitolo dedicato al Fondo Monetario Internazionale: …” Il FMI, in definitiva, supervisiona le politiche monetarie dei paesi aderenti e fa rispettare il codice dello satuto. Nel caso però che venga concesso un prestito, il Paese debitore è costretto a limitare le proprie spese pubbliche fondamentali come la sanità e l’istruzione, a privatizzare e/o chiudere le aziende statali eliminando o riducendo notevolmente l’assistenzialismo alle persone più bisognose:ciò che sta avvenendo oggi inquasi ogni stato industrializzato!”…. :x

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Scritto il 23 novembre 2010 at 10:35

recarpe@finanza,

Risposta esatta. E se ci pensi bene, tutto questo significa drammatico arretramento. Lo sosteniamo da tempo, ma il mercato lo sottovaluta cloamorosamenteo. La coperta ormai non è più corta, è cortissima.
E qui mi fermo.

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miko
Scritto il 23 novembre 2010 at 10:37

Ciao DT,

Secondo te non sarebbe meglio che l’Italia uscisse dall’euro. O che almeno lo minacciasse per avere un pò di peso politico su i tedeschi?

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2010 at 12:23

Non vedo come l’Italia possa passare indenne in tutto questo visto che al momento i nostri politici litigano addirittura sul simbolo AHAHAHAHA
Pazzesco siamo messi peggio dell’asilo Mariuccia. Se cade il governo sono curioso di vedere la percentuale di affluenza al voto.
Comunque Tremmy sarà sempre convinto che l’Italia sia parte della soluzione (anche se le banche continuano a scendere), e se lo dice lui..

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2010 at 12:28

:mrgreen: Non oso immaginare dove sarebbero oggi le borse senza l’intervento di “Qualcuno” o forse di chi una volta si è proclamato “Dio”. :mrgreen:

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2010 at 12:46

Stavo leggendo e nel mentre ridevo.. Ora non so se sia più divertente vedere i mercati tutti colorati di rosso o immaginarsi il cartello “vendesi” sulle filiali bancarie in Irlanda.
———————
Nuova giornata di passione per le banche irlandesi, Honohan mette fuori il cartello vendesi
Finanzaonline.com – 23.11.10/11:16

L’Irlanda appende fuori il cartello vendesi sulle banche del Paese.
———————
Non oso immaginare se uno scenario simile accadesse in Italia. Tremmy che gira per Montecitorio con la scritta “Vendesi” e Silvio che rassicura “Tranquilli ci sono azioni per tutti” AHAHAHAH

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Scritto il 23 novembre 2010 at 13:02

hironibiki@finanza,

Secondo me ti sbagli. Silvio direbbe che quest’anno, per incentivare i consumi , i saldi incominciano prima… :roll: :roll: :mrgreen:
Quindi, italiani, consentitemi, approfittate dell’occasione, e comprate a piene mani…

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:09

Dream Theater: [email protected], Secondo me ti sbagli. Silvio direbbe che quest’anno, per incentivare i consumi , i saldi incominciano prima… Quindi, italiani, consentitemi, approfittate dell’occasione, e comprate a piene mani…  

AHAHAHAHAH hai ragione DT :mrgreen:

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:41

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alfio200
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:48

“””Che il mercato inizi a scommettere su un rischio default sull’Italia?”””

Benetazzo, tempo fa, durante un intervento televisivo, alla domanda “l’Italia è un Titanic che sta affondando?” rispose “è già affondato solo che non ce ne siamo accorti”.

Mi permetto solo di precisare: più che non accorgecene noi, è chi sta in alto (Italia e estero) che non ce lo dice…per ora…

Quando cominceranno a diffondere qualche notizia in proposito, sarà il panico e il caos. Ribadisco la mia opinione: il grande attacco contro l’euro avverrà proprio in Italia. D’altronde, chi (come voi) conosce i metodi della speculazione sa che questa “investe” (in questo caso, allo scoperto) PRIMA che una notizia diventi di dominio pubblico. Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna sono già state “scopertate” da tempo. In Italia lo “scopertamento” è ancora in atto, per questo si tace sulle nostre reali condizioni.

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:55

alfio200@finanza,
Interessante la tua ipotesi!
Benetazzo è un mito secondo me :mrgreen: , posso dire che è stato leggendo i suoi saggi che mi sono appassionato all’economia (e vedendo anche i suoi interventi in DVD).

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alfio200
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:56

E ancora…

avete notato che anche il CAC sta calando niente male? Circolano voci secondo cui la Francia non se la passerebbe poi tanto bene e che i suoi titoli di stato siano decisamente sopravvalutati.

Tra i motivi della crisi francese (pare…dicono…) gli enormi costi della società multirazziale (disoccupati extracomunitari, naturalizzati e non, in aumento esponenziale causa intensa filiazione, che comunque fruiscono delle prestazioni sociali) la cui spesa (pare) si avvicina a quella italiana per il mezzogiorno.

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2010 at 14:13

Secondo me andiamo incontro ad un grande crash economico a livello mondiale, cadranno tutte le economie per effetto domino.

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idleproc
Scritto il 23 novembre 2010 at 20:08

L’obbiettivo sembra essere di guadagnare tempo e favorire lo scarico sociale attraverso ciò che resta degli Sati Nazionali usati come esattori. E’ una situazione in cui si gioca tutto il complesso dei rapporti di forza geopolitici oltre che strettamente finanziari. Non è facile fare previsioni. Come paese abbiamo perso gran parte della nostra autonomia decisionale finanziaria e in politica estera… non è una bella prospettiva. Magnifica analisi di Dream-Theater.
Mi interessano i dati sul tasso di utilizzo della capacita’ produttiva degli impianti industriali negli Usa divisi per settore, mi potreste suggerire qualche link… mi interessa comprendere quali sono i settori a più alto rischio di sovrapproduzione. Grazie.

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mattacchiuz
Scritto il 23 novembre 2010 at 20:27

idleproc@finanza,

domani guardo di fornirti alcuni siti, ma in generale, non esiste praticamente piiù, l’industria statunitense…

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Scritto il 23 novembre 2010 at 20:33

idleproc@finanza,

Benvenuto! :-) Seguiranno altri post, di cui uno già scritto che uscirà domani…

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