Un uragano economico sugli USA

Scritto il alle 15:11 da Danilo DT

Non parliamo di Katrina o di tempeste tropicali. Ma di uragani finanziari. Secondo la società Research Affiliates LLC, per gli USA si prospettano degli anni durissimi a causa di un debito pubblico e privato in costante crescita, a causa di un deficit di bilancio federale che non ha fatto che ampliarsi dal 2001 e da un costante calo dei lavoratori raffrontati ai pensionati.

Questo scenario costringerà gli USA ad una forte frenata economica. E questo “vuoto” verrà colmato dalle economie emergenti, in quanto più solide, senza debiti, più ricche e praticamente con una situazione economica esattamente opposta (o rovesciata) rispetto a ciò che vediamo negli USA.

uragano economico stati uniti

E’ un mondo che cambia. Qui non si tratta più di decoupling ma di vera rivoluzione economica, guidata da quei paesi emergenti dove si trova la maggior parte della popolazione mondiale a cui il mondo occidentale (USA ed Europa) stanno progressivamente cedendo il testimone dello sviluppo, della competitività e della crescita economica.

Il futuro è loro. Occorre prenderne atto.

STAY TUNED!

DT

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11 commenti Commenta
gaolin
Scritto il 1 luglio 2011 at 15:55

In aiuto alla presa di consapevolezza dei lettori di I&M, che sarebbe bene avessero anche i nostri governanti, che si affannano quotidianamente a tappare buchi e falle sempre più enormi nei conti delle varie istituzioni finanziarie e stati occidentali, c’è un bell’articolo da leggere in:

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/7/1/FINANZA-Cosi-la-Cina-si-prepara-a-regnare-su-Europa-e-Usa/190865/

Gaolin

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tommy271
Scritto il 1 luglio 2011 at 16:14

Il titolo del “Sussidiaro” è volutamente esagerato.
In realtà la Cina fa i propri interessi come gli Usa ed europei fanno i propri.

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gaolin
Scritto il 1 luglio 2011 at 16:26

tommy271@finanza,

Proprio così.
Una differenza però sostanziale c’è:
La Cina fa gli interessi della “Nazione CINA” dalle nostre parti invece si fanno, nel breve termine, gli interessi di una ristretta oligarchia e dei suoi comprimari.

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tommy271
Scritto il 1 luglio 2011 at 16:46

gaolin@finanza: tommy271@finanza,
Proprio così.
Una differenza però sostanziale c’è:
La Cina fa gli interessi della “Nazione CINA” dalle nostre parti invece si fanno, nel breve termine, gli interessi di una ristretta oligarchia e dei suoi comprimari.  

Discorso lungo, e leggendo della tua preparazione sul celeste impero, non ho motivo di dubitarne.
Anche se, in fatto di oligarchie, la Cina non è da meno.

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cavolo
Scritto il 1 luglio 2011 at 17:04

ciao a tuutio buongiorno !!
uragano usa ma si continua a salire con gli indici ???ho letto gia la tua posizione sullo spy e ti faccio i miei complmenti,ma quando finira questa truffa colossale?

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pierpier
Scritto il 1 luglio 2011 at 18:36

cina…sono ormai 10 anni che faccio avanti e indietro tra italia e cina, passo 50% del mio tempo lì…penso ormai di conoscerli abbastanza bene. Per questo nel mio piccolo ma con cognizione di causa non mi sento di essere così entusiasta come il nostro amico Gaolin su questo paese. I risultati economici sono un dato di fatto per cui non discuto, il problema che però Gaolin non contempla mai è la situazione reale del paese. Sono attualmente in Cina e intanto smentisco che da queste parti non si legga I&M, il sito non è mai stato oscurato in questi anni (come invece scritto qualche tempo fa). Detto ciò ho passato la serata con un mio ex dipendente, un ragazzo giovane di 26 anno molto in gamba che ha provato a mettersi in proprio. Le cose non gli vanno male ma mi raccontava della sua disperazione e rabbia per i ragazzi della sua età, che hanno vissuto il boom economico ma che si trovano adesso davanti ad alcune situazioni che non possono portare a niente di buono: negli ultimi 2 anni il costo delle case nella sua città (a 100 km da Shanghai) è raddoppiato, negli ultimi 6 mesi il cibo è aumentato del 16%. Mi dice che a queste condizioni lui fa fatica a pensare di avere un futuro roseo, a mettere su famiglia come immaginava fino a poco fa. E pensare che rispetto a solo un anno fa lui guadagna il 50% in più! E come lui ce ne sono tanti che sono messi molto peggio, che hanno avuto un misero aumento del 10% di stipendio o che hanno perso il lavoro a causa della crisi ed adesso si accontentano di piccoli lavoretti. La rabbia qui cresce … nel guangdong sono in tanti che iniziano a scioperare pesantemente. Le opere faraoniche fatte daal governo negli ultimi anni hanno portato lavoro nel breve ma anche gravi perdite nei bilanci locali e costruzioni totalmente inutili. Esistono città fantasma, la famosa diga più grande del mondo che doveva risolvere i problemi energetici di buona parte del Guangdong è stato un flop (ha portato inondazioni che la costringono a non lavorare come dovrebbe, è sommersa dalle alghe che impongono lughi stop di pulitura/bonifica, ecc.), il treno ad alta velocità ha creato un buco nel ministero dei trasporti per una cifra gigantesca con costi che sono andati oltre quelli preventivati di 3000 volte, la corruzione ha raggiunto livelli mai visti. Insomma è vero che oggi la Cina è una delle più grosse potenze economiche ma non certo per le sue politiche lungimiranti e la sua intelligenza (di esempi pratici ve ne potrei fare migliaia) ma semplicemente per il basso costo della manodopera e la totale incapacità delle altre nazioni del mondo, troppo concentrate a proteggere gli interessi di pochi invece di fare il bene del paese. Fino a 4/5 anni fa ero innamorato di questo paese, era umile, lavorava per vivere ed era riconoscente per la possibilità che gli veniva data. Oggi non è più così. Qui non c’è una religione dominante e l’unica credenza che la gente si è fatta è il “denaro”. L’avidità che li contraddistingue li ha resi in buona parte scontenti, invidiosi e sempre più arrabbiati. Il governo iniza a dimostrare di non essere più in grado di controllare le cose come in passato (l’esempio è la bolla immobiliare: ha più volte provato a tenere sotto controllo il prezzo delle case con numerose leggi e vincoli ma senza successo, e questo prima non era mai successo in nessun settore!!). Quando il governo avrà perso totalmente il controllo del mezzo e la gente esaurito la sua pazienza qui scoppia una bomba inimmaginabile. Questa è cronaca quotidiana di chi vive in mezzo alla gente, ai lavoratori. Non so che posti frequenta Gaolin, ma io questo paese non lo stimo più tanto, almeno non come 5 anni fa. Ciao a tutti. Pier

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tommy271
Scritto il 1 luglio 2011 at 19:27

Grazie per la tua interessante testimonianza, ma credo che il paragone andrebbe fatto non rispetto alla realtà di qualche anno fa … ma almeno rispetto a 15/30 anni fa.
Vedrai che la prospettiva di ragionamento sarà diversa.
La Cina è un grande paese, un continente.
La vivacità delle città metropolitane con l’apparente inamovibilità delle campagne …
Un grande motore della Cina sono sempre state le rivolte nelle campagne di cui è disseminata la letteratura, al momento non mi pare ci sia alcun sintomo: neppure apparente.
Qualche insorgenza qua e la, qualche sciopero nelle fabbriche sono fenomeni collaterali.
Il Guandong non è l’unica Cina, così pure le “zone speciali” restano un piccolo punto sulla cartina geografica.
Credo che negli ultimi 300 anni non ci sia stato un periodo migliore, come quello che stanno vivendo oggi i cinesi.

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noche de ronda
Scritto il 1 luglio 2011 at 22:09

Mi permetto di intervenire in merito alla sete e al bisogno di esperienze dirette come quella di Piepier.
A mio avviso la realtà virtuale pulula di lungimiranti visioni cariche di rilevante superficialità verso il “nuovo mondo”.
Noi ad esempio stiamo ritrattando con un cliente italiano trasferitosi in Cina per rivendere le nostre materie prime visto che la qualità che riescono a produrre è molto bassa. Ho lavorato con resine prodotte in Cina e tra imballi e qualità della materia c’è da farsene venire molti di dubbi. In Polonia non riescono neppure a produrre tappi in plastica di elevato standard. Insomma il liquido negli imballi esce durante i trasporti.

Lo scempio ambientale è senza precedenti,ricordiamo il progetto dei 600km di bosco contro la desertificazione.
http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://desertification.wordpress.com/2010/11/02/%25E2%2580%259Cthe-great-green-wall%25E2%2580%259D-against-desertification-in-china-sustainable-development/
Non sottovalutiamo delicati equilibri naturali con l’illusoria crescita economica..fatta da semplici e spesso stupidi umani. Non dimentichiamo la facilità con cui i rapidi processi industriali trasformano natura e uomini come se non fosse successo nulla. Credo sarà impossibile tenere in piedi un sistema sanitario che dovrà sorbirsi costi spropositati in merito a patologie derivanti dagli scarti industriali.
La puntata di Report del 12 giugno ha dimostrato ancora la spaventosa velocità con cui i capitali si spostano ed erodono patrimonio naturale e umano. La Cina e gli Emergenti dovevano esplodere perchè questa cricca di miliardari ogni giorno deve continuamente sfamare la speculazione e gli investimenti. L’importante è passare..saccheggiare il profitto e basta. Della Cina e gli Emergenti se ne fottono. Solo profitti.
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-0c344117-f8df-44ee-85ba-eb97f0ee57b0.html
Non andremo molto lontano..sicuramente la finanza riuscirà a fare di meglio..ovviamente chiudendo un occhio rispetto alla realtà come ha sempre fatto.
http://www.terranauta.it/a1094/biohazard/la_diga_delle_tre_gole_strangolate.html

Se i controllanti Cinesi pensano di fare della terra una palla da bowling si ritroveranno presto come birilli..
Alla fin fine il popolo vuole stare bene..e si ritrova già oggi con enormi problemi di ogni genere..identici ai nostri..perchè il modello di business è identico.
E’ un po’ come la storia del mafioso che non si preoccupa delle discariche che contaminano le falde..lui beve l’acqua in bottiglia :mrgreen:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=pufuqiaa7pg

Divagazioni un poco confuse le mie ma credo comunque interessanti.
Interessante è stata la puntata di Philippe Daverio con Passepartout. Altro angolo di Cina.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2db532ae-efd6-481c-b31c-e507024d62be.html#p=0

ciao e buon proseguimento

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pierpier
Scritto il 2 luglio 2011 at 02:34

tommy271@finanza,

sicuramente stanno meglio di 30 anni fa, ma la generazione dei 30/40 anni di oggi non si ricorda più come stavano all’epoca, mentre ha ben presente come si viveva 3 anni (molto meglio di oggi in quanto a potere di acquisto). E per loro fa fede solo quello. E’ la prima volta che si ritrovano tutti più poveri. E’ questo che crea malumori.

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noche de ronda
Scritto il 2 luglio 2011 at 11:14

proprio questo è il punto..la speculazione che sia in Cina India o Australia..passa,indebita,impoverisce..e riparte punto a capo. Qui non si tratta di vedere quale stato o nuova potenza comanda..qui si tratta di fare luce sui veri volti che muovono a loro piacimento denaro e manovre economico-speculative. Il tutto con velocità vertiginose.
Pensate che Ikea è ritornata in USA a spuntare costi salariali migliori. Chi la fa..l’aspetti. Volevano far volare le Borse con le delocalizzazioni..ecco qui i primi risultati:

http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2011/Aprile/info1933310164.htm

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tommy271
Scritto il 2 luglio 2011 at 11:57

pierpier@finanzaonline: tommy271@finanza,
sicuramente stanno meglio di 30 anni fa, ma la generazione dei 30/40 anni di oggi non si ricorda più come stavano all’epoca, mentre ha ben presente come si viveva 3 anni (molto meglio di oggi in quanto a potere di acquisto). E per loro fa fede solo quello. E’ la prima volta che si ritrovano tutti più poveri. E’ questo che crea malumori.  

Su questo concordo, ma teniamo presente che stiamo parlando solo dei giovani urbanizzati.
Specularmente è la stessa situazione che troviamo a Cuba.

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