WALL STREET: cala il rischio geopolitico, migliora il COT REPORT

Scritto il alle 15:55 da Lukas


Le tensioni in Medio Oriente ovviamente aumentano un po’ la paura anche sui derivati. Ma in realtà si tratta non di panico, ma solo di minore positività, quantomeno nel breve termine. (Guest Post)

Cari amici, in questo inizio di nuovo anno, i mercati finanziari internazionali hanno dimostrato di aver le spalle molto larghe, superando, senza alcuna conseguenza, anche la nuova crisi geopolitica mediorientale. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, ha, infatti, addirittura ritoccato ed aggiornato nuovamente i suoi record storici. Nonostante ciò, le tante Cassandre ancor oggi esistenti, non smettono di parlare di bolla dei mercati azionari, e di profetizzare ed ammonire su crolli imminenti degli stessi. Rammento a tal fine che Cassandra, nella mitologia greca, era la figlia di Primo, re di Troia. Era una ragazza bellissima, al punto che persino il Dio Apollo in persona s’innamorò di lei. Per indurla a concedersi, Apollo le donò il potere di fare profezie. La ragazza però rifiutò di concedersi. Apollo, che era un Dio e non poteva di certo perdonare lo smacco subito, si vendicò, revocando il dono che le aveva fatto in precedenza. Nononostante ciò, Cassandra continuò a prevedere il futuro, ma da quel momento in poi non fu più creduta da nessuno. Da allora, mai più nessuno ha avuto il dono di profetizzare il futuro, quindi mi sembra saggiò non credere agli attuali profeti di sventura. Ma aldilà di tale ed evidente constatazione, d’ordine storico, vi sono ben altri motivi per non prendere in seria considerazione le loro profezie. I mercati azionari, infatti, secondo l’analisi intermarket, altro non sono che la rappresentazione, la conseguenza, il riflesso finale, di tutta una serie di fattori economici e finanziari, quotati ed espressi in altri mercati, situati a monte degli stessi. Ebbene, in tutti questi altri mercati, ossia nel mercato valutario, in quello delle commodities, e non ultimo in quello obbligazionario, non vi è, allo stato, alcun elemento che possa lasciar presagire, uno storno significativo, e tantomeno un crollo, dei mercati dell’equity.

Andiamo, infatti, ad esaminare cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, negli ultimi tempi ha mostrato qualche debolezza, ma esso è da molti anni abbastanza stabile, basti pensare che negli ultimi 4 anni esso si è deprezzato di appena l’1,6 %. L’esiguità di tale variazione testimonia, senza timore di smentita, la grande stabilità del mercato dei cambi. Stabilità riconquistata anche dal mercato delle  commodities. Dopo molti anni di deprezzamento selvaggio, infatti, da almeno un biennio le loro quotazioni si sono stabilizzate ed hanno smesso di scendere, anzi in qualche caso mostrano qualche timido segnale d’inversione. Più movimentata, invece, la vita del mercato del mercato dei bond. Ma più per le peripezie della FED, che non per effetto di eventi dell’economia reale. Comunque, aldilà di accadimenti contingenti, come quelli accaduti nel corso del 2018, anche questo mercato è abbastanza stabile da anni. Basti pensare che la quotazione del bond decennale Usa, negli ultimi 5 anni, è stornato di appena lo 0,58 %. Ebbene con tutti questi altri mercati, stabili e tranquilli, cosa ci saremmo dovuto aspettare dai mercati dell’equity ? Vi sembra logico e razionale attendersi, come fanno ancor oggi, le Cassandre, un crollo degli stessi ? A me non lo sembra, anzi gli attuali andamenti, mi appaiono del tutto coerenti con uno scenario intermarket sostanzialmente stabile e privo di particolari criticità.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati solo venerdì  dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 22.687

Large Traders :  + 19.390

Small Traders : + 3.297

Si riconferma, quindi, la nuova configurazione lateral-rialzista del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei diversi operatori, sono state pari a 13.885 contratti. In particolare, i Commercial Traders, gli operatori più forti e meglio informati, non si smentiscono, acquistano infatti l’intero lotto dei 13.885 contratti long, e riportano l’entità della loro abituale posizione di copertura, Net Short, ad un livello davvero esiguo, di gran lunga inferiore alla loro media storica. I Large Traders, invece, cedono 8.378 contratti long, e contraggono l’entità della loro attuale posizione Net Long. Gli Small Traders, infine, vendono anch’essi 5.507 contratti long, e riducono a livelli davvero esigui la loro attuale posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, giustificano quanto accaduto nel mercato primario in questi primi 10 giorni dell’anno. Le Mani Forti non sembrano infatti temere gli eventi mediorientali, credono trattasi delle solite schermaglie, e che non ci sarà un escalation. Riducono infatti il loro livello di copertura, e ciò è, senza dubbio, un buon segnale, che depone per la continuazione dell’attuale trend rialzista. D’altronde, come si vede non v’è traccia d’alcuna pericolosa esuberanza, basti pensare che gli Small Traders, operatori notoriamente contrarian, hanno una posizione Net Long davvero esigua, e potrebbero pure invertirla, tornando inopinatamente Net Short. Insomma, a differenza delle inattendibili Cassandre, anche il mercato dei derivati appare molto intonato, nonché coerente ed in linea con la positiva situazione generale dell’intero scenario intermarket. Riconfermo, pertanto, la mia moderata view rialzista ed il mio personale target di 3.500 punti per l’S&P 500 a fine anno.

Moderata view rialzista, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo inizio del 2020, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno del 2,26 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha conseguito un guadagno del 2,06 %. Conseguita pertanto una sovra-performance dello 0,2 %, beneaugurante per il prosieguo dell’anno. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha conseguito una sovra-performance media annua dell’ 8,7 %, e presenta una equity line in progresso di circa il 150 %. In coerenza con quanto sopra espresso, questa settimana vario leggermente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 77,5 all’82,5 % le mie posizioni long, e riduco, nel contempo, dal 22,5 al 17,5 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione rialzista pari al 65 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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