La Germania deve scegliere: dentro o fuori dall’Euro

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Anche per il finanziere ungherese George Soros la soluzione è alla portata e si chiama Eurobond.

Dopo un periodo di silenzio, George Soros torna a farsi sentire e a dire la sua su una tematica spinosissima. Il Rapporto tra l’Euro e la Germania. VI lascio due spinti molto interessante del finanziere ungherese. Da meditare e da analizzare in quanto, in poche righe, va a riassumere molti mali dell’Euro, consigliando poi alla Germania di prendere posizione, in modo definitivo. E se vuole far parte dell’Eurozona, deve accettare anche compromessi, in particolare uno che a noi di I&M sta particolarmente a cuore. Si chiamano Eurobond. E la cosa positiva che proprio come avevo detto in passato, se un paese deve uscire dall’Euro, quel paese potrebbe essere proprio la Germania… Ecco perchè!

La crisi dell’euro ha già trasformato l’Unione europea da associazione volontaria di Stati alla pari a una relazione creditori-debitori da cui non è facile scappare. I creditori sono destinati a perdere ingenti somme qualora uno Stato membro uscisse dall’unione, eppure i debitori sono soggetti a politiche che peggiorano la loro depressione, aggravano il loro peso debitorio e prolungano la loro posizione di subordinazione. Di conseguenza, la crisi ora minaccia di distruggere l’Unione europea. Sarebbe una tragedia di proporzioni storiche, che può essere evitato solo con la leadership della Germania.
Le cause della crisi non possono essere comprese appieno senza riconoscere il difetto fatale dell’euro: creando una banca centrale indipendente, i Paesi membri si sono indebitati in una valuta che non controllano. Innanzitutto, sia le autorità che i partecipanti al mercato hanno trattato tutti i titoli di stato come se fossero senza rischio, creando un incentivo perverso per le banche di accumulare titoli deboli. Quando la crisi greca ha sollevato lo spettro del default, i mercati finanziari hanno reagito senza mezzi termini, relegando tutti i Paesi membri dell’Eurozona altamente indebitati allo status di Paese del Terzo mondo iper-indebitato in una moneta estera. Successivamente, i Paesi membri pesantemente indebitati sono stati trattati come se fossero gli unici responsabili delle loro sventure, e il difetto strutturale dell’euro non fu corretto.
Una volta compreso questo, la soluzione praticamente viene da se. Può essere riassunta in un’unica parola: eurobond.
Se i Paesi che si attengono al nuovo Fiscal Compact dell’Ue potessero convertire l’intero stock di titoli di stato in eurobond, l’impatto positivo rasenterebbe il miracolo. Il pericolo di default svanirebbe, e così i premi sul rischio. I bilanci delle banche riceverebbero un incentivo immediato, e così anche i bilanci dei Paesi altamente indebitati.

Avete capito, Soro parla di “miracolo”. Ma il bello deve ancora venire visto che si cita il caso Italia.

L’Italia, ad esempio, risparmierebbe il quattro percento del Pil; il suo bilancio si trasformerebbe in surplus e gli stimoli fiscali sostituirebbero l’austerità. Di conseguenza, la sua economia crescerebbe e il debt ratio scenderebbe. Gran parte dei problemi apparentemente intrattabili svanirebbe nel nulla. Sarebbe come svegliarsi da un incubo.

…e i nostri problemi, non tutti ma di certo buona parte, verrebbero risolti…

In accordo con il Fiscal Compact, i Paesi membri potrebbero mettere nuovi bond solo per sostituire quelli in scadenza; dopo cinque anni, i debiti scaduti sarebbero gradualmente ridotti al 60% del Pil. Se un Paese membro incorresse in altri debiti, potrebbe contrarre prestiti solo a nome proprio. Certamente, il Fiscal Compact necessita di alcune modifiche per garantire che le sanzioni per l’inosservanza siano automatiche, tempestive e non troppo severe per essere credibili.
Quindi, gli eurobond non rovinerebbero quindi il rating di credito della Germania. Anzi, reggerebbero bene il confronto con i bond degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Giappone.
Certamente gli eurobond non sono una panacea. L’incentivo proveniente dagli eurobond potrebbe non essere sufficiente per garantire la ripresa, quindi potrebbero servire altri incentivi fiscali e/o monetari. Sarebbe un lusso però avere questo tipo di problema. Il fatto più preoccupante è che gli eurobond non eliminerebbero le divergenze di competitività. I singoli Paesi dovrebbero ancora intraprendere le riforme strutturali. L’Ue necessita altresì di un’unione bancaria per rendere il credito disponibili a parità di condizioni in ogni Paese. (Il salvataggio di Cipro ha reso questa necessità più pressante rendendo ancora più forti le sperequazioni). Ma l’accettazione degli eurobond da parte della Germania trasformerebbe l’atmosfera e agevolerebbe le riforme necessarie.

Quindi le dinamiche di Soros sono chiare. Apertura agli Eurobond e poi tutto il resto vien da sè. Forse non tutto, però….una grossissima mano gli Eurobond ce la potrebbero dare. Peccato però che i tedeschi non sono assolutamente d’accordo agli Eurobond.

Sfortunatamente, la Germania è fermamente contraria agli eurobond. Da quando la cancelliera Angela Merkel ha posto il veto, quest’idea non è nemmeno stata presa in considerazione. I tedeschi non comprendono che accettare gli eurobond sarebbe nettamente meno rischioso e costoso che continuare a fare solo il minimo indispensabile per preservare l’euro.
La Germania ha diritto di rifiutare gli eurobond. Ma non ha diritto di evitare che i Paesi altamente indebitati scappino dalla loro miseria aggregandosi ed emettendo eurobond. Se la Germania si oppone agli eurobond, dovrebbe prendere in considerazione l’idea di lasciare l’euro. Sorprendentemente, gli eurobond emessi da un’Eurozona senza la Germania reggerebbero ancora bene il confronto con le obbligazioni americane, inglesi e giapponesi.
La ragione è semplice. Dal momento che tutto il debito accumulato è denominato in euro, la differenza la fa quale Paese lascia l’euro. Se la Germania dovesse abbandonare, l’euro si deprezzerebbe. I Paesi debitori riguadagnerebbero competitività. Il loro debito diminuirebbe in termini reali e, se emettessero eurobond, la minaccia di default svanirebbe. Il debito diverrebbe improvvisamente sostenibile.
Allo stesso tempo, gran parte del peso dell’aggiustamento ricadrebbe sui Paesi che hanno lasciato l’euro. Le loro esportazioni diverrebbero meno competitive e incontrerebbero una pesante concorrenza dall’area euro nei loro mercati nazionali. Subirebbero altresì perdite sui loro titoli e investimenti denominati in euro.

E se fosse l’Italia a lasciare l’Euro? Tutta un’altra musica. E questo deve essere letto sopratutto da coloro che sono Euroscettici e vorrebbero domani il ritorno alla Lira.

Se invece fosse l’Italia ad abbandonare l’Eurozona, il suo debito denominato in euro diverrebbe insostenibile e andrebbe ristrutturato, gettando il sistema finanziario globale nel caos. Quindi, se qualcuno deve lasciare, quel qualcuno dovrebbe essere la Germania, e non l’Italia.
È necessario che la Germania scelga definitivamente se accettare gli eurobond o lasciare l’euro, ma è meno ovvio quale delle due alternative sarebbe meglio per il Paese. Solo l’elettorato tedesco è in grado di decidere.
Se fosse indetto oggi un referendum, i sostenitori di un’uscita dall’Eurozona vincerebbero a mani basse. Ma una più approfondita considerazione potrebbe cambiare l’opinione delle persone. Scoprirebbero che il prezzo da pagare in caso di accettazione degli eurobond da parte della Germania è stato ingigantito e il prezzo per l’uscita dall’euro minimizzato.
Il problema è che la Germania non è stata indotta a scegliere. Può continuare a fare non più del minimo indispensabile per preservare l’euro. Questa è chiaramente la scelta preferita della Merkel, almeno fino alla fine delle prossime elezioni.

Ma ecco la “bomba” finale…

L’Europa starebbe infinitamente meglio se la Germania scegliesse definitivamente tra eurobond e uscita dall’Eurozona, a prescindere dal risultato; in effetti, anche la Germania starebbe meglio. La situazione sta peggiorando e alla lunga è destinata a diventare insostenibile. Una disintegrazione disordinata derivante da reciproche recriminazioni e dichiarazioni incerte lascerebbe l’Europa in una situazione peggiore rispetto al periodo di avvio dell’ambizioso esperimento dell’unificazione. Certamente questo non è nell’interesse della Germania. (Source)  

Soros alla Merkel: Germania accetti gli eurobond o vada fuori dall’euro

La Germania apra finalmente la porta agli eurobond o valuti l’ipotesi di lasciare l’eurozona che ha migliori possibilità di sopravvivere senza di lei. È quanto ha detto oggi George Soros in un discorso tenuto nella tana del lupo a Francoforte, in cui il celebre finanziere non ha lesinato critiche alla gestione della crisi da parte del Governo tedesco.
Secondo il finanziere noto per la sua scommessa contro la sterlina nel 1992, la Germania è andata troppo oltre nella gestione del salvataggio di Cipro, si sta essa stessa dirigendo verso una fase di recessione e deve finalmente decidere se abbandonare la propria avversità di lunga durata agli Eurobond o lasciare l’eurozona.
«La mia prima preferenza – ha detto parlando al centro per gli studi finanziari di Francoforte – è per gli eurobond, la seconda perché la Germania lasci l’euro». «Tocca alla Germania – ha aggiunto – decidere se intende autorizzare o no gli eurobond». Ma Berlino, ha aggiunto, «non ha diritto di impedire ai paesi più fortemente indebitati di uscire dalla propria miseria mettendosi insieme ed emettendo degli eurobond». «In altre parole – ha precisato – se la Germania è contraria agli eurobond, allora deve considerare la possibilità di lasciare l’euro e consentire agli altri paesi di emetterli». (Source) 

Tutto chiaro, Frau Merkel?

Posso solo dire che quanto dice il buon Soros è veramente la sintesi del mio pensiero sull’Euro in questo momento e sulle logiche dell’Eurozona. Chi comanda è la Germania. E la Germania però che deve decidere DA che parte stare. Dentro l’Euro, accettando quanto sopra scritto, oppure FUORI dall’Euro.

E sottolineo quanto detto sopra: siamo poi così certi che l’Eurozona senza la Germania sia così catastrofica? Sicuramente NON peggio di quanto vediamo adesso e di quanto si prospetta per il nostro futuro italiano.

STAY TUNED!

DT

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25 commenti Commenta
zanella51
Scritto il 10 aprile 2013 at 12:18

anche se si facessero gli eurobond, il beneficio sarebbe momentaneo.
il vero problema è il differenziale di inflazione tra i vari stati.
finchè c’è questo differenziale, i prodotti del paese a bassa inflazione saranno sempre compertitivi rispetto e quelli di paesi ad alta inflazione,
O si trovano meccanismi di compensazione a QUESTO PROBLEMA o tutto il resto non servirà a nulla.
Poi se l’italia uscisse dall’euro perchè dovremmo rinominare i nostri debiti in euro? come dice soros.
Si devono rinominare nella nuova monete ed il problema non esiste e colore che al di fuori dell’italia hanno comprato debito ci rimetteranno la differenza di cambio.
Ma la vogliamo capire che nessun investimento è privo di rischi?????????

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ihavenodream
Scritto il 10 aprile 2013 at 12:18

Si l’eurobond sarebbe una soluzione, per l’Italia, ma per la Germania? Se fosse costretta a finanziarsi in eurobond, anzichè in bund pagherebbe di piu’…perchè dovrebbe farlo? Potrebbe uscire dall’euro ok, lo farebbe solo se costretta ovviamente e non vedo come potremmo costringere un soggetto che rispetta i patti concordati in un contratto a rescindere il contratto stesso, ma ammesso che ci riusciamo e la Germania torna al marco, cosa cambierebbe per l’eurozona? automaticamente la stessa identica situazione della Germania nell’euro, verrebbe presa da altri paesi (non so la Francia magari), che si sfilerebbero a loro volta. Vi faccio una domanda: voi come italiani accettereste di emettere titoli di stato comuni a Italia, Grecia, Portogallo, Spagna e Cipro? O preferireste sfilarvi?Se la Germania esce dall’euro, l’euro ha i giorni contati, è un dato di fatto. Vuol dire che tutti quanti, non solo la Germania rinunciamo al progetto…l’eurobond è sicuramente un obiettivo a cui dobbiamo tendere, ma attraverso un processo di unificazione progressivo, un percorso che preveda: unione fiscale vera, non le chiacchiere del fiscal compact, stesse aliquote e stesso sistema fiscale per tutta l’Europa, unione di bilancio, ci deve essere un bilancio unico europeo che incorpora tutti i bilanci degli stati, a questo punto si puo’ parlare di eurobond, anzi diventerebbe una logica conseguenza…questo significa tra l’altro che ogni stato deve progressivamente cedere parte della propria sovranità, in favore di una gestione politico-amministrativa centrale e questa roba qui non la si puo’ fare oggi e nemmeno domani visto lo stato dell’arte. La prima cosa da fare oggi è incrementare la fiducia che gli stati europei hanno l’uno dell’altro, per far cio’ occorre fare delle trattative, prendere degli impegni e soprattutto rispettarli! Ad esempio io proporrei per l’Italia il seguente accordo domani: l’Italia puo’ sforare il rapporto deficit/pil di una quota percentuale uguale al taglio della spesa pubblica che riesce a fare! Cioe’ per chiedere le cose a qualcuno, bisogna dimostrarsi meritevoli di fiducia è questo il punto!

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ihavenodream
Scritto il 10 aprile 2013 at 12:30

zanella51@finanza,

Se si rinominano nella nuova moneta, vuol dire che si fa default, l’Italia emette bond in euro, il contratto prevede che il prestito venga ripagato in euro e gli interessi corrisposti in euro, se non fai cosi’ non rispetti il contratto con i tuoi creditori, quindi fai default. Se fai default nessuno ti presta piu’ denaro se non a tassi altissimi e l’Italia ha bisogno di denaro perchè è un paese importatore di materie prime ed energia, per non parlare dell’isolamento internazionale che subiremmo, ad esempio potremo ancora spostarci all’estero liberamente come facciamo oggi?

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daviosq
Scritto il 10 aprile 2013 at 12:55

Il personaggio Soros non è che mi vada molto a genio soprattutto perché dovrebbe essere l’ultimo a parlare visti i suoi “diretti” interessi finanziario-speculativi. I crucchi mai lasceranno l’euro ne va della loro sopravvivenza economica, e se permettessero gli eurobond lo farebbero costretti con i carroarmati fuori Berlino. Questione di vita o di morte è la loro.

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ferrariferrari
Scritto il 10 aprile 2013 at 13:29

la germania non uscirà dall’euro e non accetterà gli eurobond, la situazione attuale è perfetta per la germania.

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zanella51
Scritto il 10 aprile 2013 at 19:02

ihavenodream non sono d’accordo con te.
prenditi qualche giorno di tempo e leggiti il libro di Bagnai o molti altri economisti come Sapir, Hein ecc, o quello che diceva già nel 1957, quasi 60 anni fa, Meade o recentemente dopo essersi avveduto Modigliani e capirai che non ci sono alternative al tracollo dell’euro.

Tu giustamente dici “unione fiscale vera, non le chiacchiere del fiscal compact, stesse aliquote e stesso sistema fiscale per tutta l’Europa, unione di bilancio, ci deve essere un bilancio unico europeo che incorpora tutti i bilanci degli stati, a questo punto si puo’ parlare di eurobond, anzi diventerebbe una logica conseguenza…questo significa tra l’altro che ogni stato deve progressivamente cedere parte della propria sovranità, in favore di una gestione politico-amministrativa centrale e questa roba qui non la si puo’ fare oggi e nemmeno domani visto lo stato dell’arte.
Il problema però è che questo è pura UTOPIA e penso resterà tale anche nel futuro.
L’euro si disgregherà inesorabilmente ma penso che la cosa sarà veramente traumatica per tutti anche per la Germania

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ihavenodream
Scritto il 10 aprile 2013 at 19:55

Non so se sara’ traumatico o no, se si disgrega totalmente non vedo grosse conseguenze, se nazioni come l’Italia escono unilateramente invece x le stesse sarebbe un disastro…solo ke fatico a vedere concreti vantaggi a medio-lungo termine…per me l’Europa e’ un progetto grandioso, non dobbiamo vederlo come un problema, ma come un’opportunita’…poi dovremmo vederlo in prospettiva, come il primo nucleo di aggregazione di un sistema molto piu’ grande, ke comprenda molti altri paesi, in teoria il mondo intero, affinke’ tutti uniscano il proprio destino in una grande comunita’ mondiale…puo’ darsi ke sia utopia, ma sono le grandi utopie in fondo ke fanno progredire l’umanita’…anke il suffragio universale un tempo era un’utopia, l’abolizione della schiavitu’ e tanto altro…il futuro e’ di ki riesce a immaginarlo…x me dovremmo tutti quanti impegnarci di piu’ x questo progetto, vista l’enorme potenzialita’, non mi sembra ke si sia fatto abbastanza negli ultimi 10 anni, le difficolta’ sono enormi, ma di solito le cose importanti non sono facili da ottenere…

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zanella51
Scritto il 10 aprile 2013 at 20:13

ihavenodream@finanza,

devo dirti con tutta onestà che ti invidio per la tua enorme fiducia nel sistema.
io invece credo che siamo alla fine di un sistema capitalistico
non è più possibile una crescita infinita e un depredare la terra come se le risorse fossero infinite.
dovremmo perciò considerare un’altra forma di sviluppo sostenibile

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lampo
Scritto il 11 aprile 2013 at 00:54

Se Soros ha affermato ciò, ragionando al contrario vuol dire che diventa molto probabile che la Germania rimarrà nell’euro, non verranno emessi eurobond (almeno fino alle elezioni tedesche) e probabilmente usciranno una serie di Paesi (assieme) periferici… tornando quindi all’ipotesi di due tipologie di euro (perché non credo che in caso di fuoriuscita si torni alla valuta locale… durante questa guerra valutaria ci sarebbe troppa incertezza con la possibilità, non remota, di provocare una vera catastrofe).

Quindi ci ritroviamo con lo scenario ipotizzato da Flassbeck (!).

Adesso è da capire quando, cioè prima o dopo le elezioni tedesche?

A giudicare dai problemi all’orizzonte… sarebbe prima (giusto per citarne uno non so se qualcuno si è accorto della pessima asta slovena… e fra poco a giugno dovranno collocare un bel malloppo!). Ma visto che tenteranno in tutti i modi di tirarla per le lunghe (per non intralciare le elezioni tedesche) diventa più probabile un dopo… in base al loro esito!

P.S. Bel post DT!

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Scritto il 11 aprile 2013 at 08:51

Denghiu!

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ihavenodream
Scritto il 11 aprile 2013 at 10:11

lampo,

Ammettiamo pure che i paesi periferici escano dall’euro e si stampino una loro valuta…diciamo: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, ci mettiamo la Slovenia pure ok? Possono anche stampare questa moneta nuova a profusione, ma come fanno a convincere la gente ad accettarla, in territori che comunque sono pieni di euro “buoni” (diciamo così)? Avresti un’ unione tra stati coi bilanci scassati e le economie depresse, un’ unione anche questa monetaria e non reale, con le stesse difficoltà che ci sono ora per trovare accordi e soluzioni condivise su tutto…che soluzione è? E’ come quando si ristrutturano le banche, metti tutta l’immondizia in una bad bank e la liquidi progressivamente, noi saremmo la bad-europe da liquidare in questo caso….lo scenario potrebbe essere migliore se l’euro cessa di avere corso legale, cioè lo abbandonano tutti….ma per fare questo devi fare un accordo con la Germania, perchè la devi costringere a cambiare valuta, e quindi siamo al punto di partenza….ma tutte queste ipotesi fantasiose poi, che ragionevolezza hanno? voglio dire: non è che l’Europa ci occupa, ha installato degli eserciti di occupazione sul nostro territorio, deporta i dissidenti, ci impone tasse punitive per strozzare i nostri traffici o dazi….no, cosa fa l’Europa di così insopportabile? Ci dice di stare attenti ai conti pubblici, ci da dei parametri di riferimento da rispettare, ci esorta ad aumentare la nostra competitivita’…nell’interesse di tutti, soprattutto nostri! Perche’ non proviamo a dargli retta? Pensate che siano le richieste europee a determinare la recessione dell’Italia? la favola dell’austerity? L’europa ci dice di non fare troppo deficit, punto! ci dice una cosa ovvia…siamo noi che decidiamo come non fare deficit, non l’Europa…siamo noi che invece di ridurre le spese, aumentiamo le entrate, cioe’ le tasse, per non perdere consensi a livello politico, è naturale che in questo modo si apre la strada alla recessione…se aumenti l’iva dal 20 al 21% aumenti l’imposizione del 5%, e ci meravigliamo che il pil poi cala del 3%?Tutto questo non ce lo impone l’Europa, siamo bravissimi a farci del male da soli, non dubitate…

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 10:54

ihavenodream@finanza,

Ci sono due modi per rendere schiava una nazione. Con le spade o con il debito. La germania ha fallito due volte con le spade e non potendolo fare una terza volta lo sta facendo con un mezzo diverso e si …….. perché il fine giustifica i mezzi.

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capfed76
Scritto il 11 aprile 2013 at 12:06

ihavenodream@finanza,

C’è una cosa che non capisco nei tuoi ragionamenti, secondo te, esiste l’euro e nient’altro. Se un paese non ha l’euro come valuta non può né comprare all’estero né emettere bond? Come fanno tutti gli altri paesi non-euro? La cina vende solo all’europa? Persino i paesi con valute scadenti (vedi america latina, quelli dell’africa) acquistano dalla cina (e non solo) e si indebitano pure… non ti seguo.. boh…
Poi, eserciti non ci sono stati (perché non serve ormai), solo politici inetti e corrotti. Bruxelles con la complicità dei nostri politici ci hanno costretto al fiscal compact e vedi i risultati, hanno distrutto l’italia… Se uno sta affogando, prima lo tiri fuori, poi -e solo poi- gli dici “ma tu avresti dovuto imparare nuoto”, “non avressti dovuto rischiare se non sapevi nuotare”… qua si affoga e pretendono di insegnarci a nuotare mentre siamo ad affogare… Queste famose ricette della troika, del fmi da solo, le conosce bene il mondo, guarda come hanno ridotto tutti i paesi alla fame…

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 12:15

capfed76@finanza,

Ed infatti http://finanzanostop.finanza.com/2013/04/11/stop-alla-dittatura-del-del-fmi-e-banca-mondiale-i-paesi-emergenti-creeranno-la-loro-banca-per-lo-sviluppo-e-la-propria-agenzia-di-rating/ (…….. chissà che se usciamo dall’ euro non ci chiedano di entrare.)

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ihavenodream
Scritto il 11 aprile 2013 at 12:19

kry@finanza,

Se tu studiassi di piu’ la storia sapresti che le guerre in Europa non sono certo iniziate con la prima guerra mondiale! dai tempi dell’Impero Romano tutti si sono dati ferocemente battaglia per il predominio economico, razziale e culturale dei territori europei, con l’obiettivo finale di realizzare un continente unito, attraverso la dittatura di un impero su tutti i popoli….e’ da questo che nasce l’idea dell’Europa unita, nasce da Jean Monnett, prima ancora della fine della seconda guerra mondiale: dalla considerazione che “non ci potrà mai essere vera pace in Europa se gli stati si costituiscono sulla base delle proprie sovranità nazionali!” Tu (e molti altri) temi che la vocazione imperialistica della Germania non sia mai morta giusto? Beh se hai ragione dovremmo tutti temere molto di piu’ una Germania indipendente e con tutta la propria sovranità nazionale teutonica da dispiegare, che di una legata con dei vincoli ad altri stati…dobbiamo serrare di piu’ questi vincoli, non scioglierli: sarebbe un errore storico di grandezza colossale!

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ihavenodream
Scritto il 11 aprile 2013 at 12:31

capfed76@finanza,

Non leggi attentamente quello che scrivo evidentemente…gli stati hanno le loro monete evidentemente ed è uno status quo, vale a dire si usa questa valuta da vari secoli, tutti i cittadini di un dato territorio sono nati con questa valuta e sono abituati ad utilizzare quella, la moneta è una convenzione…nell’ipotesi che un giorno lo stato decida di annullare la propria valuta e adottarne un’altra è ovvio pensare che nulla cambi…la valuta precedente non è piu’ utilizzabile, quindi i cittadini di quello stato utilizzeranno quella nuova. Ma se uno stato, ad esempio il kentucky diciamo, dicesse: non usiamo piu’ dollari come nel resto degli Stati Uniti, ma sterline del Kentucky, secondo te questo basterebbe a convincere i fornitori del Kentucky, i finanziatori del Kentucky e in definitiva gli stessi residenti del Kentucky, a non usare piu’ dollari? spero che ora il concetto sia piu’ chiaro…per quanto riguarda chi ha realmente distrutto l’Italia (negli ultimi 50 anni e non negli ultimi 10!) non abbiamo evidentemente le stesse idee…l’ho scritto in tanti altri commenti come la penso, non voglio essere pedante…

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 13:02

ihavenodream@finanza,

Che centra l’impero romano con la germania ( visto che ne hanno prese a quel tempo), senza tanto studiare una volta si faceva la guerra con la clava e non per soldi ne tantomeno per la finanza. E poi devo accettare di subire e continuare a permettere alla germania di dettare legge solo per il timore della sua indipendenza e sovranità nazionale, stiamo scherzando. Senza andare troppo indietro leggi l’intervista all’ex premier Khol, sono dei bari.

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ihavenodream
Scritto il 11 aprile 2013 at 14:03

kry@finanza,

Una volta si faceva la guerra non per soldi ne’ tantomeno per la finanza? ahahahah

Ti consiglio il vecchio adagio: meglio tacere e correre il rischio di apparire ignoranti, piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio”…

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capfed76
Scritto il 11 aprile 2013 at 14:49

ihavenodream@finanza,

Capisco quello che dici, ma non sono d’accordo. Se vedi l’america latina, nello specifico argentina, vedrai che il 2001 è solo uno dei default. Il paese in questione vive in crisi, è ha fatto altri default in passato ristrutturando il debito. La storia dimostra che il mondo non si ferma per questo. Sono d’accordo con te che forse una dissoluzione dell’euro forse sarebbe “meglio”, ma non penso che l’uscita unilaterale dell’italia sia così disastrosa come dici tu per il fatto che “nessuno” si fiderebbe del paese, il costo delle materie prime ecc..

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 15:32

ihavenodream@finanza,

Infatti mi hai levato qualsiasi dubbio il vecchio adagio ti si addice tutto, e si perchè al tempo delle clave c’erano i soldi. Io non mi sento di dare consigli ma credo che prima di pigiare i tasti della tastiera è meglio ci si inforchi anche un bel paio di occhiali.

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 16:01

ihavenodream@finanza,

Anch’io conosco un detto che recita più o meno….” chi di arroganza ferisce di arroganza perisce. Trovo davvero penoso dare dell’ignorante e ridere di una frase parziale e adattata a proprio piacimento. Non sono io che ha replicato con “Una volta si faceva la guerra non per soldi ne’ tantomeno per la finanza?( ahahahah)” alla frase “……. volta si faceva la guerra con la clava e non per soldi ne tantomeno per la finanza.” Penso sia capace di fare i conti, quindi tira le somme.

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kry
Scritto il 11 aprile 2013 at 16:04

ihavenodream@finanza,

Giusto per farsi un pò di cultura. http://icebergfinanza.finanza.com/2013/04/11/eurodittatori-deuropa/

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robbyt
Scritto il 11 aprile 2013 at 21:27

Ho seguito questa discussione che ripropone due visioni prospettiche della crisi nettamente divergenti e dopo diversi articoli dall’impostazione fondamentalmente euroscettica mi sovviene una domanda che vorrei porgervi: cui prodest lo sfascio dell’UE?

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bergasim
Scritto il 12 aprile 2013 at 11:54

robbyt@finanza,

U S A

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capfed76
Scritto il 12 aprile 2013 at 15:52

robbyt@finanza,

Direi gli europeisti stessi, bruxelles, i politici e la germania, con il disegno di una Europa con solo una unione monetaria e nessun altro presupposto per fare una vera unione di stati, faccendo si ché dall’introduzione dell’euro i paesi periferici, soprattutto il meridione europeo si sia man mano indebitato, e indebolito, mentre la germania, proprio l’opposto…

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