ITALIA: Le banche sostengono sempre MENO la ripresa economica

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Di parole se ne sono fatte tante e molto spesso si è parlato del ruolo delle banche italiane in questo particolare momento economico e dell’importanza che lo dovrebbero avere per finanziare la ripresa economica.
La recessione porta al credit crunch, il che genera un circolo vizioso devastante per il sistema, in quanto proprio nel momento di massima necessità, le banche chiudono i rubinetti del credito, lasciando molte aziende in crisi di liquidità e portandole progressivamente al fallimento.

E’ assolutamente necessario creare un canale di credito che possa alimentare i conti delle aziende, per poterle finanziare con qualsiasi mezzo, anche tramite la BCE.
Sono nati anche progetti di finanziamento delle PMI, che restano isolati. Ma non basta. L’Italia sta affogando nella melma della crisi e le banche DEVONO fare la loro parte.

Ma si sa, per gli istituti di credito “investire” denaro, prestandolo alle ditte, in una fase recessiva, significa rischiare di ritrovarsi con delle sofferenze nel giro di pochi mesi. E allora, visti anche i tassi di insolvenza in forte salita, meglio investire altrove. E dove?
Nulla di nuovo se non una conferma della vecchia tendenza.

Banche: si comprano sempre più BTP

Piuttosto che prestare denaro, le banche preferiscono comprare BTP. Questa tendenza, ormai in auge da tanti mesi, non fa che continuare.
I BTp rendono di più, si rischia di meno, non negoziabili e “tradabili”, quindi meglio i debito pubblico.
Il grafico illustra proprio questa situazione e mette a confronto gli acquisti di BTp contro il denaro concesso a credito alle aziende.
In 12 mesi, le banche italiane hanno comprato titoli di stato per ben 100 miliardi di Euro arrivando a possedere € 402.000.000.000 di bonds italici.
Nello stesso tempo i prestiti sono diminuiti di 55 miliardi di euro, scendendo a 1.630 miliardi di euro.

In merito all’LTRO già sapete.
Dei 255 miliardi presi a prestito in operazioni di finanziamento a più lungo termine, le banche hanno girato all’economia reale (e non alla finanza) ben poca cosa, se non addirittura NULLA.
Il motivo è quello prima descritto. Il rapporto rischio rendimento era decisamente a favore dei BTp e quindi, lo sappiamo bene, le banche non si fanno grossi problemi di etica e comprano bonds.
Una mossa che, non dimentichiamolo mai, ha la benedizione massima della BCE in quanto, in questo modo, si è evitata una crisi del debito pubblico, mettendo proprio le banche come “forti buyers” sul mercato e portando quindi il sentiment sul nostro debito ai livelli attuali. E con esso lo spread giunto a 240 bp.
Togliamoci quindi dalla testa eventuali meriti dell’italia. Se i BTp oggi costano così cari non è per un miglioramento della nostra situazione (vedi qui a questo proposito) ma semplicemente per un mix di politica monetaria e massa di liquidità a disposizione che deve essere impiegata (visto che di liquidità ce n’è anche tanta ma NON circola).

STAY TUNED!

DT

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20 commenti Commenta
7voice
Scritto il 20 agosto 2013 at 11:13

a questo punto se in italia ci fossero gente seria al comando ? li farebbero fuori a ste banche della truffa ! infatti basterebbe introdurre un nuovo sistema di finanziamento tra privati(vedasi i cinesi) è il DERATANO DI QUESTI BANCHIERI fasulli SAREBBE SPAPPOLATO X SEMPRE !MA IN ITALIA SI PENSA ALLE KAZZATE DI UN CONDANNATO CHE HA CONTRIBUITO IN MODO DTERMINANTE ALLA SITUAZIONE ATTUALE ITALIANA ! CHIEDO: MA CHI OGGI SI AFFANNA A CHIEDERE L ‘ABOLIZIONE DELL’IMU SULLA PRIMA CASA ? NON HA VOTATO INSIEME ALLA MAGGIORANZA DEL GOVERNO MONTI ??? ANDASSERO VIA PRIMA CHE FINISCANO IMPICCATI X STRADA ! SIANO SERI ALMENO ALLA FINE DELLA LORO VITA PUBBLICA ! :evil: :evil: :evil:

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caval donato
Scritto il 20 agosto 2013 at 11:29

Bene , le banche non prestano più denaro alle imprese ,e noi non prestiamo più denaro alle banche. Invece che lasciare depositi sui conti correnti bancari per la gioia ed i giochi dei banchieri togliamoglieli dalla disponibilità , se lo fanno tutti i BTP saranno costretti a riversarli sul mercato , sempre che ci sia qualcuno disposto a ricomprarli.Un circolo vizioso che solo l’unità dei privati risparmiatori può interrompere.Le banche giocano con i nostri soldi,se i nostri soldi non li diamo alle banche smettono di giocare.
Ps: circolava voce che il 98% dei nostri depositi bancari siano investiti in non meglio identificate voci. Questo vuol dire che se almeno il 3% dei correntisti (calcoli assurdi e puramente statistici)ritira il proprio patrimonio liquido la banca chiude.

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 11:45

>> Piuttosto che prestare denaro, le banche preferiscono comprare BTP…

quanto sei banale ! Le banche hanno un costo della provvista elevatissimo, se ci fossero condizioni economiche tali per cui si sentissero ragionevolmente sicure a prestare denaro con un spread adeguato lo farebbero e guadagnerebbero assai di più che con i titoli governativi (in media al 3% o meno) ma quelle condizioni non ci sono perché in Italia la domanda interna che è il motore dell’economia, è MORTA. Anche l’export non è granchè, ma con l’import che è crollato, tutti a straparlare. Senza domanda interna (soprattutto investimenti) non esiste economia. Punto. E se le banche (in parte con i soldi della BCE, LTRO1&2 che mai verranno restituiti, non comprassero BTP chi li compra? I tuoi clienti? Non credo. Comunque Angelona si appresta a rivincere le elezioni con la stessa squadra di governo, e ad applicare una maggiore dose di politiche fallimentari. Chi pensa che la crisi dell’Europa sia finita è uno cui piace sognare asini che volano.

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Scritto il 20 agosto 2013 at 11:51

john_ludd@finanza,

E io che ho scritto?
Ma si sa, per gli istituti di credito “investire” denaro, prestandolo alle ditte, in una fase recessiva, significa rischiare di ritrovarsi con delle sofferenze nel giro di pochi mesi. E allora, visti anche i tassi di insolvenza in forte salita, meglio investire altrove. E dove?
Nulla di nuovo se non una conferma della vecchia tendenza.

infatti questi acquisti delle banche sono “benedetti” dalla BCE.
Draghi è contento perchè il debito degli stati è salvo.
LE banche sono contente perchè fanno soldi su denaro (LTRO) prestato loro a condizioni vantaggiose e reinvestito a tassi maggiori.
Chi piange è l’economia reale.
La colpa è certo del ciclo economico, ma mi sembra evidente che non si stia facendo nulla per migliorare questo scenario.

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Scritto il 20 agosto 2013 at 12:10

caval donato@finanzaonline,

Le banche utilizzano il denaro raccolto per la loro attività ordinaria. Quindi finanziare l’economia (poco) o direttamente nella finanza.
Quindi stai pur certo che le banche NON lasciano il denaro tranquillamente non investito.
E se tutti oggi si presentassero agli sportelli e prelevassero il 3% in un giorno del ctv dei saldi oggi presenti…si, sarebbe un gran bel casino, ne sono certo…

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 12:19

Dream Theater,

Non è vero che non si stia facendo nulla, si sta facendo una politica regressiva che va contro ogni possibilità di crescita economica salubre. Un paese come il nostro deve rilanciare gli investimenti interni, non puntare a nuovo export. Le industrie che esportano non hanno problemi di accesso ai capitali. Ma ogni prospettiva di investimento “interno” viene castrato da una combinazione di cattiva politica nazionale e pessima politica germanica la quale se non altro beneficia nel breve termine chi la impone. Ma noi che vantaggio ne abbiamo ?

Ora dico una poesia…
si fossi foco, bruciai
si fossi acqua, bagnai
si fossi cane, bau
s’è fatto tardi, ciao

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Scritto il 20 agosto 2013 at 12:55

john_ludd@finanza,

Hahahah! CIAU MIAU BAU!

( e cmq secondo il mio punto di vista una politica regressiva significa fare nulla perchè si asseconda il cliclo economico del momento passivametne con tutte le problematiche che non posso che enfatizzare la crisi)

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 12:58

Dream Theater,

l’originale grande poeta è qui:

http://www.youtube.com/watch?v=TXiQO5jcfsU

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 14:47

john_ludd@finanza,

si sta facendo una politica regressiva che va contro ogni possibilità di crescita economica in Italia, così si spreca meno CRUDO.
Solo i Germanici lo possono “sprecare” in Europa. :mrgreen: :wink:

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 14:50

con quete politiche regressive e fallimentari per l’economia del Sud Europa…la Crande Germania…

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/8/20/FINANZA-1-Borghi-quei-41-miliardi-che-la-Germania-ha-risparmiato-rubandoli-all-Italia/420361/

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 15:03

giobbe8871@finanza,

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 15:24

john_ludd@finanza,

Ben detto John.
Ma qualcuno pur deve risparmiare , e noi ITALIANI ci siamo abituati da una vita !

per me, malgrado il DISASTRO in Giappone, il nucleare non morirà.
io spero solo in qualche trovata scientifica e tecnologica. :mrgreen: :wink: tipo quella dell’ing. Andrea rossi, o il solare termodinamico del prof. Rubbia.

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 15:28

2 grafici eloquenti, meglio di 1000 parole John. :wink:
sebbene le tue parole non siano mai di troppo.

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 15:54

giobbe8871@finanza,

purtroppo le gente non comprende oppure non vuole comprendere e preferisce utilizzare il cranio come mezzo per tenere separate le orecchie e ascoltare in stereo. La nostra civiltà è basata sulla mobilità delle persone e dei materiali e per ragioni fisico/chimiche dipende dal petrolio al 95% che non ha sostituti mentre al contrario la generazione elettrica può contare anche sulle fonti rinnovabili (che non saranno in grado di produrre quanto consumiamo oggi, al massimo 1/3 nel 2040). Il petrolio convenzionale ha raggiunto il picco di produzione tra il 2008 e il 2010 e quello non convenzionale lo raggiungerà nel giro di pochi anni. Solo gli USA e il Canada con il loro sporco e costoso olio non convenzionale hanno permesso di aumentare la produzione lorda di combustibili liquidi, ma malgrado questo gli USA importano ancora la metà di quanto consumano. Entro un paio d’anni al massimo la produzione di petrolio inizierà a calare, e la percentuale che può essere esportata calerà ancora più rapidamente. Ogni punto di PIL globale addizionale richiede una maggiore disponibilità addizionale dello 0,3% circa di petrolio ma la disponibilità calerà nei prossimi 20 anni di circa 1/3 nella più favorevole delle ipotesi. Aspettiamoci qualunque mossa da parte dei paesi più forti per assicurarsi qualche anno in più di effimero benessere.

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 16:35

john_ludd@finanza,

John, io nel 2007 – 2008 su tg Sky sentii il prof. Rubbia “furioso” contro la politica energetica dei nostri politici…in conclusione lui sosteneva NO Eolico, ma solare termodinamico( progetto Archimede ) , energia idroelettrica come energie verdi, in grado di coprire quasi tutto il bisogno elettrico…
mentre per i trasporti alludeva a 1.000.000 di campi x bioetanolo ( no Mais però) credo alludesse ad alcune fabbriche specifiche ( penso io a quelle legate a biomasse e rifiuti urbani da cui derivare non solo energia elettrica ma anche liquido-bietanolo da inserire nelle auto) SI SAREBBE POTUTO ARRIVARE ALL’AUTONOMIA ENERGETICA DELL’ITALIA.

Nucleare ? alla domanda , rispose solo la Ricerca fusione nucleare.
ciao
giobbe

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 16:38

john_ludd@finanza,

Aspettiamoci qualunque mossa da parte dei paesi più forti per assicurarsi qualche anno in più di effimero benessere

concordo con te, John

infatti la c.d. “Primavera Araba ” ? cos’e ? una rivoluzione popolare ? si si , prosit :mrgreen: :wink: :D

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 16:50

giobbe8871@finanza,

l’Italia di oggi è specialista nel prendere a pesci in faccia quelli più bravi. I premi Nobel per l’economia vengono assegnati anche per ragioni ideologiche ma uno prende il premio Nobel per la fisica solo se è un genio. Rubbia poi si era reso disponibile per occuparsi di energia, idee ne aveva ma niente, i soliti potentati italioti hanno sabotato tutto. Personalmente sono favorevole all’eolico, è parte di un mix che richiede un contributo da ogni fonte rinnovabile. Probabilmente l’Italia non sarebbe l’Arabia Saudita delle rinnovabili per ragioni di spazio ma gode di un ambiente unico: abbiamo i bacini per l’idroelettrico, sole al sud, vento ovunque, biomasse e geotermico. Il solare termodinamico di Rubbia potrebbe essere utilizzato per creare qualche grande centrale sul tavoliere delle Puglie, costerebbe assai meno di una centrale nucleare. Ebbene sì, la non politica energetica suicida italiana farebbe incazz… anche un santo. Speriamo cambi qualcosa…

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giobbe8871
Scritto il 20 agosto 2013 at 19:17

john_ludd@finanza,

saresti un ottimo Ministro dell’Energia. John Ludd come Enrico Mattei, eroe italiano. :wink: 8)

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paolo41
Scritto il 20 agosto 2013 at 20:48

john_ludd@finanza,

non dobbiamo mai dimenticarci che siamo il paese del “NO”….. per principio!!!!

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john_ludd
Scritto il 20 agosto 2013 at 21:06

giobbe8871@finanza,

c’è gente molto brava e preparata in Italy… altro che il sottoscritto che si limita a riassumere quanto appreso da altri. Il problema è l’esercito di somari inamovibili e la ragnatela di interessi corporativi che ci paralizza (problema generale ma qui da noi è davvero troppo). Che spreco. Ma tra 20 anni sarò ancora in gradi di pedalare bene e il moto fa bene ai vecchietti. :mrgreen:

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