ITALIA: 10 domande chiave su debito, EFSF, crisi

Scritto il alle 14:50 da Danilo DT

Lo stato confusionale all’interno dell’Unione Europea sta raggiungendo picchi impensabili. E se da una parte il problema “default Grecia” sta diventando ingestibile, come ben si sapeva da tempo (Ma cosa speravano gli amici di Bruxelles, di fare un miracolo? Mah…intanto come scritto nel post di oggi, i tassi sulla Grecia hanno raggiunto picchi mai visti…), con ipotesi veramente creative come “Default Temporanei”, ovvero il congelamento delle scadenze per un certo periodo di tempo, quindi cose mai viste…

European Central Bank council member Ewald Nowotny suggested the bank may compromise and allow a temporary Greek default as officials scramble to fix a sovereign debt crisis that’s spreading to Italy and Spain before a leaders’ summit in two days.

As Spanish financing costs surged at a 4.45 billion euro ($6.31 billion) treasury bill auction today, policy makers are trying to ease a split that’s pushed interest rates on Spanish and Italian 10-year debt above 6 percent for the first time since the euro debuted 12 years ago. The ECB has until now argued that any Greek default could spark a new financial crisis, derailing a German push to make investors help foot the bill for a second bailout of the country.

“This has to be studied in a very serious way,” he told CNBC in an interview broadcast today. “There are some proposals that deal with a very short-lived selective default situation that will not have major negative consequences.” (Bloomberg)

…dall’altra le altre sorelle porcelle, alias PIGS, non stanno meglio. In particolare il Portogallo, che scopre magicamente grandi buchi di bilancio lasciati dai governi precedenti (cose già viste…) pari a 2 miliardi di Euro (fonte Telegraph)  . Una perfetta scusa per giustificare qualche problemino che non potrà essere risolto e quindi chiedere soccorso a mamma BCE per un rapido, pronto e non proprio indolore intervento.

E l’Italia? L’Italia continua a fare paura. E per soddisfare le tante richieste dei clienti, Goldman Sachs si scomoda con una serie di domande interessanti per il risparmiatore, a cui cerca di dare delle risposte. Cercherò in questa sede di sintetizzare all’ennesima potenza questi quesiti, tradotti in modo un pò spartano ma efficace. Questo è il LINK originale.



1. Perché la crisi si è estesa all’ Italia?

La crisi si è estesa all’Italia perché è il mercato più liquido dei PIIGS. Anche se l’Italia era, fino a poco tempo fa, relativamente isolata dalla preoccupazione per la crisi del debito in Grecia, alcuni fattori specifici italiani sono probabilmente responsabili nel recente sell-off. La potenziale incapacità del governo italiano nel fornire tagli di bilancio necessari e la bassa credibilità dello stesso, la bassa capacità produttiva e la limitata crescita economica, tutti questi fattori sono pretesti validissimi sia dal punto di vista fondamentale che speculativo.

2. Qual è l’entità del risanamento di bilancio previsto in Italia?

Programma ambizioso per l’Italia. Il pareggio di bilancio dovrebbe essere consegnato entro il 2014 … La dinamica del debito associata a questo inasprimento fiscale implica che il rapporto debito-PIL raggiungerà il picco di quest’anno al 120% e poi inizierà a scendere. Non dimentichiamo che la vera austerity è però rimandata al dopo 2011.

3. A quale livello si produce italiano diventato insostenibile?

I problemi si hanno con rendimenti che raggiungono il 7%, in quanto il costo del rifinanziamento diventerebbe notevole.

4. Qual è l’impatto probabile rialzo dei rendimenti sulle condizioni finanziarie e la crescita del PIL in Italia?

Tassi di interesse più elevati e un mercato azionario in caduta hanno inasprito le condizioni finanziarie di circa 40bp nelle ultime due settimane, aggiungendo il rischio di ribasso delle prospettive di crescita italiana. Non si esclude addirittura una crescita inferiore all’1% o addirittura negativa nei prossimi anni.

5. Chi possiede debito italiano e quale sarebbe la conseguenza di una ristrutturazione sovrano per le banche europee?

Un po ‘più della metà di debito pubblico in Italia (circa € 1.800 miliardi) è di proprietà di non residenti in Italia.
Sul piano nazionale, le famiglie italiane detengono circa il 15% dello stock di debito, mentre Banca d’Italia detiene un altro 5% o giù di lì. Il debito residuo è detenuto da banche italiane e altri istituti finanziari (ciascuno detiene circa il 15%).
Data la quantità di debito pubblico eccezionale in Italia, e l’elevato rapporto di proprietà straniera, qualsiasi ristrutturazione del debito avrebbe importanti implicazioni per le banche europee …

6. Può l’EFSF soccorrere l’Italia in caso di necessità?

L’EFSF può dare una mano, ma un sostegno reale e totale è irraggiungibile con i fondi attualmente disponibili …

7. Esiste un rischio contagio tra Italia e Spagna?

I rischi di contagio da Italia a Spagna, sono considerevoli. Rispetto al l’Italia, il debito pubblico spagnolo è notevolmente inferiore, ma il disavanzo pubblico è maggiore e perdite delle banche dai mutui in sofferenza molto significative …

8. E se l’EFSF iniziasse a sostenere il mercato dei bond italiani con acquisti per alleviare la tensione?

Questo sembra altamente probabile.

9. Cosa succede se la BCE subirà delle perdite causa delle valutazioni dei tioli che ha in pancia?

Il suo capitale diminuirebbe … Una vera e propria crisi del debito sovrano in Europa potrebbe creare la necessità di ricapitalizzazione la banca centrale. In caso di inadempienza del governo greco da solo, la BCE probabilmente rimarrà ben capitalizzati.

10. Il coinvolgimento del settore privato (PSI) devono essere abbandonati a stabilizzare il mercato?

Non necessariamente, ma un cambiamento in quella direzione sarebbe certamente di aiuto.
Detto questo, rimane la possibilità che un sistema di PSI che sia effettivamente volontaria che evita il default potrebbe essere attuate …

 La traduzione un po’ spartana, spero sia comunque comprensibile ed efficace. Un piccolo appunto. La domanda 3 è relativa alla sostenibilità del debito pubblico in relazione al tasso.

Secondo Morgan Stanley è fondamentale che il differenziale di redimento non vada oltre a certi livelli. resta semrpe il riferimento al 7% di tasso anche come soglia psicologica. Ma il grafico qui sotto è decisamente esplicativo. Con un differenziale sul Bund che resta sui 300 bp significa che anceh i nostri bei piani di austerity servono ad una pippa….

STAY TUNED!

DT

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5 commenti Commenta
vichingo
Scritto il 21 Luglio 2011 at 15:09

Evviva la creatività se serve per uscire da questo pantano…………………………intanto siamo a 259 di spread e i titoli azionari volano, godiamoci questo spiraglio di luce che spero continui ancora e le noti

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vichingo
Scritto il 21 Luglio 2011 at 15:11

………… e le notizie negative al di là dell’oceano non condizionino questo trend. 8)

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bergasim
Scritto il 21 Luglio 2011 at 15:41

I LOVE BARRORO
I LOVE TRICHET
I LOVE BERNAKE
I LOVE JUNKER

MA VA……..LO A TUTTI

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bergasim
Scritto il 21 Luglio 2011 at 15:48

DOW JONES +9,13% DA INIZIO ANNO veramente assurdo

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aquilifer
Scritto il 21 Luglio 2011 at 17:53

bergasim: DOW JONES +9,13% DA INIZIO ANNO veramente assurdo  

finquando la gente non prendera coscienza di capire ,come stanno le cose nel senso di come questi banchieri sono riusciti a sottomettere i parlamenti del mondo, e a governare loro realmente l economia con le loro lobby bancarie
essendo le banche principalmente americane a fare trading sui future sulle materie prime,
e quindi a creare inflazione.

se qualcuno mi conferma il contrario di quanto scritto si faccia avanti

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