Quantitative easing: ecco perché avremo un nulla di fatto a Jackson Hole

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Fiducia dei consumatori e previsioni PIL USA: una chiave di lettura

Jackson Hole ci riserverà sorprese in ambito quantitative easing? Come dicevo ieri in questo post, mi sento di quasi escluderlo completamente. E uno dei dati più interessanti ed importanti per valutare sia la fattibilità e la logicità di un nuovo quantitative easing è analizzare la fiducia dei consumatori. E proprio in questo ambito le condizioni sono proprio non coerenti.
Infatti, quando Bernanke ha lanciato il QE 2 nel 2010, ha dichiarato che l’obiettivo dello stesso QE 2 era quello di stimolare l’economia e la fiducia dei consumatori e indirettamente di far aumentare i prezzi delle attività, generando quel famoso “effetto ricchezza” , che si andava a tradurre in crescita economica (fittizia secondo il sottoscritto). . Nel 2010 fu effettivamente così e la missione fu compiuta con successo. A conferma di ciò basta guardare l’andamento a livello di performance di Wall Street rispetto agli altri mercati globali.

Il Conference Board ha però pubblicato oggi un rapporto sulla fiducia dei consumatori che è stato più che deludente. Non solo l’indice di fiducia dei consumatori è il peggiore dal 2011, ma le aspettative per il futuro dell’economia e sulla fiducia stessa sono viste in ulteriore declino, viste le prospettive su condizioni economico commerciali, redditi e occupazione. Tradotto in termini più semplici, si può tranquillamente ipotizzare un rallentamento del PIL.

Provate ora a prendere in esame questo grafico sovrapposto (vedi sotto):

a) Indice di fiducia dei consumatori

b) Andamento dello SP 500

Si noterà che storicamente esiste una correlazione piuttosto elevata tra il benchmark azionario e la fiducia dei consumatori.
Ma dove sta il problema?
Negli ultimi due mesi la borsa è salita molto bene, e quindi…  non c’è la necessità di dover intervenire a sostegno del mercati finanziari. Addirittura ci stiamo avvicinando ai massimi storici! Inoltre i dati di ieri sul PIL USA non sono poi nemmeno troppo negativi…

L’economia americana cresce: il Pil del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo all’1,7%, un dato positivo, ma atteso dal mercato che, quindi, non ha reagito alla buona notizia chiudendo una nuova giornata all’insegna dell’attesa.

 

Anche se il Beige Book mette a nudo un’economia che resta molto debole….

Le indicazioni contenute all’interno del Beige Book, il rapporto tramite il quale la Fed fotografa la situazione dell’economia statunitense, hanno confermato una crescita “modesta o moderata” per la maggior parte delle regioni e dei settori, in lieve peggioramento rispetto a quanto espresso nella pubblicazione precedente (metà luglio). Dalla relazione si evince che tutti i distretti hanno visto una crescita nelle rispettive economie, tranne Boston che ha rilevato un rallentamento rispetto al mese precedente. Segnali di miglioramento giungono infine dal mercato immobiliare, con progressi nelle vendite e nelle costruzioni. (Source)

Portare stimoli in queste condizioni di mercato sarebbe una follia. Infatti che farebbe Bernanke quando le cose andranno veramente male?

Però nel frattempo, la fiducia dei consumatori ha continuato a deteriorarsi, soprattutto nelle aspettative, dando vita ad una particolare divergenza che lascia molto a desiderare…
Possibile che con una fiducia in diminuzione le borse continuino a salire???
Inoltre, se Bernanke intervenisse oggi con un QE, siamo sicuri che si riuscirebbe nuovamente a creare l’”effetto ricchezza” come in passato oppure sarebbe solo un flash di luce temporanei, senza riuscire ad intervenire in modo efficace sulla fiducia dei consumatori?
Per assurdo, quindi, un quantitative easing oggi potrebbe essere addirittura NEGATIVO per l’economia USA che sta comunque mettendo a nudo forti inconguenze.

Cosa potrebbe invece essere utile? Non un QE ma un piano governativo di sostegno fiscale, più volte chiesto da Bernanke al Congresso. Ma questo non è un periodo di vacche grasse.
Non illudiamoci, quindi. Un QE3 sarebbe un autogol per la FED e quindi secondo me non ci saranno novità a breve in merito. Ovvio, coloro che tifavano per doping dei mercati saranno delusi. Ma questa volta, occorre dirlo, uno stimolo come un QE potrebbe essere un boomerang devastante proprio per l’economia USA.

STAY TUNED!

DT

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5 commenti Commenta
lampo
Scritto il 30 agosto 2012 at 12:52

Come ben sai concordo pienamente. L’unica cosa che possono annunciare sono acquisti selettivi… tipo Operation Twist per intenderci.

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lampo
Scritto il 30 agosto 2012 at 13:29

Pare che anche in europa come indice fiducia consumatori… non stiamo per niente bene!

Intanto si comincia a prendere atto che il “bazooka” della BCE sarà una semplice pistola ad acqua:
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_30082012_1246_186638192.html

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idleproc
Scritto il 30 agosto 2012 at 16:05

lampo,

Basta tagliare qualche fibra ottica…

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paolo41
Scritto il 30 agosto 2012 at 20:50

anch’io credo che nel clima di elezioni che sta crescendo sia difficile ipotizzare un Q3….”pieno”

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