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BANCHE a rischio BAIL IN. E’ solo una questione di tempo

Scritto il alle 09:13 da Danilo DT

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E’ da un po’ che non si parla più delle banche italiane. Passata la bufera? Siamo al punto di svolta?
Beh, direi che è ancora un po’ prestino per poter dire che i problemi per le banche italiane sono ormai nei dimenticatoio. Anzi, per certi versi, abbiamo solo passato l’ennesimo step ma le problematiche ci sono sempre, eccome. Anzi, devo ammettere che parlando con alcuni soggetti “ben informati”, risulta evidente lo stato di difficoltà sopratutto per alcune piccole realtà bancarie (molte Rurali) che hanno molti crediti destinati all’inadempienza e che in questo momento restano in una posizione…dormiente.
I nodi verranno al pettine.
Intanto ecco che arrivano i risultato della fantomatica operazione di OPT (offerta pubblica di transazione) per Popolare Vicenza e Veneto Banca.

La Banca Popolare di Vicenza ha chiuso l’offerta pubblica di transazione (Opt) con i soci ‘azzerati’ raccogliendo adesioni pari al 70,3% delle azioni incluse nel perimetro della proposta, al netto dei soci irreperibili e delle posizioni già oggetto di specifica analisi. E se ha festeggiato per aver raggiunto l’obiettivo minimo che si era prefissa, la banca non ha stappato prosecco per i risultati di bilancio. L’esercizio 2016 si è chiuso con una perdita di 1,9 miliardi di euro, dopo gli 1,4 miliardi di rosso accumulati nel 2015. Sul risultato, si legge in una nota della banca, hanno pesato accantonamenti e rettifiche per 1,72 miliardi di euro. (…)
Per risollevarsi, la Vicenza ha chiesto la Bce di autorizzare l’ingresso dello Stato nel capitale. (…) “Il rafforzamento patrimoniale rappresenta un presupposto per la continuità aziendale e per il positivo completamento dell’operazione di fusione”.
Il peggioramento degli indici di liquidità, invece, ha spinto la banca a chiedere alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia di poter emettere altri titoli con garanzia dello Stato fino a un massimo di 2,2 miliardi con una durata di 3 anni. (Rep

Credo che in queste poche righe ci sia tutto il dramma di una banca ormai spolpata e che non può avere futuro. Siamo onesti. Quanto dichiarato qui sopra è un atto di morte bello e buono. I bilanci parlano chiaro. Forti perdite ma consci che l’operazione di “bonifica” non è ancora terminata. Ma soprattutto una banca per sopravvivere deve continuare poi a FARE la banca. In altri termini, quale sarà il business di questo nuovo pastrocchio che nascerà dalla fusione tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca (sempre se si arriverà a tanto ma necessario quantomeno per tagliare i costi)? I costi fissi sono elevatissimi, i tassi bassi di certo non aiutano il fare business e la concorrenza ti fa a brandelli quando si sente il nome di una banca sulla via del bail in. Ed è quasi commovente leggere gli accorati appelli per ottenere il consenso di Commissione UE e BCE, continuando a difendere i due istituti spacciandoli per solidi e sani.
Ma proprio su questo aspetto voglio soffermarmi. La normativa dice che una ricapitalizzazione pubblica sarebbe autorizzata QUANDO si percepisce il “rischio sistemico”. Domanda: queste due banche decotte, agli occhi della BCE e dell’Unione Europea, possono essere considerate sistemiche? Siate onesti e rispondete a questa domanda.

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Cosa si “prevede” per il futuro (AUGURI)

E dopo che vi siete in modo marzulliano, fatti una domanda e poi dati una risposta, ragionate su quale futuro può aspettare queste due banche e, rispettivamente, i rischi a cui rischiano di essere sottoposti i risparmiatori e gli obbligazionisti di questi istituti.
Ovviamente anche Atlante ne subirebbe le conseguenze (sbaglio o Unicredit ha già pensato bene di svalutare a bilancio del 70% la sua quota in Atlante?). 3 miliardi polverizzati da quel fondo Atlante che avrebbe garantito quantomeno un 6% all’anno (scatta la risata. STOP risata perché c’è poco da ridere). Poi ovviamente ci sarebbe la polverizzazione dei bond subordinati e magari una parte di quelli senior. Ma mi fermo qui perché non voglio portare il carro davanti ai buoi. Certo che per l’ennesima volta siamo riusciti a buttare nel cesso (scusate il francesismo) 3 miliardi di Euro senza saper andare a fondo del problema e senza risolvere nulla. E chi ha fatto i danni…pagherà mai? Per carità, si sa chi paga sempre. Il povero Dott. Pantalone.

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PS: vorrei inoltre ricordare agli amici lettori che c’è sempre una banca in Italia che si chiama MPS e che al momento è ancora in posizione di “stand by”. La differenza, rispetto alle due venete, è fondamentalmente il fatto che qui è più possibile considerarla sistemica. Leggete cosa ci segnala l’amico Atomictonto: direi quantomeno preoccupante…

La ricapitalizzazione preventiva di Mps, passaggio indispensabile per salvare la banca di Rocca Salimbeni, è ancora ferma: (…). Non solo, come evidenziato anche dal cda della banca, sulla situazione attuale pesano ”elementi di rilevante incertezza” per la continuità aziendale. A partire proprio, si spiega, dai “tempi di autorizzazione” del piano di ricapitalizzazione preventiva. (…) E per dare il suo via libera (la BCE) vuole risposte definitive rispetto a diversi fattori chiave: in particolare, e proprio su questo fronte è imperniata la dialettica con la Bce, Bruxelles chiede indicazioni certe sulla capacità della banca di essere solvibile in prospettiva e sulle perdite in corso, e di quelle attese, della banca. (…) (Source)

Beh, un bel quadretto direi… Per il resto…buona giornata a tutti.

STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:48

Sia ben chiaro. Quanto scritto rappresenta un parere PERSONALE. Vediamo che dicono BCE e commissione UE

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atomictonto
Scritto il 29 marzo 2017 at 10:11

DANILO, MPS non è in Stand-by….è stata OCCULTATA. Tralasciando il fatto che è fuori contrattazione ormai da oltre TRE MESI (!!!) sottolineo come sia stato OCCULTATO del tutto anche l’ultimo CdA del 22 Marzo. E’ uscita, nel silenzio totale dei media nazionali, solo una notizia su di un piccoloo media locale di Siena secondo cui:
A) CI SONO ““Elementi di rilevante incertezza per la continuità aziendale”
B) La banca oggi non è stata per nulla ricapitalizzata ergo continua a BRUCIARE SOLDI rimanendo aperta.

http://www.radiosienatv.it/mps-il-cda-elementi-di-rilevante-incertezza-per-la-continuita-aziendale/

E’ in corso una PORCHERIA assurda se si considera che il 17 Marzo è scaduto il termine di FTSE/Russell per la riammissione in contrattazione pena il Delisting d’ufficio a 0,00 euro!!

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atomictonto
Scritto il 29 marzo 2017 at 10:14

Chi legge DIFFONDA questa notizia sul CdA di MPS del 22 Marzo 2017 che è stata NASCOSTA a tutti:

http://www.radiosienatv.it/mps-il-cda-elementi-di-rilevante-incertezza-per-la-continuita-aziendale/

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Scritto il 29 marzo 2017 at 10:29

ato­mic­ton­to@fi­nan­za,

Mi sembrava corretto dare visibilità alla tua segnalazione integrando l’Articolo. Grazie per lo spunto.

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atomictonto
Scritto il 29 marzo 2017 at 14:23

Grazie DT, tutto quel che si può al servizio della Informazione Indipendente :-)
Da­ni­lo DT,

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