La verità sul debito USA (ma non ditelo agli americani!)

Scritto il alle 11:35 da Danilo DT

Non ci crederete ma gli USA sono molto peggio messi dell’Italia. Ecco perché.

Il tormentone del momento è sicuramente legato alla questione DEFAULT USA, che a me fa un po’ sorridere in quanto sono certo che alla fine il compromesso arriverà e il default non ci sarà. Come avete avuto modo di vedere nel post sul DEBT CEILING, gli scenari possibili sono 3.

Molto probabilmente il compromesso porterà agli USA la perdita della tripla A di merito (rating), fattore molto grave per gli USA ma ormai quasi deciso dalle varie agenzie di rating.
Sento dire da più parti che il debito USA è sostenibile, non è paragonabile a quello italiano, e che gli USA restano molto più sicuri del Bel Paese (ITALIA) e così via.
Innanzitutto una mia considerazione. Dire che gli USA falliranno è fuorviante. gli interessi globali sono troppo forti. Far fallire gli USA porterebbe a conseguenze gravissime, buna parte delle quali si scopriranno solo col tempo. Ma è anche errato pensare che gli USA meritino la tripla A di rating.

Tetto del debito a 14.342 miliardi di $, però…



Prendiamo spunto dal GAO (Government Accountability Office) , Washington Post, e The Economist. Tanto per cominciare un accenno alla famosa legge che blocca il debito a quota 14.342 miliardi.

100% del rapporto debito/PIL raggiunto dagli USA? Sulla carta si. Il PIL USA del 2010 è pari a 14.772 miliardi di USD. In realtà, invece no. Infatti, se andiamo a vedere anche tutte le garanzie date su prestiti e agenzie sub-governative, dobbiamo aggiungere a questa cifra anche circa 2.500 miliardi di USD (enti locali) e circa 5.000 miliardi di USD (agenzie che finanziano l’edilizia, vedasi Freddie Mac e Fannie Mae). Fatevi due conti e scoprirete che il rapporto debito/PIL non è proprio del 100%, ma del 144%. Volete che vi faccio un paragone?

Italia: rapporto debito /PIL TUTTO COMPRESO pari a 120%. Se poi guardiamo il deficit/PIL, scopriamo che gli USA sono a -9.40% e l’Italia a -4.60%.

No, la domanda non la voglio fare, perché chiedervi chi è messo meglio tra Italia ed USA, visti questi dati , non è facile dirlo. Da una parte l’evidenza dei numeri, dall’altra i luoghi comuni che spesso ci condizionano la vita.
Gli USA sono più indebitati e hanno un deficit/PIL peggiore. Però sono americani e quindi sono più fighi, hanno la tripla A (che forse ora perderanno) e resteranno sempre un passo avanti a tutti.

Volete che rincaro la dose?
Pronti…
Se poi andiamo ad aggiungere l’indebitamento privato… apriti cielo! Lo stile anglosassone è quello di fare debito per consumare. Lo stile italiano è (o meglio, era) quello di accumulare risparmi.

Ora la domanda però la facciamo… Ma quindi, chi sta meglio tra USA ed Italia?
Sembra incredibile vero?

Però ora la speculazione attacca noi, non gli USA. Restiamo l’anello debole, purtroppo, con un mercato di bond molto liquido e quindi ampiamente adatto per la speculazione. Infatti il BTP è il benchmark per i Club Med Bonds. Abbiamo una classe politica che definirei, per fargli un complimento, tragicomica. Facciamo parte di un progetto colabrodo che si chiama Unione Europea che solo da poche settimane dà qualche segno di coesione (meglio tardi che mai!).
E poi… eddaiiii….Siamo italiani! Solo SOLE, PIZZA, MAFIA E MANDOLINO!!!

Ma forse, politica a parte, forse è meglio esserne orgogliosi. Gli americani ancora non lo hanno capito. Ma stanno ben peggio di noi.

NOTA CHE COMPLETA IL POST

Tanto per fare due conti, Mr. Smith ha sulla sua capoccia un debito pari a circa 70.000 $ (debito pubblico diviso per abitanti), circa il doppio di quanto ha sulla testa il Signor Rossi.
Questo dato NON deve esseere trascurato, anche in virtù del fatto che il Signor Rossi ha poi però qualcosina da parte, mentre invece Mr. Smith ha ancora tutti i suoi debiti rpivati.

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
andrea.mensa
Scritto il 29 luglio 2011 at 11:50

c..zo, DT, ma hai sbirciato mentre scrivevo sull’altro post ?
guarda l’ora e vedrai se non è giustificato questo sospetto, oppure stiamo entrando in sintonia col pensiero ?

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84leonardo
Scritto il 29 luglio 2011 at 11:51

Volevo chiederti. Secondo te quali saranno le conseguenze sul dollaro di un downgrade?

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Scritto il 29 luglio 2011 at 12:16

andrea.mensa@finanza,

Hehehe… in realtà il post l’ho scritto ieri pomeriggio e l’ho pubblicato stamattina per dargli più visibilità (rischiando che nella notet arrivasse l’accordo, ma è andata bene così).
:-D

84leonardo@finanza,

guarda il post di stanotte sui 3 scenari del debt ceiling. E’ tutto scritto lì.

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Scritto il 29 luglio 2011 at 12:20

NOTA CHE COMPLETA IL POST

Tanto per fare due conti, Mr. Smith ha sulla sua capoccia un debito pari a circa 70.000 $, circa il doppi di quanto ha sulla testa il Signor Rossi.
Questo dato NON deve esseere trascurato, anche in virtù del fatto che il Signor Rossi ha poi però qualcosina da parte, mentre invece Mr. Smith ha ancora tutti i suoi debiti.

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aquilifer
Scritto il 29 luglio 2011 at 12:23

finalmente il comex non e piu il monopolista ,in cina i piccoli investitori che vorranno aprire posizioni sull oro sono benvenuti ,
questi si che sono traguardi storici ,
quelli del comex devono subbire e arrivato il loro momento , cioe la concorrenza

http://www.rischiocalcolato.it/2011/05/oggi-ha-aperto-hkmex-il-mercato-dei-derivati-cinese-sui-metalli-lanalisi-di-del-hkg-hong-kong-gold-il-derivato-su-1-kilo-di-oro-a-consegna-fisica.html

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alfio200
Scritto il 29 luglio 2011 at 13:04

Sì, però gli Stati Uniti restano la prima potenza industriale e (soprattutto) tecnologica del pianeta. Inoltre, non hanno i problemi politici dell’Italia (l’attuale contrasto Obama-repubblicani è dovuto ad una situazione eccezionale) e soprattutto hanno la FED che risponde al solo governo americano e non a una miriade di governi come l’euro senza contare la preparazione dei suoi politici (che in realtà sono spesso tecnici).

In pratica, è come paragonare una tabaccheria o edicola situata nella stazione centrale di Milano o Roma con dei debiti, ma con un enorme giro di affari, un solo responsabile e dipendenti efficienti con una tabaccheria-edicola di periferia meno indebitata, ma con un giro di affari molto più ridotto, più responsabili che litigano tra di loro e dipendenti incapaci (i politici italiani).

Chi sta peggio?

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giandino
Scritto il 29 luglio 2011 at 13:14

La stanno mettendo nel popò ai loro avversari economici (e militari) svalutando i loro asset in dollari (ricordiamo che questo avviene a causa sia della svalutazione del dollaro e sia del possibile downgrade del debito pubblico Usa)… ed in più stanno acquisendo competitività internazionale grazie a quella stessa svalutazione del dollaro…
E, a pensarci bene, anche Easing 1 ed Easing 2 sono capitati al tempo giusto: hanno iniziato la svalutazione del dollaro nel momento in cui l’economia americana rischiava il tracollo…
Quasi quasi l’idea che sia stato tutto “architettato ad arte”, non sarebbe poi così scimunita…
Dollaro ed Euro che si svalutano su yen (giapponese), yuan (cinese), rupia (indiana) e real (brasiliano)…
Una botta di culo micidiale per americani e tedeschi…
Capite bene che, se non fosse una casuale coincidenza (bensì il risultato di un piano accuratamente studiato ed eseguito), si chiamerebbe “svalutazione competitiva”… o anche “protezionismo”… ma sarebbe anche possibile definirla “guerra commerciale”… oppure, per quelli come noi (che non siamo così colti ed intelligenti), sarebbe, molto più prosaicamente… ficcargliela nder culo…
Ma, ovviamente, è tutta una grande, casuale coincidenza e, quindi, di cosa stiamo discutendo…??
Però, a pensare a quei poveri cinesi, un pò di malinconia ci viene: se gli declassano i titoli americani in portafoglio, si beccano una “cetriolata” di qualche centinaio di miliardi di dollari…

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smsj
Scritto il 29 luglio 2011 at 13:41

Finalmente in questo blog qualcun’altro si accorge di come si muovono gli Stati Uniti.
Altro che default, altro che stanno peggio di noi, altro che Cina.
Vinceranno anche questa guerra, anche se molti pensano che siano un popolo di idioti governati da pazzoidi. Vedremo fra un paio d’anni chi avrà fatto le mosse giuste.

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alfio200
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:57

@ Giandino

Il ragionamento fila, con dei ma…

un conto è la svalutazione competitiva per un piccolo Stato, un conto è la svalutazione per la prima potenza economica del pianeta. Germania e Giappone per esempio hanno sempre avuto un marco e uno jen forti e non se lo sono passata male.

Gli economisti concordano sul fatto che una moeta debole può dare un vantaggio immediato, ma alla distanza è sempre meglio avere una moneta forte. L’Italia e alti piccoli che hanno indebolito a ripetizione la loro valuta, non se la stanno (alla distanza) passando tanto bene.

Aggiungiamo che gli Stati Uniti hanno sempre scaricato il loro debito sul mondo intero tramite i T bond, per cui una loro eventuale svalutazione…

Infine, un dollaro indebolito avrebbe sempre meno credibilità come valuta di scambio internazionale.

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