PAESI EMERGENTI: CHE FARE?

Scritto il alle 16:16 da Danilo DT

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Decoupling : un termine che avrete letto o sentito mille volte. Anche stavolta alcuni analisti hanno paventato la possibilità di assistere al fantomatico decoupling. Ma la decorrelazione, assolutamente, non si vede né ora e né nei prossimi mesi. Ed è giusto che sia così. Basta guardare la macroeconomia. Il rallentamento e la crisi in generale si trova in USA, ma anche in Europa come in Asia. Certo, mentre negli Stati Uniti la crisi è più “matura”, in Europa e Asia siamo ancora ad uno stadio iniziale.
E proprio a proposito dei Paesi Emergenti, vorrei scrivere due righe. Due parole a favore di quei paesi patrie dei Fondi Sovrani che ultimamente si stanno comprando buona fetta del mondo Occidentale. Vedi i casi Barclays (dove il primo azionista oggi è niente poco di meno del Qatar), e Citigroup.

In molti, proprio in previsione del “decoupling” hanno sovrappesato gli Emergenti proprio in questo periodo di forte debolezza, nella speranza che questi listini, trainati da una crescita economica notevole, potessero muoversi in controtendenza. Ma così non è stato. Anzi, in certi ambiti, le borse emergenti hanno fatto ben peggio dei listini maturi (vedi Cina ed India, mentre hanno fatto molto meglio per esempio Brasile, Russia e Messico). Cosa si deduce? Che la volatilità di questi paesi continua ad essere maggiore di quella dei mercati Europei e Made in USA.
Domanda: ma è il caso di continuare a mantenere questi assets, al fine di sfruttare il rimbalzo che dovrebbe (usiamo il condizionale, al momento) concretizzarsi per i prossimi giorni?
Qui potremmo parlarne per ora. Il mio parere è sicuramente positivo.IL PIL di queste economie viaggia a velocità doppia, tripla o quadrupla rispetto a quella del PIL di Italia, Germania ed USA. Trattano a P/E migliori, anche se lo spettro inflattivo mette un po’ di timore. Io continuo a d essere della mia idea. Russia, Medio Oriente, Europa dell’Est, Brasile e selezione sull’Hang Seng..
Provate a vedere anche gli investimenti per infrastrutture in queste aree. Se confrontati con quelli fatti nelle vecchie economie, non ci sono paragoni. Stanno vivendo una vera rivoluzione edilizia, industriale ed anche alimentare. Provate a pensare alla quantità di denaro di cui dispongono. Sono aree che sono ricche di materie prime oppure sono paesi dove l’industrializzazione ha creato nuovi ricchi e ingenti ricchezze a livello di surplus statale.
Ritengo quindi (Considerazione personale) buona l’idea di sovrappesare nelle fasi di positività proprio queste aree. Ma fate ben attenzione: tutto questo discorso resta valido a condizione che il rimbalzo continui. Altrimenti c’è il concreto rischio di ritrovarsi col cerino in mano.

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Grazie e buona lettura!
DT

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