L’ALFABETO DELLA RECESSIONE

Scritto il alle 12:54 da Danilo DT

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Sul fatto che la recessione sia ormai una realtà di fatto negli USA, beh, io lo darei per scontato. Persino le più alte autorità economiche d’Oltreoceano, che di mestiere cercano proprio di tenere alto il morale della truppa dei consumatori, dopo aver giocato a nascondino per mesi, hanno alzato bandiera bianca e si sono arresi all’evidenza.
E’ recessione: il problema che tutti si pongono ora è: ma quanto durerà questa crisi? E che tipo di recessione ci troveremo?

Alcuni giorni fa, ho ipotizzato uno scenario recessivo, denominato con una lettera, la W. Alcuni lettori hanno iniziato a chiedersi che cosa volevo dire. E anche via email mi è stato domandato come poteva ipotizzarsi lo scenario a W.
E allora, visto che (credo) sono disponibile ed aperto alle argomentazioni proposte dai lettori e mi fa piacere dare una mano al “risparmiatore medio” a capire meglio come funziona la finanza in generale e soprattutto come comprenderla meglio (nella speranza di ottenere in cambio un po’ di buona pubblicità in giro, grazie sia ai siti di social network come Technorati o quelli visibili alla fine di questo articolo, comprese le istruzioni per contribuire alla crescita del blog), ho deciso di approfondire l’argomento.

Proprio in questi giorni un grande guru, di cui ho già parlato in passato, Nouriel Rubini, ha descritto su un’importante testata finanziaria come possono esser definiti “alla lettera” i vari scenari recessivi. Qui troverete tutto su Roubini.
Diciamo che, in linea di massima, si usano le lettere in quanto effettivamente hanno un impatto molto chiaro dal punto di vista figurativo su cosa si vuol intendere.
Andiamo rapidamente a riassumere questi scenari.

W, V, U, L: le lettere della recessione

Come possiamo descrivere in modo “letterale” la recessione? Proprio con le 4 lettere scritte nel titolo. E che cosa è che porta alla formazione di queste lettere? L’andamento del PIL di uno Stato. Nel dettaglio ecco la spiegazione:

Scenario V:

è il classico scenario di crisi e rapido recupero. E’ quello visto nel 2001, a seguito della bolla internet e del crollo delle torri. Un forte calo della produttività e del PIL seguito da un violento recupero. Scenario simile si era visto anche nel 1990. Secondo molti, questo è lo scenario che vedremo in questa fase economica degli USA. E addirittura potremmo già essere vicini al “bottom” della V. Infatti questo scenario vede il minimo di crescita proprio nel primo semestre del 2008, per poi recuperare rapidamente nel secondo semestre. Penso sia chiaro, anche dal punto di vista logico, paragonare tale scenario con la lettera V. Personalmente, non credo che oggi ci troviamo in uno scenario a “V”.

Scenario U:

qui iniziamo ad avvicinarci alla realtà, secondo il mio punto di vista. Lo scenario ad U è per certi versi simile a quello a V, con una differenza sostanziale però nella fase di massima debolezza. In questa fase non abbiamo, come nella V, un violento rimbalzo del PIL, bensì una fase di lateralità e di crisi, e quindi una situazione che fatica molto a sbloccarsi. Lo scenario ad U potrebbe prevedere anche una situazione di negatività di lunga durata, pari a 18 o più mesi. Significherebbe vivere nella crisi per un bel po’ di tempo, con una violenta depressione borsistica, in quanto gli interventi e le alchimie di politica monetaria risulterebbero inefficaci e poco risolutive. Bisogna, in questo caso, aspettare che il ciclo economico si sistemi da solo, si depuri degli eccessi e poi, in uno scenario sano e rinfrancato, possa ritornare a salire. Come potete ben capire, questo scenario è molto negativo e logorante per i listini azionari.
Perché iniziamo ad essere vicini al mio punto di vista? In quanto io continuo ad essere convinto che la crisi che stiamo vivendo è in assoluto una delle peggiori della storia moderna. Crisi immobiliare condita da crisi del credito e dei derivati: un mix esplosivo che rischia di mettere in ginocchio il sistema economico globale. E la cosa che mi preoccupa è che questa crisi non sta mollando assolutamente, le case continuano a perdere valore, si continua a svalutare e e il credit cruch (restrizione del credito) si fa sentire.

Scenario W:

ed eccoci arrivati al “mio scenario”, ovvero a quello che io considero il più probabile. Rispetto allo scenario ad U abbiamo (come potete capire dalla lettera) una ripresa che si tramuta però in un falso segnale. Come mai penso ad uno scenario a W? In quanto a breve gli americani godranno di una serie di sgravi fiscali che potrebbero dare un forte input ai consumi per un periodo di tempo che resterà relativamente breve, un periodo di tempo che, guarda caso, coinciderà con le elezioni USA… Ma quando questi soldini finiranno, si tornerà nel baratro, in quanto il problema qui è chiaramente strutturale e non solo temporaneo.

Scenario a L:

vi dico una parola, e voi capirete subito cos’è lo scenario ad L. Se vi dico “Giappone” vi viene in mente qualcosa? Ebbene sì. Il Sol Levante, andato in crisi senza più riprendersi. Stagnazione assoluta senza crescita economica. Stabilizzazione dei consumi a livelli bassi, poca inflazione “buona”. Questo scenario, semplicemente drammatico, mi sento di escluderlo. La politica monetaria della FED è stata molto rapida e mirata ad evitare proprio uno scenari di tipo giapponese.

Il fatto che io favorisca lo scenario a W è una constatazione di tipo personale. E ognuno di voi, ovviamente, la vedrà forse in modo diverso. Se vi va di discuterne, come sempre, io sono qui.
Intanto il petrolio e l’Euro continuano la loro corsa. E per questi ci vorrebbero ben altre lettere dell’ alfabeto.

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Grazie e buona lettura!
DT

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