Confronto banche: paragone tra Unicredit ed Intesa San Paolo con la Banca di Cipro

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Le banche italiane sono sicure? Può accadere quanto è successo a Cipro ed imposto dalla Troika? C’è il rischio di subire una tassazione monstre con una tantum? E la struttura delle nostre banche è come quella degli istituti di Nicosia? E cosa succederà ora a quelle banche?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Di parole se ne sono fatte tante, forse troppe. Ora, a bocce ferme, cerchiamo di capire cosa è successo e se qui, in Italia, corriamo il “rischio Cipro”. La “Crisi Cipro” è ripetibile anche da noi? Leggete qui sotto e capirete. Questo post segue quanto già detto qualche settimana fa dove si era azzardato un parallelismo tra la situazione cipriota e quella italiana.
Ho ricevuto alcune email di amici lettori preoccupati, ovviamente, dei propri depositi nelle banche italiane.
La domanda più comune è “ma quanto è accaduto a Cipro, può accadere anche alle nostre banche?”
Innanzitutto ritengo corretto pensare che quanto accaduto a Cipro rappresenti un caso unico nell’ambito dell’Eurozona. Un accordo trovato con l’Eurogruppo che si basa su due elementi fondamentali:

– prestiti internazionali per 10 miliardi, condizonati però da
– ristrutturazione della Laiki Bank (nota anche con il nome di Popular Bank of Cyprus), che sarà trasformata in una bad bank, trasferendo i depositi fino a 100mila euro alla Bank of Cyprus: la Laiki Bank sarà chiusa e gli obbligazionisti e gli azionisti assumeranno le perdite dell’azienda di credito.


La Bank of Cyprus, arricchita di alcuni asset, abbatterà le perdite e sarà ricapitalizzata usando i depositi superiori ai 100mila euro, che saranno trasformati (con uno swap) in azioni. (…) Una portavoce della Ue sottolinea comunque che lo schema adottato per risolvere la questione di Cipro, non è o dovrebbe essere un modello di intervento; ma è ormai chiaro che la nuova norma è di chiedere al settore privato di contribuire alla soluzione del problema debitorio. (Source) 

Un intervento quindi durissimo e pesantissimo per le due più importanti banche del paese che alla fine pagano pegno per tutti, ancor di più la Laiki Bank che ne esce fuori letteralmente massacrata.

Banche a confronto: Italia, Spagna, Cipro

Ho già parlato più volte della situazione delle varie banche. In questa sede però voglio usare un grafico creato da Lombard Street Research  che mostra la struttura del capitale della Banca di Cipro e la mette al confronto con alcune realtà a noi molto note: le italiane Unicredit e Intesa SanPaolo più le spagnole BBVA e Santader. Tanto per intenderci i colossi bancari di Italia e Spagna.

Questo grafico mette chiaramente in mostra le differenze tra gli asset della Banca di Cipro se paragonati con quelli delle altre realtà. I depositi per la prima sono pari a circa il 77% degli attivi. Uno sproposito. Mentre invece le altre banche hanno una struttura di capitale decisamente più equilibrata e possono offrire delle garanzie BEN diverse. Basta guardare ad esempio l’impatto della parte obbligazionaria emessa dalle banche. Se questi quattro istituti fossero in profonda difficoltà, si potrebbe arrivare anche alla conversione dei bond convertibili in azioni, ricapitalizzando l’azienda. E peggio ancora, alla conversione delle obbligazioni emessa dalla stessa per l’identico motivo (situazioni di gravità assoluta). Ma prima di arrivare a tutto questo, credetemi, le cose devono andare veramente molto ma molto male. Per il momento, quindi, calma e sangue freddo…

L’Italia non è Cipro. Siatene BEN consci.

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27 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 27 marzo 2013 at 11:43

….. se i colori fossero diversi si avrebbe una lettura più efficace….

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idleproc
Scritto il 27 marzo 2013 at 11:47

Questo invece sui derivati, sperando che sia ancora vero…
http://www.ilmessaggero.it/economia/derivati_ue_italia_solo_sfiorata_dalla_bomba_di_6_mila_miliardi/notizie/249568.shtml

E’ anche una delle ragioni per le quali vorrei che uscissimo dal sistema dell’euro…

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manuel.finanza
Scritto il 27 marzo 2013 at 12:31

e utile sottolineare che la decisione della BCE e del FMI e un dictat che non deve essere approvato dal parlamento Cipriota perche non e una tassa sui depositi ma una ristrutturazione delle due banche ..Il presidente greco Papulias (parla raramente)..ha detto che la BCE deve smettere di trattare i deboli anelli della comunita europea con dictat che non possono diffendersi

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alfio200
Scritto il 27 marzo 2013 at 12:51

Grazie, Dream…sei un’oasi di chiarezza.

Ora è tutto chiaro, finalmente!

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alfio200
Scritto il 27 marzo 2013 at 13:05

A proposito…è una mia impressione o la Francia, zitta, zitta sta affondando sempre più nella cake? Come stanno lì a banche? Curiosamente, non ne parla mai (o quasi) nessuno.

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paolo41
Scritto il 27 marzo 2013 at 13:20

alfio200@finanza,

aggiungerei anche l’UK…..

P.S:su Bloomberg hanno fatto commenti (Faber) su un inizio di restringimento della liquidità e conseguente calo dei mercati azionari….. (n.d.r. così come l’ho capito!!!!)

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andrea4891
Scritto il 27 marzo 2013 at 13:24

io ho capito solo una cosa, dal grafico qui sopra, che per le 5 banche cambiano le sfumature, ma il colore base è sempre il rosso

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alfio200
Scritto il 27 marzo 2013 at 13:35

paolo41,

Più che giusto! Probabilmente UK è già nella cake fin sopra ai capelli.

Money week scrive:

British savers are no safer than Cypriots…

Detto da una rivista inglese. E sì che gli inglesi sono ultranazionalisti…

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kry
Scritto il 27 marzo 2013 at 15:53

alfio200@finanza,

Mi permetto, sulla Francia. Poi aggiornamenti nei vari commenti con i relativi link. http://icebergfinanza.finanza.com/2013/01/30/esclusivo-la-francia-sta-per-fallire/

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Scritto il 27 marzo 2013 at 16:08

alfio200@finanza,

Bene, mi fa piacere. A presto!

Per la cronaca…la Francia sarà sempre di più nella cake.. Magari un giorno parleremo di CA, SG e BNP….

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Scritto il 27 marzo 2013 at 16:10

paolo41,

Come dicevo nel WEBINAR.. rischio exit strategy!
Se non lo avete ancora visto, buttateci un occhio!

http://intermarketandmore.finanza.com/economia-e-finanza-i-rischi-sui-mercati-e-la-corretta-asset-allocation-54044.html

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paolo41
Scritto il 27 marzo 2013 at 17:03

Dream Theater,

siamo perfettamente in sintonia….

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ihavenodream
Scritto il 27 marzo 2013 at 18:47

Dream Theater,

Se il sistema bancario in Usa, uk, Francia e resto del mondo non è andato a rotoli nel 2008, è molto improbabile ke ci vada nei prossimi anni…provate a leggervi i bilanci di qualke grossa banca di 6 anni fa e confrontatelo con quello di oggi…le banke continueranno progressivamente a rinforzarsi, aiutate dagli stati, anke perke’ hanno in pancia il debito pubblico…il problema è ke il credito, x questa politica di rafforzamento, verrà probabilmente erogato col contagocce…

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bergasim
Scritto il 27 marzo 2013 at 19:15

Certo si rafforzano così

Nuovi bancomat a Cipro

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bergasim
Scritto il 27 marzo 2013 at 19:16

Dream sblocca il mio post grazie

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    Scritto il 27 marzo 2013 at 22:32

    sbloccato… ma c’è anche la Tommasi!

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idleproc
Scritto il 28 marzo 2013 at 00:44

Berg, DT, siete dei grandi…

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ihavenodream
Scritto il 28 marzo 2013 at 09:19

bergasim,

Sapete da dove nasce questa crisi? dall’eccesso di credito che ha pompato una gigantesca bolla immobiliare, le banche (di tutto il mondo) prestavano denaro senza verificare la solvibilità dei soggetti, cosa ancora più grave, prestavano soldi che non avevano, come dimostrano i livelli assurdi raggiunti dall’indebitamento bancario nel 2008, pensando che il valore degli immobili (o meglio il prezzo) non potesse mai scendere…ora è naturale che quei livelli di credito lì non potranno mai tornare! A meno che non si gonfi un’altra bolla speculativa della stessa portata. In futuro famiglie e imprese dovranno contare molto di piu’ sulle proprie forze e molto meno sul prestito facile…non so se questo sia un male o un bene ma penso sia un dato di fatto…sul fatto se sia giusto o meno che i governi mondiali aiutino le banche si potrebbe dibattere, molti affermano che ci sono collusioni tra i governi e il sistema bancario, beh è naturale che piu’ uno stato è indebitato piu’ sarà dipendente dai suoi creditori, se questo è un tipo di collusione allora sono d’accordo…pero’ potete sempre andar dietro ai complottisti, al bildenberg, al signoraggio o a Sara Tommasi…in effetti stare dietro alla Tommasi non e’ affatto male ;-)

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Scritto il 28 marzo 2013 at 09:28

ihavenodream@finanza,

Assolutamente, la crisi è nata proprio quanto l’amioco Greenspan ha cominciato a pompare denaro e poi generare, con il contributo delle banche che ci hanno messo del loro, quella bolla immobiliare sfociata con la crisi subprime negli USA.
E da allora, solo palliativi… Nulla di concreto per risolvere la situazione.

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Scritto il 28 marzo 2013 at 09:28

ihavenodream@finanza,

HAhaha… MA la Tommasi è ancora viva? Mai più vista o sentita… Ah già.. ora è la testimonial della Bank of Cyprus…

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bergasim
Scritto il 28 marzo 2013 at 10:03

ihavenodream@finanza,

Scusa non per contraddirti ma su questo blog e da anni che ne parliamo e tu mi scrivi per dirmerlo, la novità sarà forse per te e dal 2008 che seguo questo blog, forse ti sei perso qualche centinaio di miei commenti, dei quali sicuramente molti inutili ma altrettanti ben documentati.
Oggi sei in ritardo di qualche lustro.

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ihavenodream
Scritto il 28 marzo 2013 at 11:12

Dream Theater,

Gli Stati Uniti utilizzano parecchio la stampante, lo fanno per diversi motivi, che sia giusto o sbagliato non sta a me dirlo: non ho abbastanza competenza e informazioni per dare questi giudizi a questo livello…sicuramente possiamo affermare che se lo possono permettere fin quando il dollaro sarà la moneta di riferimento a livello mondiale per scambi e riserve….pero’ tu dici: da allora nulla di concreto, solo palliativi! Ma cosa intendi esattamente per concretezza? Ci ricordiamo a che punto stavamo nel 2008 no? beh, la ricetta USA per quella situazione è stata: diminuzione delle imposte e stampa di moneta, la stampa di moneta è servita per mettere in sicurezza il sistema bancario e compensare le minori entrate fiscali. I risultati ci sono stati, penso siano abbastanza evidenti: le imprese hanno ripreso a fare profitti, quindi a creare occupazione, il gdp è cresciuto a livello usa e a livello mondiale da allora, quindi non si è piu’ in recessione, ora in USA si stanno ponendo il problema del deficit dello stato che è un problema ovviamente in larga parte figlio delle misure predette, mano a mano che il sistema economico-finanziario usa riprende ad essere sano ed autosufficiente, il governo avrà bisogno di stimolare sempre meno la crescita e potrà rientrare del deficit, a grandi linee direi che la situazione è questa…tu che risultati vorresti che si ottenessero? e sopratutto se ritieni che Bernanke abbia agito male, cosa avresti fatto tu? Perchè l’Europa che ha fatto? e l’Italia? qual è il contributo che l’Italia sta dando e le soluzioni che propone per uscire dalla recessione in cui il nostro paese ed altri (ma non tutto il mondo!) si trovano oggi? Aumentare le tasse? Uscire dall’euro per stampare carta straccia? eleggere in parlamento comici, puttanieri, mignotte e cariatidi postcomuniste? queste sono le “ricette” che vedo proporre in Italia, a voi stanno bene? a me no…se devo scegliere il male minore direi Bernanke tutta la vita…

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bergasim
Scritto il 28 marzo 2013 at 11:32

ihavenodream@finanza,

Scusa credo che tu informarti di più e meglio:

Gli usa non hanno creato occupazione in nessun modo, la disoccupazione considerando quelli che non cercano lavoro è oltre il 10%, il tasso di partecipazione con una disoccupazione ufficiosa bls del 7,8% si aggira intorno al 58
Le aziende hanno creato profitti anche grazie all’ottimizzazione del costo del lavoro e della robotica, parte dei posti persi sono diventati strutturali, tra poco negli usa mangeranno ipad a lposto del bigmac,

Oggi quasi 50 milioni di persone vivono anche grazie ai food stamps, alla faccia dell’occupazione

Oltre il 30% dei redditi dei cittadini usa sono trasferimenti statali, livello record, in termini reali gli stipendi della stragrande maggioranza dei cittadini americani sono più bassi e non di poco dall’inizio di questa crisi, la stessa cosa non si può dire per i redditi più alti,

Nuove bolle all’orizzonte, la prima quella dei prestiti studenteschi quasi 1 trilione di usd, con un tasso di delinquency del 12%, alla prima si aggiunge quella del settore auto,tutte finanziate e gonfiate da mamma fed,

Il debito pubblico è oltre il 105%, considerando anche le prestazioni future non coperte si passa la 550%

Il sistema bancario non è in sicurezza ma è tenuto in rianimazione dalla fed, se no perché le banche usa non valorizzano correttamente a bilancio i titoli tossici? o i mutui in delinquency?

Il deficit fiscale vedremo dove andrà

A tuo avviso se non in italia avessimo la lira e potessimo stampare anche noi carta straccia ed avessimo un governo con le palle di quanto cresceremmo realmente?

Spero di essere stato utile

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bergasim
Scritto il 28 marzo 2013 at 11:37

Tasso di partecipazione 58,6

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ihavenodream
Scritto il 28 marzo 2013 at 13:02

bergasim,

Rispondo come ti risponderebbe W. Buffett: ci sono molte criticità come tu hai mostrato…il futuro prossimo per gli Stati Uniti è di sicuro parecchio incerto, esattamente come lo è stato dal 1776! nessuno sa cosa succederà domani, è sempre stato così…ci sono sempre una miriade di criticità al mondo e un oceano di cose che possono andare storte, è solo che gli uomini in certi periodi non si accorgono di vivere nell’incertezza e in altri si…soprattutto se il recente passato è stato pieno di eventi significativi e imprevisti…noi, in quanto esseri umani esposti e vulnerabili, la sola cosa sensata che possiamo fare è cogliere le dinamiche di lungo periodo, porci degli obiettivi a lungo termine e lavorare per raggiungerli, consapevoli del fatto che dovremo affrontare per forza un sacco di difficoltà durante il tragitto…that’s life!
Per cio’ che riguarda l’Italia, io penso che se ci mettessimo a stampare neolire, queste ultime sarebbero realmente carta straccia; una cosa è stampare dollari, euro, o anche yen e sterline, una cosa nettamente diversa è stampare una valuta che nessuno prenderebbe in considerazione (neanche il tesoro italiano), per sostituire le precedenti nelle riserve valutarie del proprio paese…una moneta del genere che si troverebbe a circolare in un sistema pieno di euro, ma chi la vorrebbe? Penso infine che se l’Italia avesse un governo con le palle come dici tu, cioè un governo serio, che senza pensare al consenso popolare, facesse le cose che realmente servono per aumentare la competitività del paese, gli Italiani lo manderebbero a casa in poco tempo…i politici infatti in una democrazia libera sono l’espressione di un popolo, se i nostri politici e l’intera classe dirigente in definitiva sono corrotti, opportunisti, disonesti, cialtroni, ignoranti, arraffoni, indecenti, è perchè, purtroppo, lo siamo un po’ anche noi…

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paolo41
Scritto il 28 marzo 2013 at 13:19

…ho letto un articolo ieri che le filiali estere delle banche cipriote erano aperte in questi giorni e perfettamente operative e che non hanno fatto altro che drenare denaro dai conti ciprioti….
Alla barba della serietà e professionalità della EU e dei politici ciprioti!!!!!

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perplessa
Scritto il 28 marzo 2013 at 21:37

paolo41,

cita, per esempio potrebbe essere questo?
http://italian.ruvr.ru/2013_03_27/Dove-e-sparito-il-denaro-da-Cipro/

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