RECESSIONE USA: le dinamiche suggeriscono 2021

Scritto il alle 17:05 da Danilo DT

Tutti con l’attenzione rivolta al differenziale di rendimento 10y-2y. Altri invece preferiscono affidarsi al 10y-3m. Altri ancora quasi in “stile Barbell” monitorano con attenzione il 30y-3m.
Ok, facciamo che prendere tutti e tre questi spread e mettiamoli tutti su un grafico assieme alla “recession band”. Lasciamo perdere la politica monetaria potenziale che, come è successo in passato, potrebbe cambiare qualcosa. Ma innanzitutto non possiamo negare un’ovvietà. Tassi così bassi, oggi, possono solo essere giustificati con un concreto rischio recessione nel futuro.

E poi prendiamo le dinamiche del grafico. Immaginate la prosecuzione delle curve e la loro inversione che, storicamente, è stata sempre il segnale della partenza della recessione.
Quando dovrebbe quindi concretizzarsi la recessione negli USA? E di conseguenza, con quanto anticipo i mercati potrebbero cominciare a scontarla?
Buona elucubrazione a tutti.

STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
kociss01
Scritto il 15 giugno 2019 at 16:23

parrebbe dal grafico postato che per chiamare la recessione si debbano invertire tutti e 3 gli indici

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paolo41
Scritto il 15 giugno 2019 at 21:57

kociss01@finanza,

mi sembra che quanto espresso da Kociss01 abbia una sua validità !!!! in altre parole fino a quando le BC riusciranno a sostenere l’incremento del debito a livello mondiale su un’economia che è allergica all’inflazione e quindi il debito pesa ancor di più….??????
Il denaro in generale circola molto meno che negli anni passati, è diminuita la velocità perché gli investimenti, salvo qualche rara eccezione, sono diminuiti e quelli legati a WEB e IT non fanno che creare una diminuzione dei posti di lavoro e, mediamente, un calo delle retribuzioni sulle varie classi di lavoro, nessuna esclusa. Ma è veramente quanto sopra il vero problema????
Siamo di fronte ad un cambiamento del contesto del lavoro e dei servizi a livello internazionale di cui stiamo solo vedendo gli albori….. è difficile dire che questa sia una recessione o una nuova fase industriale o un nuovo “rinascimento”…. per il momento siamo attori passivi ma credo che anche nelle alte sfere o nelle grandi aziende (incluse le FAANG) non sia del tutto chiara la “vision” di dove stiamo andando.
Dobbiamo essere coscienti che il nuovo parametro che condiziona questo scenario è la “guerra del POTERE”, eclatante nelle mosse di Trump ma altrettanto evidente nella subdola e silente azione della Cina, e lo scenario stesso si fa ancora meno leggibile. Per inciso, la “guerra del petrolio” non è più la guerra principale come lo era fino a qualche anno fa, è sempre importante, ma è stata superata da quella che ho precedentemente definito la “guerra del POTERE”….. Credo che nei prossimi anni dovremo anche noi cambiare i parametri per elaborare nuove previsioni economiche sempre più condizionate dalle evoluzioni geopolitiche. Tutto questo sta generando incertezza e insicurezza perché, è pleonastico evidenziarlo, la maggior parte dei paesi e dei popolo sono semplici spettatori e quei pochi “primi attori” non hanno in mano uno spartito ben definito e generalmente sono spesso costretti a improvvisare…..

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alplet
Scritto il 15 giugno 2019 at 22:38

Le recessioni arrivano improvvisamente e non attese dai più.

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2019 at 12:35

paolo41,

Concordo con Te, il cambiamento a mio avviso è di carattere strutturale e non contingente, in molti si troveranno in un nuovo mondo senza esserne nemmeno accorti.

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snapjibe
Scritto il 16 giugno 2019 at 15:31

paolo41,
Paolo41

Condivido il tuo post e mi permetto di sviluppare il discorso.

La guerra per il potere ma per fare cosa?

Secondo me per:

1. Avere il monopolio dell’energia
2. Avere il monopolio della moneta.

Gli USA sono energeticamente autonomi dal mondo eppure continuano a guerreggiare in Golfo Persico.

Inoltre ci sono dei fattori destabilizzanti:

La ricchezza è veramente troppo “cartacea”: azioni, obbligazioni, brevetti e troppo poco fisica: stabilimenti, imprese agricole, immobili.

Tutto è mediato dalla carta e forse il potere è proprio questo: il potere della carta anche se nella
sua veste dematerializzata dei bit e delle doppie chiavi usate per autenticare la carta dematerializzata.

Tutto è troppo militarmente garantito dalla presenza militare Americana ed Europea nel mondo.
Presenza garantita dalla stampa di moneta (Dollaro ed Euro) a corso forzoso.

Troppa polemica sui migranti perchè?
Forse perchè oltre ai migranti della disperazione ci sono quelli del fisco, dei brevetti in USA-Europa ma con le fabbriche in Malesia o VietNam ?

Che differenza potrebbe esserci tra la rivolta dei Boxer nelle concessioni europee in Cina della fine dell’800 ed un’eventuale confisca
da parte della Malesia o delle Filippine di DataCenter, Fabbriche e Centri di produzione software ?

Ottimi i grafici ma qui la lettura della realtà potrebbe essere molto più ricca di spunti.

Ciao

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