BOLLETTINO DI GUERRA

Scritto il alle 15:30 da Danilo DT

panico borsa crolloDevo ammettere che oggi scrivere un post non è molto semplice. La giornata di ieri, compreso un week end quanto mai movimentato, entrarà nella storia di Wall Street. Il più grande fallimento che la borsa USA ricordi. Il crack Lehman Brothers non sarà un episodio isolato. Purtroppo creerà quello che in passato ho definito l’effetto domino”. (buttate l’occhio a questo post di febbraio)

La diceria “Too big to fail” ormai appartiene alle frase storiche e smentite. Le FED ha chiaramente fatto capire che non c’è più trippa per i gatti. La nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac era un atto dovuto, inevitabile, e quantomai oneroso. Ma ora, le banche “private” dovranno arrangiarsi tra loro. O si fanno fusioni/incorporazioni, o si trovano acquirenti o aiuti extra (vedi il caso Merrill Lynch, salvata in extremis da Bank of America), oppure rischiano di saltare. La FED ha un suo nuovo target esclusivo: l’obiettivo è tutelare l’interesse pubblico.

E proprio ieri, con voi, ne abbiamo parlato copiosamente in questo post.

Un crack storico

Quindi il messaggio è chiaro. Signori, aggiustatevi. Già, però c’è un problema. Il fallimento di Lehman Brothers, come dicevo prima, non possiamo considerarlo un episodio isolato. E’ caduto un tassello di grande importanza, la quarta banca d’affari USA, che  ha comportato un crack da 613 miliardi di Dollari. Immaginate cosa può significare tutto questo se viene inserito nella “ragnatela” della finanziaria mondiale. C’è il tremendo rischio che questo tassello, cadendo, faccia crollare altre realtà, altre istituzioni, altri tasselli. Un gigantesco effetto domino. E i primi strascichi non sono tardati.

 

AIG la prossima vittima?

 

dow jones graficoIl colosso americano AIG ha dichiarato la sua crisi di liquidità. Ha chiesto alla FED la modica cifra di 40 miliardi di dollari, ottenendone 20. Venderanno assets e beni. Una storia già vista per molte banche che poi sono saltate anche prima di Lehman. (ndr: qui a fianco un grafico del Dow Jones)
Una storia che si sta ripetendo e che non dà segni di rallentamento. E il terremoto non resta isolato. Europa e Asia non ne sono indenni. Oggi l’Hang Seng di Hong Kong ha regalato agli investitori una seduta da profondo rosso. Una fuga dal rischio, pilotata sicuramente non solo dal “fly to quality”, ma anche da trader, hedge fund e similari che in un mercato così volatile ci vanno a nozze.

 

Rating: l’ennesima presa per il sedere

 

E in tutto questo marasma, abbiamo avuto modo di vedere per l’ennesima volta (ma lo sapevamo già benissimo) l’inutilità dei rating. Ieri le varie agenzie (Moody’s, S&P e Fitch) hanno avuto l’accortezza di abbassare il rating a Lehman Brothers. Notate la grande professionalità e capacità revisionale di queste case. Una banca d’affari, da giorni in difficoltà, che fino a venerdì era un tranquillo investment grade, con rating confermato, è stato portato da A+ a D, alias default. E, notate bene, erano titoli che facevano parte del fantomatico elenco “Patti chiari”. Un’ennesima presa per i fondelli per il povero risparmiatore, che continua dare fiducia al sistema ma che invece è sempre più buggerato. (Scusate la vena polemica di oggi…)

Inizio a dare ragione a chi continua ad urlare a squarcia gola la necessità di cambiamenti radicali delle regole. Così la partita non si può più giocare. Ci vuole una vera rivoluzione, magari una nuova Bretton Woods, anche perché il momento è talmente difficile che un meeting di quell’importanza, secondo me, sarebbe quanto mai necessario e fondamentale per ricreare le basi necessarie ad un nuovo sistema finanziario.

 

FOMC: taglio dei tassi in vista

 

In tutto questo marasma, non dimentichiamo che oggi la FED potrebbe tagliare anche di 50 bp. Un taglio secondo me inutile (o quasi) ma che dovrebbe servire come “aiuto psicologico”. Le previsioni sono per un -0.25% , ma in questo momento tutto è possibile. L’infallibile Lehman insegna.

Potrei andare avanti ancora. Ci sono tantissime cose da dire. Ma mi fermo qui. Nei commento potremo sviluppare varie tematiche.

Un’ultima cosa: chi credeva di essere alla fine della crisi, magari qualche mese fa, dovrà ricredersi. I fatti lo dimostrano. Poi per carità, ci sarà sicuramente del valore su moltissimi listini e azioni. Ma in un mercato del genere, il valore è l’ultima cosa che viene considerata. Questione, quindi, di timing. E per il timing c’è tempo.

Alla faccia di un vecchio proverbio: chi ha tempo, non aspetti tempo. Niente di più falso, quantomeno in questo momento. Che volte farci. Il momento è epocale, anche per questi dettagli.

STAY TUNED!

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Grazie e buona lettura!
DT

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