UTILI borsa USA: tutto a gonfie vele

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Vento in poppa per le società quotate a New York. Ma la spinta della FED sta per esaurirsi.

Sono ormai uscite quasi tutte le trimestrali USA del 2013 delle aziende quotate allo SP500 e quindi possiamo fare una rapida analisi dei risultati.
Premessa: in passato avete avuto modo di leggere (e se non lo avete fatto, fatelo ora!) il post su cosa sta scontando la borsa USA in questo momento (CLICCATE QUI).
I dati in uscita in questi giorni non fanno altro che farci vedere delle aziende USA che vanno ad una velocità pazzesca, mai vista prima, con una produttività spremuta come un limone e di difficile sostenibilità.
Senza poi dimenticare che gli USA, nel motore, hanno l’additivo FED che purtroppo, si sta progressivamente esaurendo.
Ma senza il magico additivo, riusciranno ancora a macinare queste valangate di utili? E quale sarà la reazione dei mercati?
Tutto questo, oggi, NON è un problema visto che lo SP 500 è sui massimi storici, incurante di tutto e di tutti.

La mappa degli UTILI

In sintesi, come vedete dalla mappa qui sopra, su 471 rilevazioni (delle 500 aziende quotate):

• VENDITE: 292 (62.26%) hanno battuto le stime, 176 (37.53%) hanno deluso
• UTILI: 347 (73.99%) hanno battuto le stime, 116 (24.73%) hanno deluso

Uno scenario positivo con ottime prospettive, se non conoscessimo la realtà dei fatti (di cui ho parlato sopra).

Utili chiaramente superiori alle previsioni e…ehm…previsioni per i prossimi anni che si aggirano ad un +10% all’anno. Questo è quanto sconta oggi il mercato. Forse dovreste fare mente locale e tenerne conto. Immaginate l’impatto che ne deriverebbe se ci fosse un’inversione e ci si rendesse conto che senza mamma FED a sostegno quegli utili le aziende USA se li potranno scordare.

Ma oggi c’è fiducia, fiducia incondizionata, e quindi non ci sono problemi. La FED difende il mercato e sa che un dietrofront deciso porterebbe gravi problemi, oltre che compromettere tanti anni di lavoro e di sacrifici monetari.
A dire il vero, al FED è ben cosciente che la situazione gli è scappata di mano e che quindi la cosiddetta “exit strategy” potrebbe essere ricca in imprevisti.
Capite anche voi che, se corro in autostrada ai 200 km/h potrei avere qualche difficoltà ad uscire dalla stessa. Devo per forza rallentare.

La slide sopra proposta vi fa vedere un elenco di dati che oggi il mercato sconta.
Sono numeri per certi versi impressionanti. Se veramente accadesse tutto questo, sarebbe non incredibile, ma di più. Guardate i dati sugli utili, sui dividendi, e quelli sul deleveraging.
Poi per carità, questa mia analisi da “uomo della strada” potrebbe essere farlocca e incoerente. Ma permettetemi di mantenere tutti i dubbi del caso sulla tenuta di questo trend rialzista, ancor di più oggi, con un tapering che diventa sempre più operativo.
La chiave di tutto sarà come sempre la FED, con le sue comunicazioni, i suoi concetti sparsi tra le righe, le sue dinamiche temporali. Quando il mercato capirà che la mamma FED lascerà il mercato progressivamente in balia di se stesso, molte valutazioni dovranno mutare. E anche queste analisi basate sui P/E dovranno essere riviste.

Chiudo con questo grafico da meditazione che fa da contraltare a quanto sopra esposto. Buon week end.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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14 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 28 febbraio 2014 at 14:07

Il fatto è che la gente continua a non comprendere come funziona il QE che è un sofisticato mix di asset swaps che forza l’uscita dai titoli governativi (facendo aumentare e non calare i rendimenti) per ricollocarli altrove e soprattutto forza flussi di dollari un uscita forzando un deprezzamento del dollaro per ora non inflazionario perchè la velocità di circolazione della moneta continua a calare. E’ uno strumento di guerra valutaria cui tutti si stanno ribellando tranne la BCE che non ha armi. Prima Abe e ora soprattutto i cinesi sembrano si siano stufati del carry trade orchestrato da WS nel convincimento che, come nel caso del prezzo delle case, lo yuan si rivaluterà in eterno. Ma se così non è, ci sono mega perdite in arrivo e un forte calo degli utili delle società USA in Asia. Si dimentica che la Cina non è più quella potenza mercantilista del passato, il suo saldo con l’estero è sotto il 2%, contro il 6% e oltre della Germania. Confermo la previsione di pesante recessione in Europa in arrivo in pochi mesi e il collasso economico della regione. L’Europa è il campo di battaglia tra Cina e USA nell’assoluta incapacità dei tedeschi di comprendere cosa sta per piombargli sulla testa. Magari la BuBa lo ha messo in conto, tanto bisogna soffrire per guadagnarsi il paradiso.

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paolo41
Scritto il 28 febbraio 2014 at 14:24

la tua analisi è corretta ma, a mio parere, non esaustiva; non possiamo infatti dimenticare che oltre al QE le multinazionali americane continuano a sfruttare i vantaggi della delocalizzazione/globalizzazione, aggiunta al fatto che sugli utili realizzati all’estero, se non rimpatriati, pagano ridicole tasse. Alcuni giorni fa hai postato un articolo sul riacquisto delle azioni da parte delle aziende americane, proprio perché sono piene di liquidità e alcune “grosse” stanno inoltre emettendo bond a tassi veramente bassi.
Il secondo fattore che le agevola è l’alto livello di lavoratori disincantati dalla possibilità di trovare un lavoro; questo comporta che se vuoi tornare a lavorare devi accettare stipendi più bassi di quelli che erano qualche anno fa e anche questo favorisce i margini.
E’ un fenomeno che si verifica in quasi tutti i paesi che aspirano ad essere competitivi nel panorama mondiale: se vuoi sopravvivere in qualche modo non è più sufficiente svalutare le valute locali, ma occorre intervenire su tutti i fattori che costituiscono il costo di produzione.
Questo deve essere ben presente anche ai nostri politici, cioè ben venga la riduzione del cuneo fiscale, ma non è sufficiente; occorrerà favorire le aziende su tutti i fattori che influenzano i costi.

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john_ludd
Scritto il 28 febbraio 2014 at 14:57

paolo41,

Ottimo spunto, mi fornisci un argomento per uno dei miei temi preferiti…

“Inevitably, the tax man will cometh…..Except of course, if you are a large multinational corporation. Despite the political banter over who pays and who does not, the 2000s have ushered in an era of corporations avoiding paying taxes. Armed with teams of CPAs and attorneys, these large multinational companies have pushed the limits on how they can avoid paying taxes and have done so quite successfully.

General Electric, one of the largest and most well respected companies in America has been criticized for paying little or nothing on their corporate taxes the last few years. In fact, GE is currently suing the IRS for over 650 million dollars they feel should have been a tax credit instead of a liability that they owe taxes on.

If you look at the S&P 500 members citing effective tax rates of 0%, it is staggering. With names like Broadcom, Verizon Wireless, Public Storage, Seagate Technologies and even News Corp having not paid any taxes in the past twelve months. The list of companies with a 0% effective tax rate is a long one and perhaps one that needs some attention. It just seems odd that we can tax everything in this country but not huge multinational companies that make billions of dollars each year.

Favorable tax codes and massive amounts of lobbying have created corporate welfare in this country and perhaps the time has come to address the inequalities that exist in the tax code.

It is estimated that that there is over 2 trillion dollars in cash sitting in the coffers of corporate America right now. Shareholder activists like Carl Icahn, are forcing companies like Apple to address what they are going to do with the loads of cash they are sitting on.

What’s really interesting to see is that the divergence between corporate profits and tax receipts on that corporate income. In early 2000, we saw a gap that widened and then virtually exploded.

Currently, corporate profits have never been better yet the liability of paying taxes on those profits has stayed flat. It has created the largest divergence the 2 series have had in over 65 years!”

Ralph Dillon at Global Financial Data

citato nel sempre ottimo sito di Jesse:

http://jessescrossroadscafe.blogspot.it/2014/02/the-corporate-tax-scandal-in-america.html

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paolo41
Scritto il 28 febbraio 2014 at 16:32

…in questo momento fanno “carry trade” interno: emettono obbligazioni al 3% e comprano le loro azioni che hanno Ebit 4/5 volte superiore…… è una manna!!!!!

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idleproc
Scritto il 28 febbraio 2014 at 16:59

Grazie per il link.
Il processo era già ben riconoscibile agli inizi degli anni ’70.
Il lato divertente della propaganda degli ultimi decenni sono stati gli appelli al “libero scambio” e al “liberismo” a livello delle realtà “nazionali” (vale anche per gli US) in modo da togliere qualsiasi possibilità di mediazione socioeconomica locale e la realtà dei sovraprofitti da monopolio e oligopolio sovranazionali e sovracontinentali delle corporation globali.
I costanti “appelli al mercato” per quanto riguardava la forza lavoro e il mettere le mani sulle risorse pro-tette pubbliche locali con invece la demolizione del mercato e i tentativi di pilotarlo con l’aiuto delle banche centrali.

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john_ludd
Scritto il 28 febbraio 2014 at 17:25

idleproc@finanza,

Ha un nome preciso, cambia pelle a seconda delle fasi storiche ma è sempre lui, si chiama fascismo e questo signore lo sapeva bene:

The liberty of a democracy is not safe if the people tolerate the growth of private power to a point where it becomes stronger than the democratic state itself. That in its essence is fascism: ownership of government by an individual, by a group, or any controlling private power.

Franklin D. Roosevelt

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comax74
Scritto il 28 febbraio 2014 at 17:49

Ma in tali scenari, chi come me, ha un mutuo sulle spalle cosa dovrà aspettarsi? Se salta tutto in aria non penso che ci sarà un giudice fallimentare che mi chiederà il rientro immediato del mio debito.
Cosa che ovviamente non sarei in grado di fare….

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kry
Scritto il 28 febbraio 2014 at 18:13

comax74@finanzaonline,

Comprensibile preoccupazione di molti.

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idleproc
Scritto il 28 febbraio 2014 at 18:32

…pur mettendo l’accento sull’apparato lobbystico-industriale-militare anche Dwight D. Eisenhower…
ha messo in guardia…

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idleproc
Scritto il 28 febbraio 2014 at 18:43

Per dira papale papale, è un gioco per destabilizzazioni successive e la creazione di “governi adeguati” , quando proveranno a destabilizzare la Russia o la Cina sapremo come andrà a finire…
L’idea è di fermarli prima.

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paolo41
Scritto il 28 febbraio 2014 at 21:03

idleproc@finanza,

probabilmente, in un secondo tempo, arriveranno anche a destabilizzare Russia e Cina anche se prima di arrivare a tali obiettivi sono probabili catastrofi militari; ma come obiettivo immediato hanno l’Europa con il suo frastagliamento di stati privi di qualsiasi difesa con la grossa responsabilità della Germania che ha preteso di costruire un’Europa a immagine e somiglianza delle gestioni che andavano bene per la Germania est e paesi similari, cioè con il forte controllo di uno Stato centrale che con la sua burocrazia inutile e asfissiante (dicasi EU) pretende di pianificare le attività dei singoli staterelli. Purtroppo la “fortezza Europa” è un castello di carta che perde i pezzi ogni volta che il vento spira più forte; la Germania si illude di sopravvivere, ma è una pia illusione in considerazione dell’elevato divario che esiste fra la potenza di fuoco delle multinazionali americane e quelle europee, tedesche incluse.
E i mercati europei sono enormemente appetibili per le fauci americane.
Una considerazione analoga l’abbiamo intavolata tempo fa e il trascorrere degli eventi conferma che le nostre tesi di allora non erano poi del tutto sbagliate.

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Lukas
Scritto il 28 febbraio 2014 at 21:12

intanto i Russi stasera hanno invaso la Crimea :roll:

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Lukas
Scritto il 28 febbraio 2014 at 21:15

e gli indici azionari Usa sono passati rapidamente in negativo…..

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idleproc
Scritto il 1 marzo 2014 at 00:01

…la destabilizzazione dell’Ucraina era precedente, la tecnica è sempre quella di utilizzare contraddizioni economiche e sociali reali come anche il legittimo desiderio di indipendenza e sovranità nazionale verso il risultato che si desidera, non sono nenche tanto bravi, hanno usato alcuni “spot” da manuale per la propaganda… l’attività sucessiva dei russi è la risposta inevitabile.
Cho perde per ora nella situazione sono gli ucraini, come hanno perso i libici, i popoli del medio oriente e altri popoli in nord-Africa… senza arrivare alla ex-Jugslavia.

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