GLOBALIZZAZIONE, il mondo frena e la Cina rallenta: la crisi colpisce anche i paesi emergenti

Scritto il alle 17:30 da Danilo DT

L’Eurozona è sicuramente in una fase economica molto difficile. Ma anche gli USA si ritrovano a dover fare i conti con una crescita economica non soddisfacente, come dice a Jackson Hole il buon Ben Bernanke.
In uno scenario quindi di evidente rallentamento è palese e normale trovare anche il resto del mondo in rallentamento, soprattutto se ormai il “boom” di crescita interna sia in chiaro rallentamento.
Quindi, se il mondo rallenta, anche paesi votati alle esportazioni, vedi la CINA, possono risentirne. Non è quindi un caso che le esportazioni cinesi siano arrivate ad un picco minimo ma soprattutto il PIL abbia frenato in modo considerevole… Per carità, dire che frena è un eufemismo visti i tassi di crescita tuttora mantenuti…

Non è quindi un caso che lo stesso premier cinese Wen Jiabao ha detto recentemente (source The Guardian)…

The European debt crisis has continued to worsen, giving rise to serious concerns in the international community. Frankly speaking, I am also worried.

The main worries are two-fold: first is whether Greece will leave the eurozone…The second is whether Italy and Spain will take comprehensive rescue measures. Resolving these two problems rests with whether Greece, Spain, Italy and other countries have the determination for reform. (Source) 

La Cina quindi è seriamente preoccupata per l’Europa, ma non perché è solidale nei nostri confronti ma perché un Eurocrash potrebbe avere ripercussioni molto violente anche sull’export e sul commercio cinese. Non dimentichiamo anche però il fatto che i mercati asiatici hanno ancora delle munizioni da sparare, mentre invece le economie occidentali sono ormai agli ultimi colpi di mortaio…
Tornando alla Cina, sicuramente al premier cinese non saranno sfuggiti i dati sul PMI manifatturiero cinese, in evidente peggioramento…

…come è sensibilmente peggiorato il dato sulla produzione di energia elettrica (meno energia = meno produzione industriale)

…e non per ultimo, anche il listino azionario cinese, lo Shanghai Composite, non sorride di certo…

Possiamo definirlo un evidente segnale di una globalizzazione che ha come il comune denominatore la definizione “evidente rallentamento”? E quali possono essere le conseguenze sui mercati finanziari? E allo stesso tempo, possiamo considerare “coerenti” certi mercati ormai vicini ai massimi storici e ancora positivi, sulla “speranza” che prima o poi arrivi il QE3 (ovvio, paliamo di USA)?

STAY TUNED!

DT

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3 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 4 settembre 2012 at 18:14

d’accordo che, in un mondo globalizzato, l’economia rispetta il principio dei vasi comunicanti, ma non si può trascurare il periodo in cui la Cina saliva a ritmi vertiginosi, approfittando delle esportazioni fatte in “dumping” ( peraltro tuttora in essere).
In altre parole il leader cinese avrebbe ragione se fosse solo una questione di esportazione; la realtà evidenzia, invece, che anche il prodotto diretto al mercato interno comincia a trovare sbocchi sempre più difficili.
Il latente pericolo è che quanto sopra inneschi delle spirali negative che potrebbero riperquotersi sul mondo del lavoro e sul sistema sociale.
Non sarebbe la prima volta, nè il primo caso…..

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lampo
Scritto il 4 settembre 2012 at 23:08

DT… come ben sai non è solo il fatto che la Cina sta rallentando che mi preoccupa. E’ che tutta l’area asiatica, con qualche eccezione rallenta!

Con ovvie ripercussioni sui prezzi delle materie prime industriali nei prossimi mesi/anni (visto che nel frattempo era aumentata la capacità produttiva, grazie ai precedenti prezzi alti che hanno permesso gli investimenti nel settore)

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andrea.mensa
Scritto il 5 settembre 2012 at 13:37

lampo,

direi che il tutto si riassume bene con un BDI sotto quota 700 ……. le navi ormai le regalano !!

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