BRICS e JALSH: nasce un nuovo mondo economico

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

JALSH: prendete nota di questo strano termine. Ma cosa è il JALSH? E’ molto probabilmente il futuro, e comunque uno dei listini azionari con le migliori prospettive per i prossimi anni. Si tratta del FTSE/JSE Africa e rappresenta in parole povere il listino di Johannesburg, ovvero Sud Africa.
Ma perché parliamo proprio ora di Jalsh e di borsa del Sud Africa?

Dopo i BRIC… nascono i BRICS

Dieci anni fa venne coniato il termine BRIC da O’Neill di Morgan Stanley, un acronimo che sintetizzava Brasile, Russia, India e Cina. Il futuro. Oggi questo termine apparentemente nuovo diventa già obsoleto.
Ed ecco che ai “fantastici quattro” viene aggiunto il quinto elemento: il Sud Africa. L’ufficializzazione della cosa viene data proprio da un meeting organizzato nel Sud della Cina da questi 5 paesi. Ma state pur certi che non si troveranno per mangiare e bere, ma per capire come diventare sempre più considerati, importanti e potenti. Alla ricerca di soluzioni per problemi che per certi versi sono lontani anni luce dai paesi cosiddetti “core”, le vecchie economie che fino a ieri hanno dominato il mondo. Si discuterà dell’inflazione, quella vera e non solo da materie prime e si parlerà di Dollaro USA, valuta troppo potente. L’obiettivo è di trovare delle alternative credibili, e di limitare il problema dell’hot money che scappa dai paesi core e giunge nei paesi emergenti, alla ricerca di rendimenti, performance e guadagni.
Ma non temete, non si fermeranno qui. Si parlerà anche del ruolo che in futuro competerà ai BRICS. Questi 5 paesi vogliono contare in futuro, vogliono acquistare un peso politico proporzionato al peso economico che acquisteranno.
E proprio in questo ambito, impallidite amici lettori. Queste sono le prospettive. E state pur certi che il tasso di crescita di questi paesi permetterò loro questi ed altri obiettivi.
Certo, si tratta di realtà molto variegate, molto complesse, con profonde diversità sociali ed economiche. Ma tutto questo loro lo sanno, e sono pronti ad accettare la sfida. E sapete perché? Perché loro hanno davanti il futuro, quello vero: bilanci in ordine, materie prime a disposizione, surplus di bilancio e, fattore da non trascurare, tante teste che li rappresentano. Infatti in questi paesi troviamo la maggioranza della popolazione mondiale. Finora tutto questo era solo statistica. Oggi invece va letta come un potenziale bacino di consumatori che, col tempo, si evolverà, migliorerà ed alimenterà le economie.
Non sottovalutiamo tutto questo, sarebbe un errore imperdonabile.

India, Brazil and South Africa are democracies, and their economies are significantly smaller than authoritarian China’s. Russia and Brazil are huge commodity exporters. China is one of the biggest commodity importers in the world. Brazil has also made a point lately of calling out China on its strictly controlled currency exchange rate. Meanwhile, domestic business and political groups are suspicious of the motives of different governments in this meeting. (…) China is the largest buyer of U.S. Treasurys, and has been gobbling up European debt and valuable properties as well. For instance, it holds a total of around €25 billion in Spanish debt, or 12% of all foreign holdings. (Source)

The combined economic output of the five BRICS nations will eclipse the U.S. the end of 2014, according to International Monetary Fund projections released this week. The eurozone will be overtaken this year. By 2016, the BRICS will have a combined GDP of $21 trillion compared with a projection of $18.8 trillion for the U.S., the IMF says. Developing countries are increasingly driving economic growth, according to the IMF. Emerging and developed economies will grow more than 4 percentage points faster than Group of Seven advanced industrial economies every year through 2016, the IMF projects.The challenge for the BRICS will be to act as a bloc given their differing political systems, wealth and economies, said Jim O’Neill, chairman of Goldman Sachs Asset Management International. (Source)

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
lampo
Scritto il 15 aprile 2011 at 16:03

Se ho capito bene però c’è anche un’altra motivazione della riunione: hanno paura dell’enorme afflusso di denaro che si riversa su queste economie in cerca del differenziale di rendimento dovuto al differente tasso di interesse rispetto alle nostre economie. Aggiung0 anche che non si tratta di sola speculazione ma anche di investimenti oculati e “calibrati” in economie che hanno fondamentali e aziende in forte sviluppo…
La paura risiede nell’alterazione delle politiche economiche e di sviluppo in corso a causa dell’influenza (non prevedibile) di questi capitali sull’inflazione ed il costo delle materie prime… e quindi sulla crescita stessa in atto oltre che sul cambio della valuta locale.

In particolare in merito al cambio mi pare di aver compreso che hanno stretto anche accordi commerciali che prevedono interscambi commerciali fra Paesi BRICS nella loro moneta locale. Ciò sia per renderla meno volatile rispetto alla speculazione, sia perché “sottovoce” dicono che non si fidano più del dollaro… e sono preoccupati della sua potenziale svalutazione (speriamo solo del dollaro… perché se incominciano a dubitare anche di yen ed euro…).

D’altronde anche leggendo un rapporto sull’argomento della Goldman Sachs risalente a poco meno di un anno fa
http://www2.goldmansachs.com/ideas/brics/brics-decade-doc.pdf
veniva menzionato il fatto che questi Paesi hanno contribuito per oltre un terzo alla crescita del PIL mondiale negli ultimi dieci anni e che nei prossimi, secondo le loro previsioni, tale contributo sarà ancora più marcato. In contrasto noi contribuiremo di meno rispetto ai dieci anni appena trascorsi (alla faccia di tutte le previsioni di crescita decimale del nostro PIL!).
Lo stesso rapporto analizzava lo sviluppo della classe media a livello mondiale, ma soprattutto in questi Paesi che sostituiranno effettivamente noi come consumatori.
Ricordo che noi poi dovremmo affrontare anche molte politiche di austerity, dovute anche alla curva demografica (aumento vecchiaia) e non solo alla crisi in corso. Un anziano di sicuro non spende come un ventenne… anche se mi pare ultimamente anche il ventenne a causa del lavoro precario abbia difficoltà … a meno di ricorrere a consumare i risparmi del vecchio!

Certo che se gli scambi commerciali avverranno sempre più in valuta locale…il sistema bancario delle nazioni che puntano molto sulle valute “forti” (dollaro, yen, sterlina ed euro) ne risentirà non poco sul lungo termine a causa della … potenziale svalutazione.
Ciò significa anche, sempre sul lungo termine, una progressiva perdita di acquisto da parte nostra man mano che il volume dei nostri scambi commerciali nelle nostre valute di riferimento diventerà più marginale rispetto alla valuta dei BRICS.
Sarà mica per questo che si alleano? Per acquistare sempre più importanza e forza ed incominciare a far parte della cerchia dei decisori delle “regole economiche”…a livello mondiale?

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lampo
Scritto il 15 aprile 2011 at 16:57

Aggiungo che lo scenario ipotizzato per i BRICS… dipenderà molto anche dalla disponibilità di materie prime, energetiche ed industriali in primis. E’ ovvio che se non ce ne saranno abbastanza per tutti… vincerà chi avrà più armi per conquistarsele… con le conseguenze che vediamo in molti Paesi oggetti di guerre che più per portare la “democrazia” … sono per la gestione “democratica” delle riserve con dirottamento nei paesi che hanno “contribuito con il loro arsenale” all’eliminazione della “dittatura”.
Ci vorrebbe una vera rivoluzione industriale… causata magari da nuove ricerche in campo energetico che approdino rapidamente nel campo industriale… forse proprio per questo anche i BRICS stanno investendo molto in ricerca…

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Scritto il 15 aprile 2011 at 18:15

lampo: Se ho capito bene però c’è anche un’altra motivazione della riunione: hanno paura dell’enorme afflusso di denaro che si riversa su queste economie in cerca del differenziale di rendimento dovuto al differente tasso di interesse rispetto alle nostre economie. Aggiung0 anche che non si tratta di sola speculazione ma anche di investimenti oculati e “calibrati” in economie che hanno fondamentali e aziende in forte sviluppo…

Sono assolutamente d’accordo con te! E anche su quanto dici dopo. :idea: :wink:

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aurifex
Scritto il 15 aprile 2011 at 22:28

domanda:esiste un etf o qualcosa del genere per investire nel sud africa?Le obbligazioni bei e birs in rand sudafricani è meglio lasciarle stare oppure ci si può fare un pensierino? :mrgreen:

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aurifex
Scritto il 20 aprile 2011 at 22:29

gainhunter: aurifex,
Sulla borsa italiana:
http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=IE00B4ZTP716&lang=it
http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=FR0010464446&lang=it
http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=LU0270000028&lang=itTutti e tre NON sono coperti dal rischio cambio…  

ti ringrazio,immaginavo già che il rischio cambio fosse sotto inteso,però sono etf da valutare nel tempo secondo me…

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