Rischio Spagna: cosa occorre sapere su un default più che probabile

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Crisi Spagna: paese più vicino al default di quanto possiate immaginare. A meno che…

Ho sempre sostenuto che il debito pubblico è un problema quasi relativo. Il debito pubblico può essere gestito. La liquidità può essere un elemento di grande importanza nell’ambito di un rischio default.
Capirete quindi come mai io da sempre sono molto più attento alla crisi bancaria anziche alla crisi del debito. Se occorre salvare le banche, gli stati dovranno scucire fior di quattrini. E se non ci sono i quattrini?

Ecco quindi il problema. Il vero grande problema. Le banche. E state pur certi che, se non interviene la politica dell’Eurozona, questo problema diventerà IL problema del secolo. E, premettetemelo, non sarà questione di “se”, ma una questione di “quando” salterà il mondo della finanza.

Memorandum

Ricordo ai gentili lettori che nel periodo autunno 2011 e fine 2012:

1) Le banche francesi si ritroveranno con oltre il 30% del loro debito in scadenza che dovrà essere rinnovato
2) Le banche spagnole e le banche italiane si ritroveranno con una situazione analoga, ma pari ad oltre il 33%.
3) Le banche tedesche, più fortunate in quanto si trovano in un paese più virtuoso, si ritrovano a dover “rollare” quasi il 40% del loro debito totale.
4) Le banche irlandesi invece, e questo non è da sottovalutare, si ritrovano con circa il 50% del debito a scadenza

Questi numeri non sono certi molto rassicuranti. Certo, l’ LTRO ha dato una grossa mano alle banche, però siamo ben lontani da poter dire che i problemi delle banche europee sono risolti!

Ma non mi fermo qui…
E’ giusto che sappiate anche altri importanti dati. Parliamo di Spagna.

a) per la cronaca, il sistema bancario spagnolo è pari a circa € 3.000.000.000.000, tradotto in numeri civili, circa 2 volte il PIL della Spagna stessa. Banche della dimensione di Banco Santader, BBVA, Caixa, non si possono certo discutere… Oltre ovviamente al colabrodo Bankia.

b) I debiti finanziari lordi delle banche spagnole nei confronti della BCE sono pari a circa € 316.000.000.000 (aprile 2012)

c) Le banche spagnole hanno bisogno di “rollare” bond nel 2012 per circa € 600 miliardi.

Ora, siate obiettivi, non credete anche voi che le banche spagnole avranno qualche piccolo inghippo nel rinnovo di questi bond? Chi sostituirà i vecchi sottoscrittori e fornirà la liquidità? Ancora la BCE? Il fondo EFSF? I cinesi? Un miracolo?


E cosa può risolvere un prestito di 100 miliardi con questo scenario complesso? Non è certo un prestito risolutivo. Perché è insufficiente. In compenso però…gioite con me (si fa per dire…)

Grazie alla cifra avuta in prestito, ora Madrid è anche affogata nel debito pubblico. Infatti alcune fonti riportano che il debito reale della Spagna, oggi, è pari al 146% del PIL.

Morale: la frittata è fatta. Perché? Semplice. Qualcuno può spiegarmi come fa la Spagna a risolversi DA SOLA, coi suoi attuali mezzi, una crisi bancaria di queste dimensioni, condita perà da una crisi sul debito sovrano? Senza poi dimenticare le condizioni macroeconomiche del paese! Disoccupazione al 25%, tasso di insolvenza in perenne salita, crollo dei consumi, deficit a rischio esplosione, costo del debito pubblico in notevole salita. Bel quadretto eh?

Però ora scatta subito il paragone con l’Italia. Perché siamo in una situazione migliore? Perché le nostre banche sono in condizioni di miglior salute finanziaria. Non dico che siano le migliori in Europa. Ma sono quelle che hanno minori rischi, escludendo chiaramente il rischio emittente. Il post di OGGI credo sia esplicativo in merito.

Chi salverà la Spagna?

Ma a questo punto, la domanda è d’obbligo. Chi salverà la Spagna? E con quali mezzi? Solo UNA cosa può salvare la Spagna. Anzi due. (CLICK HERE)

E se non sarà così, la vedo veramente DURISSIMA. Per la Spagna (che salta, porca miseria se salta!) e poi a raffica (Effetto contagio) per Italia (sigh) e poi però anche Francia e poi lei… la Germania…

Sto esagerando? Può darsi. Anche perchè questi pareri sono sempre opinioni. Ma credo restino comunque degli ottimi spunti di meditazione e, se vorrete , di discussione.

STAY TUNED!

DT

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19 commenti Commenta
gonzalo
Scritto il 21 giugno 2012 at 11:18

Se il default è solo questione di tempo, perchè non organizzarsi da subito, affinche sia controllato? Cmq incredibile, ma vero, al club bildeberg, lo hanno detto che avrebbero sacrificato la Spagna, adesso capisco perchè

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kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:02

Se salta la spagna il mercato dice che poi tocca all’italia, ma le cifre con cui le banche tedesche sono esposte verso quelle spagnole mi sembra che dicano un’ altra cosa. Il numero o cifra del 33% delle italiane penso che sia quasi la metà di quello che rappresenta il 40% di un paese virtuoso ora a settembre non so quanto sia ancora virtuoso. Intanto per l’italia questa mi sembra una buona notizia http://it.finance.yahoo.com/notizie/commercio-estero-istat-maggio-extra-082010659.html

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fdonni
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:07

Si riparte con lo short?

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7voice
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:29

ahoooo dream lascia perdere con questa manfrina sul debito pubblico! QUà SARANNO COSTRETTI A NAZIONALIZZARE ,PUNTO ! MA QUANTE SEGHE MENTALI , LA SOLUZIONE è BRUCIARE CHI HA INVESTITO SU QUESTI CESSI ! GARANTIRE UN QUID AI CORRENTISTI , IL RESTO è MONNEZZA! è SI RIPARTE ! INVECE NO, LEVA KAGATE VARIE E BRUCIAMENTO DI SOLDI INVENTATI DAL NULLA ! BASTA : NAZIONALIZZARE QUESTO PATTUME ! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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piematac@borse.it
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:45

E’ tutto già scritto: l’Europa è ormai una pila scarica, l’attenzione è verso l’Asia dove i margini di crescita sono enormi. Lì il capitalismo può foraggiarsi molto bene, lì è il nuovo ed inesplorato territorio di caccia. Noi torneremo alla terra, rifiorirà il piccolo artigianato e, lentamente, riprenderemo valori dimenticati. Il tenore di vita sarà quello dei paesi dell’est Europa.
La Germania è il braccio armato di lobbies economiche/finanziarie, che hanno da sempre gestito i nostri destini

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a_jackson
Scritto il 21 giugno 2012 at 13:11

Scusate (buongiorno a tutti) non vorrei uscire troppo dal seminato. Ma dato il contesto che tutti ben conosciamo, dal punto di vista dello “hedging” come considerate le “azioni aurifere”??
Barrick Gold, Anglogold etc??? Grazie e complimenti a tutti quanti.

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lapradera
Scritto il 21 giugno 2012 at 14:23

Buondì, scusate ma ho provato a fare un analisi tecnica sul natural gas tirando stanghe e stanghette sui canali analizzando spalle e collo, ma questa materia prima non riesco ad ingabbiarla, qualcuno di voi sà dirmi qualche cosa in merito alle veloci oscillazioni e all’andamento della quotazione di questa materia indomabile, in questo momento stà a 2,52 dollari circa, la settimana scorsa ha fatto circa + 17%, non riesco a venirne a capo.
Un salutone e buona giornatatradata

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kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 14:29

lapradera@finanzaonline,

Su questo blog sempre di finanza com trovi tutto quello che ti serve sul gas. http://livingstone.borse.it/2012/05/14/natural-gas-in-the-best/

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lapradera
Scritto il 21 giugno 2012 at 14:45

Grazie Kry, avevo visto già qualcosa la settimana scorsa ma poi giovedì ha fatto +14% e ieri stava facendo + circa 4% quando poi poco dopo 1 ora circa faceva – 1% ed allora mi sono chiesto ma dove va sto gas e da che cosa dipendono tutte queste brusche oscillazioni??

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lapradera
Scritto il 21 giugno 2012 at 15:23

buondì carissimo DT, il problema principale, non dobbiamo mai dimenticarcelo, è la disoccupazione o per meglio dire è la poca occupazione che non fà valore “aggiunto” come dire di questi tempi ci sono un pò in tutta europa molte aziende soprattutto private che boccheggiano ossia campano fanno poco fatturato e pochi utili quindi le entrate erariali per gli stati sono diminuite di parecchio, ma ahime quello che gli stati non stanno facendo o che fanno con mano leggera è il taglio degli sprechi sia che essi siano di natura materiale che umana, c’è troppa gente soprattutto nel settore pubblico che oggi più che mai risulta improduttiva e questo significa buttare i denari che sono un pò di tutti dalla finestra, la soluzione è una profonda restretturazione della macchina pubblica in generale altrimenti di soldi ce ne saranno sempre di meno e chi ne ha un pò li porta al sicuro anche a costo che non gli rendano un fico secco l’importante è non farseli pappare da chi non è capace a governare gli stati medesimi.
Secondo la mia opinione siamo arrivati al dunque ossia a quello a cui per questioni di favoritismi e bacini di raccolta di voti non ha mai messo mano nessuno, poi ci si mettono anche i sindacati a fare casino ancora un pò che andiamo avanti così per loro c’è mezza Italia esodata ma chi li pagha tutti questi, in pratica se sono tutti da pagare ci và tutta l’aliquota Imu versata in questo anno ossia circa 10 miliardi ma allora tanto vale è diventata una situazione del tipo: io corro dietro a qualcuno che sò già in partenza che non raggiungerò mai, quindi le soluzioni vanno prese in questo contesto: 1° eliminare le posizioni occupazionali improduttive, 2° trovare quelle innovative che creino del valore aggiunto così detto produttivo e reale, dopodiche si potrebbe fare un’operazione un pochettino sleale ma non poi così tanto sleale vista la situazione mettersi d’accordo tra i vari stati membri facenti parte la moneta unica e svalutarla di 15/20 cent in modo tale da far riprendere le esportazioni e di conseguenza le produzioni e gli investimenti in maniera consistente, certo agli americani non gli farebbe davvero piacere avere un dollaro forte gli manderebbe sicuramente in tilt tutta la bilancia commerciale, ma noi non viviamo mica in america e quindi su che si parte, anche perchè risulta abbastanza anomalo il fatto che con tutti questi problemi legati ai debiti e alla forte depressione economica di molti stati dell’EU la stessa moneta sia ancora così quotata non credete anche voi??
Un salutone a tutti e buonagiornatatradata.

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john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 16:08

7voice@finanza,

un pò colorito ma efficace…

invece DT non sono d’accordo con questa affermazione:

“Capirete quindi come mai io da sempre sono molto più attento alla crisi bancaria anziche alla crisi del debito. Se occorre salvare le banche, gli stati dovranno scucire fior di quattrini. ”

SE ? Non si possono salvare le banche, o almeno alcune di esse, punto. Tu lo sai dato che ci lavori e hai l’opportunità di leggere i numeri veri.
Gli stati non scuciranno altri quattrini perchè non ne hanno.

Quindi alternativa 1) Stavolta pagheranno gli azionisti e gli obbligazionisti e naturalmente anche i cittadini perchè come già scritto non c’è abbastanza passivo reale da contrapporre a un attivo fantasma. La nazionalizzazione non sarà facile e pulita alla svedese, ci vorrà denaro elettronico creato dalla BCE ma una certa pulizia si farà. In una ventina d’anni avremo un mondo nuovo.

Ma fortunatamente c’è anche l’alternativa numero 2). La guerra è alle porte, destabilizzerà il mondo x 10 anni e notoriamente una economia di guerra viaggia con l’inflazione al 30% annuo e questa sistemerà i debiti rendendoli nulli. Mica vero che proprio è impossibile far ripartire l’inflazione nel bel mezzo di una inflazione da debito. Nel 1939 ci sono riusciti benissimo e gli USA sono una economia di guerra, noi no. Nel frattempo però c’è la possibilità che la povera Italia avrà dato in pegno il suo oro con il plauso dei suoi cittadini che poveretti non capiscono la differenza tra il sopra e il sotto.

Per ora non vedo la numero 3)

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    Scritto il 21 giugno 2012 at 16:35

    Io cerco sempre di essere possibilista…e di allungare le prospettive, ma la storia insegna, no?

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john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 16:42

Dream Theater,

la speranza che le cose possono tornare come prima ci fotte; il tempo scorre in una direzione sola ma fortunatamente non conosciamo il futuro quindi possiamo immaginarne 100 diversi, non costa nulla e a volte è persino terapeutico

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kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 17:49

Un pò fuori tema , ma interessante soprattutto l’ultima frase http://finanzanostop.borse.it/2012/06/21/indebitamento-dei-paesi-europei-a-sorpresa-litalia-e-la-meno-indebitata/

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pecunia
Scritto il 21 giugno 2012 at 18:09

non c’è che dire.. i commenti sono certamente ILLUMINANTI. E forse un tantino inquietanti.

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john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 18:22

kry@finanza,

non è fuori tema. Mazzalai ne scrive da anni ma c’è chi preferisce portare i soldi in svizzera o comprare casa a Berlino. Eppure proprio oggi guardavo un titolo pubblico italiano che penso proprio inizierò ad accumulare, poco x volta e senza fretta. Rischi solo se l’Italia svaluta il debito pubblico almeno del 30%. Non credo.

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Scritto il 21 giugno 2012 at 23:55

john_ludd@finanza:
Dream Theater,

la speranza che le cose possono tornare come prima ci fotte; il tempo scorre in una direzione sola ma fortunatamente non conosciamo il futuro quindi possiamo immaginarne 100 diversi, non costa nulla e a volte è persino terapeutico

Ma figurati se ci fotte. Purtroppo dobbiamo CAPIRE che il mondo NON sarà più come prima… O capita qualcosa di sistemico oppure… Ma cosa mi fate dire!!! poi dicono che sono un corvaccio… Dai, in camera caritatis al Meeting dirò di tutto e di più…

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Scritto il 21 giugno 2012 at 23:57

john_ludd@finanza:
kry@finanza,

non è fuori tema. Mazzalai ne scrive da anni ma c’è chi preferisce portare i soldi in svizzera o comprare casa a Berlino. Eppure proprio oggi guardavo un titolo pubblico italiano che penso proprio inizierò ad accumulare, poco x volta e senza fretta. Rischi solo se l’Italia svaluta il debito pubblico almeno del 30%. Non credo.

Qui entra in campo la strategia: giocare su scadenze, emittenti, duration….ecc… C’è del valore….

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Scritto il 21 giugno 2012 at 23:58

john_ludd@finanza:
kry@finanza,

non è fuori tema. Mazzalai ne scrive da anni ma c’è chi preferisce portare i soldi in svizzera o comprare casa a Berlino. Eppure proprio oggi guardavo un titolo pubblico italiano che penso proprio inizierò ad accumulare, poco x volta e senza fretta. Rischi solo se l’Italia svaluta il debito pubblico almeno del 30%. Non credo.

guardare prego post sui derivati. notare quali sono le banche più esposte…e poi ce ne sarebbe ancora da dire. Ma ribadisco, sono pareri. il tempo ci dirà chi ha ragione

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