ITALIA fanalino di coda nel tasso di crescita del PIL

Scritto il alle 14:18 da Danilo DT

Certo, non era una novità il fatto che l’Italia si trovasse in recessione, ma personalmente questa slide mi ha veramente rattristato.

Tra gli stati “che contano”, nessuno dico NESSUNO è messo peggio dell’Italia.

Il Bel Paese è lo stato con la recessione più forte e la situazione economica più difficile. Guardate questi grafico del PIL Italia ed il relativo confronto con le altre economie più importanti a livello globale.

(Source: tradingeconomics.com)

Credo che dire che siamo in stato di massima emergenza sia un eufemismo, anche perché, nel frattempo (e in questa slide era evidente) gli altri continuano a correre e noi, stiamo perdendo tutto: competitività, ricchezza, dignità.

Cosa ci resta? Il male…ops…il mare, il sole, la pizza, le opere d’arte. Sicuri che non meritiamo qualcosa di più?

STAY TUNED!

DT

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10 commenti Commenta
troglotrader
Scritto il 26 aprile 2013 at 15:01

“Cosa ci resta? Il male… ”

Questo si che è un bel lapsus freudiano..

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lorenzo_1
Scritto il 26 aprile 2013 at 15:19

vabbè….ma perché parlare di “tasso di crescita del PIL”….dove stà la crescita?!

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pinco14
Scritto il 26 aprile 2013 at 15:28

E intanto – PIL USA 1QT – Atteso 3,2 % Uscito 2,5%
Wall Street? Sale…a ricordarci la perfetta correlazione fra mercati ed economia reale

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Scritto il 26 aprile 2013 at 15:41

pinco14@finanza,

E fidati, per il trend di borsa è MEGLIO un PIL a +2.5% che a +3.2%… No, non sono impazzito… :mrgreen:

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kry
Scritto il 26 aprile 2013 at 15:43

pinco14@finanza,

2,5 reale o drogato con QE.

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pinco14
Scritto il 26 aprile 2013 at 16:04

Dream Theater,

kry@finanza,

Fiducia consumatori univ. Michigan? In calo
Risposta WS? Ulteriore accelerazione al rialzo
Dream, ho capito a cosa ti riferisci…peggio va l’economia più si giustifica il pompaggio infinito della FED…

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john_ludd
Scritto il 26 aprile 2013 at 18:49

pinco14@finanza,

Dream Theater,

Ci sono diversi eccellenti analisti che mostrano che solo una minima parte del denaro creato dalla FED finisce effettivamente a WS. E’ il mercato che credendo che scopo della FED sia quello di sostenere il mercato allora compra senza freni. Il valore degli utili e il dato sull’inflazione sono i reali driver di mercato. Sinora gli utili sono stati eccellenti e l’inflazione tra 1% e 2%, la perfezione in terra dei mercati. Ma già negli anni 50 Michael Kalecki dimostrò attraverso una serie di equazioni che, rapportata al caso attuale, è il deficit del governo che ha generato il grande utile delle aziende. In sostanza il mercato ci ha visto giusto ma per la ragione sbagliata. A dimostrare la situazione completamente assurda, lo stesso mercato è a tratti preoccupato dell’eccessivo deficit spending americano che è quello che gli riempie le tasche e bastona qualunque altra nazione provi a fare deficit spending tranne il Giappone. Ergo, o deficit spending eterno, o ripresa reale dell’economia o epic crash non troppo distante nel tempo quando ci si renderà conto che la FED vuole tassi a zero per altre ragioni e che è il denaro del governo/cittadini/tax payers a finire nei bilanci delle aziende e nelle tasche degli azionisti. Aggiungo che l’eventuale aumento delle retribuzioni, unico modo per far crescere i redditi medi e generare domanda aggregata, determinerebbe sia un aumento dei costi per le aziende con calo degli utili che un aumento dell’inflazione con conseguente aumento del premio al rischio. Non c’è nulla di sorprendente in quello che è successo agli indici di borsa, la sola sorpresa è che siano giunti a farli salire sino qui senza che dal basso nessuno abbia dato fuoco al Congresso. Quando il mercato sale perchè sostanzialmente sta trasferendo ricchezza dai poveri ai ricchi io non gioco, non perchè sia immorale, ma perchè finisce SEMPRE nello stesso modo, solo non è possibile sapere quando.

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pinco14
Scritto il 26 aprile 2013 at 21:27

john_ludd@finanza,

Delle tre possibilità che hai citato quale vedi più probabile?
deficit spending eterno, ripresa reale o crash?
Io ultimamente tendo a pensare la 1, perchè la 2 mi sembra molto molto lontana, mentre la 3 mi sembra una possibilità ma tendo sempre a pensare che chi prende le decisioni voglia assolutamente evitarla.
Ma il problema della 1 è che mi pare stia andando troppo bene (almeno apparentemente, ma è cio che conta) tanto che la Fed è emulata ormai da quasi tutte le altre banche centrali, la svalutazione competitiva è ormai il pane quotidiano dei mercati ma anche dei governi, ed ho la sensazione che tutti tirino la corda dalla propria parte ma che questa corda possa strapparsi da un momento all’altro e l’equilibrio possa saltare improvvisamente. Allora ho paura si generi una quantità immane di energia cinetica e che come il principio di conservazione dell’energia ci insegna, prima che sia assorbita saranno necessari molti e molti urti e non vorrei che questo poi generasse pesanti conflitti sociali interni (fra ricchi e poveri) ed anche esterni (guerre)
La storia recente ci insegna (1 e 2 guerra mondiale) che le cause scatenanti sono sempre state disequilibri economici esasperati poi in drammatici conflitti sociali, con i movimenti estremisti che fanno presa pesantemente sulla gente vessata che è la maggioranza ed oggi ancora di più

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john_ludd
Scritto il 26 aprile 2013 at 22:17

pinco14@finanza,

la crescita del valore degli asset è pura contabilità; se devi acquistare un bene non lo puoi pagare in azioni, prima le devi vendere e quindi devi trovare qualcuno che te le scambi per il suo cash. Se a voler/dover vendere sono una esigua minoranza si può andare avanti per parecchio, Maddoff ne era convinto. Se però per qualche motivo sono in tanti a voler vendere e a comprare non c’è nessuno…

secondo punto: gli asset finanziari inflazionati sono posseduti da una minoranza di persone. Il fatto che il 45% circa della ricchezza finanziaria USA è in azioni non vuole dire che il 45% degli americani possiede azioni. La ricchezza è concentrata, ma è pur sempre in buona parte virtuale. La mancanza di mezzi è invece diffusa e del tutto reale. Se devi comprare un bene o un servizio e non hai azioni da vendere nè soldi da parte, fai senza.

terzo punto: i crash ci sono sempre stati, 2008/09, 2000/01, 1997, 1992, 1987…. tanti e frequenti

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candlestick
Scritto il 27 aprile 2013 at 15:00

2014/2015

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