Economia USA: Utili-salari, un disequilibrio che non può reggere!

Scritto il alle 14:33 da Danilo DT

Che l’economia americana non sia proprio un perfetto esercizio di efficienza e di equilibrio, lo sappiamo benissimo. E soprattutto, a causa dell’operato della banca centrale USA, la FED, questi disequilibri sono venuti a lievitare. Certo, anche in Europa troviamo storie similari, ma dai dati che abbiamo visto recentemente e che qui vi commentiamo, la situazione americana merita sicuramente di essere menzionata.

Che ci crediate o no, le aziende USA macinano signori profitti. E addirittura nel 2012, gli utili aziendali hanno raggiunto il picco più alto, addirittura ai livelli dalla Seconda Guerra Mondiale.

Analisi Utili Imprese USA: al top!

Evviva! Quindi tutto ok? In realtà no, perché sempre nello stesso momento ci troviamo con un livello retributivo che, in proporzione, è sceso ai mini da 57 anni!

Oh perbacco, ma allora come è possibile che i consumi continuino a tirare così tanto? Come mai le aziende fanno soldi a palate se poi la gente non ha i soldi da spendere? Ecco qui che entra appunto la FED con i suoi programmi come quello dei food stamps o degli incentivi fiscali. Ma il Sequester, nessuno lo considera? E tantomeno nessuno considera l’impatto di questo primo passaggio di Exit Strategy? E possibile che nessuno si renda conto di quanto sia pericolo e preoccupante questo segnale?

Tenete conto infatti che l’economia non può continuare a crescere se i lavoratori continuano a perdere potere d’acquisto. E la FED non può durare all’infinito con il suo piano di sostegno, visto che ci sono dei tetti da rispettare e già oggi siamo a livelli estremi. Inoltre i profitti societari sono anche così elevati, in quanto mai come oggi, ci troviamo con una così alta produttività dei lavoratori (che contribuiscono a far produrre più beni e servizi a costi inferiori), che però deve tenere in considerazione il fatto che c’è sempre un numero di persone che realmente lavorano.

L’anomalia, ovviamente, sta nel fatto che salta in questo momento una logica. Se le aziende aumentano i profitti, dovrebbero anche aumentare i salari (con rischi inflattivi che infatti oggi non si vedono all’orizzonte): ed invece non è affatto così.

La disoccupazione rimane elevata al 7,7%. Se poi andiamo a prendere anche quelli che Non hanno un posto a tempo PIENO, il tasso sopra descritto lievita ad oltre il 14%

What’s more, companies are still skittish about the health of the economy and the U.S. banking system after the financial panic of 2008. They’ve built up extra cash reserves partly out of caution and also to make up for a sharp drop in profit in 2009. Corporate earnings as a share of GDP fell to as low as 9.6% in 2009 from 12% just three years earlier.
They U.S. and global economies, meanwhile, have been growing in fits and starts since the recession ended. The lack of steady growth has deterred companies from spending as much on investment. (Source) 

Quindi la situazione deve essere, come sempre, in modo corretto. E in questa sede speriamo di aver contribuito a capire meglio come stanno le cose.

STAY TUNED!

DT

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3 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 29 marzo 2013 at 17:38

….non va trascurato il fatto che la maggior parte degli utili delle aziende americane è dovuta alla delocalizzazione dove possono usare manod’opera a basso costo a scapito dei posti di lavoro “made in USA”.
Tale situazione ha inoltre l’innegabile vantaggio che gli utili realizzati nei paesi esteri pagano una irrisoria tassa locale e sono, nella stragrande maggioranza dei casi, esentati dal pagare una seconda tassa in USA.
Il governo Obama ha cercato e continua a cercare di rivedere tale situazione, ma finora le lobbies hanno avuto il sopravvento.
I primi effetti del “sequester” cominciano a farsi sentire; non sottovalutiamo, inoltre, che presto ci sarà un massiccio rientro di militari dalle varie operazioni, Iraq, Afghanistan, etc e non è che ci sia una grande offerta di lavoro…..

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calciatore
Scritto il 29 marzo 2013 at 19:10

In USA vi e’ un mercato del lavoro completamente scollegato dalle realta’ europee. La’ la gente sa che puo’ impegnarsi, lavorare duro e guadagnare anche poco (se vogliamo) ma non vi sono tasse sul lavoro che lo strangolano. Ci sono sicuramente meno tutele sindacali, ma e’ una macchina oliata che sta andando avanti creando purtroppo ampie disparita’ sociali. In italia stante le attuali condizioni arriveremo esattamente all’effetto opposto: gravati dalle tasse i nostri giovani devono inchinarsi ai datori di lavoro, accettare la totale mancanza di tutela sindacale, firmare per una precarieta’ a vita, lavorare ad orari impossibili e dimenticandosi il calendario, e soprattutto GUADAGNARE NIENTE, della serie ” SE TI VA BENE E’ COSI’, ALTRIMENTI VATTENE CHE FUORI DALLA PORTA HO LA CODA DI GENTE CHE NON ASPETTA ALTRO “.- Logico che chi puo’ scappa dall’italia, chi resta oltre a non guadagnare niente andra’ quando puo’ a stordirsi nei centri commerciali con la famiglia, perche’ la domenica non avra’ piu’ neanche 20 euro per fare la benzina per portare in campagna i bambini a prendere un po’ di aria fresca.

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candlestick
Scritto il 30 marzo 2013 at 19:16

interessante post!
per quanto riguarda il cambio con l’euro il dollaro però sembra voler dimostrare il contrario, America forte per tutto il triennio 2013-2016.. vediamo la FED cosa farà per mantenersi a galla.. e l’Europa su che fianco affonderà, destro o sinistro? …(l’affondo è inevitabile)

qua l’aggiornamento Euro -Dollaro
http://leapfuture.blogspot.it/2013/03/eur-usd-eurozone-debacle-euro-will-be.html

Buona Pasqua!

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