GrExit: se la Grecia esce dall’Euro, cosa dobbiamo aspettarci?

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

Ormai è molto più di un’ipotesi. La Grecia potenzialmente diventa la prima candidata all’uscita dall’Euro. Si è già creato su Twitter l’hashtag “Grexit” che sta popolando i messaggi dei vari utenti. Il tam tam della rete parla ormai da giorni di quello che non è più una Follia. Rischia di diventare una drammatica realtà. Drammatica perché le conseguenze per la Grecia e, successivamente, per i paesi dell’Eurozona potrebbero essere devastanti.
La condizione politica del paese ellenico non aiuta di certo:

ATENE, 15 MAG – ”Arroganza” e ”intransigenza”: questi i due ingredienti principali alla base dell’atteso fallimento della classe politica greca che neanche davanti alla prospettiva della catastrofe finanziaria del Paese e’ riuscita a mettere da parte i propri interessi e a concordare la formazione di un governo tecnico di transizione. Fallimento che porta diritti alla convocazione di nuove elezioni tra il 10 e il 17 giugno. E che oggi ha causato subito il crollo della Borsa di Atene, precipitata a un -4% dopo l’annuncio della fallita riunione, e perdite secche di oltre l’8% per le banche. (AM) 

Avete letto bene: Arroganza e Intransigenza. Magari anche supponenza e incoscienza. La politica greca non si rendo conto che rischia di distruggere definitivamente la storia, l’economia ed il futuro di un paese. Il tutto per quale motivo primario? Ovvio, il ritorno alla Dracma.
L’idea di trovarsi da una parte una valuta molto svalutata, che permetterebbe al paese di ripartire, ma anche (e soprattutto) di riacquistare quella libertà di poter gestire la politica monetaria, che oggi era totalmente in mano alla BCE che, come ben sappiamo, ha fatto per anni le veci dell’ ”Europa che conta” e non certo dei paesi periferici, sono gli elementi chiave che spingono i greci a voler tornare alle origini.

(AGI) Parigi – Il numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde non esclude la possibilita’ di un’uscita ordinata della Grecia dall’euro. “Se gli impegni di bilancio – spiega la Lagarde – non dovessero essere onorati, si possono pensare a delle appropriate revisioni, il che significa sia finanziamenti supplementari, sia piu’ tempo e un ulteriore meccanismo di uscita, che in questo caso potrebbe configurarsi come un’uscita ordinata”.

Gli effetti per la Grecia

Ma cari amici di Atene, credete che alla fine l’avrete vinta? O meglio, pensate di avere ragione voi, volendo tornare indietro in questo momento quando ormai la frittata è fatta?

Provate a guardare un pelino avanti. E ditemi: chi tratterà commercialmente con la Nuova Grecia? E chi gli concederà ancora del credito? Non di certo gli organismi internazionali, quantomeno nel breve-medio periodo. E poi, come verrà gestita la drammatica inflazione che colpirà il già disastrato sistema economico ellenico?

Inoltre leggo da molte parti la volontà gestire questa difficile situazione in modo “ordinato”, quasi si volesse dare al mercato un messaggio di serenità, di non belligeranza, di fiducia e di pace. In realtà è da illusi poter pensare che il tutto avvenga in un modo che definirei lineare.
Sarà l’inizio della fine. A partire proprio dal settore pubblico. Il governo greco già adesso è senza quattrini e non riuscirà più a pagare nessuno. E questo è un messaggio ai già bistrattati dipendenti pubblici ateniesi ed ai titolari di pensione. Per loro il futuro sarà non facile… Volete un conteggio del costo procapite? Alcuni studi parlano di un costo pari a circa 12.000 € a testa per ogni greco (con uno stipendio medio che si aggira sui 20.000 €). E questo solo per il primo anno. E poi…si vedrà.

Intanto però in Grecia il constesto sociale è sempre più difficile. Negli ultimi giorni sono stati ritirati dai c/c delle banche greche ben 700 milini di Euro, una cifra molto grande visto la “ricchezza” della popolazione della Grecia (secondo alcune stime, si tratta circa della metà).

(…) stanno crescendo i timori di nuovi scontri sociali in Grecia. Il presidente Papoulias, durante i colloqui coi leader politici, ha reso noto che dal 6 maggio a oggi sono stati ritirati dai conti correnti ellenici circa 700 milioni di euro. Sembrerebbero pochi, dato che la popolazione greca è di circa 11 milioni di persone. Ma considerato che chi ha un conto corrente nelle banche elleniche, secondo il ministero delle Finanze, è la metà, 6 milioni di persone, si arriva circa 120 euro a testa. Una cifra tutto sommato bassa, ma che, come ha ricordato lo stesso Papoulias, è in aumento del 130% rispetto al periodo normale. «È presto per dire che c’è stata una corsa agli sportelli, ma potrebbe essere l’inizio», dice a Linkiesta un analista macroeconomico di UniCredit. Del resto più si avvicina la possibilità di un’uscita dall’eurozona, più il rischio di tensioni sociali cresce, come largamente spiegato da UBS nello scorso dicembre. (LK)

 

 

E gli effetti per noi…

Permettetemi inoltre di esprimere anche un parere su quello che accadrà a chi, come l’Italia, si troverebbe nella situazione “scomoda” di paese sempre nell’Eurozona ma che il mercato “legge” come potenziale uscente.
Lo sappiamo bene, il mercato si basa sulla fiducia e sulle prospettive disegnate dalla politica. Se la Grecia esce dall’Euro succede quello che tutti vogliono evitare: creare il PRECEDENTE, che rappresenta quel canale che viene scavato ex novo e che altri potrebbero utilizzare in futuro.

Non ci sarebbe più credibilità: la spaccatura tra Nord e Sud dell’Eurozona sarebbe sempre più netta, la linea di demarcazione diventerebbe talmente mrcata che alla fine si arriverebbe ad una crisi ingestibile per tutta l’Eurozona e, soprattutto, per i paesi periferici, sotto i colpi rindondanti della speculazione e dello spread.
A pagarne le conseguenze sarebbero in primis le nostre banche, che collasserebbero asieme a quelle spagnole. E a poco servirebbe un LTRO 3, 4, 5.
A quel punto sarebbe necessario, in PIENA situazione di Emergenza, un intervento coordinato di Unione Europea + BCE che porti segnali fortissimi di Euro-coesione, una sorta di salvagente lanciato in extremis dalla disperazione con esiti che poi saranno tutti da verificare.

Ma scusate, a quel punto, perché NON pensarci prima?

Giorni fa scrissi un elenco di possibili soluzioni per l’Italia e per l’Europa. Ve lo ripropongo, cari amici lettori. Se si arrivasse a questo, forse si eviterebbe quella che assomiglia molto ad una catastrofe.

a) Questione mentale: tutti in Eurozona devono mettersi in testa una cosa. La crisi è sicuramente collettiva e non solo dei periferici. E se qualcuno di grosso salta (es. la Spagna) è da folli pensare che paesi come Francia e Germania ne escano indenni. Ma su questo sto iniziando a vedere pian pianino delle novità. La Germania è progressivamente sempre più sola.
b) Parlamento Europeo: esiste l’Euro, moneta unica. NON esiste però un qualcosa che Governi univocamente l’Unione Europea. Il modello potrebbe essere quello americano. Una vera federazione comandata da un Aprlamento cenrale con poteri e funzioni.
c) Spending review. Se ne parla molto ed è assolutamente necessaria. Ma attenzione, spending review non significa solo tagli di spesa, ma anche un progetto che va a limitare le fonti di costo. Draghi ha fatto un accenno al taglio delle Province. Ecco un esempio concreto di possibile spending review. Poi, ovvio, non ci sono solo le province, dico bene? E lo spending review deve essere fatto non solo in Italia ma in tutti quei paesi dove effettivamente ci sono ampi margini di manovra. E, credeteci, di lavoro da fare in quest’ambito c’è n’è uno sproposito
d) Fiscal Compact: deve essere rivisto e trasformato in un qualcosa di realistico e non utopico. Ok ad un piano che possa essere di austerity, ma una cosa è cercare di evitare gli sprechi, ipotizzando dei piani di rientro dal debito. Un’altra è buttare sul tavolo dei numeri target che lasciano il tempo che trovano, visto che non sono realizzabili.
e) Eurobond: ho già detto di tutto e di più. Anche che il Debito/PIL dell’Unione Europea è pari all’88%. Vogliamo tagliare le gambe alla speculazione? Eccovi una buona soluzione. Eurobond che sostituiscono i governativi tradizionali, garantiti dal cuore dell’UE.
f) Bond per lo sviluppo: possono essere un buon compromesso per concretizzare una ripartenza economica. Questi sono veri investimenti per il futuro, anche qui con le garanzie del governo centrale ed indirizzati esclusivamente alla cosa che più mi preoccupa: la crescita economica.
g) Una BCE operativa: la Germania deve permettere alla banca centrale europea di FARE la banca centrale in tutto e per tutto. Come essere prestatore in ultima istanza. Ovvio, necessita un cambiamento dei target BCE, oggi indirizzati tutti alla stabilità dei prezzi e dei mercati, e che andrebbero indirizzati invece anche verso la crescita economica.
h) Privatizzazioni: e questo capitolo interessa soprattutto noi italiani. E’ necessario un intervento per andare ad abbattere direttamente il debito con la vendita di asset. Quindi includiamo anche il patrimonio immobiliare. E’ il modo più rapido per rientrare parzialmente dal debito pubblico. Ovvio, non significa azzerarlo, ma semplicemente limitarlo e permetterci di respirare un po’ di più. Senza poi dimenticare che sul debito abbattuto non si pagheranno più gli interessi (con immediati effetti sul deficit)
i) Compensazione fiscale: massima urgenza per questo elemento. Se unìazienda è a credito di imposta, deve poter COMPENSARE. Ci sono troppe aziende in crisi perché devono pagare imposte e, nello stesso tempo, devono incassare dallo Stato. Questa follia deve terminare
j) Diminuzione del carico fiscale: i consumi in Italia stanno crollando, il potere di acquisto è ai minimi termini. O si diminuisce il carico fiscale nei confronti dell’ultimo stadio (ceto medio basso) oppure l’economia soffocherà completamente.
k) Canale del credito: decreto legge che obbliga le banche ad aprire il canale del credito in maniera più snella. Ad oggi, i soldi ci sono, ma il denaro non circola. E la colpa è senza dubbio anche del canale bancario.

Source: Intermarket&More 

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24 commenti Commenta
hironibiki
Scritto il 16 maggio 2012 at 10:29

L’Argentina ha osato sfidare i poteri forti e ha vinto. Perchè non dovrebbe riuscirsci anche la Grecia? Forse all’inizio farà un pò fatica, ma poi..

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Lukas
Scritto il 16 maggio 2012 at 10:41

Se si pensa che la Grecia ha una popolazione pari al 2 % dell’intera Unione Europea….. un Pil inferiore a quello della sola Lombardia…….e pari a meno della metà del Pil del Nord Reno Westfalia……si capisce che solo l’insipienza dell’attuale classe politica Europea poteva creare un casino del genere.

E comunque rimango dell’avviso, che seppur in ritardo, una soluzione verrà trovata e la Grecia rimarrà nel zona Euro…..altrimenti dove pensano di andare ?

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kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 10:48

La più piccola islanda è andata oltre: sta processando i banchieri responsabili della loro crisi finanziaria e non mi sembra che stiano morendo di fame.

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buf
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:05

Non è questione che la Grecia è grande l’1% dell’Europa, è questione che oggi tocca la Grecia, domani la Spagna, poi noi..poi…E’ tutta la baracca che è messa in discussione, è il sistema del Pil che cresce grazie al debito pubblico, è questa cosa che oggi non torna più. Siamo davanti al nodo che hanno fatto i nostri “nonni” ed oggi il pettine lo sta incontrando…e non si sa come risolverlo. O meglio si sa, bisogna tagliare tagliare tagliare la spesa pubblica ed abbassare le tasse, ma se questo governo fa fatica a mettersi d’accordo con i tassisti(con tutto il rispetto per loro), figuriamoci se riesce ad andare attorno a quelle postazioni del potere vero…e degli sprechi. Tempi duri.

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Scritto il 16 maggio 2012 at 11:09

kry@finanza,

La differenza? Hanno zionalizzato le banche e avevano DA SEMPRE una loro valuta.
Voilà. Scenari non paragonabili secondo me.

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Lukas
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:12

buf@finanza,

Ma non si può tagliare, in Grecia cosi come in Italia, ciò che si inopinatamente edificato in termine di spesa pubblica improduttiva nel corso degli ultimi 30 anni…….in soli tre mesi……..bisogna proporre soluzioni ragionevoli al problema……e dare il tempo di cambiare il sistema……..altrimenti si rischia di sortire l’effetto esattamente contrario.

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atomictonto
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:24

kry@finanza,

L’Islanda ha 313.000 abitanti ed è circondata di piattaforme petrolifere e relativi servizi nei propri mari…è un minuscolo Eldorado.
E’ come ragionare su Dubai e pensare di estendere certi discorsi a Paesi con decine di milioni di abitanti ed economie del terziario o manifatturiere.
Diciamocelo, ci sono alcuni micro-Paesi che fortunosamente navigano sul petrolio (o sul gas come il Brunei) e si possono considerare “alieni” al sistem economico mondiale.
Stanno bene comunque, in ogni situazione.

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kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:27

Dream Theater,

Non vorrei che il solo pensiero del ” non paragonabili ” sia sufficiente a non nazionalizzare le banche. Non credo che è grazie alla loro valuta che abbiano risolto i problemi (tra l’altro mi sembra attualmente quotata in modo diverso dalle altre). I problemi li stanno risolvendo grazie alle loro decisioni prese come popolo che se anche piccolo di 300.000 abitanti potrebbe essere preso come esempio.

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kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:33

atomictonto@finanza,

Al di là del numero di abitanti e della grandezza dello stato loro stanno processando i responsabili che poi vengano prosciolti come sicuramente potrebbe accadere in italia è un altra cosa, intanto loro si sono ” mossi ” noi restiamo ad aspettare ….. cosa poi?

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vik1930
Scritto il 16 maggio 2012 at 11:36

magari la grecia facesse come l’argentina…….
l’argentina anche sfidando i poteri forti, ha restituito con lo swap il 30/40% del nominale
con soldi propri…
la grecia il mese scorso ha tagliato i propri debiti del 53,5%
il 15% ce l’abbiamo messo noi come europa (EFSF)
sul resto paga il 2-3% a scadenze 2030-2040

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l.b.chase
Scritto il 16 maggio 2012 at 12:20

Ma adesso ti metti anche tu a fare il terrorista demagogo che cerca di spaventare la gente con lo spauracchio del: e dopo che farete, non pensate alle conseguenze???

Non ho capito se ci credi davvero che dopo sarà peggio per loro e dunque pensi che ora vada meglio e in futuro potrà migliorare ancora, oppure se in realtà fai finta di crederci perchè non fa comodo a te che la grecia esca e allora preferisci raccontarcela così.
Mi spiace ma non vedo altre soluzioni! Perchè è più di un anno che siamo qui a discutere su quanti motivi avrebbero i greci per dire basta a questa sodomizzazione con sabbia in continua crescita e oggi te ne ritorni fuori a rifriggere i soliti discorsi da politicante da quattro soldi che non vede più in là del proprio naso e agita lo spauracchio del: ma dopo chi ve lo farà credito? Ci avete pensato? :-OOO E loro sai che ti risponderebbero??? Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Ma chi kazzo lo vuole il credito!!! Noi vogliamo smettere di pagare un debito finto che hanno creato le banche con la complicità dei nostri politici corrotti e non li vogliamo altri soldi in pretito! Non ne vogliamo proprio più sentir parlare di debiti!!!
Lavoriamo, piuttosto zappiamo la terra e quello che riusciamo a produrre lo vendiamo, ma senza farci mangiare l’anima da un debito fasullo.

Tu lo vuoi il credito! Tu che evidentemente sei amico delle banche o hai paura che ti si svaluti il tuo orticello vuoi un mondo basato sul debito! Ma la gente normale si è rotta i coglioni del debito e di mantenere questi scanza fatiche che lo creano artificialmente inseme alle banche…
Pensaci e smetti fare queste domande retoriche che tanto non convincono più nemmeno il più sprovveduto.

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ob1KnoB
Scritto il 16 maggio 2012 at 12:29

La pagliuzza e la trave
http://www.poodwaddle.com/clocks/worldclock/
Ogni anno la popolazione mondiale aumenta di 60 milioni (una Italia che devi nutrire, istruire, difendere dalle malattie e far lavorare…possibilmente non in schiavitu’).
Il pil mondiale aumenta MENO di quanto non aumentino i debiti (Grecia e affini PIGS sono praticamente ininfluenti nella sommatoria e quand’anche divenissero paesi ‘virtuosi’ non cambierebbero, se non minimamente , la dinamica).
Viene da chiedersi perchè dobbiamo avere paura della Grecia, chi guadagna da questa paura?.
Non è forse chiaro che l’alternativa al Grexit non cambia minimamente lo status quo complessivo anche per gli Italiani o gli Spagnoli? Abbiamo scelto l’euro e la globalizzazione ma oggi mi chiedo veramente ma quali sono i vantaggi reali? Qual’è il reale valore aggiunto dell’Europa?. Siamo forse più sani? Abbiamo aumentato la nostra cultura? Abbiamo una organizzazione sociale più equa? Una maggiore giustizia? Una maggiore serenità personale o qualche benefit famigliare?
La risposta è no. Mi si può obiettare che non vi è la controprova. Vero. Ma in realtà una ce ne è.
Non esercitiamo più la democrazia e questa vale di più di ogni altra cosa.
Eurobond, fiscal compact, spending review…toppe temporanee utili ad aggiungere qualche mese ad un calendario che non ha scadenza. Non un politico od un tecnico che ti disegni la ‘visione’ (lo so’ di essere logorroico al riguardo), non uno che tracci o abbozzi il sentiero che motivi, se non per la nostra generazione almeno per la prossima, i sacrifici economici e le preoccupazioni che la stragrande maggioranza delle persone sta sopportando e ancora di più dovrà sopportare.
La pagliuzza e la trave. Catarsi e Nemesi. Paradosso che sia ancora la Grecia a ricordarci cosa sia la democrazia.

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Scritto il 16 maggio 2012 at 13:02

l.b.chase@finanzaonline,

Calma.
Calma e sangue freddo e moderiamo i termini, sotto tutti i punti di vista.
Questa è la mia visione. QUEsto è il mio blog. QUEsto è il mio pensiero. Che tu non sia d’accordo con me mi sta non bene, ma benissimo perchè in questo modo s può anche fare un confronto costruttivo. Ma deve essere tale e non uno sproloquio con parolacce.
Terrorista? io credo di essere realista.
O almeno, io la realtà la vedo così.
Demagogia? beh, il mio unico interesse e capire come andranno le cose, i mercati e le nostre povere finanze. Quindi sto cercando di capire COME difendere i risparmi.
A me non fa comodo che la Grecia esca? MA scusa, che me ne frega se resta o esce! Mi preoccupa quello che comportrà l’uscita della Grecia dell’Euro. Che facciano cosa vogliono! E ne pagheranno le conseguenze!
I vantaggi nell’aver scelto l’Euro? Ci sono stati vantaggie svantaggi. il problem è che quando è stato fatto l’Euro, sono state fatte le cose alla Carlona! Inoltre oggi è demagogia (questa si!) quando si parla dei vantatii osvantaggi. tanto ormai siamo sulla barca e dobbiamo cercare di gestire al meglio le cose. Che serve piangere sul latte versato? Oppure pensi che uscire ora dall’Euro è come prendere una spugna e cancellare in un amen il passato, ritrovarci domani mattina nel portafoglio le Lire , con un messaggio in Modnovisione di Napolitano”scusare ci siamo sbagliati”….?
Non ne vogliamo più sentir parlare di debiti Ovviamente concordo, ma fai un’errore, perchè il debito generato è colpa della politica sicuramente ma…pensaci un attimo…dove sono finiti quei soldi che oggi ritroviamo in BTP a carico della collettività? Dove? Pensioni date dopo 20 anni di contributi, opere pubbliche iniziate e mai finite, oppure inutilizzate, insomma della spesa pubblica esgerata alla fine ha anche beneficiato la popolazione. O forse mi sbaglio?
Tu lo vuoi il credito Hehehe… io voglio solo avere un futuro. Del resto non mi importa un emerito fico secco.
E se ti riferisci al quel mio “perchè non pensarci prima” si intende non PRIMA 10 anni fa, ma prima che la situazione collassi definitivamente. E quindi POSSIAMO ANCORA FARE MOLTO ORA.
Ma è solo il mio punto di vista.
Tu ovviamente le vedrai diversamente. E va bene così.

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hironibiki
Scritto il 16 maggio 2012 at 13:30

Sempre per amore della conversazione :mrgreen: penso che non sia giusto spalmare sulla collettività errori che non ha commesso.
Chi è andato in pensione a 20 anni di contributi, chi ha realizzato opere pubbliche senza finirle, ecc non sono persone “comuni” ma le prime dei raccomandati, i secondi aziende di mafiosi dove però l’operaio lavorava a salario normale e ad arricchire erano solo loro (almeno non ho mai visto un mafioso fare il muratore..).

Comunque io, da persona normale, credo che sia lecito prendere tutti coloro che hanno sbagliato e dire “bene l’europa l’avete voluta voi. Voi quindi pagate il conto” Hanno sperperato il denaro pubblico? E allora cosa ci fanno ancora li come senatori a vita? O come partiti che si rimpastano continuamente che da 20 anni fanno politica.. Assurdo.

E allora ci vuole il coraggio di dire “alt mi fermo e scendo dalla giostra”. La Grecia lo sta per fare a ha tutto il mio rispetto, poi per carità nessuno dice che sarà facile e piacevole; ma andare avanti così a cosa serve?
Sinceramente ma pian piano perderemo tutti i diritti acquisiti con anni di dura lotta. Perderemo la pensione, pur continuando a pagarne i contributi all’Inspe, perderemo la sanità sarà costosa ok ma la invidiano tutti (o preferiamo fare come l’America che chi non ha soldi muore per strada?) e così via.

Poi cosa sia meglio fare se scegliere la strada A o B o C chi lo può dire? Solo con il senno di poi uno può farlo, ma almeno sbaglia con la propria testa e può dire “mea culpa”. Invece così ti viene imposto dall’unione cosa fare, cosa tagliare, come lavorare, quando andare in pensione..
Boh poi per carità il mio ragionamento è superficiale in quanto non riesco a capire bene le meccaniche dell’economia non essendo addetto ai lavori, però penso che ad un popolo si debba dare l’opportunitò di scegliere. Vuoi restare? Si? No? E così via. Invece l’europa è un pò come “‘a famigghia”. Entri ma non puoi più uscirne. Nemmeno fosse una cosa mafiosa :|

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l.b.chase
Scritto il 16 maggio 2012 at 14:46

Dream Theater,

Vuoi sapere dove sono finiti quei soldi secondo me??? In gran parte in enormi ruberie di politici e banchieri…
Se tu fai caso al dato che, se togli gli interessi da pagare sul debito pubblico, il bilancio dello stato è in attivo, già capisci tutto su chi siano i veri beneficiari del debito pubblico…
C’è bisogno che continui a illustrare perchè con il debito pubblico ci guadagnano di più le banche e quindi i politici corrotti da queste ultime piuttosto che il cittadino???

Il debito “pubblico” non lo deve solo ripudiare la grecia ma tutti noi!!! Questo regime in cui comandano solo banchieri tossico dipendenti DEVE FINIRE ORA! Non domani! ORA! E più tardi arriveremo a capirlo, più il danno sarà devastante….

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gonzalo
Scritto il 16 maggio 2012 at 15:09

Salve a tutti, che dire, possiamo parlare di tutti i “contro” che avranno i greci con un ritorno alla Dracma, ma io in questo momento non riesco a non invidiarli…

Non so voi, ma a me questo Stato, questo Euro, mi stanno facendo dissanguare a poco a poco

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fabio ragno
Scritto il 16 maggio 2012 at 17:55

Caro DT, dici che l’uscita dall’euro “Rischia di diventare una drammatica realtà”.
E rimanere con l’euro invece?

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idleproc
Scritto il 16 maggio 2012 at 22:46

Nell’euro non dovevamo entrarci. Chi all’epoca esprimeva solo qualche dubbio legato al buon senso e ad alcune valutazioni anche costituzionali veniva subito zittito ed accusto di essere un criminale. In seguito abbiamo avuto la stessa propaganda per andare a bombardare la Libia e per cuccarci Monti-Draghi. Questo è il governo per salvare la cassa della finanza euroanglosassone, l’economia italiana già demolita dal dumping monetario sarà demolita come in tutti gli altri stati destinati all’esproprio.
Strada segnata, unica possibilità è che il popolo italiano e non solo perdano la pazienza prima di finire come la Grecia e qualche altro.

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kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 22:55

idleproc@finanza,

……prima di finire come la grecia e qualche altro. Nessuno si ricorda di dire che ” qualche altro ” potrebbero essere proprio gli americani. Sono ormai 47 milioni quelli che vivono con gli stamps food e comincia a crescere tra loro la rivolta contro il sistema bancario e finanziario.

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idleproc
Scritto il 16 maggio 2012 at 23:04

kry@finanza,

…proprio agli US pensavo, è un popolo magnifico…

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kry
Scritto il 16 maggio 2012 at 23:39

idleproc@finanza,

Sugli americani sto scoprendo cose sconcertanti come i libri che si usano nelle scuole per stranieri in fondo c’e scritto vietata la vendita e divulgazione sul suolo degli stati uniti.

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perplessa
Scritto il 17 maggio 2012 at 01:38

hironibiki@finanza,

mi pare che in argentina però i problemi non siano risolti. per la verità non è che seguo molto, ma mi arrivano delle mail di tutto e di più, e vado a dare un’occhiata ai link, anche senza approfondire e non sempre, e ho letto di cose molto sgradevoli, ma siccome nome non ho verificato la veridicità , non le cito.

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perplessa
Scritto il 17 maggio 2012 at 02:28

Dream Theater: io credo di essere realista.

sono perfettamente daccordo sul realismo, non fa una piega.e sono perfettamente dccordo sul fine di proteggere i ns. risparmi.aggiungo alle considerazioni che hai fatto che NESSUNO ci sta tutelando, come risparmiatori e come cittadini di questo paese. l’unico paese europeo che apparentemente si sta tutelando è la Germania, ma è deducibile che anche lì c’è dell’insoddisfazione, a giudicare dai risultati delle elezioni. i problemi interni nel ns paese sono indiscutibili, ma c’è qualcuno che ci sta marciando, e non mi sta bene.
ok, le provincie, ma ci sono anche tanti altri problemi. il conflitto d’interessi sulla sanità ad esempio, dove lo mettiamo?molti servizi in realtà non sono erogati e nessuno indaga sulla ripartizione delle tempistiche tra visite in convenzione e a pagamento. ci vorrebbe un blog solo sulla sanità. non parliamo delle palettate di medicine somministrate agli anziani che vanno a finire nella discarica. case di riposo convenzionate con tariffe da hotel a 5 stelle. pressioni ai degenti a reclutare badanti per la somministrazione dei pasti, e tane altre cosucce.e il tetto ai dirigenti pubblici dove è andato a finire?si parlava delle indecisioni del Berlusca, ma è uguale, mica che io ho votato il Berlusca, tanto per chiarirci.e il numero delle figure organizzative nella PA è congruo? per me no. e cosa fanno, innovano questi qua, propongono soluzioni, o fanno solo i caporali, per il mantenimento di uno status quo inefficente, ed efficente solo a far mangiare le lobby? e il fatto che la pa è un ammortizzatore sociale per il sud, va bene?per me no. va a vedere quante guardie forestali ci stanno in calabria e in sicilia. e come mai nel nord nella pa sono tutti del sud? il numero di dipendenti negli uffici del nord e uffici del sud è congruo, anche in relazione al volume d’affari delle zone interessate?Vedremo la mobilità, ma ci credo poco.al problema dei cittadini del sud nella pa ci pensa però l’accordo che sta ipotizzando il governo: si pigliano anche negli altri paesi europei. a cosa serve questa scelta?

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gonzalo
Scritto il 17 maggio 2012 at 15:22

Notizie dell’ultim’ora, la Homeland Security in USA ha acquistato 450 milioni di proiettili a punta cava, secondo voi per chi?

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