Un nuovo modo per vedere le banche centrali

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

BOJ con un ratio del 35% domina il paragone con le altre banche centrali. La FED in confronto ha fatto nulla. E la BCE si prepara al LTRO III.

Le banche centrali sono state le vere protagoniste di questi mercati per il 2013. Anche se indirettamente. Il fiume di liquidità con cui hanno alimentato l’economia è stato molto importante. In questo grafico un po’ diverso dal solito, potrete notare l’andamento del bilancio delle principali banche centrali del pianeta (BCE, FED, BOJ, BOE) ma con una “metrica” alternativa. Infatti parlare sempre e solo di importi non rende giustizia all’economia sottostante. Invece se mettiamo a rapporto il bilancio della banca centrale con il PIL (o GDP) prodotto, possiamo renderci conto in modo corretto dell’impatto della politica monetaria su una determinata economia.

Bilanci banche centrali in rapporto al PIL

Come potete vedere, da questo grafico risulta che la banca centrale più interventista, se rapportata al PIL prodotto, è sicuramente quella giapponese, dove il rapporto tra bilancio della banca centrale è PIL è pari al 35%. Ma attenzione, mentre le altre banche tentennano sul da farsi, la BOJ è ben convinta nel continuare in modo imperioso la sua campagna di Quantitative Easing. E fino ad adesso, la BOJ, rapportandolo al PIL del Giappone, ha stimolato il mercato e l’economia in modo DOPPIO rispetto alla FED. Lo sapevate?

La Bce invece sta rallentando il tiro. Infatti grazie ai rimborsi di LTRO e MRO, il bilancio della Banca Centrale Europea sta scendendo, dopo aver toccato però picchi importanti. Alla faccia di chi pensava ad una BCE immobilista. Ora siamo circa ad un 27% del ratio. Alto ma mai come quello BOJ. Interventi, ovviamente diversi, mirati a salvare il sistema bancario, ma volumetricamente molto importanti.

Segue la BOE, la banca centrale inglese, che ha tenuto duro, si è quasi stabilizzata, ancora non ha attuato una exit strategy (storico il rapporto tra le banche centrali inglese ed USA) e viaggia in area 26%. Ma la BOE è stata chiara. Non c’è exit strategy e soprattutto manovre sui tassi se non si rivede la disoccupaizone al 7%.

Chiudiamo ovviamente con la FED che a sorpresa, udite udite, ha il bilancio rapportato al PIL con percentuale inferiore. Siamo circa ad un 20%, poco se rapportato a quanto fatto dalle altre banche centrali, non vi pare?

Se guardiamo le tendenze, noterete che la banca centrale con il bilancio in diminuzione in modo più evidente è quella europea. Certo, le motivazioni sono legate all’anomala politica monetaria espansiva, una serie di prestiti che le banche stanno restituendo (non quelle italiane). E’ però ovvio l’effetto anche sul mercato dei cambi. Euro dannatamente forte, anche oltre le logiche, con un cambio contro dollaro in area 1.37, livello che mette in crisi export in particolare dei paesi più deboli finanziariamente, proprio come l’Italia.
Ed è per questo motivo che molti intermediari stanno tifando per Draghi e per una nuova operazione di politica monetaria espansiva, il famoso LTRO III. Ma questo LTRO III a chi gioverà? All’economia? Forse si, all’export, visto che l’Euro tornerà ad indebolirsi. Alle banche? Forse anche, quelle italiane ne faranno incetta, le altre bisogna vedere (e se il “cavallo non beve”?). Alle imprese? Questo è più difficile. Già in passato è stata evidente la difficoltà di far arrivare il denaro alle imprese. Le banche italiane preferiscono investire il denaro in altri modi lucrando sul differenziale di tasso, con un rischio molto più limitato (comprando insomma BTP).

Come ho già ricordato in questo post,  che riprende questo altro articolo poi, il sistema di liquidità non è poi così ricco di denaro e si avvicina alla soglia critica dei 200 miliardi di Euro.
L’intervento Bce quindi si avvicina. E se il cross EURUSD arriva a quota 1.40 diventa ancora più probabile ed imminente. Mentre invece il tapering per la FED si allontana a non prima del 2014.
E la BOJ? AVANTI TUTTA all’impazzata, incurante dell’ennesimo paradosso raggiunto. Infatti il Giappone ha recentemente registrato il 30esimo dato negativo per la sua bilancia commerciale. Forse le cose non vanno poi benissimo per Abe, in quanto stanno crescendo i prezzi delle importazioni legati alle commodity rispetto a quelli legati alla domanda interna. Malgrado questo, all’apparenza e guardando la finanza, tutto va bene, con un Nikkei sempre più tonico ed un Yen sempre più debole, come da copione. E le conseguenze le scopriremo solo vivendo.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 22 ottobre 2013 at 12:06

Quousque tandem abutere, Abe, patientia nostra? “Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?

Tutti i vantaggi di uno Yen debole si vedono benissimo nell’ultimo grafico. Quindi per il Jap debito pubblico estero in aumento.
Fino a quando i creditori esteri si accontenteranno di rendimenti 0,.. ?

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christiancm
Scritto il 22 ottobre 2013 at 13:33

Sarebbe interessante anche discernere la qualità dei bilanci della Banche Centrali indicate…

http://www.finanzacritica.it/2013/10/equity-equity-il-canto-delle-sirene/

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