Mercati emergenti: record di flussi in uscita dall’obbligazionario

Scritto il alle 10:15 da Danilo DT

5.58 miliardi di Dollari USA.
Cosa rappresenta questo numero strabiliante?
Rappresenta niente poco di meno che il volume di denaro in uscita dal mondo gestito obbligazionario dei mercati emergenti.
Secondo i dati di EPFR Global, si tratta della peggior settimana della storia per i bond emergenti.
E rappresenta la quinta settimana di flussi in uscita, e comunque flussi doppi rispetto la settimana scorsa, con la differenza che questa settimana i fondi sono usciti generosamente anche dall’obbligazionario core.

Se andiamo a sommare un po’ questi flussi, scopriamo che il deflusso nelle ultime 5 settimane, pari a 12.5 miliardi di USD, ha praticamente annullato la metà dei denari girati su questo mercato da inizio anno. Ne restano insomma investiti 10.3 miliardi di USA (fonte Unicredit).
Se guardiamo ad un anno fa, i flussi netti sono ancora pari a 35 miliardi di USD, e se proprio vogliamo esagerare, dal 2006 i flussi netti sono pari a 91.2 miliardi di USD.

Per la cronaca, credo di poter sintetizzare le motivazioni per il deflusso recond di queste settimane con tre tematiche:

1) I problemi sul mercato interbancario cinese: ed è il problema più recente. Il rischio collasso ha portato diverse istituzioni bancarie cinesi a liquidare asset su cui avevano investito copiosamente, tra cui i bond emergenti.
2) La BoJ e il carry trade: la volatilità generata dalla politica monetaria espansiva di Tokyo e la speculazione che ne è derivata, ha creato veri e propri sconquassi. Le reazioni della curva dei tassi giapponese, ha poi scatenato il sell off. Chi aveva aperto posizioni di carry trade indebitandosi in yen, e vedendosi poi la curva dei tassi in steepening e lo yen in rafforzamento contro USD, ha chiuso in fretta e furia le operazioni e quindi, ha liquidato i long aperti proprio sui bond emergenti.
3) FED: beh, lo sapete tutti ormai. Le minacce di tapering, exit strategy e quant’altro, compresa la reazione dei rendimenti sui governativi USA, ha creato timori con effetti su tutti i mercati obbligazionari globali.

Quello che più stupisce è la velocità e l’intensità di tale deflusso. Ora la grande problematica resta sul cosa fare (come sempre).
Sono mercati che sui fondamentali meritano ancora tutta la considerazione del caso (basso rapporto debito/PIL, grandi riserve buoni fondamentali). Però è innegabile il fatto che questi mercati hanno confermato proprio in queste settimane di peccare ancora decisamente in maturità. Quindi se i bond dell’area “core” saranno volatili, quelli dei mercati emergenti non potranno che enfatizzare questa volatilità quantomeno nel breve.

STAY TUNED!

DT

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1 commento Commenta
paolo41
Scritto il 1 luglio 2013 at 12:01

non pensi che vada attentamente monitorato, specialmente se Abe risultasse vincitore alle prossime elezioni. Nelle ultime due sedute ci sono stati alcuni segnali leggermente positivi….

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