Italia in crisi in un Unione Europea non unita

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

 

Come ho già detto in passato, la televisione ormai è diventata sinonimo di spazzatura. Ben poche sono le trasmissioni che effettivamente sono di qualità e danno un qualcosa al povero abbonato che paga il canone RAI (o a quello che ancora non lo paga).
Una di queste è senza dubbio Report.

Il programma di RaiTre condotta da Milena Gabanelli il lunedì sera, ha dato l’ennesima prova di essere uno dei pochi appuntamenti che proprio devono essere visti, in quanto assolutamente indipendenti, liberi, realistici e comprensibili a tutti.
Ve lo siete persi? Poco male. La trasmissione è visibile direttamente sul sito della Rai (CLICCATE QUI). Oppure…leggete questo post e in fondo troverete tutto quanto necessario per una visione completa della puntata.

Quanto viene detto nella trasmissione trova perfettamente riscontro con ciò che è stato  detto su queste pagine nelle settimane scorse. Prendete ad esempio il post sull’Euro Superstar, o ancora quello sull’ipotesi dell’uscita dell’Italia dall’Euro.

Come avrete letto, l’Euro è nato come grande possibilità, ma è stato gestito e generato male. Ed ora che il sistema scricchiola a causa dei problemi innanzitutto della Grecia e poi, forse, di altri stati, saltano fuori tutte le lacune e gli errori di valutazione che erano stati fatti al tempo della sua nascita.
E come dice giustamente il sito di Report…

…le imprese e i cittadini hanno anche a che fare con 27 sistemi giuridici diversi per la stessa transazione e allora possiamo definire l’Europa mercato unico? E’ possibile che ciò che è reato in Francia, in Italia non lo sia? Il bilancio dell’Unione è di 116 miliardi all’anno, ma quasi metà se ne va in sussidi agricoli. Per la ricerca, le reti intelligenti o la banda larga rimane ben poco. Tutto compreso ogni Italiano riceve 1200 euro all’anno dal bilancio europeo, meno di uno Spagnolo che ne riceve 1900. I più ricchi sono quelli che ricevono di più: un Lussemburghese prende 22mila euro mentre un Bulgaro ne prende solo 1500. I fondi strutturali sono l’altro grande capitolo di spesa del bilancio europeo, dovrebbero andare agli Stati meno sviluppati per portarli al livello degli altri, ma come li spendono? I progetti sono tanti e ci scappano anche 100 mila euro per lo sviluppo del tango finlandese, 54 mila euro per un hostess bar in Spagna, oppure 1milione e 280mila euro per formare aspiranti vallette televisive a Napoli. Tanti fondi li ha presi la Grecia, che però oggi si sta dibattendo per evitare la bancarotta. Disoccupazione, riduzione dei salari e aumento delle tasse è il catalogo delle pene che devono subire i Greci indebitati. Siamo andati anche in Irlanda a vedere cosa significa tirarsi il collo per uscire dalla voragine del debito. L’Unione Europea non vuole più salvare gli Stati membri in difficoltà e i prossimi potrebbero essere il Portogallo, la Spagna e l’Italia. L’integrazione europea è sotto attacco proprio mentre la macchina è ferma con il motore imballato: Francia e Germania non si capiscono, non hanno la stessa idea di dove vogliono portare l’Europa, ma non possiamo più permetterci il lusso d’ora in avanti di continuare a indugiare e lasciare la comunità europea come una grande incompiuta. (fonte: Report Rai)

Quindi capite benissimo che risulta difficile parlare di competitività in un sistema come quello attuale, dove uno Stato è vincolato e non puàò nemmeno utilizzare quell’arma (a doppio taglio) che è la svalutazione.

E in tutto questo discorso come possiamo collocare l’Italia? Il punto di vista di Mercato Libero.

Ce ne può dare un’immagine alternativa e sicuramente interessante il sito Mercato Libero dove, continuando con uno sguardo ai numeri del debito del sistema Italia, passando ad analizzare il concetto di produttività del debito, si cerca di dimostrare che, a meno di operazioni drastiche sui conti, l’Italia è destinata ad avere ruoli sempre più marginali nell’economia mondiale, l’Euro si continuerà ad essere volatile, i nostri consumi verranno sostituiti da altri consumatori emergenti con il rischio che questo passaggio, invece di essere lento ma inesorabile, possa essere repentino e drammatico.
Buttateci un occhio, ne vale la pena poter leggere un punto di vista alternativo.

E poco aver dato uno sguardo all’articolo di Mercato Libero,   se avete tempo e voglia, metto a vs disposizione tutta la puntata di Report.

Forse perderete un’ora del vostro tempo. Ma sicuramente, finito il programma, capirete che non è stata un’ora persa.

CLICCA QUI PER VEDERE TUTTA LA PUNTATA DI REPORT

clicca qui per vedere l’aticolo sulla nostra POVERA ITALIA su MERCATO LIBERO

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