GIAPPONE: la BOJ aggiusta il tiro sul suo QE mirando alle scadenze lunghe

Scritto il alle 08:28 da Danilo DT

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Il Mercoledi delle banche centrali si apre quindi con la BOJ che decide di lasciare il costo del denaro invariato, in territorio negativo, a -0,1%, e ha comunicato che continuerà a espandere la propria base monetaria fino al raggiungimento dell’obiettivo di un’inflazione stabile al 2%.
Quindi niente ritocco dei tassi di interesse (e questo secondo me è positivo per i mercati e per il Giappone stesso, come vi ho spiegato nel POST di stanotte che potete visionare CLICCANDO QUI), mentre invece inizia un monitoraggio “alla curva dei rendimenti“, con il target di acquisti pari a 80.000 miliardi di Yen all’anno che potrebbe variare. Una bocca d’ossigeno per il settore bancario che invece temeva un ulteriore taglio dei tassi.

Quindi il bazooka di Kuroda cambia la gittata, orientato d’ora in avanti più sui titoli a lunga scadenza, cercando quindi una normalizzazione dei rendimenti. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: inflazione al 2%, più prestiti alla clientela delle banche, più consumi. Intanto però si gonfia la bolla, andando a colpire i titoli a lunga scadenza. intano però, conti alla mano, scopriamo che la BoJ, con questi ritmi di acquisti, diventerebbe proprietaria del 100% del debito pubblico giapponese nell’arco di 6-7 anni (ora ha il 40%).

Domanda: concentrandosi sui titoli a lunga scadenza, significa che il portafoglio BOJ avrà una duration sempre maggiore,e quindi più sensibile ai tassi di interesse (se aumentano i tassi, i bond perdono valore). Quindi ciò vuol dire che…sarà ZIRP (tassi vicini allo zero) per sempre per non accollare perdite in bilancio alla banca centrale?

BOJ: la mappa degli acquisti

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Sorprende invece la dichiarazione finale di Kuroda: “La terza economica del mondo non è più in deflazione grazie al programma di politica monetaria messo in atto a partire dalla primavera del 2013″. A me sembra che la verità sia ancora un’altra. Guardate qui.
il CPI del Giappone è sempre negativo, il Japan 5y5y (inflazione prospettica) è decisamente vicina allo zero… Credo proprio che il raggiungimento del target 2% di CPI (inflazione) sia decisamente una chimera, al momento, per la BOJ. Inoltre tutto questo testimonia la dubbia efficacia di questa politica monetaria ULTRA aggressiva. La mappa degli acquisti prima presentata parla chiaro. E se con questi stimoli “monstre” l’economia non ha ancora dato risposte più che positive, tenuto conto che ormai il mercato si è ASSUEFATTO, significa che…forse...il super BAZOOKA della BOJ non ha avuto successo? (magari così, forse, anche i giapponesi ce ne rendono conto…)

Ai posteri gli effetti collaterali…. e BCE e FED, imparare la lezione, please…

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Danilo DT

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10 commenti Commenta
lampo
Scritto il 21 settembre 2016 at 08:53

Mi pare che la mossa della BOJ sia un tentativo estremo per innalzare la curva dei tassi, sfruttando la correlazione attualmente esistente con il settore bancario (che è infatti quello che ha guadagnato tanto oggi).
Due grafici a supporto di tale tesi:


Vedremo nel futuro quale sarà l’esito… in base al tasso di cultura finanziaria degli investitori!

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Scritto il 21 settembre 2016 at 09:15

Esattamente cosi, Lampo!

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元サーファー
Scritto il 22 settembre 2016 at 01:20

SS_§-[EXCLUSIVE ONLY FOR US: NO ONE HAS STILL SEEN]-§_$$

“Space Plus One”: September 22, 2016

O_l_O Flow of Funds and Money Market Fund with/in the mechanism of Quantitative and Qualitative Monetary Easing – [with the current and future financial conditions (October 2016)]

サーファー © Surfer [§ https://www.youtube.com/watch?v=pYCHMboBb5I l g_O-O_d $PO$]

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Scritto il 22 settembre 2016 at 12:47

元サーファー,

“mind the gap!”

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lampo
Scritto il 22 settembre 2016 at 14:42

元サーファー,

Tra le varie tante letture, mi risulta che ci sia un problema anche in Europa. Ovvero dall’introduzione del QE, nonostante tale intervento i flussi di capitali fuoriusciti dall’area sono stati ingenti. Non sono riuscito però a trovare dati per confermare tale visione.
Chissà che con i tuoi potenti mezzi…

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元サーファー
Scritto il 22 settembre 2016 at 15:15

Lampo

il Japan sotto certi aspetti non fa testo; praticamente – nel vero senso del termine -, controlla TUTTO il Mercato Monetario (in senso stretto ed ampio – avendo sott’occhio ed al guinzaglio, il principale hub nel Mondo – sia on-off-shore; ASIA).

Purtroppo, qua non posso scrivere (certe) cose.

Rammenta: il principale partner commerciale del Japan è la Cina – dove Ci sono delle zone speciali (on-out, switch – facilmente SOLO per Loro; da accordi governativi del 2011-2013).

Come, “speciali” sono i rapporti con gli U.S. – in particolare, in determinate Banche di Affari.

In genere, comunque, i capitali vanno e vengono – anche perché la UE ancora ad oggi, settembre 2016, è la principiale piazza economica nel/del Mondo.

Con buona pace dei No-Euro – e dei relativi “giapponesi made in italy”!

Ps. quando si muovono (dei) capitali – anche se grigi o neri -, significa che il sistema è in salute; altrimenti vengono-sono “parcheggiati” in determinate aree (od “hub”).

Ciao.

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元サーファー
Scritto il 23 settembre 2016 at 04:15

There is growing evidence that the currency distribution of cross-border credit affects International monetary policy spillovers.

While the existing Literature has concentrated primarily on the US Dollar, the article[*] focuses on the Euro.

The Authors find that the ECB’s Quantitative Easing (QE) of January 2015 had a larger positive impact on cross-border Bank credit in lender-borrower pairs with a higher share of Euro-denominated Bank claims.

The effect was especially pronounced for lending to Advanced Economies outside the Euro-Area.

By contrast, the estimated effects on cross-border lending to Emerging Market Economy [EME] borrowers were insignificant.

The findings suggest that the US Dollar network, which has been the main focus of the existing Literature on the topic, is not unique.

The Euro cross-border Bank lending network responds to monetary policy shocks in a qualitatively similar manner.

Furthermore, the reactions of currency networks to an easing monetary policy shock (such as the 2015 ECB QE announcement) are symmetric to their response to a tightening monetary policy shock (such as the 2013 Fed “taper tantrum”).

The results are particularly relevant for Policymakers in borrowing Countries that rely heavily on cross-border Bank lending.

They suggest that credit supply depends not only on the health of lending Banking Systems (as already documented in the existing Literature), but also on the currency denomination of cross-border Bank lending.

For example, Euro lending by Swiss Banks to Poland can be affected by the ECB’s monetary policy, even though neither Country is part of the Euro-Area.

Given the extraordinary monetary policies implemented by Central Banks in Advanced Economies over the past few years and the large stocks of cross-border loans denominated in foreign currencies, the findings (in/of the article) suggest that Policymakers should closely monitor the currency denomination of cross-border Bank lending as they assess the potential impact of possible policy moves, both in their own economies and abroad.

In fact, the growth rate of cross-border claims rose considerably during the quarter of the ECB QE announcement (January 22, 2015).

In Q4-2014, the quarter preceding the ECB QE announcement, cross-border Bank claims declined by 0.1%.

In Q1-2015, the quarter of the January 2015 ECB QE announcement, cross-border claims grew by 2.8%. Euro-denominated claims grew much faster (5.6%) than claims denominated in other currencies (1.5%).

The size of the wedge between the growth rates of Euro and non-Euro claims in Q1-2015 varied considerably across borrower groups.

The gap was especially large for claims on non-European Advanced Economies (10.2% for Euro claims versus 1.4% for non-Euro claims) and non-Euro-Area European Advanced Economies (8.3% for Euro claims versus 2.2% for non-Euro claims).

By contrast, claims on EMEs contracted at roughly the same pace in both currency segments (-0.5% for Euro claims versus -1.6% for non-Euro claims).

The overall USD$791 billion increase in cross-border claims during Q1-2015 was boosted by a USD$145 billion rise in “other claims”, which capture primarily reporting Banks’ derivatives positions and equity holdings.

That said, the overwhelming majority of the overall increase (USD$657 billion) was due to a surge in Banks’ cross-border loans and holdings of debt securities.

The surge in cross-border Bank lending that took place in Q1-2015 was followed by a contraction in the subsequent quarter.

Nevertheless, a large portion of the USD$881 billion overall decline in claims during Q2-2015 was due to a USD$359 billion fall in “other claims”.

On net, Banks’ cross-border loans and holdings of debt securities still recorded a sizeable (USD$141 billion) expansion during the first half of 2015.

l- – – – –

[*] S. Avdjiev, A. Subelytė, E. Takáts [Monetary and Economic Department, Bank for International Settlements (BIS), the], “The ECB’s QE and Euro cross-border Bank lending” – [(in) BIS Quarterly Review, September 2016] – September 18, 2016
http://www.bis.org/publ/qtrpdf/r_qt1609h.pdf

– – – – -l

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元サーファー
Scritto il 23 settembre 2016 at 04:23

Euro-Area recorded a capital and financial account deficit of €0.58 billion in July of 2016.

Capital Flows in the Euro-Area averaged €4.44 billion from 1999 until 2016, reaching:
l- an all time high of €125.01 billion in November of 2012;
l- a record low of -€104.40 billion in November of 2010.

Source: European Central Bank [updated to September 22, 2016 – with the latest official data available – on July 2016]

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lampo
Scritto il 24 settembre 2016 at 09:10

元サーファー,

GRAZIEEEE!

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