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FCA e DIESELGATE: non prendiamo fischi per fiaschi

Scritto il alle 12:50 da Danilo DT

fca-dieselgate

Non mettiamo il carro davanti ai buoi, o se preferite i cavalli fiscali davanti alle Dodge e alle Jeep incriminate. Forse l’annuncio dell’Epa si poteva anche immaginare, ma siamo onesti. Oramai, dopo aver definito il Dieselgate di Volkswagen, chi mai poteva immaginare che era arrivato il turno di Fiat Chrysler, alias FCA? Ed invece si, è toccato anche al gruppo di Marchionne che aveva chiuso il 2016 con dati di vendite molto buoni. Dopo le stelle quindi, le stalle.

Non vado a parlarvi della vicenda, i giornali sono zeppi di notizie sull’argomento. Solo una cosa deve essere detta. Non si può paragonare la vicenda della FIAT al Dieselgate della Volkswagen.
Infatti il Dieselgate della casa tedesca era legato a MANIPOLAZIONE e FRODE. Il caso FCA è (al momento) legato a mancata COMUNICAZIONE e di superamento delle emissioni di ossido di azoto. Questo è quanto dice Marchionne. Con questo non voglio assolutamente giustificare o tantomeno discolpare Marchionne e company, ma bisogna anche fare attenzione a fare “di tutta erba un fascio”. Detto questo, poi , probabilmente poco cambia per chi guarda il titolo dal punto di vista della finanza.
Sintetizzo solo quello che rappresenta, finanziariamente parlando, il problema per FIAT: 104.000 veicoli sotto accusa, mega multa in arrivo…

(…) I periti americani, tuttavia, contestano non tanto l’utilizzo dell’hardware quanto quello (truffaldino, a loro dire) del software che lo fa funzionare, accusato di influire sulle emissioni facendole lievitare oltre il consentito. In altre parole, nonostante lo stesso Sergio Marchionne si sia affrettato a dire che “non c’è nulla in comune tra la vicenda Volkswagen e quella FCA“, nel mirino ci sarebbe qualcosa di simile a quel “defeat device” (di cui l’azienda italo-americana ha sempre negato e nega l’esistenza) che abbiamo imparato a conoscere con il Dieselgate. Solo che nel caso Vw oltre ai motori diesel 3.0 V6 furono coinvolti anche i 2.0 TDI EA189. (Source

A parte il danno commerciale che ne deriva, il rischio è che venga appioppata a FCA una multa di 4.63 miliardi di USD (circa 44.500 $ per veicolo).
E veniamo al nocciolo della questione. Che ne sarà della situazione finanziaria di FCA? E il suo rating? E il suo indebitamento? E poi, cosa c’è di politico in tutto questo? Non dimentichiamo infatti che l’Epa deve ancora finire il lavoro e quindi perchè scatenare l’inferno prima del completamento

(Clicca qui per continuare a leggere l’articolo su Automotivespace)

(…) il raggiungimento dei target riguardanti il debito sarà “più difficile”. (…) quello annunciato oggi “è uno sviluppo molto recente” e che queste questioni “tendono a protrarsi molto nel tempo”. (…) “La controversia sulle emissioni diesel [di VW] divenne pubblica nel settembre 2015″ e un patteggiamento da 4,3 miliardi di dollari è stato annunciato “soltanto” questa settimana. Precisando anche che Fca nega ogni colpevolezza, “Fca potrebbe parzialmente assorbire i costi attraverso la generazione di cassa nel periodo ad interim. Ma ciò dipende ovviamente da quanto resilienti risulteranno le vendite di Fca andando avanti nel caso in cui l’annuncio odierno dell’Epa si sviluppi ulteriormente. (…) in merito ai target sul debito “anche se la redditività o il cash flow futuri del gruppo dovessero essere inferiori ai target, gli obiettivi sul debito di Fca potrebbero comunque essere centrati con potenziali cessioni di certe parti dell’azienda” oggetto più volte di rumor. (Source) 

Queste grane durano mesi, non pensiamo che si risolvano in pochi giorni, e la pressione sul settore e sul titolo non si faranno mancare. Quindi evidenti le ripercussioni su quotazione, rating e solidità finanziaria. Anche perchè ricordate cosa disse Marchionne ad inizio anno?

(…) Ultima, ma di certo non per ordine di importanza, vi è la questione dell’indebitamento netto industriale che ammonta a circa 7 miliardi di dollari (valore riferito alla fine del terzo trimestre) e che risulta tra il più alto tra tutte le aziende i carmakers mondiali. Come ridurre o azzerare l’indebitamento quindi? Semplice, vendendo i gioielli di famiglia. Qualche mese fa sono circolate insistenti voci sulla vendita di controllate ad alto valore aggiunto come Comau Robotics, specializzata nella produzione di robot, e Magneti Marelli, che ha il suo core business nella realizzazione di sistemi di illuminazione ed impianti di infotelematica di bordo. (…) Vendendo entrambe FCA si ritroverebbe un indebitamento dimezzato, ma perderebbe qualcosa in termini di valore aggiunto. (…) Le altre soluzioni per ripianare il debito puntano dritto allo scorporo e alla vendita di brand di riferimento come Maserati e Alfa Romeo. Ipotesi che è stata paventata da Forbes il quale riporta che gli stakeholder sono preoccupati per il debito in crescita di FCA. Maserati, secondo l’analista di Berenberg, Alexander Haissl, è valutata tra i 3,4 ed i 4,6 miliardi di euro. (Source

Se l’idea era di abbattere il debito, ora tutto questo potrebbe diventare una encessità visto che, ahimè, la multa sarebbe paritetica alla valutazione di Maserati. Un vero dramma. FCA rischierebbe di perderla per pagare l’Epa.

Ma la storia insegna. Arriverà (speriamo) la mediazione che, mal che vada, tenderà a limitare magari sul paio di miliardi l’onere per la FCA. Ma sono sempre soldi regalati che escono dall’azienda e che andranno ad influire sia sui conti aziendali ma anche sui piani di sviluppo e, permettetemi, sugli investimenti che potrebbero portare delle limitazioni a livello qualitativo del gruppo.

Intanto occhio a questi tre grafici:

a) Free Cash Flow stimato

fca-free-cash-flow

b) Debito netto stimato

fca-debito-netto-stimato

c) Utili per azione stimato

fca-utile-per-azione

Questi grafici ovviamente rappresentavano le stime “ante” multa. Speriamo che quanto sta accadendo non vada a pregiudicare troppo il futuro e la stabilità finanziaria della casa (ex) torinese.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
gainhunter
Scritto il 13 gennaio 2017 at 13:38

Ben detto
Per chi vuole leggersi le notifiche di violazione dell’EPA:
VW: https://www.epa.gov/sites/production/files/2015-10/documents/vw-nov-caa-09-18-15.pdf
FCA: https://www.epa.gov/sites/production/files/2017-01/documents/fca-caa-nov-2017-01-12.pdf
Un conto la truffa VW (dispositivo che rileva se l’auto è su banco o su strada), un conto la colpa FCA (dispositivi non dichiarati che regolano valvola EGR e catalizzatore e che in certe situazioni non rispettano i limiti di emissioni di NOx).

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paolo41
Scritto il 13 gennaio 2017 at 14:46

rimane il fatto che con gli attuali limiti di emissioni le motorizzazioni diesel non riescono a stare in “complaiance”. Ma all’EPA e alla CHP (EPA California) cambieranno le teste con la presidenza Trump e hanno intenzione di proporre limiti più abbordabili…. almeno a quanto si dice.

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gianfrige72
Scritto il 13 gennaio 2017 at 18:59

Della serie NE ABBIAMO PIENI I MARCHIONI
Passati sei anni, questo post conserva tutta la propria attualità…
http://intermarketandmore.finanza.com/lo-sporco-ricatto-di-marchionne-22671.html

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