ITALIA: soldi finiti, e ora che si fa?

Scritto il alle 13:15 da Danilo DT

Cresce la sfiducia sull’Italia, aumenta la tensione sui debito pubblico e addirittura potrebbo essere esentati ai versamente peril bailout greco

Vi giro questo interessante articolo redatto dall’amico Fabrizio Goria de Linkiesta.
Leggere e meditare.
Si tratta di una grave situazione che si è venuta a generare, figlia dell’ampliamento del maxi fondo salva Euro denominato EFSF (in futuro ESM). Ma non rubo altro spazio all’ottimo scritto di Fabrizio.

L’Italia potrebbe non dare più il proprio sostegno finanziario alla Grecia dal prossimo settembre. Oltre a venir meno parte dei 5,5 miliardi di euro approvati nel maggio 2010, potrebbe mancare l’apporto dei 6,48 miliardi previsti dal secondo bailout ellenico. Lo riporta la Reuters, citando un alto funzionario italiano. Alla base di tutto ci sarebbero le tensioni sui titoli di Stato italiani, il cui rendimento continua a salire, nonostante l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti per Atene. Dal Tesoro arriva un secco «no comment», ma intanto cresce il timore che il contagio della crisi dell’eurodebito possa amplificarsi ancora. Nel frattempo, la nuova tranche europea di prestiti alla Grecia, prevista per metà settembre, potrebbe essere rimandata. Secondo fonti comunitarie, il fondo European financial stability facility (Efsf) non sarebbe pronto proprio a causa della situazione di Italia e Spagna.

Il primo piano di salvataggio di Atene prevedeva un esborso finanziario degli Stati membri di 30 miliardi di euro. Per l’Italia, in base alla sua quota del 18% nella Banca centrale europea (Bce), spettava l’onere di 5,5 miliardi di euro. Il secondo programma di sostegno, varato giovedì scorso dal Consiglio europeo, prevede linee di credito fino a 109 miliardi di euro, anche grazie all’impegno dei creditori privati. Se quest’ultimi contribuiranno fino a 37 miliardi di euro, come scritto nello statement del Consiglio Ue, la fetta più grande spetterà in ogni caso all’Europa. Gli aiuti, almeno fino al 2014, saranno così divisi: 36 miliardi di euro dal Fondo monetario internazionale (Fmi), 36 dall’Unione europea, 37 dal settore privato. Se è vero che il bailout greco avverrà tramite i bond del fondo salva-Stati Efsf, è altrettanto vero che l’Italia dovrà versare 6,48 miliardi di euro, cioè il 18% della sua quota nella Bce. Tutti soldi che Roma non sarebbe in grado di versare, se vuole evitare di appesantire il bilancio dello Stato e rallentare il processo di consolidamento fiscale da qui al 2014.

Secondo il funzionario italiano citato da Reuters, le recenti tensioni intorno al debito pubblico sono la causa della possibile uscita dagli impegni. Nelle ultime settimane il costo del finanziamento italiano è salito di diversi punti, passando da 4,62% dello scorso 3 giugno al 6,04% del 18 luglio. La decisione del Consiglio europeo ha avuto un effetto positivo solo per pochi giorni, dato che le tensioni sul mercato obbligazionario non si sono placate del tutto. Oggi il tasso d’interesse dei Btp decennali è tornato a lambire quota 6%, attestandosi alle 12 al 5,87 per cento. Analogamente, lo spread fra Btp e Bund è si è allargato fino a 335 punti base. Questo di traduce che per Roma il finanziamento tramite l’emissione di debito pubblico costa in 3,35% in più rispetto a Berlino. L’avversione al rischio degli investitori si riflette in questi movimenti e Michael Hewson, analista di Cmc markets, nel suo roundup mattutino sottolineava che l’attenzione dei mercati è «tornata a concentrarsi anche sui problemi accusati dal debito italiano, i cui rendimenti sui titoli decennali sono schizzati sui massimi degli ultimi undici anni».

A peggiorare la situazione ci ha pensato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il suo botta e risposta con il Corriere della Sera in merito all’affaire Marco Milanese sta irritando gli investitori, che continuano a tenere un atteggiamento di prudenza nei confronti dell’Italia. Le continue voci di imminenti dimissioni del titolare di via XX settembre, prontamente smentite a ogni ripresa dal Tesoro, stanno alimentando un circolo vizioso che potrebbe degenerare in breve tempo.

Ma cosa succederebbe se l’Italia dovesse venir meno ai propri impegni? Il segnale dato ai mercati finanziari potrebbe essere devastante. Il 17 giugno scorso Moody’s ha messo sotto osservazione il rating sovrano italiano per un possibile downgrade. La decisione della società newyorkese è stata seguita anche da quella di Standard & Poor’s. In pochi giorni dovrebbe arrivare a conclusione il processo di revisione e le prospettive non sono positive. La correzione di bilancio invocata a gran voce da Moody’s e S&P è arrivata, ma non ha convinto in pieno. Oltre a ciò, l’incertezza sul futuro scenario politico rischia di agire come elemento negativo nella decisione sul rating. La leadership del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sempre più vacillante e restano da definire le responsabilità di Tremonti nel caso Milanese. L’agosto italiano si preannuncia torrido.  

Leggi il resto: CLICCA SU QUESTO LINK de LINKIESTA.



La conclusione di Goria non è certo rassicurante e non deve però essere vista come un tipo di giornalismo dedito al “terrorismo finanziario”. Qui si tratta di realismo. E la cosa, quindi, è molto più preoccupante.

STAY TUNED!

DT

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41 commenti Commenta
dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 14:23

e ci voleva questa sferzata ottimistica in mezzo al guado in cui siamo ! :P
del resto immagino che moriremo tutti entro la serata considerato il mood sul mercato (manca solo l’invasione delle cavallette sul litorale laziale e conseguente carestia) :roll:

pero’ a ben vedere come darti torto ? con un governo impegnato a salvare ancora una volta le penne (per usare un eufemismo edulcorato) al nostro amabile presidente del consiglio mentre il paese sta crollando sotto i colpi della speculazione c’e’ poco da essere ottimisti.

spread tra 400 e 500 punti significa collasso Italia, ognuno tragga le sue conclusioni e soprattutto si prenda le proprie responsabilità.
Zapatero il passo l’ha fatto, attendiamo (in verità poco speranzosi) che qualcuno
segue l’esempio.

p.s. non voglio essere tedioso ma persiste l’errore 502 bad gateway

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idleproc
Scritto il 29 luglio 2011 at 14:41

Non abbiamo bisogno anche dell’europa per fare default, se ci impegnamo possiamo farlo benissimo da soli.

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 14:43

Revisione pil usa I trimestre rivista da +1.9 a +0.4% ??????
Siamo alle comiche.

Uscire dalla bisca truccata !!!

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nervifrank
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:16

dot.com@finanzaonline,

Che sei diventato pessimista adesso?

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Lukas
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:18

nervifrank,

Forse il nostro amico…..a differenza di noialtri……era posizionato long……forse anche a leva !!!

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Scritto il 29 luglio 2011 at 15:20

idleproc@finanza,

Non ho dubbi in proposito…

dot.com@finanzaonline,

Noooo, non mi diventare ribassista pure tu adesso, eh? Scherzi a parte…ennesima fregatura, ke però era un pò temuta dagli orsetti di questo BLOG.

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:29

nervifrank: d

io seguo i dati. se i dati sono truccati divento pessimista.

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m75035
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:30

dot.com@finanzaonline,

rivisto a +0.4%….ma dai?!?

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:31

Lukas: nervifrank, Forse il nostro amico…..a differenza di noialtri……era posizionato long……forse anche a leva !!!  

in leva mai overnight, della bisca non mi fido.
perdo solo i soldi miei :P

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:33

m75035@finanza: [email protected], rivisto a +0.4%….ma dai?!?  

se hai tutte queste certezze e avevi già previsto la revisione immagino stia sbancando il borsino, bravo!

io invece sono un fondamentalista che ragiona solo con i numeri (se non sono artefatti)

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:34

Dream Theater,

mettermi short da questi livelli non mi lascia tranquillo.

preferisco lasciar correre le perdite su maire (carico a 1.4) e ucg (su per giu’ idem). :mrgreen:

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Lukas
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:42

dot.com@finanzaonline,

rivisto al ribasso il pil usa……immagina cosa può succedere adesso che devono tagliare la spesa pubblica……..io credo che in una settimana varano di corsa il QE. 3.0………e se non basta anche oltre ……svalutano massicciamente il dollaro e fregano tutti i creditori…….però bisogna vedere cosa farà la Cina…..che detiene ingenti stock del debito USA…..ed il gold continuerà imperterrito la sua ascesa !!!!

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lampo
Scritto il 29 luglio 2011 at 15:54

Quello che mi preoccupa di più e l’aumento mascherato dell’IVA che avremo a partire dal 2013 e prenderà corpo nel 2014… che hanno creato con la recente manovra finanziaria e che… ovviamente non pubblicizzano. Darà il colpo di grazia ai consumi italiani, sempre se prima di tale data non saremo già in recessione (molto probabile). In più aumenterà l’inflazione di colpo…
Come pensate che gli investitori che detengono il nostro caro debito pubblico oppure che operano con i nostri titoli di stato possano stare tranquilli: non vedo niente che possa invertire la tendenza. Nessun investimento in ricerca vera (non quella del solito sostentamento della lobbies universitaria), nessuno sgravio fiscale per le piccole imprese che investono in mercati esteri o che vogliano investire nella propria impresa per consolidare le proprie posizioni sul mercato, distruzione di quel poco che rimane della scuola pubblica (senza parlare di nessun incentivo alle scuole tecniche), di turismo neanche parliamone (mi è capitato recentemente di quasi litigare in una residenza sabauda aperta alle ore 08:30 di domenica, orario in cui mi sono presentato, in cui mi avevano proposto di visitare l’interno solo alle ore 10:00 quando arrivavano i volontari che facevano da guide… perché le cinque persone dipendenti del Ministero di cui anche alcune guide… avevano voglia di continuare a fare colazione, uscire a fare la spesa e a scambiarsi chiacchere in orario di lavoro!), potrei continuare a lungo…
Secondo me la mancanza di fiducia degli investitori sul debito pubblico italiano è correttamente valutata… anzi forse sono anche troppo ottimisti: se venissero realmente per un lungo periodo in questo paese a vedere come le cose funzionano immerse nella ragnatela della burocrazia e nel pantano inamovibile delle lobbies… prenderebbero molte più posizioni short oltre a tutelarsi con i vari strumenti a disposizione (CDS,e via dicendo).
Poi la recente scelta di Tremonti di sospendere alcune aste di lungo termine di titoli di stato… pensate che possa rallegrare ancora di più gli investitori?
Per quanto percepisco in giro le nostre banche stanno diventando avide di clienti che portino liquidità: ho colleghi che mi hanno mostrato nuove promozioni sui conti di deposito che fino a uno due mesi fa si potevano solo sognare…)
Ho paura che in Agosto avremo il colpo di grazia… ma spero di sbagliarmi.

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dot.com
Scritto il 29 luglio 2011 at 16:00

lampo,

La sospensione delle aste btp in agosto è prassi da parecchi anni.

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lampo
Scritto il 29 luglio 2011 at 16:11

dot.com@finanzaonline,

Vero… ma forse quest’anno, visto che la speculazione prende di mira anche noi, forse era il caso di dare un segnale diverso. Mi rendo conto che articoli come questo dicano il contrario
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-26/annullata-asta-meta-agosto-063831.shtml?uuid=Aa1yFMrD
ma chi specula ricordiamoci che ragiona con la sua testa… e non guarda molto le motivazioni spesso a posteriori data dalla stampa economica :-) … anzi

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m75035
Scritto il 29 luglio 2011 at 16:15

dot.com@finanzaonline,

si guarda c’ho la sfera magica. pure io sono fondamentalista ma a questi prezzi mi limito a guardare da fuori…

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paolo41
Scritto il 29 luglio 2011 at 16:44

dot.com@finanzaonline,

..a proposito di numeri poco affidabili, non ti perdere l’ultimo post di Mattachiuz sugli ultimi dati del PIL Usa….

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paolo41
Scritto il 29 luglio 2011 at 17:01

Lukas,

lampo,

…a cosa è dovuto quest’ultimo repentino rialzo????? chi è in grado di dare lumi ????

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hironibiki
Scritto il 29 luglio 2011 at 17:48

paolo41,
WOW lo stavo guardando anche io su Bloomberg.. Evvai con il rimbalzo. Già ma come mai????

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Lukas
Scritto il 29 luglio 2011 at 18:23

paolo41,

Obama torna in pressing sul Congresso, la borsa Usa si riprende

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sta facendo sempre piu’ pressioni sul Congresso affinche’ venga alzato il tetto sul debito, spiegando che tra pochi giorni gli Usa potrebbero incorrere in un default e il rating del Paese e’ in bilico. “Il tempo e’ quasi scaduto” ha detto Obama parlando dalla Casa Bianca, secondo quanto riporta l’agenzia MF Dow Jones News, aggiungendo che piu’ avanti gli Stati Uniti potrebbero perdere il loro status di AAA “non perche’ non siamo stati capaci di pagare i nostri conti (lo siamo) ma perche’ non abbiamo avuto un sistema politico AAA che si combini con un rating AAA”.

I commenti di Obama arrivano dopo che la Camera ieri ha deciso di posticipare il voto a causa della mancanza del sostegno al piano dello speaker John Boehner. Non e’ ancora chiaro se il piano verra’ votato oggi. La mancanza di un accordo per aumentare il tetto sul debito Usa si sta facendo sentire sui mercati finanziari. I principali listini statunitensi hanno perso quasi l’1% in mattinata. Ma hanno rittracciato subito dopo le aperture del presidente.

Obama ha poi precisato che ci sono “diversi modi per uscire da questa confusione” e ha chiesto urgentemente ai repubblicani un compromesso. Obama si e’ detto poi fiducioso sul fatto che prevarra’ il sangue freddo e che il Congresso innalzera’ il tetto sul debito del Paese in vista della scadenza del 2 agosto.

Obama, rivolgendosi a coloro che sono contrari a un aumento delle tasse, ha poi spiegato che “un rating piu’ basso comporterebbe potenzialmente un aumento delle tasse su tutti sotto forma di piu’ alti tassi di interesse sui mutui, sulle loro auto, sulle loro carte di credito e questo non e’ scusabile”.

Obama si e’ detto infine aperto a sostenere un eventuale meccanismo legislativo che determini tagli alla spesa a seconda di come ha funzionato la proposta.

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ivegotaces
Scritto il 29 luglio 2011 at 18:53

Tornando a bomba sul titolo della discussione e l’articolo pubblicato si può riassumere che:
– il fondo salva tutto ha bisogno di soldi, tanti soldi, e gli Stati membri che dovrebbero fare da garanzia hanno in parte difficoltà a finanziarlo;
– il calo dello spread era solo un pullback, o meglio, era probabilisticamente parlando un pullback, e con il passare dei giorni la probabilità che lo sia davvero aumenta considerevolmente;
– la speculazione attacca solo là dove c’è evidente debolezza, poi coloro che governano – e decidono – continuano periodicamente a lanciargli messaggi del tipo:”vieni e bastona!”: perché nel momento in cui si adottano, inutilmente, misure per contrastare una situazione al limite della degenerazione e la cui evoluzione capisce anche mio nipote, non c’è da aspettarsi nulla di buono. Principalmente in Europa, ma ho timore che a breve toccherà anche agli Stati Uniti.

Da un punto di vista strettamente tecnico e operativo, se oggi, che è l’ultimo del mese, l’s&p500 dovesse chiudere al di sotto del minimo di aprile, si avrebbe, a mio avviso, un chiaro segnale short sul mercato americano in ottica 6-9 mesi. Io non ho ancora liquidato tutto, anzi. E per questo sono assai nervoso …

Buon week end a tutti

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Lukas
Scritto il 29 luglio 2011 at 19:05

ivegotaces@finanza,

io invece in base alla mia personale elaborazione dei dati del COT sono short da 2 settimane sull’S&P…….la prima è andata male………ma questa è da stappare lo champagne !!!!

Stasera vediamo cosa ci dicono di nuovo per il futuro.

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ivegotaces
Scritto il 29 luglio 2011 at 19:23

Lukas,

Ciao Lukas, toglimi una curiosità. Come sai seguo il tuo periodico intervento sul COT, ma noto che i dati che vengono pubblicati il venerdì dal CFTC in realtà si riferiscono alle posizioni del martedì, quindi un po’ di ritardo c’è, o mi sbaglio?
Sul mercato americano in bocca al lupo! Io per ora son titubante nel breve/brevissimo ma spero di essere anch’io coerente alla svelta – come te – nel cambiare opinione e dunque strategia

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2011 at 19:34

lampo: Secondo me la mancanza di fiducia degli investitori sul debito pubblico italiano è correttamente valutata…

Quindi secondo te il mercato avrebbe dormito per anni e, svegliatosi improvvisamente un giorno di fine Giugno, si è accorto che il debito pubblico italiano (ma anche quello spagnolo e quello francese) è a rischio e ha cominciato a richiedere rendimenti più alti? I casi sono due: o adesso è valutato correttamente e prima il mercato dormiva, oppure adesso è sottovalutato perchè alcuni soggetti ci stanno speculando contro. Io propendo fortemente per la seconda ipotesi…

@Dream:
“L’Italia potrebbe non dare più il proprio sostegno finanziario alla Grecia dal prossimo settembre. Oltre a venir meno parte dei 5,5 miliardi di euro approvati nel maggio 2010, potrebbe mancare l’apporto dei 6,48 miliardi previsti dal secondo bailout ellenico. Lo riporta la Reuters, citando un alto funzionario italiano. Alla base di tutto ci sarebbero le tensioni sui titoli di Stato italiani, il cui rendimento continua a salire, nonostante l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti per Atene.”

Questa secondo me è una buona notizia perchè evita il controsenso che un Paese in difficoltà debba sostenere un altro Paese in difficoltà rischiando di sprofondare ulteriormente. E dovrebbe far svegliare chi finora ha sempre cercato di prendere tempo approfittando della situazione.

Sinceramente, sto iniziando a essere seccato da certi commenti, sembra quasi che alcuni ci prendano gusto a veder affondare l’Italia (qui e sul forum del FOL), spinti molto probabilmente dalla sacrosanta repulsione verso la classe politica, o dall’incertezza verso un futuro sempre più annebbiato. Ma teniamo a mente che l’Italia non è il governo, l’Italia siamo noi! Se il mercato ci attacca, alla fine chi ci rimette siamo noi cittadini! E non dimentichiamo che mentre noi pagheremo più bolli, più iva, più benzina (per colpa sì di una manovra ingiusta e della casta, ma anche della speculazione che l’ha portata quasi al raddoppio), qualcun’altro si sta intascando parte di quello che pagheremo in più… :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2011 at 19:36

Scusate lo sfogo :oops:

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ivegotaces
Scritto il 29 luglio 2011 at 19:56

gainhunter: Questa secondo me è una buona notizia perchè evita il controsenso che un Paese in difficoltà debba sostenere un altro Paese in difficoltà rischiando di sprofondare ulteriormente.

Quella che per te è una buona notizia per me è una cattiva notizia, perché se è vero che è un controsenso che un Paese in difficoltà debba sostenerne un altro altrettanto in difficoltà, è altresì vero che assumersi un impegno a livello comunitario e non concretizzarlo è sinonimo di debolezza, incertezza, divisione. La speculazione in questi contesti ci sguazza felice. E’ come miele per le api.

Sono totalmente d’accordo con te sul fatto che “alla fine chi ci rimette siamo noi!”

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2011 at 20:49

ivegotaces@finanza,

Sì, verissimo, hai ragione: sarebbe una buona notizia se l’Europa decidesse di esonerare da questa contribuzione aggiuntiva i Paesi colpiti dalla speculazione. Ma se quegli sveglioni continuano a non fare un c….
Sarebbe sufficiente che quei Paesi che ci stanno guadagnando in termini di minori rendimenti fossero obbligati dall’Europa a rinunciare a questo vantaggio (ingiustificato), versando nell’EFSF, a ogni emissione di (nel caso della Germania) bund, lo spread tra prezzo corrente del bund e prezzo del bund al 15/06/2011…, o qualcosa del genere. Insomma, qui c’è un Paese europeo che sta guadagnando sulla pelle degli altri Paesi della stessa Europa! Ma che razza di Unione è?

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2011 at 20:52

Ho dimenticato un pezzo:
Sarebbe sufficiente che quei Paesi che ci stanno guadagnando versino nell’EFSF quanto ci hanno guadagnato, e poi la differenza mancante venga ripartita tra tutti i Paesi.

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mumble
Scritto il 29 luglio 2011 at 21:23

Quello che stiamo vedendo, secondo me, è un’ignoranza e un’incapacità di reazione politica ( senza contare lo schifo della politica italiana) in questa situazione. Lo vediamo in tutte le nazioni, qualcuna ci guadagna di più ma l’incapacità mi sembra evidente, dalla Germania agli Usa alla Cina al Giappone. Mi sembra che la crisi economica si sia tramutata in una crisi politica. Gli scontri tra le parti politiche rallentano o bloccano le iniziative, buone o cattive che siano, per la risoluzione (o il semplice guadagnare tempo) dei problemi.
Se vogliamo vedere l’altro lato della medaglia, e quindi il lato positivo, il disastro a cui stiamo andando incontro, porterà ad una maggiore consapevolezza dei cittadini e quindi della politica e speriamo anche della finanza, e ad un nuovo risorgimento. Certo, noi non ci saremo, sarà il nuovo rinascimento dei nostri propro,pronipoti.

azz il mio ottimismo mi sorprende :roll:

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lampo
Scritto il 29 luglio 2011 at 21:48

gainhunter:
Quindi secondo te il mercato avrebbe dormito per anni e, svegliatosi improvvisamente un giorno di fine Giugno, si è accorto che il debito pubblico italiano (ma anche quello spagnolo e quello francese) è a rischio e ha cominciato a richiedere rendimenti più alti? I casi sono due: o adesso è valutato correttamente e prima il mercato dormiva, oppure adesso è sottovalutato perchè alcuni soggetti ci stanno speculando contro. Io propendo fortemente per la seconda ipotesi…

No, non intendevo questo. Ovviamente hai ragione tu…. attualmente c’è una marcata attività di speculazione come dimostrato dai recenti post di Dream sulle piattaforme di trading “alternative”.
Però, parlando sempre apoliticamente, non credo che puoi affermare che questa finanziaria abbia chiarito le idee agli investitori, tranquillizzandoli sulla situazione italiana.
Secondo me proverei a ribaltare la tua posizione, nel senso che forse siamo noi italiani che ci stiamo svegliando troppo tardi e ci rendiamo conto solo adesso (perché iniziamo a vedere intaccato il nostro portafoglio :cry: ) della gravità della nostra situazione.
Certo possiamo dire che abbiamo un bel tesoretto di risparmi… che però dalle ultime statistiche ufficiali si riduce a vista d’occhio, sia per sopperire alla generazione dei più giovani (visto il loro tasso di disoccupazione) sia perché appunto ci ostiniamo a mantenere lo stesso tenore di vita che non possiamo più permetterci. Insomma siamo ancora sicuri di essere un popolo di formiche… o ci siamo trasformati in cicale. Propenderei per la seconda…

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mumble
Scritto il 29 luglio 2011 at 22:11

mumble@finanza,

Modifica al testo, vanno spostate le parole rinascimento e risorgimento

Se vogliamo vedere l’altro lato della medaglia, e quindi il lato positivo, il disastro a cui stiamo andando incontro, porterà ad una maggiore consapevolezza dei cittadini e quindi della politica e speriamo anche della finanza, e ad un nuovo rinascimento. Certo, noi non ci saremo, sarà il nuovo risorgimento dei nostri propro,pronipoti.

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lampo
Scritto il 29 luglio 2011 at 22:15

In particolare, segnalerei l’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia (luglio 2011)
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2011/bolleco65/bollec65/boleco_65.pdf
Leggete in particolare a partire dalla pagina 19 in poi e vedrete che la crescita italiana dipende soprattutto dalle esportazioni… e non dal mercato interno.
Poi se andate a vedere il grafico sulla sempre maggiore perdita di competitività del nostro paese rispetto alla Germania riportato a pagina 23 (figura 19) avrete le idee più chiare.
Poi sui consumi delle famiglie riporto testualmente “Sui consumi continua a incidere la debolezza del
reddito disponibile delle famiglie consumatrici”… “Le vendite al dettaglio sono rimaste stazionarie in primavera, le immatricolazioni di autovetture sono aumentate solo lievemente; il clima di fiducia dei consumatori si è attenuato, scendendo ai valori della metà del 2010.”
Poi certo continua dicendo “i timori circa il rialzo dell’inflazione si stanno gradualmente allentando”… ma non considerava ancora il rialzo dell’IVA e l’aumento delle tasse che avremo con questa bella manovra (considerazione sempre apolitica)… che annulleranno di fatto a partire dal 2013 tale affermazione.
Non dico niente sulle aspettative del settore immobiliare… per non essere impallinato (leggetevelo da soli)
Non mi sembra di propagandare pessimismo ma semplicemente di riportare una situazione oggettiva, basata su dati di fatto.
Vedremo i prossimi bollettini economici…
Nel frattempo, lo ripeto nuovamente… non vedo politiche tangibili che possano invertire la marcia nel lungo periodo o che inneschino sviluppo…
Quando le vedrò… sarò ben contento di citarle. Spero di non aspettare tanto ancora :wink:

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lampo
Scritto il 29 luglio 2011 at 22:53

Dimenticavo un altro aspetto molto importante. Il comunicato ufficiale dell’Unione Europea di qualche giorno fa:
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/123978.pdf

pag. 4 punto n. 11:

“All euro area Member States will adhere strictly to the agreed fiscal targets, improve
competitiveness and address macro-economic imbalances. Public deficits in all countries
except those under a programme will be brought below 3% by 2013 at the latest. In this
context, we welcome the budgetary package recently presented by the Italian government
which will enable it to bring the deficit below 3% in 2012 and to achieve balance budget in
2014. We also welcome the ambitious reforms undertaken by Spain in the fiscal, financial and
structural area. As a follow up to the results of bank stress tests, Member States will provide
backstops to banks as appropriate”

punto n. 12 seguente:

“We will implement the recommendations adopted in June for reforms that will enhance our
growth. We invite the Commission and the EIB to enhance the synergies between loan
programmes and EU funds in all countries under EU/IMF assistance. We support all efforts to
improve their capacity to absorb EU funds in order to stimulate growth and employment,
including through a temporary increase in co-financing rates.”

Provatemi a spiegare come riusciranno a conciliare questi due punti di vista. Tagli ed aumento tasse e contemporaneamente stimolo crescita ed occupazione. Spero abbiate molta fantasia 8O

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2011 at 23:25

lampo,

Ok, certo sulle prospettive c’è nebbia, e la finanziaria colpisce i più indifesi e non favorisce la crescita, su questo non c’è dubbio.
Poi potresti anche avere ragione tu, magari “grazie” alla speculazione oggi il rischio è correttamente valutato nei prezzi dei titoli di stato italiani; in tal caso si può affermare che al contrario i titoli di stato americani, inglesi e tedeschi sono fortemente sopravvalutati, perchè è evidente che tutto il sistema moderno è insostenibile.

lampo: Insomma siamo ancora sicuri di essere un popolo di formiche… o ci siamo trasformati in cicale. Propenderei per la seconda…

A questo proposito riporterei un sondaggio fatto alle famiglie italiane (demopolis, http://www.demopolis.it/news.php?subaction=showfull&id=1311768623&archive=&start_from=&ucat=24,39&):
– il 48% afferma che la situazione economica della propria famiglia è rimasta uguale a 3 anni fa; per il 45% è peggiorata e per il 7% è migliorata
– il 28% delle famiglie ha risparmiato parte del reddito, il 43% niente, il 20% ha fatto ricorso a risparmi precedenti, il 9% a prestiti
– il 37% arriva a fine mese con tranquillità, il 40% fa alcune rinunce, il 23% ha spesso difficoltà
– il 42% ritiene abbastanza preoccupante la situazione dell’Italia, il 33% molto preoccupante, il 25% poco o per niente

E qui è evidente una cosa: nel 2008 la crisi era già iniziata in USA e c’era stato il fallimento di Lehman Bros, ma in Italia la crisi è arrivata verso la fine del 2008, se non ricordo male; ora, per il 55% delle famiglie che non hanno avuto variazioni negative nella propria situazione solo il 28% ha risparmiato. Quindi c’è un 27% che non ha risparmiato: o tutti questi già prima della crisi stringevano la cinghia, oppure c’è una parte che neanche in presenza della crisi ha ridotto il proprio stile di vita per mettere da parte qualcosa…

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Scritto il 29 luglio 2011 at 23:50

gainhunter: Scusate lo sfogo   

Tranquillo, ci sta tutto….

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lampo
Scritto il 30 luglio 2011 at 08:27

gainhunter: lampo,
Ok, certo sulle prospettive c’è nebbia, e la finanziaria colpisce i più indifesi e non favorisce la crescita, su questo non c’è dubbio.
Poi potresti anche avere ragione tu, magari “grazie” alla speculazione oggi il rischio è correttamente valutato nei prezzi dei titoli di stato italiani; in tal caso si può affermare che al contrario i titoli di stato americani, inglesi e tedeschi sono fortemente sopravvalutati, perchè è evidente che tutto il sistema moderno è insostenibile.

Concordo: i titoli di stato americani, inglesi e tedeschi sono fortemente sopravvalutati! Qualcuno dovrà pur soccombere per primo… e si sparla del vicino… in maniera che il mercato non veda i propr difetti :wink: Fino a quando però? Infatti quando il mercato si sveglierà sui paesi sopravvalutati… ne vedremo delle belle!

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l.b.chase
Scritto il 30 luglio 2011 at 20:51

dot.com@finanzaonline,

Ma come non erano ampiamente in grado di sostenere i loro debiti? Ops adesso si scopre che avevano truccato il banco :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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l.b.chase
Scritto il 30 luglio 2011 at 20:53

dot.com@finanzaonline,

Ma cosa vuoi seguire i dati non truccati??? Ma ti pare che negli ultimi anni ci sia stato qualcuno che non ha tentato di truccare le carte??? Ti pare che esistano persone serie in qualche stanza dei bottoni?

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neropece
Scritto il 31 luglio 2011 at 11:35

continuo a segnarmi tutte le banalita’ che questi di dream.theatre stanno dicendo, e poi facciamo un conto unico :o
Non si vede per nulla che siete short, eh. Ma per nulla :o

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l.b.chase
Scritto il 31 luglio 2011 at 13:06

neropece@finanzaonline,

Bravo tu segna e intanto compra titoli di stato europei e usa ;) :mrgreen:

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Scritto il 31 luglio 2011 at 13:34

neropece@finanzaonline,
Segna tranquillo, che questi dream.theatre sono tutti farlocchi! :mrgreen:

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