EFSF: il downgrading non fa giustizia. Ma non in positivo

Scritto il alle 14:39 da Danilo DT

Downgrading di banche, assicurazioni e industriali da parte di S&P. Come previsto. E intanto il default Grecia è alle porte.

Ormai siamo diventati schiavi del rating… E sarebbe bello poter dire che chi di rating ferisce…di rating perisce… Nella realtà le cose stanno in modo diverso.
La situazione come già previsto non può che peggiorare e il rating, a cascata, va ora a colpire, dopo il debito sovrano, anche il settore corporate.

Standard and Poor’s ha tagliato di un gradino i rating di Eni, Generali, Cattolica e Unipol, mantenendoli in creditwatch negativo. La decisione – spiega l’agenzia in una nota – è stata presa sulla scia dell’abbassamento del rating sovrano dell’Italia e di altri otto Paesi dell’Eurozona, annunciato venerdì scorso. L’agenzia internazionale ha tagliato anche il rating del gruppo Poste Italiane (da A-2 a BBB+). Per Eni il giudizio passa ad A da A+ con outlook negativo. Per le Generali la riduzione della valutazione di controparte di credito è a A+ da AA-. Per Unipol Assicurazioni la valutazione scende a BBB+ da A- e per Unipol Gruppo Finanziario a BBB- da BBB. Anche per Cattolica il rating passa a BBB+ da A-.
Declassate anche altre compagnie d’assicurazioni europee: Mapfre Group, Millenniumbcp-Ageas Group e Allianz SpA (di due “gradini”) nonché Caisse Centrale de Reassurance e Nacional de Reaseguros SA (di un “notch”). (Source

Ma ancor peggio, come già detto è stato tagliato anche il rating del fondo Salva Stati, quell’EFSF che diventerà ESM e che già ora inizia a far acqua da tutte le parti.

…con S&P’s, sempre lei, che decide di declassare anche l’ormai famigerato fondo salva-stati, l’Efsf, dalla tripla A ad AA+. Proprio negli stessi momenti in cui il presidente della Bce, Mario Draghi, dice senza mezzi termini: “La situazione è gravissima, se la crisi prima era sistemica, ora il quadro è peggiorato e si deve dare subito attuazione alle decisioni prese dai leader europei”. … (Source

E per chiudere in bellezza per l’Eurozona c’è l’attesa per l’annuncio di quel default tanto temuto e ora quasi ignorato, il default Grecia.

Il destino della Grecia è ormai appeso a un filo sottilissimo, quello della speculazione finanziaria. Martedì 17 gennaio l’agenzia di rating Fitch ha emesso un verdetto drammatico, affermando che Atene va incontro a un sicuro default. Se così fosse, si tratterebbe del crollo della prima pedina nel domino europeo, che rischia di far cadere l’intera impalcatura su cui si regge il Vecchio continente.
«La Grecia è insolvente» e l’accordo per imporre perdite ai creditori privati è già da considerare un fallimento, ha detto Edward Parker, responsabile dei rating sovrani europei dell’agenzia. (Source

Insomma, avete capito che le tensioni non mancano. E a pagarne le conseguenze è stato proprio l’EFSF. E non poteva essere diversamente.

Rating e EFSF: media ponderata tra i rating

In questo grafico ho riportato le votazioni delle tre sorelle del rating, per poi calcolarne una media che va a rappresentare quello che dovrebbe essere il rating del Fondo Salva Stati.
La scala parte dal massimo di affidabilità (1) fino ad decrescere progresssivamente. Come potete vedere, la media è peggiorata sensibilmente proprio a causa del downgrading massivo di S&P, che resta in assoluto l’agenzia di rating più severa.
Manca all’appello Fitch che già ha però detto…

(ASCA) – Roma, 17 gen – David Riley, analista capo di Fitch ha praticamente annunciato che la sua agenzia di rating declassera’ l’Italia entro la fine del mese.

E quindi anche Fitch si allineerà alle altre.


Ciò che però è da notare è che la media ponderata dei vari rating, tenendo conto delle partecipazioni all’interno dell’EFSF, dovrebbe già oggi essere inferiore a quel rating pari a AA+. Allo stato attuale il “rating giusto” dovrebbe essere compreso tra AA e AA-, quindi uno-due gradini sotto allo stato attuale. E con l’intervento di Fitch diventa matematico il pasaggio “virtuale” a AA-.
Non temete, è un semplice esercizio (come quello di ieri d’altronde) per rendersi conto dell’inefficenza del rating e di quanto sia politicizzato e dipendente dai sentiment, dalle mode e dagli interessi di terze parti. E malgrado che tutto questo sia compreso dal mondo della finanza, oggi le società di rating hanno ancora un potere veramente esagerato.

Chiudo con un grafico creato con Google Data Explorer da Marc Chandler. E’ l’evoluzione del doppio ratio, il rapporto Debito PIL e il rapporto Deficit PIL nell’Eurozona.

Che dire se non…piccole bolle crescono…

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3 commenti Commenta
alfio200
Scritto il 18 gennaio 2012 at 14:59

Milleproroghe, Regioni potranno cedere immobili per ripianare deficit sanità

Reuters – 18/01/2012 14:20:43

ROMA, 18 gennaio (Reuters) – Le Regioni che non sono sottoposte a piani di rientro potranno, entro fine marzo, vendere immobili per ripianare il disavanzo sanitario.

Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto legge Milleproroghe,all’esame in questi giorni delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Questo è consolante. Noto con piacere che Monti comincia a seguire le indicazioni che io gli ho suggerito su questo sito.

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elmariachi
Scritto il 19 gennaio 2012 at 10:44

noi siamo già spazzatura secondo l’agenzia di rating Egan Jones

http://www.zerohedge.com/news/egan-jones-downgrades-italy-bb-bb-projects-157-debtgdp-2014

la Egan Jones ha tolto la tripla A all’America prima di Dagong
La Egan Jones ha tolto ieri la tripla A anche alla Germania. Ora la Germania secondo EJ ha un rating pari ad AA-

http://www.forbes.com/sites/afontevecchia/2012/01/18/time-to-cut-germanys-credit-rating-egan-jones-downgrades-to-aa/

A me sembra credibile come posizione quella dell’Egan Jones

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elmariachi
Scritto il 19 gennaio 2012 at 10:50

Egan-Jones issued early warnings about the sub-prime mortgage crisis, and lowered Lehman Brothers’ rating to BBB back in May, 2008.

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