ESI: la crisi economica dell’Eurozona non tende a migliorare

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

 

Se l’Eurozona piange, l’Italia si dispera…

Facciamo un ragionamento molto semplice, guardando questo grafico. Direi che è evidente un fatto.

L’indice ESI (European Commission Economic Sentiment indicator Eurozone) ha sempre anticipato l’andamento del PIL dell’Eurozona. I dati più recenti, che risalgono ad inizio settembre 2012, hanno portato l’indice ESI ad un nuovo tracolo, passando da 89.9 di fine giugno, a 87.9 e poi 86.1. Un chiaro segnale della debolezza strutturale dell’economica dell’Unione Europea.

E state pur certi che la crescita economica non si costruisce solo con la politica monetaria accomodante. E quindi?

E quindi manca la crescita. E senza la crescita non si va da nessuna parte, e i dati macro più recenti non ci illustrano nulla di buono a riguardo.

Non male vero? Sapere che l’Eurozona va male e che…l’Italia va anche peggio. Infatti, per la cronaca, una società su cinque ha chiuso in rosso dal 2009 al 2011, senza mai raggiungere il pareggio. In altre parole, centomila aziende hanno chiuso in rosso tutti e tre gli esercizi dal 2009 al 2011. Sono gli effetti della crisi sui conti delle imprese. Italia sempre più mal messa, la crescita langue, la competitività è al lumicino…

Guardate questa infografica ed inorridite…

Intanto il PIL continua a collassare…

Il governo si appresta a rivedere le stime macroeconomiche. Il 20 settembre (ma potrebbe slittare di qualche giorno) è infatti atteso l’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e una revisione al ribasso del prodotto interno lordo è scontata.
Per il 2012 le ultime stime ufficiali, quelle del Def diffuse ad aprile, vedevano un’economia in calo dell’1,2%. Ma le previsioni dei principali istituti nazionali e internazionali sono decisamente peggiorate e indicano per l’Italia una decrescita tra il -2% e il -2,4%.
REVISIONE AL RIBASSO ANCHE NEL 2013. Da anni anche il governo aggiorna le stime restando in linea con quelle dei grandi istituti internazionali. I tecnici stanno limando ancora gli ultimi dati e, secondo quanto si apprende, ci si starebbe orientando sul -2,2%. Anche per il 2013 ci sarà una revisione al ribasso: le previsioni date dal governo ad aprile indicavano una crescita dello 0,5%. (Source)

STAY TUNED!

DT

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