Tra il DIRE e il FARE. Market sentiment eccellente, ma i gestori stanno vendendo equity.

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Spero sia chiaro a tutti quanto sia determinante quel personaggio che prenderà possesso della Casa Bianca nei prossimi giorni. Dalla sua politica e dalle sue intenzioni, e soprattutto da quanto verrà confermato e/o smentito di quanto detto in campagna elettorale, potrebbe dipendere innanzitutto il sentiment dei mercati nel breve/medio, e poi ovviamente ci saranno delle ripercussioni non solo sull’economia USA. Ma di questo ho parlato già copiosamente in altri post oltre che nell’OUTLOOK che potete ricevere anche voi, cliccate qui per avere informazioni.
Quindi massima allerta ai prossimi giorni. Intanto però in ogni dove girano tante parole che, ammettiamolo, sono molto relative in quanto, come detto, la politica farà la differenza.
In questa giungla di informazioni, dove il rischio di cadere nella DISINFORMAZIONE diventa reale, non è sempre facile trovare qualcosa di “sfizioso” da proporre ai lettori. Sfizioso, ma sempre documentato, credibile e non farlocco, sia ben chiaro.
Un amico mi segnala quest’analisi di Oppenheim che considero decisamente interessante in quanto ci mette in luce una strana anomalia. Tutti positivi, tutti con il ditino sul pulsante BUY ma
poi…qualcosa non torna.
Andiamo con ordine.
Gli indicatori di market sentiment, come detto, sono ai massimi da gennaio 2014. Questo potrebbe anche essere visto come un elemento da sfruttare in chiave contrarian. Ma occhio a fare i temerari, i mercati possono regalare sorprese che neanche puoi immaginare.

spx-sentiment-2017

Poi però ecco la conferma di quanto già detto nei giorni scorsi.
Per esempio, ICI (Investment Company Institute) ha stimato nella settimana appena passata un deflusso $ 2B netti da ETF azionari nazionali e fondi comuni di investimento, dopo gli acquisti che avevo già segnalato QUI. Quindi, tanto per intenderci, risulterebbe che si DICE che tutti comprano e tutti sono iperpositivi, ma poi…come mai ci sono questi deflussi?

deflussi-istituzionali-ici-2017-gennaio

Non sto dicendo che i gestori ci stanno fregando. Probabilmente mantengono una forte positività ma ciò malgrado, si aspettano nel breve un po’ di correzione. Magari proprio in concomitanza con l’insediamento di Trump alla casa bianca.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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5 commenti Commenta
Scritto il 18 gennaio 2017 at 16:46

In effetti sembra proprio che il mercato aspetti un evento – l’insediamento di Trump – per muoversi in una direzione. Non riesco a vedere quale però: se, non ostante tutti i riscatti di etf e fondi, il Mib è sceso al massimo del 3%, c’è da aspettarsi che con Trump salga ancora. Magari dopo un breve affondo di qualche centinaio di punti. Chissà.

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x_maurizio
Scritto il 18 gennaio 2017 at 19:04

Caro DT. Il commento stupisce per 2 ragioni: mi pare ovvio che vendi quando c’è ottimismo, e ormai sono 8 anni pieni , a marzo di quest’anno. Poi compri quando il sangue scorre per le strade per parafrasare il vecchio Rothschild … uno che secondo le fonti comprò quando Napoleone venne sconfitto a Waterloo…
E poi la seconda ragione: il mercato non si è ancora ripreso dalla crisi finanziaria del 2007-2009. Non mi interessa quello che si dice o che si vede (o che sembra!).
Sappiamo che appena le Banche Centrali alzano il piede dal gas il mercato scende o comunque non sale.
È inutile che si provi a dimostrare chissà cosa.
Basta guardare il bilancio della FED e vedrai che, se proprio va bene (ma proprio bene!) quando il bilancio si restringe il mercato al massimo lateralizza.
Il c.d. “mercato” al di fuori delle banche centrali in realtà non esiste.
Quindi questa perdita di “potenza” del toro è solo dovuto al comportamento della FED. Non c’è quasi altra ragione. La FED a mio parere ogni tanto alza il pedale dal gas per vedere se i corsi tornano a salire anche se loro riducono la spinta. In realtà ciò non accade mai ormai da quasi 8 anni. Il mercato tornerà a salire non appena la FED metterà il piedino sul pedale e spingerà un po’.
Quando il mercato salirà anche senza aiuto delle B.C. allora saremo davvero fuori dalla crisi finanziaria e forse torneremo nel mondo “normale”.

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Scritto il 18 gennaio 2017 at 21:18

Non sono del tutto d’accordo. Vuole forse dire che se il mercato volesse scendere potrebbe farlo soltanto se la Fed acconsentisse? Le recessioni le deciderebbero le banche centrali? E come mai fin’ora il mercato è salito e sceso tante volte?
x_­mau­ri­zio@fi­nan­za,

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adsodimelk
Scritto il 19 gennaio 2017 at 09:58

come al solito solerte nel dare i flussi negativi…ma quando aumentavano? come detto da altri, è ovvio che si ribilancino i portafoglio se l’equity sale, no? quindi quando avremo gli afflussi nel downtrend, cosa dirai? che c’è il pieno di fiducia? ovviamente no! è sempre e solo negativo dal tuo punto di vista.

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nimbro
Scritto il 19 gennaio 2017 at 11:38

IL mercato azionario americano non scenderà mai!!! Nell’estate del 1929 pochi mesi prima dell’inizio della crisi, alcuni noti economisti del tempo divcevano:” LE AZIONI HANNO RAGGIUNTO QUELLO CHE VIENE CONSIDERATO UN LIVELLO PERENNEMENTE ELEVATO…..” poi sappiamo quello che è successo.
Attualmente le banche centrali cercano e cercheranno di fare in modo che i corsi delle azioni, leggi USA, non possano scendere in modo drastico.
Negli ultimi 8 anni grazie alle politiche monetarie, lo SP500 ha continuato a crescere salvo alcune fasi di correzione ma l’economia a stelle e strisce è cresciuta in modo similare? la popolazione USa è diventata più ricca o meno povera? non mi sembra proprio altrimenti non avremo Trump al posto di comando.
Si potrà arrivare la paradosso di una economia in recessione con una borsa che continua a salire??? Può sembrare assurdo ma potrebbe succedere. I soldi di carta finanziario, prenderanno il posto dell’economia reale ma dopo cosa ci attende.
Se i mercati avessero ancora un minimo di razionalità prima o poi ci verrà presentato il conto che sarà, purtroppo, molto salato.

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