GERMANIA: fiducia alle stelle, rendimenti alle stalle

Scritto il alle 09:59 da Danilo DT

Vola la fiducia dei consumatori tedeschi grazie all’euro debole, al petrolio in discesa e anche alle prospettive positive legate alla politica monetaria di Draghi (QE). E intanto la curva dei tassi tedesca raggiunge livelli da ridicolo.

Se da una parte troviamo una Grecia alla deriva, dall’altra, agli estremi opposti, abbiamo invece una locomotiva, quella tedesca, che non molla un colpo, che continua sfruttare a suo favore (diciamo la verità) le debolezze dell’Eurozona e che continua a dare segnali di forza.
Non per ultima la fiducia dei consumatori che è migliorata anceh grazie al calo del prezzo del petrolio.

BERLINO (Reuters)  – La fiducia dei consumatori tedeschi sul mese di marzo è balzata a un massimo da oltre 13 anni grazie agli effetti positivi sulle famiglie del calo del petrolio.
L’indice GfK, che si basa su un sondaggio su 2.000 persone, è salito a 9,7 punti da 9,3 di un mese fa.
E’ la lettura più alta da ottobre 2001, sopra il consensus Reuters di 9,5 punti.

Il sondaggio parla chiaro: economia ancora in fase di forte crescita grazie alla bassa inflazione, ad un euro debole e possibili miglioramenti delle retribuzioni. E poi ci sarà il QE ad alimentare ulteriori entusiasmi.
Germania quindi il migliore del mondi, il pià solido e sicuro paese dove investire? Sembra di si, solo che ormai, grazie anche ai futuri di acquisti di Draghi, stiamo raggiungendo l’assurdo.
Eccovi la folle curva dei tassi tedeschi. Un confronto tra i valori attuali e quelli registrati un anno fa.

Curva dei Tassi Germania

curva-tassi-germania

Come potete vedere i rendimenti nominali (lasciamo perdere i reali al momento) sono negativi fino al settimo anno (quindi se io compro un titolo di stato tedesco con scadenza fino a 7 anni ci rimetto. Punto) e a 10 anni siamo in area 0.25%.
Ovviamente si sconta tutto quanto sarà nella campagna acquisti di Draghi e quindi c’è anche una logica. Ponetevi però una domanda. Voi investireste oggi del denaro vincolandolo per 10 anni allo 0.25% lordo?

La perla assoluta però l’abbiamo vista nell’asta di ieri a Berlino:

BERLIN — The German government sold five-year notes at a negative yield for the first time in its history on Wednesday.

The milestone comes as the European Central Bank prepares to begin a bond-buying program, known as quantitative easing, in hopes of stimulating growth in economies across the Continent.

The German Finance Agency sold 3.28 billion euros, or about $3.72 billion, in government notes set to mature in April 2020 with an average yield of -0.08 percent, according to the Bundesbank, Germany’s central bank. That compared with an average yield of 0.04 percent when the government sold €4.04 billion in debt at auction in January.

Per la prima volta nella sua storia, sono stati collocati dei Bund a 5 anni con TASSO NEGATIVO! Sta bene tutto però questo mi sembra veramente eccessivo. E poi non venitemi a dire che la Germania non ha convenienza a questo tipo di Eurozona. Finanziarsi a 5 anni a tassi negativo è semplicemente folle e, ovviamente, estremamente conveniente.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
kry
Scritto il 26 febbraio 2015 at 10:20

Fuori argomento. Pensieri ad alta voce. Era proprio NECESSARIO con tassi ai minimi che verranno confermati nelle aste odierne sui btp e con il QE alle porte … http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Italia/Italia/notizia/Enel_Tesoro_vende_il_574_per_22_miliardi_di_euro-434296 Che LIQUIDIAMO, REGALIAMO REGALIAMO.

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Scritto il 26 febbraio 2015 at 10:55

kry@finanza,

Citofonare Renzi

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kry
Scritto il 26 febbraio 2015 at 11:01

Danilo DT,

Si DT io ET telefono casa. Numero , grazie.
Danilo DT,

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john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2015 at 11:43

kry@finanza,

Enel è una società merdosa, la cui dirgenza ha fatto scelte assurde, acquistando Endesa a un prezzo stratosferico un attimo prima che la Spagna iniziasse a precipitare. Il problema non è la “svendita”. Mi spiego in pillole. Enel come tutte le mega utilities ha un modello di business (generazione centralizzata di energia) che è perdente, obsoleto, IS GONE FOREVER. Inoltre ha un debito immane per servire il quale deve continuare a imporre questo modello per l’eternità altrimenti salta e con lei le banche. Deve poi continuare a servire il mercato pagando dividendi assurdi e incompatibili con la sua situazione patrimoniale (come ENI e compagnia bella), ma azionisti e manager insisteranno su questa strada ad libitum. Delegando a investotori privati, straindebitati, il monopolio elettrico di una nazione l’effetto è SOLO UNO: ingessare la nazione a un modello errato, ridurre gli investimenti per remunerare creditori e azionisti, caricare maggiori costi sugli utenti finali e penalizzare ulteriormente le chance di recupero strutturale. Solo uno stato, attraverso investimenti diretti, può proporre/imporre/sopportare gli investimenti necessari allo sviluppo delle mega infrastrutture necessarie. In passato TUTTE le grandi reti (elettriche, idriche, stradali, TLC, gas) sono state finanziate dai governi, in USA, in Italia, in Germania, ovunque ! Ora laddove il modello privatistico assoluto ha preso il sopravvento la qualità delle infrastruttre sta peggiorando (vedo lo stato pietoso in Germania e USA) mentre altrove dove il modello è misto sta migliorando (Cina, Russia)

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kry
Scritto il 26 febbraio 2015 at 12:57

john_ludd@finanza,

Ciao John. Grazie per la risposta.

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